Giveaway "Le anatre di Holden sanno dove andare" - Vinci una copia autografata!

Buongiorno, amanti del libri!
La settimana è appena cominciata, e siamo qui ad un evento speciale con una sorpresona! La casa editrice Giunti e la giovanissima Emilia Garuti hanno gentilmente messo a disposizione il libro Le anatre di Holden sanno dove andare per un Giveaway.
Infatti, dopo aver letto questo piccolo tesoro ho voluto regalarlo a qualcuno, fare in modo che provi quello che ho provato io. Ma questa copia non è una copia qualsiasi, volevo fosse speciale ed è per questo che è autografata. Già invidio il vincitore :)
Prima di passare alla parte "tecnica" del contest vorrei ringraziare Emilia e il team della Giunti per aver accolto l'iniziativa e per la loro disponibilità e gentilezza.


Autore: Emilia Garuti
Editore: Giunti
Pagine: 144
Prezzo: € 12.00

Trama:
Una allergia diffusa verso l'ipocrisia degli adulti, a partire da quegli immaturi dei suoi genitori, l'orrore puro per gli happy end e le soluzioni preconfezionate e, soprattutto, una voglia matta di dare del filo da torcere a "Denti L'Oréal", la psicologa col muso da lucertola che mamma e papà pagano profumatamente per mettere un freno ai suoi colpi di testa. Questa è Will, per la precisione Willelmina, l'eroina irriverente e sognatrice di questo libro, che, come un lupo ferito, ha decisamente smarrito il branco. Nell'arco di un settembre nero che chiude l'ultima estate da liceale, mentre i suoi coetanei si fanno elettrizzare dalle mille luci della vita universitaria, Will si aggira senza meta come un'aliena su un pianeta sconosciuto. Unico scudo: l'ironia. E la musica, certo. E improvvisamente Matteo, il ragazzo strano e "poco collaborativo" della sala d'attesa, che la rincorre per mezza città nel tentativo di riportarla indietro. Che cosa vuol dire davvero essere giovani? E quanto costa l'autenticità? A chi si è fermato e non sa dove andare, a chi si sente fuori sincrono, fragile, confuso e sbagliato. A chi è giovane adesso e a chi non lo è più, ma ha buona memoria. Tutti, almeno in una fase della vita, abbiamo potuto dire: io sono Will. "Le anatre di Holden sanno dove andare" è un piccolo classico sulla paura di crescere.

La recensione
Questo è un libro che mi è piaciuto tantissimo e, se volete sapere meglio cosa mi ha spinta a farvelo conoscere, potete leggere la mia recensione.

Qual'è il tema del Giveaway?
Il tema del Giveaway è in qualche modo il tema del libro, quel sentirsi smarriti, disorientati, confusi. Il modo con il quale si prendono le brutte situazioni che possono affacciarsi alla finestra della nostra vita, o addirittura entrandoci sfondando la porta. Quello che Will, la protagonista, chiama lo "schiffo".

Come posso partecipare?
Dovete lasciarvi andare ai ricordi di quelli che una volta sono stati brutti episodi, ciò che è stato il vostro schiffo. Ci siamo passati tutti, no? E se siamo qui a parlarne forse lo abbiamo affrontato e combattuto. Ecco, oggi con questo contest lo raccontiamo con un commento dove parliamo dello schiffo e di come siamo riusciti a superare una brutta situazione o un'ingiustizia.
Per partecipare dovete lasciare il link nel commento di una foto o immagine, e una frase che rappresenti questo tema. Che ci dica come lo avete superato. Iniziate a raccontarcelo con "Lo schiffo è...".
Dovete inoltre lasciare anche i link delle condivisioni sui vostri canali social con l'hashtag #loschiffoè.
Cosa importantissima è lasciare la vostra e-mail per poter essere contattati in caso di vincita.

C'è altro che devo fare?
Le regole necessarie per partecipare sono quelle scritte sopra, ma ci farebbe anche molto piacere che:
- Vi uniate ai lettori fissi del blog (Cliccate su Unisciti a questo sito, qui a destra).
- Che visitiate la pagina Facebook di Giunti Y.
- Che i blogger prelevassero il banner del Giveaway.


<a href="http://unoscaffaledilibri.blogspot.it/2015/10/giveaway-le-anatre-di-holden-sanno-dove.html" target="_blank"><img alt="" border="0" src="http://i57.tinypic.com/of3h42.jpg" /></a>

Come si vince e cosa si vince?
Il vincitore verrà scelto in collaborazione con Emilia e la Giunti, in base alla foto e alla frase che più rappresenta il tema dello schiffo e come lo avete superato.
Il premio è Le anatre di Holden sanno dove andare in formato cartaceo, autografato da Emilia.


Quanto dura il Giveaway?
Il Giveaway inizia oggi e termina il 20 di ottobre.

Divertitevi!
Il blog, il team della Giunti ed Emilia vi augurano di divertitivi a parlarci con il cuore e tanto ottimismo, perché lo schiffo passa sempre.
Grazie!

