Recensione: Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo

Buongiorno, amanti della lettura!
C'è chi lotta per raggiungere la felicità stabile nella sua vita, c'è chi invece dice che la felicità è fatta di quei momenti speciali sparpagliati un po' qua, un po' là nella nostra vita.
Ma pochi, come ha fatto Francesco Piccolo, hanno detto che esistono addirittura quei momenti di trascurabile felicità.


Titolo: Momenti di trascurabile felicità
Autore: Francesco Piccolo
Editore: Einaudi

Trama:
Possono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento. Quando all'improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant'è preziosa quella manciata di giorni d'agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra "Mi ricordo" di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un'ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L'autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.


Recensione:
Un piccolo libricino che racchiude quella che è la vita. Con le sue emozioni, le sue noie, i suoi momenti di trascurabile felicità ed infelicità. In poche parole, la quotidianità.
E penso a quelle persone che reputano la loro vita piatta, sempre uguale, senza brio, al "ogni giorno è uguale a ieri, e a domani".
In realtà ogni giorno è diverso da quello precedente e quello successivo, non nelle attività e negli impegni che svolgiamo, ma in quei momenti di trascurabile felicità tutti differenti tra di loro. Ogni piccolo gesto, seppur uguale, ha un'intensità tutta sua.

Il protagonista di questa storia è un uomo, forse quarantenne, che non ci dice nulla di sé, né nome né età. Ma ci elenca quei piccoli momenti della sua vita. Piccoli ma felici. Trascurabili perché piccoli.
Ad esempio è un momento di trascurabile felicità quando portiamo le lancette di un'ora avanti e sappiamo che si avvicina la primavera e le giornate si allungano.
E' un momento di trascurabile felicità spiare la spesa delle persone al supermercato. Come se la spesa ci potesse dire qualcosa su di loro, sul loro carattere, sul loro stile di vita.
E' un momento di trascurabile felicità quando compriamo il latte e prendiamo l'ultima bottiglia perché siamo convinti che le ultime abbiano la data di scadenza più lontana.

Per lui è un momento di trascurabile felicità leggere i dati auditel di Sanremo su la Repubblica. E sempre di Sanremo, è per lui un momento di trascurabile felicità, ascoltare le canzoni d'amore, che lo fanno piangere. Come lo è guardare le risse tra gli automobilisti, specialmente se ci sono le mogli che si insultano.
E' un momento di trascurabile felicità passeggiare senza dover comprare prodotti che aiutino le ricerche scientifiche, o qualsiasi altra cosa che possa mettergli la coscienza apposto.
Il nostro protagonista si ricorda, poi, quando era giovane e rimorchiava le ragazze. Il suo momento di trascurabile felicità era tornare a casa e chiedersi "Quanto sono fico? Ma quanto sono fico?"
Dirle di non urlare e lei risponde urlando "Non sto urlando!". E sempre lei, gli regala un momento di trascurabile felicità, quando indossa una sua maglietta.
Momenti di trascurabile felicità sono tutte quelle volte che si va al cinema con qualcuno che non ha ancora visto il film e commentare quest'ultimo dimostrano che noi, invece, lo abbiamo già visto: "Questa scena è bellissima!".
E tutti quei momenti di trascurabile felicità quando beviamo dalla bottiglia e se ci guardano male rispondiamo "Ma stava finendo!".

E il momento in cui diciamo "Io l'avevo detto!", quando arriva il conto e c'è sempre qualcuno che fa la divisione al volo, girare per le grandi librerie, essere complici degli sguardi degli innamorati.
E' un momento di trascurabile felicità ricordare quando, come, dove si è letto un libro. E' un momento di trascurabile felicità leggere la prima pagina di un libro, e l'ultima.

Ed è stato anche il mio di momento di felicità, poco trascurabile, quello in compagnia delle parole deliziose di Francesco Piccolo, e di tutti i suoi momenti decritti in poche righe.
Mi piace, poi, pensare che ci sia molto di autobiografico in questo libro. Anzi no, sapete che vi dico? Penso che ci sia molto di autobiografico di tutti noi, perché prima o poi tutti abbiamo vissuto o vivremo questi momenti di trascurabile felicità.

Infine, per concludere, consiglio la lettura di questo libro soprattutto perché dopo averlo fatto sono sicura che farete più caso a questi piccoli momenti; i quali diverranno momenti di Non trascurabile felicità.

Qualcuno di voi lo ha letto? Vi incuriosisce?

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