Intervista: Sara Rattaro

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi sono emozionatissima. Ho il grandissimo onore di farvi leggere un'intervista alla fantastica, disponibilissima e gentilissima Sara Rattaro.
Mi ricordo, un annetto fa, forse, che tornai dalla biblioteca del mio paese con "Non volare via" in borsa. Arrivata a casa cominciai a leggerlo con un'avidità che solo i bei libri ti portano a provare. Quel pomeriggio, poi, arrivò a casa mia una mia vecchia compagna di classe che come ogni volta, aveva bisogno di qualche mano in qualche materia scolastica. Io mi incavolai tantissimo! Mentre lei saliva i quattro piani del mio condominio io dissi a mia madre: "Mamma! Ascolta bene, che te non sai dire una cavolata. Ma ora deve crederti, impegnati! Dille che sto dormendo, in un'oretta finisco 'sto libro e arrivo.". Che cattivella che sono stata. Ma voi potete capirmi: avevo scoperto quella che era una delle mie scrittrici preferite in assoluto, forse la prima della classifica. Ho letto tutti i suoi libri e mai avrei immaginato che un giorno avrei potuto riempirla di domande su quei meravigliosi libri.
Grazie di cuore a Sara, davvero. E grazie a voi, amanti dei libri.

Ciao Sara e benvenuta qui a Uno scaffale di libri. Vorrei poterti stendere un tappeto rosso! Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande.
Grazie a voi, il vostro è un lavoro preziosissimo.

Nella tua biografia c'è scritto che sei nata a Genova, hai conseguito più di una laurea e hai scritto tre fantastici libri. Ma ci puoi dire qualcosa di più su di te?
Ero una ragazzina con la grande passione per la scrittura e la grande paura di essere letta, per questo motivo ho deciso di studiare Biologia all'università e lasciare che la scrittura fosse solo un sogno. Poi, le cose sono cambiate e un giorno ho deciso di mettermi alla prova e ho scritto il mio primo romanzo “Sulla sedia sbagliata” (in questi giorni in libreria con una nuova edizione). Sono passati  6 anni prima che trovassi un editore ma quel periodo ricco di silenzi e rifiuti è stato una della cosa più utili della mia vita.

Com'è la vita di una scrittrice? Raccontaci una tua giornata tipo.
Ora è difficile da definire perché si mescola con quella di mamma ed è tutto indefinito ma molto bello.
In generale, si divide in due periodi. Quello in cui ho l’ispirazione e una storia da scrivere gira tutto intorno a lei. Cerco di ridurre al minimo gli impegni e mi chiudo in casa a scrivere perché non riesco mai a liberarmi completamente la testa dalla storia se non la scrivo tutta. Quando non sono ispirata, faccio quello che devo fare con più regolarità e, naturalmente, vado in giro alla ricerca di una nuova trama…

Dove scrivi? Hai uno studio dove ti rifugi?
No, scrivo in cucina. Fondamentale è avere la mia musica nelle orecchie.

Dove trovi l'ispirazione per scrivere le tue storie?
Dipende. Spesso mi arrivano da storie che mi vengono raccontate, altre, come Un uso qualunque di te, sono frutto di fantasia.

Hai dichiarato che Un uso qualunque di te è stata una storia che ti è scoppiata prima nella testa e poi nel cuore. Cosa significa?
Non ci stavo minimamente pensando. Ero in vacanza e stavo passeggiando sulla spiaggia. Improvvisamente è arrivata Viola. È come se avessi visto tutta la storia davanti a me. Così l’ho raccontata.

Mentre leggevo la fine di Un uso qualunque di te avevo il cuore che batteva a mille e le lacrime che mi rigavano il viso. Come ti sei sentita tu nello scriverla?
Uguale a te. Ricordo che le lacrime non mi lasciavano vedere la tastiera ma non riuscivo a smettere.

Non volare via ti ha permesso di farti conoscere a un numero maggiore di lettori. Tu lo consideri come tale? Come il libro che ti ha messa sotto i riflettori del mondo letterario?
Il mio è un percorso a gradini. Ogni libro mi ha permesso di fare un passo avanti. Ogni libro è stato fondamentale. Non volare via è una storia che ho amato molto. A differenza di Un uso qualunque di te è una storia ispirata alla realtà. Raccontare di Matteo e la sua famiglia è stato un grande privilegio e una grande emozione.