Commenti

  1. Lo schiffo è.. quando ero bambina rimanevo sempre sola, delle bambine mi chiamavano solo quando erano sole e quando poi arrivavano le altre mi ignoravano, come se non ci fossi. Per anni ho pianto per questo, successivamente ho imparato a non piangerci più, soprattutto davanti a loro, perché così facendo era come se le incitassi a continuare a farlo, fino a non piangere proprio più facendo finta che non me ne fregasse assolutamente nulla. La realtà però era un'altra.. tutto questo, seppur un 'cazzata' a detta degli altri, mi ha segnata e mi ha portata a chiudermi a riccio, a non voler più socializzare.. Per anni, non sono uscita, sono rimasta sempre dentro, sola. Se qualcuno cercava di socializzare con me, facevo l'acida, la stronza, perché pensavo ''Sìsì, fai l'amicona/e che tanto poi me la metti lì dietro''. Qualche anno fa però, ho riflettuto.. Tanto. Ed ho capito che non potevo continuare così, che non potevo lasciare scorrere la mia vita da spettatrice, senza viverla sul serio.. perché sono giovane, la mia vita ce l'ho praticamente davanti e sprecarla guardando gli altri e desiderare di essere loro mi aveva stancata.. così ho deciso che sarebbe stato giusto cambiare scuola, cambiare ambiente e propormi in modo totalmente differente.. Così mi son presa di coraggio, ho cambiato scuola e mi son sforzata di parlare con quanta più gente possibile, di socializzare, nonostante sia stato davvero davvero difficile all'inizio. Purtroppo, ad essere sincera, le persone false le ho beccate comunque però, ( bisogna guardare i lati positivi, no? ) ho imparato a socializzare, a non pensare sempre ''questa/o sarà un pezzo di merda'' ( anche se probabilmente farei bene a pensarlo AHAH ) e, nonostante tutte le persone false ed ipocrite, grazie a questa mia 'botta di coraggio' adesso esco, so socializzare, so parlare e scherzare con le pesone ed ho trovato un'amica speciale, anche se lontana. Quindi, vorrei dire a chi ha questi problemi: fregatene se hai trovato / trovi persone false perché la vita - purtroppo - è così, siamo giovani e ne troveremo molte altre di persone false, quindi esci là fuori, proponiti sempre al meglio, cerca di star bene e dare conto solo a chi ci tiene veramente a te perché star male per persone che davanti ti fanno una faccia e dietro un'altra è solo tempo perso. E non perdere mai, MAI, la speranza perché almeno una persona sincera verrà, se non prima, poi. #Loschiffoè
    L'immagine che vorrei allegare è questa: http://ak.picdn.net/shutterstock/videos/2781958/preview/stock-http://unoscaffaledilibri.blogspot.com/logout?d=https://www.blogger.com/logout-redirect.g?blogID%3D6091007392075077628%26postID%3D8711399626401757351footage-child-alone-in-a-park.jpg

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  2. Lo schiffo è.. quando ero bambina rimanevo sempre sola, delle bambine mi chiamavano solo quando erano sole e quando poi arrivavano le altre mi ignoravano, come se non ci fossi. Per anni ho pianto per questo, successivamente ho imparato a non piangerci più, soprattutto davanti a loro, perché così facendo era come se le incitassi a continuare a farlo, fino a non piangere proprio più facendo finta che non me ne fregasse assolutamente nulla. La realtà però era un'altra.. tutto questo, seppur un 'cazzata' a detta degli altri, mi ha segnata e mi ha portata a chiudermi a riccio, a non voler più socializzare.. Per anni, non sono uscita, sono rimasta sempre dentro, sola. Se qualcuno cercava di socializzare con me, facevo l'acida, la stronza, perché pensavo ''Sìsì, fai l'amicona/e che tanto poi me la metti lì dietro''. Qualche anno fa però, ho riflettuto.. Tanto. Ed ho capito che non potevo continuare così, che non potevo lasciare scorrere la mia vita da spettatrice, senza viverla sul serio.. perché sono giovane, la mia vita ce l'ho praticamente davanti e sprecarla guardando gli altri e desiderare di essere loro mi aveva stancata.. così ho deciso che sarebbe stato giusto cambiare scuola, cambiare ambiente e propormi in modo totalmente differente.. Così mi son presa di coraggio, ho cambiato scuola e mi son sforzata di parlare con quanta più gente possibile, di socializzare, nonostante sia stato davvero davvero difficile all'inizio. Purtroppo, ad essere sincera, le persone false le ho beccate comunque però, ( bisogna guardare i lati positivi, no? ) ho imparato a socializzare, a non pensare sempre ''questa/o sarà un pezzo di merda'' ( anche se probabilmente farei bene a pensarlo AHAH ) e, nonostante tutte le persone false ed ipocrite, grazie a questa mia 'botta di coraggio' adesso esco, so socializzare, so parlare e scherzare con le pesone ed ho trovato un'amica speciale, anche se lontana. Quindi, vorrei dire a chi ha questi problemi: fregatene se hai trovato / trovi persone false perché la vita - purtroppo - è così, siamo giovani e ne troveremo molte altre di persone false, quindi esci là fuori, proponiti sempre al meglio, cerca di star bene e dare conto solo a chi ci tiene veramente a te perché star male per persone che davanti ti fanno una faccia e dietro un'altra è solo tempo perso. E non perdere mai, MAI, la speranza perché almeno una persona sincera verrà, se non prima, poi. #Loschiffoè
    L'immagine che vorrei allegare è questa: http://ak.picdn.net/shutterstock/videos/2781958/preview/stock-http://unoscaffaledilibri.blogspot.com/logout?d=https://www.blogger.com/logout-redirect.g?blogID%3D6091007392075077628%26postID%3D8711399626401757351footage-child-alone-in-a-park.jpg

    ( Avevo dimenticato l'email :S
    gianuma@live.it )

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    1. Hai ragione, ci saranno sempre persone "cattive" in giro, ma bisogna esporsi per trovare anche quelle che invece sono d'oro.
      Grazie per aver partecipato e aver condiviso con noi il tuo schiffo. E' solo cge ho qualche problema col link dell'immagine, non la vedo e mi viene riportato l'Error 404 :(
      Puoi ripostare il link funzionante?

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    2. Sìsì, certo, scusa.. avranno rimosso l'immagine perché adesso non la vedo più neanche io..

      http://www.camelcitydispatch.com/wp-content/uploads/2015/08/girllonelymissyousadalonechild-c239f94ac9e48bd36a72197e51c1a237_h.jpg

