"I cento libri che rendono la nostra vita più ricca" secondo Piero Dorfles - Settima puntata

Buongiorno, amanti della lettura!
Dopo due settimane di assenza, per mancanza di tempo, torna la nostra rubrichina settimanale e passeggera.


Vi lascio alle puntate precedenti e vi ricordo che come al solito alla fine del post troverete le due domandine rivolte a voi :)


Il tema di oggi è:

Al di là del principio di ragione
Il nostro professore ci ricorda che da quando l'uomo ha perfezionato l'uso del linguaggio fino a farne lo strumento di narrazione, le serate si sono popolate di fantasmi, fatti misteriosi e avventure soprannaturali. Ma come allora, anche oggi è forte l'esigenza di tutti noi di immaginare che non tutto si riduce alla dura materialità dell'esistenza terrena. E sono proprio queste invenzioni fantastiche che ci permettono di viaggiare al di là dei limiti della conoscenza, fuori dagli schemi della razionalità e, infine, ci dice Dorfles, oltre la ripetitiva banalità della nostra vita quotidiana.
I titoli riguardanti tutto ciò sono i seguenti.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie - Lewis Carroll


Nel Paese delle Meraviglie non valgono le leggi della fisica: si cade per chilometri (forse, ma non si è sicuri) senza farsi niente. Non valgono le leggi del buon senso e dell'educazione: una fanciulla britannica di buona famiglia può permettersi di bere intrugli quantomeno sospetti, o di sbocconcellare funghi magici seguendo i consigli di un bruco drogato. Può infrangere tutte le noiose poesie edificanti propinatele da pseudopoeti bacchettoni, stravolgendole in strofe di una crudeltà e di un'anarchia inaudite. Nel Paese delle Meraviglie non ci sono regole predefinite: è una bambina disambientata a creare il mondo e le entità che lo popolano. Alice non va dove la porta il cuore: va dove la porta il caos.

Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde


Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d'accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

Ballata di Natale - Charles Dickens


Scritta nel 1843, questa "Ballata di Natale" inaugura la fortunata serie di racconti natalizi di Dickens volti ad instillare nel lettore "pensieri d'amore e di considerazione verso il prossimo, che non sono mai fuori stagione". Mescolando la rappresentazione fedele dell'atmosfera delle festività vittoriane con una storia di fantasmi, la Ballata narra la notte della Vigilia di Scrooge, un uomo "duro e aspro... chiuso in se stesso come un'ostrica". Visitato dagli spiriti del Natale Passato, Presente e Futuro, che lo mettono di fronte al suo miserabile modo di vivere, Scrooge cambierà atteggiamento e si trasformerà in "un uomo così buono, come mai poteva averne conosciuto quella buona vecchia città".

Dracula - Bam Stocker


Scritto da Bram Stoker nel 1897, fin dal suo primo apparire Dracula ha fornito l'archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema. Ispirato alle figure storiche del principe romeno Vlad II detto Dracul («il diavolo») e di suo figlio Vlad III, l'Impalatore, Dracula-Nosferatu (colui che non muore, il morto vivente) è un personaggio più che mai inquietante. Nel tratteggiarlo Bram Stoker ha dato fondo a tutte le risorse della sua fantasia e a tutti gli espedienti di un calibratissimo mestiere. Da queste pagine si sprigiona così una magia che giunge fino alle soglie dell'incubo. Dracula rappresenta infatti in modo del tutto originale l'eterna vicenda della lotta tra il Bene e il Male, sullo sfondo di una storia che scaturisce direttamente dall'inconscio e, come tale, parla in termini che si impongono immediatamente alla fantasia di ciascuno di noi, per entrare nei nostri sogni più spaventosi. Né bastano esorcismi razionalistici a toglierle l'irresistibile suggestione, la possente ossessività che la pervade.

Peter Pan - James Matthew Barrie


«Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo». È questa la ragione che spiega il mistero, semplice eppure profondo, del fascino di Peter Pan. La magia dei personaggi e delle atmosfere deriva da un’incrollabile fiducia nella forza dei sogni: con la sua freschezza e vitalità, questo strano ragazzo vola, insieme con i lettori, «dritto fino al mattino». Nel primo racconto, Peter Pan nei giardini di Kensington, Peter è un bambino fuggito dalla culla che vive nel grande parco, tra saggi pennuti, fate e creature di sogno. In Peter e Wendy ha invece già raggiunto la famosa “Isolachenoncè”, e affronta bizzarre avventure in quella terra fantastica, popolata da pirati, sirene, pellerossa e da un feroce coccodrillo divoratore di uomini e sveglie...