Delle volte leggendo ci facciamo coinvolgere dalla storia e dai suoi personaggi e siamo sicuri di come ci saremmo comportati noi nelle loro situazioni, oppure che la scelta del protagonista è sbagliata. Con i tuoi libri, sempre coinvolgenti, questo non succede: ancora oggi io non riesco a biasimare o giudicare i tuoi personaggi. Sono così semplici e disarmanti nella loro umana imperfezione. Come ci riesci?
Mi fa piacere sentirtelo dire perché è qualcosa in cui credo molto. Quando scrivo cerco di lasciare fuori dalla storia ogni mio pregiudizio e di raccontare i personaggi senza la preoccupazione di essere osservati. Penso che ogni forma di giudizio spetti al lettore e non allo scrittore.

Parliamo sempre delle scelte dei tuoi personaggi. Ti  sei mai chiesta come ti saresti comportata al loro posto?
A volte sì, mi capita. Poi sgombro la mente e scrivo di loro. Sono loro i protagonisti.

In tutti e tre i romanzi le figure femminili sono forti, soprattutto ne Sulla sedia sbagliata, cosa rende queste donne così forti? Ti rispecchi in loro?
Non si deve mai fare molta strada per incontrare una donna forte. Le protagoniste di cui parlo sono le persone che abbiamo intorno. Quelle donne che sanno mandare avanti una famiglia, una casa, un lavoro e magari trovare anche la voglia di occuparsi degli altri e divertirsi.


In Niente è come te ti sei ispirata a tante storie vere che sono dolorose e tristi. Come ti sei sentita nel toccare con mano questo dolore?
È stato un grande privilegio e una grande responsabilità. Quando incontri storie così, ti rendi conto del vero significato di alcuni sentimenti e delle parole che utilizziamo per descriverli.

La seguente è una domanda difficile. Ma immaginiamo che tu debba andare in un'isola e, che tu possa portare con te uno solo dei tuoi libri, quale sceglieresti?
Difficilissima. Ti direi un libro che non ho ancora letto.

E se dovessi scegliere tra uno dei libri scritti da te?
Tra i miei? Non c'è scelta, é come chiedere a una mamma quale tra i suoi figli preferisce... Me li porterei tutti, per forza.
 
I tuoi libri stanno viaggiando per il mondo: Olanda, Ungheria, Brasile e altri paesi. Come ci si sente a vedere il frutto dei propri sogni e delle proprie fatiche tradotti e amati da lettori internazionali?
È una grande gioia e un grande orgoglio. Essere tradotta in nove lingue è molto più di quanto potessi desiderare.

Hai dei progetti prossimi? Ti prego, dimmi che presto ci regalerai un'altra tua storia.
Il mio prossimo romanzo uscirà nel 2016. È una storia difficile e tutta al femminile.

Sara, grazie mille per aver risposto alle mie domande. Ti auguro tanto successo, tutti i tuoi lettori affezionati te lo augurano. Per quel che vale, ti considero una delle migliori scrittrici italiane e il mondo letterario aveva bisogno di una voce come la tua. Grazie ancora.
Grazie di cuore a tutti voi.

Commenti

  1. Ho 'un uso qualunque di te' da un bel pò, ma non lo ho ancora letto!

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    1. Leggilo, Ile, ti prego <3 Se sei emotiva come me scoppierai a piangere! :D

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  2. Che bell'intervista!! Devo assolutamente trovare il tempo di leggere Non volare via , per ora ho letto solo Un uso qualunque di te e non mi era dispiaciuto!

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    1. Grazie ^^ Io ci metto la mano sul fuoco che ti piacerà! (sembro un rappresentante xD)

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  3. Noooo beata te che l'hai intervistata, Sara Rattaro è una scrittrice che piace un sacco anche a meee *.* bell'intervista, complimenti!! :)
    Ho letto "Un uso qualunque di te" e "Non volare via" e mi sono davvero piaciuti..mi mancano gli altri due ma credo li leggerò a breve!!

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    1. Ciao Macicci ^^ Guarda, lei è una persona disponibilissima e se vuoi metterti in contatto con lei fallo senza rifletterci troppo. Che bello trovare un'altra persona che venera, ehm... ammira Sara *-*
      Quando poi leggi gli altri due verrò a sbirciare le tue recensioni ^^

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