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  3. Ciao :) non conoscevo il tuo blog, ho visto una condivisione su FB di questo giveaway e ho fatto un salto incuriosita dal libro di cui avevo gia sentito parlare molto bene. E quindi piacere di conoscerti^^
    Ok, allora lo "schiffo" per me sono stati quei giorni/mesi dopo la fine della maturità. Gli ultimi mesi di scuola avevo studiato molto per ottenere un buon risultato all'esame e così è stato. Ero orgogliosa di me stessa e felice. Poi sono iniziati giorni molto confusi, non sapevo che "strada" universitaria prendere, il cuore mi diceva una cosa e la testa e i parenti un'altra. Ho ricominciato a studiare per il test d'ingresso ma mi sentivo sola e scoraggiata. Contemporaneamente mio nonno si è ammalato. Dopo il test mi sono sentita ancora più smarrita, continuavo a chiedermi cosa avrei fatto se non lo avessi passato. Inoltre, i risultati sono usciti dopo ben 3 settimane. Giorni di pura angoscia. E in quelle settimane mio nonno è morto. Eravamo preparati ma di fronte a una perdita del genere non lo si è mai abbastanza. Era il nonno che mi ha cresciuta mentre mamma e papà lavoravano. Poi fortunatamente, come sempre, è tornato il sereno.
    Questo è stato il mio periodo di schiffo. Sono passati 3 anni da allora e mi sto felicemente laureando. In questi anni di delusioni ne ho avute a volontà ma mai mi sono sentita smarrita e senza una strada, un'obiettivo come in quel periodo.
    Forse ho scritto troppo, scusa!!
    Come immagine invece ti lascio questa:
    http://www.vivalaveritasblog.com/rccasi2014/wp-content/uploads/2014/09/imagine-dragons-night-visions-album-cover.jpg

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    1. Ho dimenticato l'e-mail: lilly2blu@yahoo.it

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    2. Il tuo schiffo rispecchia in tutto e per tutto il tema del libro di Emilia, ma fortunatamente dopo il disorientamento tutto pare più chiaro.
      Grazie per aver condiviso il tuo schiffo, e in bocca al lupo! ^^

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  4. Per me lo schiffo non è un ricordo particolare, è la somma dei momenti orribili, momenti che una persona vorrebbe dimenticare ma più cerca di farlo più questi si arpionano alla sua mente. E stanno lì,pronti a piombarci addosso come avvoltoi appena vedono,fiutano odore di vulnerabilitá. Sono momenti che si superano singolarmente, si superano grazie a piccole belle cose; cose insignificanti agli occhi di molti, minuscoli dettagli che però fanno sorridere e sentire bene noi stessi: sono gesti inaspettati, particolari non visti, stranezze per gli altri e meraviglia per noi.
    Lo schiffo è quando ti senti così solo e perso da non vedere più nessuno intorno a te, da non vedere quella mano che ti è stata allungata per aiutarti. Quando si è ciechi e tutto sembra così scuro, così buio. Ma poi si intravede una piccola fessura piena di luce, ma è così lontanta, cosí inafferrabile che non proviamo neanche ad avvicinarci. Non lo merito, penso. È così piombo di nuovo nell'oscuritá e continuo a cadere, fino a toccare il fondo; ma il fondo non c'è. È come annegare nell'oceano: fai resistenza all'inizio, ma poi ti accorgi che se ti lasci andare non è poi così tanto male. Trattieni il fiato, ma i polmoni ti fanno male e allora lasci andare via l'ossigeno. Respiri, respiri ancora, solo che ora ti senti stanco; stanco ma in pace.
    Io non ne sono uscita da quello schiffo. Ci sono ancora dentro con tutte le scarpe, immersa in quell'oceano. Apatica.
    Ieri ho fatto una cosa molto importante per me: ho dato fiducia a una persona. L'ho fatto perchè sono stanca di non vivere, sono stanca di non fare nulla per tutte quelle fottute paure che mi avvelenano il cervello.
    Quella persona non sa che oltre a un aiuto ho chiesto una via d'uscita. L'ho fatto e spero che questo sia l'inizio della fine del mio schiffo.
    L'immagine che rappresenta per me questo è:

    https://www.google.it/search?q=running+video&client=ms-android-samsung&source=android-browser&prmd=vin&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0CAgQ_AUoAmoVChMI-u-6jd2uyAIVxpdyCh2V8Amh#tbm=isch&q=video+runnin+beyonce&imgrc=JWkCcoGYHci6SM%3A

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    1. Prendi un respiro, e nuota. Vivi.
      Grazie per aver condiviso con noi il tuo schiffo, e in bocca al lupo! :)

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  5. Ciao! Sono una nuova follower qui nel tuo blog! Complimenti mi piace moltissimo, è molto curato, ordinato e le tue recensioni sono davvero interessanti ! Ti seguo sul blog con il nick Jiujiuk7 e su Facebook sono iscritta con il mio nome Giulia Mancosu!
    Dunque.. per me lo "schiffo" è l'indecisione! Diciamo che non sono sempre stata un'indecisa, anzi quando ero al Liceo, odiavo le persone che non riuscivano a prendere una decisione e aspettavano che qualcuno lo facesse per loro. Tutto è iniziato quando, terminato il Liceo, ho dovuto decidere del mio futuro e dunque quale Università frequentare. Ed è in questo preciso momento che sono diventata un'indecisa "patologica"!
    Non sapevo minimamente che cosa volessi fare della mia vita, e fino ad un momento prima, ero così sicura di voler fare il medico, ma poi affrontai il test per entrare nella Facoltà di Medicina e Chirurgia e non riuscii a passarlo. In quel preciso istante vidi il mondo cadermi addosso perché non mi aspettavo assolutamente di vedere i miei sogni infrangersi e con essi tutti i progetti che avevo fatto!
    Così decisi di iscrivermi in Giurisprudenza, e devo essere totalmente sincera, non mi piaceva l'idea di diventare avvocato o notaio, o giudice, figuriamoci studiare quelle materie. Ma iniziai lo stesso a studiare, spinta dai miei genitori, che amo da morire ma che in quel momento non si erano resi conto che magari avevo bisogno di decidere da sola, forse prendendomi una pausa per riflettere!
    Non voglio assolutamente incolpare loro del fatto che mi hanno molto condizionata nelle scelte, perché effettivamente neanche io sapevo oppormi e mi sono lasciata totalmente trascinare dal loro giudizio e dal fatto che non volevo deluderli. Ma non mi accorgevo che loro stavano decidendo per me ed era una scelta totalmente sbagliata.
    All'inizio sostenevo gli esami anche con buoni risultati, ma ero infelicissima, anzi dopo il primo anno non avevo nessuno stimolo per continuare; cercavo di prendere un libro in mano e iniziavo a piangere, mi disperavo, e non riuscivo a prendere la decisione di abbandonare quella Facoltà perché non volevo essere motivo di dispiacere per i miei genitori!

