Sentirsi meno smarriti

Il contrario del sentirsi smarriti, è sentirsi meno smarriti. O è forse solo una via di mezzo? Chi ha detto che ci devono essere due poli, due estremi, il bianco ed il nero. Si può ad esempio stare normali: né bene, né male. Si può sentirsi smarriti, tornati in carreggiata, ma anche sentirsi meno smarriti. Prima o poi ci torno in carreggiata, no? Per ora non sono né ad un polo, né all'altro. Ne ad un estremo, né all'altro, né bianco...Né nero.
Lo stesso vale per le persone, forse. Una persona può non essere poca per te, ma neanche tanta. Può non essere abbastanza. Vi è mai capitato? State passando un brutto periodo, avete la vostra pazza famiglia, delle amiche disposte ad arrivare cavalcando un asino pur di starvi vicine. Ma manca sempre quel qualcosa. Ad esempio quando quelle amiche arrivano, noi potremmo parlare per ore cercando di sfogarci e di esorcizzare le nostre paranoie, turbamenti, tristezze. Ma perché manca sempre quel qualcosa? Perché non ci sentiamo mai bene ma neanche male. Perché quelle persone non sono troppo poche, ma non sono neanche troppo tante a colmare quella mancanza?
E si potrebbe pensare che manchi quella persona. La persona. La metà. Non a me. A me non manca quella persona, né quella in particolare né l'idea di quella persona al mio fianco. Ecco, quella persona è stata il contrario di tutto questo monologo. E' stata quel troppo. Quel troppo che non si riesce a reggere, quel troppo che fa sgorgare lacrime calde, quel troppo che mi ha creato quella mancanza ora incolmabile.
Sempre di persone parliamo. Le persone che mentre mi sentivo smarrita, immobile in un movimento incontrollabile, mi sembravano felici, serene. Ché quando io mi sono sentita meno smarrita, felice e serena, alla fine loro non sembravano poi così tanto felici e serene. Si sentivano smarriti come me. E allora perché, siccome lo ero anche io, non stata capace di riconoscere un mio simile. E loro non hanno riconosciuto me.
E' bello, però. Sentirsi meno smarriti, dico. Mi dà l'idea che di una me non più immobile, ma nemmeno in movimento. Mi dà l'idea che tutto ciò che mi circonda sia più controllabile, più lento, meno confusionario. Però se io inizio a muovermi, per forza di cose, il resto inizierà a rallentare. Sempre di più, fino a quando io sarò in movimento, sulla mia carreggiata, e il resto immobile. Come dovrebbe essere, forse. A quel punto starò dalla parte del bianco, starò bene, starò da un solo polo, non sarò più smarrita. Non più smarrita.

Commenti

  1. Non riconosciamo un nostro simile perchè siamo egoisti e pensiamo che la situazione peggiore sia la nostra,mentre il resto del mondo gira nel sensl giusto..Abbiamo voglia di vedere solo le cose belle negli altri, e non il marcio o il male che nascondo, anche se spesso non lo nascondo affatto..
    Io penso che qulla persona ci serva perchè in fondo, anche se ci diciamo il contrario, ne abbiaml bisogno e anche lei ha bisogno di noi..e tu sai bene cosa penso del sentirsi a casa:)

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    1. Giusto, troppo presi a vedere, desiderare, invidiare il meglio per poter accorgersi che si è anche il meglio di qualcun'altro, e quel qualcun'altro è il peggio. Troppo egoisti ma anche ciechi, o forse non vogliamo vedere? Del resto mi ricordo (come potrei dimenticarlo?) di te che mi dicevi di aprire gli occhi durante quella giornata insieme. A proposito, mi manchi tantissimo e non vedo l'ora di riabbracciarti.
      E se quella casa, nonostante sia la nostra, ci sta stretta? O magari quando diciamo "ascoltami" sentiamo l'eco della nostra voce perché è troppo grande. E se la casa di prima ci ha fatti felici quanto soffrire? Avremo paura di varcare la soglia della prossima ed eventuale casa. E se la varchiamo ci muoveremo come se fosse di cristallo. Paura, la paura rende i nostri passi incerti. Anche se il proprietario di quella casa ci dirà "fai come se fossi a casa tua".

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  2. Apri gli occhi è ormai il mio mantra. Non aspettarti nulla dagli altri così apprezzerai quel poco che arriverá, se arriverá. La nostra casa, quella vera, a cui apparteniamo davvero, non ci starà mai stretta nè mai tanto larga da farci perdere. La nostra vera casa sarà perfetta, perfetta per noi: non sará nè troppo piccola nè troppo grande, nè troppo vuota nè troppo piena; sará modellata per noi.
    La paura è il limite peggiore che possiamo porre a noi stessi; uno di quelli che pensiamo sia impossibile da oltrepassare, come quella soglia tanto perfetta che ci attende. La paura è bastarda, e io ne so qualcosa. E anche tu.
    Sai che ti dico? Fanculo la paura. Io voglio la mia casa, quella con il mio nome inciso sopra, indelebile. Lo voglio davvero; ma penso, a volte, mi stia scivolando tra le mani, sempre più lontana. Fottuta paura!
    PS: anche tu mi manchi tesoro

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