Siddhartha - Hermann Hesse


Chi è Siddhartha? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddhartha, che ripete il «costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l’aveva visto centinaia di volte con venerazione».
"Siddhartha" è senz’altro l’opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

Racconti del mistero - Edgar Allan Poe


Edgar Allan Poe definì la sua produzione “racconti del grottesco e dell’arabesco”, facendone il titolo della sua prima e significativa raccolta. I racconti del mistero appartengono infatti a questi due generi: da una parte il “grottesco”, con situazioni inquietanti, rovesciamenti paurosi, scherzi che divengono trappole mortali ed equivochi con esiti tragici; dall’altra l’“arabesco”, che è sinonimo di “fantastico” e “bizzarro”, con racconti visionari e onirici, in cui l’autore dà sfogo alla sua creatività, spingendola oltre l’immaginabile. L’ingrediente principale della letteratura di Edgar Allan Poe, quello che accomuna il grottesco e l’arabesco, è la presenza imperante della paura, protagonista di tutte le vicende e declinata in tutte le sue possibili accezioni: dal presagio all’ossessione, dal tormento al panico, dall’angoscia al terrore. Questi racconti costituiscono il primo modello di letteratura del mistero e dell’orrore, inconsapevolmente precursori delle scoperte delle scienze che studiano la psiche umana. La sfuggente complessità della realtà che ci circonda, i misteri da risolvere per raggiungere l’essenza delle cose e lo sgomento che accompagna queste indagini sono il punto di partenza di Edgar Allan Poe. Ma oltre il mondo del conoscibile, che è possibile esplorare grazie alle facoltà raziocinanti, esiste un universo infinito e insondabile che si trova innanzitutto dentro all’uomo, nei recessi della sua mente.

La pelle di zigrino - Honorè de Balzac


È meglio subire una società ispirata ai valori dell'egoismo oppure esistere in solitudine, in rapporto diretto con l'energia cosmica e la morte? È meglio sopravvivere senza passioni, senza pensieri, senza piaceri, o vivere intensamente, esaurendo il proprio capitale energetico? La tragica storia di Raphaël, la sua lenta agonia, non dà risposte. La pelle di zigrino è un libro nero, amaro, disperante. Nel percorso creativo di Balzac è un nodo fondamentale - contiene anche riferimenti autobiografici espliciti - che investe sia la condotta narrativa sia quella esistenziale.

Frankenstein - Mary Shelly


Frutto perverso degli esperimenti di uno scienziato "apprendista stregone", espressione di una visione apocalittica della scienza, la creatura di Frankenstein è tuttora la raffigurazione del "mostro" per eccellenza, materializzazione vivente delle nostre paure. Mary Shelley, cresciuta in un ambiente intellettuale di prim'ordine (nell'Inghilterra tra Sette e Ottocento), si ispira ai miti di Faust e Prometeo.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? - Philip K. Dick


Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore... Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le loro tracce. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano... Tragico e grottesco assieme, il romanzo di Philip Dick racconta il panorama desolato della San Francisco del futuro, il desiderio di amore e redenzione che alberga nei più umili, trasformando il genere fantascientifico in un noir cupo e metafisico. Un’opera che ha influenzato la visione della metropoli futura e ha anticipato i dilemmi della bioetica contemporanea.

Ragazzi, di questi titoli ho letto solamente Il ritratto di Dorian Gray e Siddhartha. Vorrei leggere, prima o poi, Alice nel paese delle meraviglie, Ballata di Natale e I racconti del mistero.

E voi, miei affezionati lettori?
Quali di questi avete già letto?
Quali di questi volete leggere?

Commenti

  1. Ho letto Dracula, Siddharta, Il ritratto di Dorian Gray e Alice nel paese delle meraviglie ♥ E dove dire che mi sono piaciuti tutti e mi hanno lasciato tanti piccoli e bei ricordi! *-*

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    1. Immagino *-* Soprattutto Alice nel paese delle meraviglie. Ma mi meraviglio io perché non l'ho ancora letto o.o

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  2. Adoro giá questo tema!:) Di questi ho letto Lewis Carrol, il ritratto di Dorian Gray che però vorrei rileggere perchè non l'ho molto apprezzato la prima volta..e Frankestain, che ho usato nella mia tesina della maturità!:) Ora sto leggendo Dracula, che da sempre era uno dei libri che volevo leggere.
    Non ho letto Poe nè Dickens ma devo dire che vorrei leggerli entrambi perchè mi incuriosiscono.
    Ah..Peter Pan è uno dei miei preferiti!:)
    Un bacione:)

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    1. Poe e Dickens incuriosiscono anche me :) Dracula? Chissà ma non ho mai avuto voglia di leggerlo.

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  3. Ho letto Siddharta, Dorian Graye Frankenstein

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    1. Come me, escluso Frankenstein che non mi ha mai incuriosita :)

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  4. Io di questi ho letto Carroll, Wilde e Dickens.. Prossimamente mi occuperò di Frankenstein e Dracula che attendono ormai da tempo sulla mia mensola! Comunque Alice nel paese delle meraviglie è uno dei miei libri preferiti e sicuramente tra poco lo rileggerò, in inglese xo..

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    1. Io ti ammiro perché leggi molti classici *-*

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