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    1. Quindi ho passato ben tre anni, sostenendo pochissimi esami all'anno e diventando sempre più insicura sul mio futuro. E più passava il tempo, più mi rendevo conto che stavo sprecando anni della mia vita, forse aspettavo che qualcuno decidesse per me e mi togliesse dalla situazione di stallo in cui mi trovavo. E grazie al cielo, il mio fidanzato, che ormai non ne poteva più di vedermi così insicura e incapace di abbandonare ciò che mi rendeva infelice, e voleva che io iniziassi qualcosa che mi facesse ritornare la persona decisa che ero stata fino a pochi anni prima, prese una decisione per entrambi!!
      Così due anni e mezzo fa ci siamo trasferiti a Londra, dove ho iniziato a studiare in una nuova Università, con nuovi amici; ho anche iniziato un nuovo lavoro, con colleghi meravigliosi! La meravigliosa nuova città, la nuova lingua e un ambiente diverso mi hanno fatto rinascere, mi hanno reso la persona che ero una volta e che non riuscivo a ritrovare!! Tutta la felicità che ho ritrovato, la devo al mio fidanzato Luca, che ha avuto il coraggio di prendere la situazione in mano, e scegliere anche per me!
      Ora, che ho 24 anni mi rendo conto che ho perso un sacco di tempo prezioso, in cui avrei potuto fare tantissime cose! Invece aspettavo, non so neanche io cosa! Ho anche capito che chi è indeciso , chi non prende mai una posizione, chi non riesce a scegliere, in realtà sta già facendo una "non scelta" e forse e la cosa più brutta che esista!
      Io ho imparato ad avere il coraggio di prendere delle decisioni, che magari faranno soffrire gli altri, come nel mio caso ho fatto star male i miei genitori, ma dopo si sono resi conto che ero infelice e ora che ho ritrovato il mio piccolo "paradiso", sono anche più felici di me! Scegliere è inevitabile, e poi se si commettono errori, pazienza!! L'importante è non abbattersi e cambiare direzione!! E l'indecisione è sempre la peggiore decisione!!
      Dopo averti tediato con la mia storia, e mi scuso per questo, ti lascio i link di due immagini che per me rappresentano l'indecisione:
      https://danielecolleoni.files.wordpress.com/2013/05/indecisione-e-paura.jpg
      https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRWYV3GLBsVvdHzFlHxpaGUhoBXc_ZCt6s3cLJKadldQXn0QhD5

      Ho condiviso con piacere su i miei social:
      Twitter: https://twitter.com/jiujiuk7/status/652476358686322688
      Pinterest: https://www.pinterest.com/pin/427138345888069778/
      Sfortunatamente non ho un blog per inserire il banner!
      Ti lascio anche la mia mail: jiujiuk@gmail.com e ti mando un abbraccio!!

      P.s Scusami tanto ma ho dovuto dividere il commento in due parti!

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    2. Il tempo che ti pare di aver perso ti verrà restituito con emozioni amplificate, non perderti quelle!
      Ho problemi nel visualizzare l'immagine, puoi ripostare il link funzionante? :)
      Grazie per aver condiviso il tuo schiffo, in bocca al lupo!

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    3. Ciao carissima grazie mille per il tuo commento! Hai proprio ragione! In effetti pensandoci bene il tempo che secondo me ho sprecato, è stato utile per fare qualche sbaglio e imparare da questi! Ora, finalmente, sono super felice e realizzata !! Le immagini che ho postato sono due! Ho provato a visualizzarle e non ho avuto problemi! Forse è colpa mia perché non le ho separate con uno spazio! Ti mando un forte abbraccio!

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    4. Riscrivo il link delle due immagini che ho scelto!
      Prima immagine: https://danielecolleoni.files.wordpress.com/2013/05/indecisione-e-paura.jpg

      Seconda immagine: https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRWYV3GLBsVvdHzFlHxpaGUhoBXc_ZCt6s3cLJKadldQXn0QhD5

      Grazie ancora per questa bellissima opportunità!! Un abbraccio!!

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  6. Eccomi ci sono anche io. Mi sono organizzato e ho trovato il tempo.Ed è la terza volta che ci provo.
    Allora. Per me lo schiffo è.........diciamo tutto questo raccontino (c'è ne sarebbero altri a dir la verità, ho avuto una vita molto ''schiffosa'') . Parto a spiegare. Più o meno introno ai miei otto/nove anni, iniziai a non uscire più di casa. Mi ''isolai'' dal mondo in un certo senso, oltre ad andare a scuola ed ad alcuni casi eccezionali, non mettevo piede fuori dalla mia porta. Non ricordo con precisione la causa, ma restavo sempre chiuso. All'inizio i miei pensarono che fosse una cosa temporanea, ma poi con il tempo capirono che io non avevo più intenzione di uscire. Non se ne preoccuparono molto. In fondo ero un bravo bambino, molto meno problematico di altri. Non mi comportavo male, a scuola andavo bene, ed ero ubbidiente. Fatto sta, che ben presto, divenni ''famoso'' in paese come ''quello che non esce'' o '' quello che sta chiuso''. Le poche volte che mettevo piede fuori, tutti mi domandavano la stessa cosa, '' Ma perché non esci fuori e stai sempre a casa?'' Io non sapevo mai come rispondere, quando dicevo una cosa, quando un altra, preso dal panico(ero e sono molto timido). La loro reazione mi feriva molto. Dopo le mie vaghe risposte, mi guardavano......con degli occhi che.... non saprei come descrivere. Ma ogni volta ci leggevo qualcosa di diverso. Quando pietà, come se fossi un povero derelitto solo per quella scelta. Quando disprezzo, come se appartenessi a un mondo diverso dal loro. Quando derisione, per un essere inferiore a loro. Le parole che non dicevano si potevano legger negli sguardi, di adulti e ragazzi, che trovandosi davanti a me, vedevano un ''diverso''. Questo per un bambino è traumatizzante, ti resta dentro senza che te ne accorgi. Come una macchia nera, che pian piano ti entra dentro, ti tocca l'anima e te la rende più oscura.

