Recensione: Vela bianca di Sergio Bambarén

Buonasera, amanti della lettura!
In questa fresca serata, con la finestra aperta e con le risate dei bambini che giocano fuori, vorrei condividere con voi una specie di recensione. E dico una "specie di recensione" perché più che altro sembra una lunga riflessione quasi insensata che ho avuto con me stessa.


Titolo: Vela bianca
Autore: Sergio Bambarén
Editore: Sperling & Kupfer

Trama:
Sposati da otto anni e intrappolati in un'esistenza banale, Michael e Gail lottano disperatamente contro il naufragio del loro matrimonio. Un giorno decidono di lasciare tutto e salpare su una barca, Vela Bianca, che li condurrà nell'incanto dell'emisfero australe. Nel lungo viaggio verso la felicità, i due portano solo la piccola scatola che un tempo un vecchio libraio di Auckland donò loro, con la promessa di aprirla in mare aperto. E presto si accorgono dello straordinario tesoro che hanno tra le mani, l'insegnamento più prezioso di tutti: il vero paradiso è dentro di noi, se solo vogliamo vederlo.


Recensione:
Gail e Micheal sono infelici e il loro matrimonio è alla deriva. Micheal vive giorni spossanti, stressanti, privi di luce. Gail invece si sente sulle spalle il peso di una matrimonio prossimo al fallimento. Gail e Micheal vivono sotto lo stesso tetto ma allo stesso tempo distanti anni luce l'uno dall'altra.
L'unico momento in cui Micheal può avere una tregua dalla vita è la sera, quando finisce di lavorare, e si sofferma nella libreria vicino al posto di lavoro con la lieve compagnia dell'anziano signore che la gestisce.

Io leggo Bambarén durante gli esami. Quando sono di ritorno da uno di questi, sul treno. Al posto dell'assordante chiasso dei binari che vengono percorsi, sento lo sciabordare delle onde, i gabbiani, il profumo del sole. Lo sapete che il sole ha un profumo? Io lo sento. E mi manca andare al mare, mi manca scrivere sulla spiaggia dopo il tramonto, mi manca il bagno d'acqua dolce dopo la nuotata in mare, mi manca passeggiare la sera da sola con solo come compagno il mare.

Ma la storia de la Vela bianca, sì, è una storia, anche se più volte ho alzato gli occhi al cielo. Non fraintendetemi, io sono una romanticona della vita, ma questa volta la mia parte razionale ha preso il sopravvento, sebbene accada poche volte.
Ma, vi prego, immaginiamo per un attimo che ognuno di noi abbandoni il suo lavoro, se ce l'ha, la sua casa, e utilizzi i suoi soldi in questa fuga verso la felicità. Come hanno fatto Gail e Michel, perché pare sia questo il messaggio. A meno che io non abbia colto il vero messaggio che lo scrittore voleva trasmettere. Come sarebbe la nostra società? Sarebbe ancora una società democratica? Fondata su cosa, se non sul lavoro? Sulla felicità e basta?

E poi non vedo il motivo di quest'attacco, non solo in questo libro, verso la professione di impiegato o qualsiasi altra che si svolga in un ufficio. Come se questa fosse sinonimo di infelicità: non è assolutamente così. Certo, non tutti sono fatti per stare davanti ad un pc, come non tutti sono fatti per fare i reporter dei viaggi in Australia. Non tutti vorrebbero solo carriera e soldi nella vita ma, di nuovo, non tutti vorrebbero mollare tutto quanto e salpare in cerca di se stessi.

Bambarén in questo romanzo è contraddittorio. Prima la coppia molla tutto e va alla ricerca di se stessi, successivamente tornano alla loro vita e ricominciano a cercare un nuovo lavoro però con una nuova consapevolezza. Ma intanto questi sono tornati alla vita quotidiana, alla vita che hanno criticato e lapidato sin dall'inizio.
Insomma: una storia che, secondo me, è basata su un'enorme contraddizione. Sarebbe stato meglio se i due fossero rimasti in un'isola a vivere di quello che offre loro la Natura? Che la fine del libro fosse questa? Sì, decisamente, avrei preferito così.
Questa volta Bambarén mi ha leggermente irritata e per niente rilassata. Non si può dire, però, che non mi abbia coinvolta, nel bene o nel male. Giusto?

Commenti

  1. Un autore che non conosco quasi, ma ora mi hai messo una certa curiosità. In generale la penso come te sul tema "fuggo da tutto e vivo libera in cerca del mio destino" e bla bla. Molto hippy, molto new age, molto poco fattibile. Forse la coppia aveva bisogno di mollare tutto per capire che doveva tornare indietro e ricominciare da capo? la butto là.
    Baci!

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    1. Esattamente.
      L'ho pensato anche io. Ma è il modo di scrivere la fine che ha provocato questa mancanza. Infatti, se fosse stato diverso, l'avrei presa meglio, avrei trovato "giustificabile" la loro fuga e poi ritorno al punto di partenza.
      Grazie per essere passata :)

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  2. Io sono tra le persone sedute davanti ad un pc, con un lavoro in ufficio ma che mi appaga e mi piace. :) quindi non condivido le idee dell'autore, autore che a dir la verità non conoscevo e mi sa continuerò a non conoscere :P
    Un abbraccio

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    1. Io invece studio per stare in un ufficio, un giorno. Non lo farei se non mi rendesse felice :)

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  3. ciao
    ho letto altri libri di bambaren e come scrittore mi piace.

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    1. Ciao Robby :)
      Io ho letto questo e L'onda perfetta. Quest'ultimo mi è piaciuto molto, ma Vela bianca mi ha irritata. Però in generale Bambarén rilassa, sicuro :)

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