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    1. La mia timidezza, esplose. Facendomi diventare ancora più chiuso e introverso. Ben presto la mia chiusura, fu dettata anche dalla paura. La paura di quegli sguardi, la paura del giudizio, del confronto, della derisione. Mentre la paura cresceva, imparai anche a odiare e disprezzare a mia volta. Sentimenti oscuri, sempre più profondi e radicati in me. Ero solo un bambino(poi un ragazzino) perché dovevano etichettarmi in quel modo? Solo perché non ero come loro? Perché non condividevo il loro mondo e le loro idee?
      A scuola ero preso anche in giro, non sempre, ma capitava. Io non sapevo come difendermi, non avevo difese in fondo. Ero diverso punto e basta, non potevo ribattere.
      Dovetti trovare un equilibrio di facciata. Di fronte agli altri cercavo di essere sicuro, dovevo rispondere a modo alle domande di tutti, sempre con educazione, sempre in modo corretto. Usare le mie qualità a scuola, unico luogo in cui ero costretto ad andare sempre, per non estraniarmi troppo. Dentro di me, però, ero distrutto. Distrutto dall'essere guardato ed etichettato in quel modo. Capivo sempre di più una lezione importante. Mai essere diversi. Se una persona è ''diversa'', viene attaccata dal gruppo dei ''normali'.
      Così la situazione si capovolse. Volevo tornare a uscire, far parte del gruppo dei ''normali''. Ma ormai non faceva più parte di me. Socializzare mi piaceva, ma non più di tanto. Stavo bene con me stesso, perché cambiare? Perché la volontà degli altri doveva prevalere sulla mia? Io ero e sono ''diverso'' E ne vado fiero ora. Ho capito che non c'è niente di male a non essere come gli altri. E ho imparato a fregarmene di quegli sguardi. Da quando l'ho capito, gli unici sguardi che noto, sono quelli positivi.
      Questo è uno degli '' schiffi'' della mia vita. Uno dei pochi che ho superato, per questo ne ho parlato.
      L'immagine che forse descrive tutto, almeno in parte per me è questa.
      https://www.google.it/search?q=derisione+ingiusta&biw=1269&bih=656&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0CAYQ_AUoAWoVChMIirz0-OXCyAIVxbcUCh38DAlo#imgrc=gbooxPmkE3RCrM%3A

      La frase che lo rappresenta e che mi ha aiutato a superarlo è questa.
      ''Diverso non vuol dire peggiore''.

      Ho fatto quello che ho potuto sulla condivisione, non sono molto seguito da nessuna parte, scusami.
      https://twitter.com/Lemieparole23/status/654395701963714560
      http://lemieparole.blogspot.it/2015/10/giveaway-non-mio.html

      Lo condiviso anche su facebook, ma lo aperto da poco e non ho contatti vale anche?
      https://www.facebook.com/Le-mie-parole-provvisorio-1637956553119602/?ref=aymt_homepage_panel

      Email, Giusepperomeo231193@gmail.com

      Buona fortuna a tutti :)

      Elimina
    2. Diverso non vuol dire peggiore, hai racchiuso in una frase tutto quello che hai detto.
      Grazie per aver condiviso il tuo schiffo, in bocca al lupo ^^

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  7. Eccomi qua direttamente dal mio blog. :)
    Beh, come iniziare...
    Diciamo che gli ultimi due anni non sono stati dei più semplici, io e la mia famiglia abbiamo affrontato tre traslochi, tre case in cui non ci sentivamo abbastanza...noi.
    Nel bel mezzo di questi traslochi, nel Febbraio del 2013, la mia bisnonna che io ho amato all'infinito, si è ammalata.
    La malattia (e l'incompetenza di parenti che si sono finti medici) me l'ha portata via.
    Il giorno dei miei diciotto anni, io, l'ho passato in ospedale, tra una lacrima e l'altra, festeggiando, tra i corridoi freddi e dal sapore di disinfettante, un compleanno cosi importante che ricorderò per sempre.
    Passano i giorni, la mia bisnonna viene dimessa e ricoverata in una casa di cura appena fuori città, in un paese non distante da dove abitavo momentaneamente.
    TUTTI i giorni ero da lei, tutti i giorni le tenevo stretta la mano, tutti i giorni la guardavo mentre dormiva e il respiro le si faceva sempre più affannoso.
    Ricordo ancora quando il 16 Marzo, il giorno dopo il compleanno della mia migliore amica, che invece di andare alla sua festa e passare il pomeriggio con lei, ero dalla mia nonnina, che mi stava lasciando pian pianino.
    Il 18 Marzo, tornando a casa da scuola, vidi mia mamma affacciata alla finestra, mi bastò un solo sguardo con lei, una volta rientrata in casa ed appoggiato la cartella ai piedi del divano, per capire che Lei non c'era più.
    Non servivano parole, avevo solo bisogno di piangere, di gridare al mondo quanto stavo male, avevo bisogno di far sapere alle persone che lei se n'era andata, che lei non c'era più, che mi aveva lasciato da sola nonostante tutte le promesse che ci eravamo fatte negli anni.
    Se n'è andata con il soffio del vento e con la leggerezza della pioggia,regalandomi l'ultimo sguardo pieno di amore e di sogni, quei sogni che quando ero piccola mi riempivano di gioia.
    Dire che non la dimenticherò mai é poco, lei mi vive dentro e dentro resterà fino a quando i miei occhi, come i suoi, non si chiuderanno per l'ultima volta.
    Questo pensiero l'ho condiviso alla vigilia del suo funerale.
    So che lei da lassù mi protegge sempre, che mi guarda, gioisce con i miei successi e si intristisce con gli insuccessi.
    Era la mia fan numero uno.. mi appoggiava in ogni decisione prendessi, a patto che fossi felice.
    Una parte di me è morta con lei.
    Una parte di me è ghiacciata, fredda, immobile.
    Non avrei mai immaginato a distanza di anni di provare un dolore cosi forte, vivo e acceso come all'ora.
    Rimpiango solo di non averla vissuta di più, la mia vita, con lei.
    Questo, per me, è lo "SCHIFFO".


    Sono mooolto riservata, non racconto mai le "mie cose" agli altri, ma a volte, parlarne fa bene.
    Eccomi, questa sono io, una ventenne che si porta appresso un dolore forte, costante e quotidiano.
    Nonostante questo ho ripreso a sorridere pochi giorni dopo.
    La mia vita non era finita e lei no avrebbe mai voluto che mi lasciassi andare perdendomi anche solo un minuto di tutto ciò che mi girava intorno.

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    2. e-mail: hamamelisvirginiana@libero.it
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      la mia immagine: http://25.media.tumblr.com/6395189bd5866b52513ed9e72cda9741/tumblr_n0kvjkggdo1sncql7o1_500.gif

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    3. Hai perso un punto di riferimento fondamentale, ma nonostante questo ora sei qui a condividere con noi il tuo schiffo e come sei stata forte a superarlo.
      Grazie, di cuore <3 In bocca al lupo!

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  8. Ciao
    per me lo schiffo è avere perso la mamma quando avevo 9anni e mezzo.
    Era il 3marzo del 2000, erano già un po di giorni che la mamma non stava bene e quel giorno trovai mia zia all'uscita da scuola.. mi disse che il papà aveva chiamato l'ambulanza perché la mamma stava tanto male.. seguirono giorni confusi e difficili durante i quali io e la mia sorellina di 4 anni vedevamo il papà tornare con gli occhi rossi ma sempre con lo sforzo di sorriderci, capivamo che qualcosa non andava.
    Ricordo che dicevamo alla nonna" perché il Signore non può prendersi la bisnonna che ha già vissuto tanto al posto suo? Ha solo 30 anni, la mamma", non ricordo cosa rispondeva, cercava di farci forza come tutti.
    Due giorni prima che ci lasciasse glo zii ci portarono a trovarla, entrammo nella sua stanza di ospedale per pochi minuti e le ci sorrise, nonostante tutto, nonostante il dolore, il delirio, il fatto che fosse cieca, anche se noi nn lo sapevamo:lei ci riconobbe. Una stretta di mano, un sorriso. L' ultimo. E fu proprio un bel sorriso, di quelli che non dimenticherò mai.
    Non ricordo moltissimo di lei, probabilmente la mia mente x bambina ha cercato di rimuovere quello che mi faceva stare male, ma questo di sicuro sì.
    Due sere dopo mio padre venne richiamato in fretta e furia dall' ospedale, mi prese da parte e mi disse di fare forza ala mia sorellina, che la mamna ci stava lasciando ma, essendo io la più grande, dovevo essere forte.
    Poco dopo la telefonata, la mamma non c'era più. Piangemmo, altre telefonate, visite di altri zii.
    La cosa che ricordo meglio è che non riuscivo a dormire nel letto con la nonna e la zia e mi rifugiai sul divano col papà che mi accolse senza fastidio ma con tanto amore.
    Non andammo al funerale, questo è il mio rimpianto di oggi.
    Ma anche lei non c'è più fisicamente, è sempre nei nostri cuori. Lei c'è in me e in mia sorella. Farà sempre male, mancherà sempre di più ma con tutto l'amore ricevuto andiamo avanti, con un super Papà e una super famiglia.
    Questo per me è lo schiffo.

    Email:india90@msn.com

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    1. Ecco l'immagine:
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      Facebook: https://www.facebook.com/vanessa.montalto.5?fref=nf

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    2. Non posso dirti molto, non ho parole da dirti, ma tu e la tua mamma avete lo stesso bellissimo sorriso.
      Grazie per aver condiviso con noi il tuo schiffo, in bocca al lupo!

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  10. Lo schiffo è....anzi è stato, la solitudine vissuta per gran parte della mia infanzia e adolescenza.
    Non parlo solo del sentirsi emarginati in senso fisico. A chi non è capitato di essere lasciato fuori dai giochi, deriso per qualche stupido motivo o essere preso di mira dai bulli?
    Io ho provato tutto questo... ma anche altro.
    Per tutta la vita ho permesso che chi mi stesse intorno riuscisse a minare la mia autostima, distruggendola poco a poco, sinché non mi sentivo più soltanto esclusa dalle attività ricreative e sociali dai miei coetanei, ma letteralmente "fuori posto"... come se vivere questa vita, in questo luogo, e anche in quest'epoca, fosse stato un errore del destino. Qualcosa che non mi apparteneva.
    Sono sempre stata una bambina cocciuta sulle proprie idee, risoluta ad aiutare i compagni meno fortunati o emarginati. E questo allargava il cerchio vuoto intorno a me.
    Ma non mi pento di nulla.
    Forse preferivo passare il sabato sera a guardare un film piuttosto che scatenarmi in discoteca, o perdermi tra le pagine di un libro invece di passare il pomeriggio a fare shopping.
    Ero diversa da tutte le altre, ma ne ero fiera e non cambierei nulla di ciò che ero e sono. Perché questa sono io. Con tutte le imperfezioni che posso avere.
    Il mio schiffo è stato sentirmi sempre, costantemente, a disagio.
    Più crescevo e più diventavo timida, diffidente degli altri e introversa.
    Le mie amiche erano poche, misurate sulle dita di una mano.
    Combattevo le mie avversarie (ragazze superficiali, meschine e autoritarie) con forza, decisa a non adeguarmi alla massa di ragazze vestite uguali, con lo stesso zaino, lo stesso taglio di capelli, gli stessi interessi, blaterando solo di abiti, trucchi e ragazzi.
    Ma poi è arrivata la vita adulta.
    La scuola è terminata, è iniziato il mondo del lavoro e piano piano mi sono riappropriata della mia autostima.
    Forse sembrerà un cliché, ma aver trovato un compagno che mi ama per quella che sono, e che adora il mio perdermi tra le nuvole, o vedermi sprofondata nel divano con un libro in mano, ha cambiato molte cose.
    Prima di incontrarlo ho lottato da sola contro il passato e mandato a quel paese tante persone. L'unico rifugio erano i libri in cui potevo perdermi per qualche ora e dimenticare i miei problemi. Ma alla fine l’amore può dare una spinta cento volte più forte per raggiungere i propri obbiettivi.
    Ammetto comunque che una parte di schiffo mi è rimasta, e credo che passerò tutto il resto della mia a combatterci… sentirmi nata in un luogo e tempo sbagliato è una sensazione che mi pulsa sottopelle, un’idea irrefrenabile con cui mi sveglio ogni mattina e mi porto nei sogni quando vado a dormire.
    Ma, in fin dei conti, tutta la vita è costellata di schiffi.

    La citazione che ho scelto per rappresentare il mio schiffo è una frase che ha scritto l’autrice di “Vita dopo vita”, che mi rispecchia al 100%.

    “Anelava alla solitudine ma detestava essere sola, una contraddizione in termini della quale nemmeno lei riusciva a venire a capo.”

    Questa è l’immagine che ho scelto. I palloncini colorati rappresentano le miei idee, convinzioni e obbiettivi. Il capo abbassato rappresenta l'esclusione dai gruppi che questo ha comportato.

    http://www.psicoterapeuta-roma.com/images/immagini-santandrea/ansia%20e%20solitudine/solitudine%20adolescenza.jpg

    Ho condiviso il gateway sul mio blog http://stoffedinchiostro.blogspot.it/2015/10/giveaway-cui-mi-sono-iscritta.html

    e anche su pinterest https://www.pinterest.com/pin/36591815699913341/

    Ho visitato la pagina facebook di Giunti y l'ho condivisa tramite il mio profilo face personale.

    Questa è la mia email: stoffedinchiostro@gmail.com

    A breve creerò anche facebook per il mio blog!
    Ho cercato di mettere il tuo banner nel mio blog ma non si vede l'immagine.. ritenterò con più calma.

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    1. Io ti capisco, in tutto. Il disagio e il sentirsi inadeguati, quasi.
      Grazie per aver condiviso con noi il tuo schiffo, in bocca al lupo!

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    2. Grazie a te per aver trovato il tempo di leggere tutto... Solo alla fine mi sono resa conto di aver scritto un papiro! :) :)

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  11. Per me lo schiffo è un insieme di ricordi che ti hanno segnato nel profondo.. come quello di quando ero bambina e venivo sempre chiamata dai bambini con cui giocavo per poi essere ignorata perché.. non lo so il perché, a dirla tutta.. Era così che si divertivano. A volte, passavo accanto a loro e, letteralmente, gridavano per mettersi d'accordo per uscire il pomeriggio nel tentativo di farmi rimanere male, o magari dicevano a qualche stupido ragazzino di fare qualcosa, come imitarmi o dire qualcosa per farmi rimanere male. Questa solitudine, o meglio, questo sentirmi fuori luogo, non fa parte solo della mia infanzia, ma è una cosa che mi son portata dietro fino a qualche anno fa e, forse, mi porto dietro ancora oggi.
    Come quando stringo amicizia con qualcuno, e spero che questa volta sia quella giusta, che io abbia finalmente trovato qualcuno di sincero e poi scopro che non è così..
    O il ricordo della morte di mio zio che è scomparso da un momento all'altro, o quello del suo cranio spaccato, del sangue che ho visto.. il senso di colpa che ho tutt'ora, perché gli avevo promesso che avremmo preso un aperitivo insieme e.. e non l'abbiamo fatto, perché credevo di avere tempo!
    E ci sono così tanti altri ricordi che mi vengono in mente nei miei momenti di tristezza, facendomi stare peggio, facendomi venire voglia di sprofondare.. facendomi venire voglia di gridare, fuggire.. e facendomi passare quella di stare qua, in mezzo a questa gente che non fa altro che farmi sentire inutile, buona solo per ascoltarla senza che lei ascolti mai me.
    Lo schiffo, quindi, per me è un'onda buia, piena di ricordi, che ti travolge in un momento no, che oscura anche quel minimo spiraglio di luce che fino a poco prima riuscivi a vedere.. ma, come ogni onda, poi si ritira e, se ti strofini bene gli occhi, ti da la possibilità di vedere tutto con occhi nuovi, di vedere che, nonostante tutto, bisogna andare avanti perché il peggio è passato.. Che sì, il momento in cui l'onda ti travolge, è terribile, ma quando si sarà ritirata proverai un sollievo mai provato e ti tornerà la voglia di alzarti, più forte e carica di prima, pronta a farti strada in mezzo a tutta la gente in un mondo che, se visto con altri occhi, magari tanto male non è. Magari basterebbe concentrarsi sulle cose belle accadute e su quelle che accadranno.. accantonare i ricordi brutti e pensare a quelli belli, ai bei momenti e smetterla di darci colpe su colpe per il passato, perché ormai non si può più cambiare.
    Passiamo così tanto tempo a pensare alle persone che ci vogliono male, a chiederci perché sia così, che ci dimentichiamo di quelle che ci amano, ( anzi forse neanche le vediamo ).. andiamo su per monti alla ricerca di qualcuno pronto ad ascoltarci e sostenerci quando, a volte, basterebbe guardare accanto a noi. E passiamo altrettanto tempo ad incolparci per cose fatte o dette o, addirittura, per parole non dette o cose non fatte ignorando che così roviniamo il presente, che così facendo aggiungiamo solo altre cose che non abbiamo fatto a questa lista, forse, già interminabile quando invece potremmo finalmente prendere in mano la nostra vita e fare ciò che crediamo sia migliore fare!

    https://ilovekadampabuddhism.files.wordpress.com/2014/04/loneliness-2.jpg?w=300&h=199

    Email: rumpumpum@live.it
    Non avendo un blog, ho soloo cliccato su 'unisciti a questo sito' ed ho messo 'mi piace' alla pagina Giunti Y su Facebook, condividendola col mio account personale!

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    1. Viviamo il presente e smetteremo di avere rimpianti, dici tu, e io ti do ragione.
      Grazie per aver condiviso il tuo schiffo, e in bocca al lupo!

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  12. Gabriele Beltrami20 ottobre 2015 02:49

    Lo schiffo è… dover pagare sempre tutto. Non può essere sempre colpa nostra dello schifo. Perché se la nostra vita dipende dalla nostra volontà, non sempre la volontà risponde alla nostra persona. Una sera improvvisamente mi ritrovai terrorizzato all’idea di perdere il controllo, di stramazzare a terra e morire o di fare un gesto improvviso e uccidermi. E per quanto cercassi di convincermi che non ci fosse motivo per provare paura, non riuscivo a placare quel terrore, privo di nome e ragione, che mi faceva tremare. Lo chiamarono attacco di panico. Quello fu il primo di una lunga serie passata in solitudine nella mia stanzetta di studente lontano da casa, dove lottavo per conservare quella corazza di sicurezza e fermezza che nascondeva una persona diventata troppo umana. Nei disturbi psichiatrici la volontà non esiste più, perché i pensieri tormentosi non riesci a controllarli, e allora tenti di salvarti fantasticando, costruendo una realtà immaginaria nella quale sei come ti vorresti. Un ragazzo carino, con una vita interessante e una mente vivace, sicuro di sé. La ricerca ossessiva dei particolari aveva reso quella fantasticazione perfetta. Tanto perfetta che se l’avessi raccontata come la mia storia non avrebbe destato i dubbi di nessuno. Questa invece la chiamarono pseudologia fantastica. Ma tranquilli, non arrivai mai a dire bugie. La sofferenza della psiche iniziò a trasformarsi in disturbo fisico e fu quando sentì che lentamente mi stavo distruggendo che riuscì finalmente ad aprirmi alla mia famiglia. Iniziai così la cura farmacologica e sopportai gli effetti devastanti iniziali. Poi la calma. La cura funzionava. Durante le sedute psicoanalitiche la psichiatra con sguardo serio ascoltava sensazioni, sogni, silenzi. Poi laconica concludeva dicendo di cogliere quel periodo come un periodo di crescita, perché quella di crescere è una opportunità che non tutti hanno. Certamente non si può dire sbagliasse, ma il guadagno compensa la sofferenza? In fin dei conti il mio desiderio, come quello di qualsiasi altra persona al mondo, è essere felice. E d’altro canto anche se si è stupidi, superficiali, ignoranti, egoisti e cattivi, con l’ignavia delle nostre mancanze saremmo comunque felici. Possiamo però dire come le cose belle non si possano fare senza avere una qualche capacità che ci contraddistingua. Per esempio è bello essere scrittori, per lasciare la nostra anima nelle nostre parole, essere fisici per lasciare la nostra curiosità nei nostri teoremi, ingegneri per lasciare la nostra creatività nelle nostre invenzioni. Generosi per lasciare il nostro bene nel cuore di chi abbiamo aiutato. Ma lo schifo potrebbe essere anche questo, perché per quante cose belle potremo fare queste rimarranno solo una illusione e nulla ci renderà felici se non per un breve tempo, perché nulla è mai perfetto come lo vorremmo. E tutto questo, infine, è la personalità ossessivo-compulsiva. Vivo con le mie simmetrie, la mia libreria ordinata e l’ossessione per il design, tutto per compensare il bello che non ho avuto io. Cerco di accettare la mia umanità nel non riuscire a rispondere a nessuna domanda esistenziale. E ogni tanto i pavimenti diventano divertenti percorsi ad ostacoli immaginari. Né la storia della nostra vita né il corredo genetico possono essere decisi da noi. E per quanto possa distruggerci l’idea di non riuscire a essere felici come chi ci sta intorno non ci resta che diventare saggi. La psichiatra mi consolò dicendo che questo era lo scotto da pagare per una mente geniale. Ancora di geniale tranquilli che non ho fatto nulla e penso proprio che mai nulla riuscirò a fare. Ma perché ho comunque dovuto pagare? E perché tante persone devono pagare a un prezzo ancora più caro il loro diritto di vivere? Cosa è lo schifo se non questo? Continua nei commenti...

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    1. Gabriele Beltrami20 ottobre 2015 02:51

      Mia nonna subì 11 interventi chirurgici, contrasse una rara malattia cronica ed ebbe il cancro due volte. Lei soffrì. Tanto. Ma nonostante il suo schifo, prima che l’Alzheimer della sua vita lasciasse solo il suo corpo mi diceva sempre che se avesse potuto ricominciare da capo avrebbe voluto rifare la sua vita, esattamente con le cose belle, con tutti i dolori e le malattie. Ero ancora piccolo e mi limitavo a chiedere solamente perché non volesse rinunciare almeno alle malattie. Lei era una donna forte e con il sorriso rispondeva:"La mia vita è stata le cose belle e la malattia. Se dovessi rinascere sceglierei di riessere me stessa, e la malattia è stata una parte di me stessa”. Noi siamo la nostra storia. Ognuno ha la sua croce e possiamo raccontare cosa questa ci ha insegnato, perché se ci pensiamo nessun film o romanzo sarebbe bello se il protagonista non avesse in qualche modo veramente sofferto. Il dottor Kevin Casey di Scrubs pagava ogni giorno il suo carisma con il suo disordine comportamentale. Ma tutto questo schifo è ciò che paghiamo per poter poter capire con un’altra sensibilità chi ci sta intorno. Ci da una esperienza unica per comprendere gli altri nelle situazioni difficili e aiutarli. E questo secondo me, è bellissimo. Non so per quale motivo, ma lo schifo prima o poi un po’ di bene lo lascia a tutti. Ma dobbiamo pagarlo. 

      La mia citazione preferita non riguarda proprio lo schifo ma il mio periodo peggiore. Durante la convalescenza rilessi il mio romanzo preferito, Cent’anni di solitudine. Con questa frase conclusi la fine di una fase della mia vita.
      “Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.”

      La mia immagine è una foto di Robert Capa. Le schifo è inseguire i propri propri sogni e pagare solo con dolore. Un miliziano dalla lotta alla libertà ci ha guadagnato solo la morte. Che colpa aveva? Questo è lo schifo…
      http://www.teladoiofirenze.it/wp-content/themes/glam/tt.php?src=http://www.teladoiofirenze.it/wp-content/uploads/2012/05/Robert-Capa-morte-di-un-miliziano-lealista-1936.jpg&w=640&q=100&zc=0

      Indirizzo email: eigenvalue707@gmail.com

      Mi unisco a questo sito e metto like alla pagina Giunti Y! :-)

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    2. Malattia e gioia, compongono la vita.
      Grazie per aver condiviso il tuo schiffo, e in bocca al lupo!

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  13. Ma che sfiga, lo ho scoperto solo oggi io l'evento :(

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    1. Oh, mi dispiace tantissimo, Ile :( Per consolarti ti dico di non allontanarti troppo dal blog perché presto ci sarà un altro regalino per il miei bei lettori ^^

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