Recensione: Il tuo corpo adesso è un'isola di Paola Predicatori

Buongiorno, amanti della lettura.
In questa mattinata grigia, coloro la vostra lettura di verde acqua con la recensione de Il tuo corpo adesso è un'isola. Come accennato nel riepilogo mensile, l'ho trovato insipido e, inoltre, lo consiglio in particolare a una categoria specifica di persone.


Titolo: Il tuo corpo adesso è un'isola
Autore: Paola Predicatori
Editore: Rizzoli

Trama:
Ascanio è stanco. Dei suoi amici, dei suoi genitori, di tutto, eppure vuole che nulla cambi e l'atteggiamento di indifferenza che offre a quanti lo circondano è l'unico modo che conosce per continuare a cullarsi giorno dopo giorno in un presente sempre uguale. Quando però a scuola conosce Adele, i ricordi tornano e minacciano il suo piccolo mondo tranquillo mandando in pezzi la facciata che si è costruito e che lo protegge. Sarà proprio lei a insegnargli il valore di una libertà assoluta che a poco a poco lo spinge lontano dagli altri e dai vincoli della famiglia. E poi c'è Jacopo, il fratello il cui ricordo ogni volta lo conduce verso quella parte di sé intrappolata nella memoria e mai vissuta completamente. Infine, quando tutto diventa troppo difficile da comprendere e la libertà diventa un bisogno insopprimibile, Ascanio fugge. Alla ricerca di un'isola.


Recensione:
Ci sono cose nella vita che mettono il turbo alla crescita. Ci sono cose che ci rendono grandi prima del tempo, ci rendono maturi in un corpo acido. Quelle cose che formano cicatrici che sembrano ricordare il dolore dell ferita viva. Per Ascanio, quella cosa è suo fratello Jacopo. Il piccolo, disabile sia fisicamente che mentalmente, che porta gioia in famiglia quanto dolore. La casa e i legami in famiglia iniziano a subire silenziose crepe a cui non c'è rimedio. Mamma e papà piangono e soffrono per la condizione di Jacopo, Ascanio invece ama alla follia il fratellino, senza dimostrarlo mai.

Per uscire da quella situazione trovando una soluzione diversa, si sarebbe dovuto risolvere a parlare, a dire le cose che sentiva, e invece a ogni suo tentativo il pudore che provava verso i suoi stessi sentimenti glielo impediva, offrendogli in cambio un silenzio ottuso che non serviva a niente. Parlare voleva dire tirare fuori tutto, giudicare, accusare, e dopo non sarebbe stato peggio?

È invisibile anche il suo malessere, quando Jacopo smette di soffrire e la casa e la famiglia si spezzano. I genitori si separano, anche loro silenziosamente, e Jacopo si rinchiude in una condizione di indifferenza verso qualsiasi cosa e con atteggiamento talvolta aggressivo, quasi fosse un modo per difendersi.
Difendersi dalla madre che non vuole parlare di Jacopo, come se non fosse stato dentro alla casa. Difendersi dal padre, che con dolcezza cerca di avvicinarsi a lui, una dolcezza che pare debolezza. Ascanio li disarma. Ascanio li rende vulnerabili, sa dove toccare.

- Sai cosa? -
Gli ha detto lei a un certo punto.
- E' che alla famiglia non ci pensi mai come al resto della gente fuori. Solo per il fatto che li chiami madre e padre, credi che siano migliori per forza, invece sono persone come le altre: se ci tieni, il rapporto te lo devi costruire. -

Un modo di vivere che non è tipico di coloro che hanno la sua età, quelli vicini alla maturità che fanno sesso per divertimento e prendono in giro chi invece non è come loro, come Adele. Eppure Ascanio sa fingere, sa fingere così bene che pare un ragazzo qualsiasi.
Adele però è una che come lui non ha avuto una vita facile, una giovane donna privata dall'affetto materno, una ragazza taciturna ma che quando gli parla non lo teme. Lo guarda dritto negli occhi e per una volta sola, nella sua vita, è lui che si ritrova disarmato. Le parole di Adele lo trafiggono rompendo in mille pezzi la corazza in cui è stato a lungo, si sente vulnerabile, fuori posto, si sente soffocare: vuole essere libero. Libero di essere libero.

Quando rimanevano loro due da soli sentiva che non avevano segreti da spartire, nessuna debolezza da perdonarsi: erano capaci di ferirsi, ma non di soffrire, infedeli fino alla fine alla propria giovinezza.

Ed è così che Ascanio, con qualche soldo in tasca, prende le sue cose e scappa. Scappa per essere libero. Incontra un vecchio amico e inizia la vita di un uomo, non di un ragazzino. Come dicevo, alcune cose ti fanno crescere prima del tempo. Si saltano fasi e sentimenti passando ad essere subito "grandi".

Non esisteva, in quel momento, solitudine più grande di quella che lei gli offriva, eppure sentiva il bisogno di averla vicino a sé.

Ma esiste davvero la liberà, se bisogna convivere col proprio passato? Con le noti insonni? Con i ricordo della famiglia e delle parole di Adele, che non è scappata, lei ha deciso di andare via. Si può essere liberi in un'isola?

Lui rimane in silenzio per alcuni minuti, poi socchiude gli occhi e si abbandona contro lo schienale. Ripensa a certi giorni lontani, quando il futuro non aveva ombre e gli potevi correre incontro come verso il sole.

Paola Predicatori ci racconta una storia così giovane con uno stile scorrevole e piacevole. Forse troppo giovane, per me. Ho come la sensazione che se avessi letto questo libro un po' di anni fa mi avrebbe fatto un effetto diverso, mi sarebbe sembrato meno insipido. Insipido perché la storia, pur nella sua particolarità e in questo personaggio così particolare, non mi ha trascinata, spesso resa impassibile.
Se devo consigliare Il tuo corpo adesso è un'isola, lo consiglio ai giovanissimi; non per mettere il turbo alla crescita. Giusto per crescere dentro un pochino, con un compagno come Ascanio che è tutto tranne che convenzionale.

La sua fuga non ha fatto altro che raddoppiare lo stesso vuoto, lasciandoli con un fardello già vecchio, ognuno nel proprio angolo a rigirarsi chi una foto, chi un pupazzo, o chissà quale altro cimelio. Perché niente, dopotutto, si recide strappandolo - quello è semmai il modo per rinsaldarlo con più forza, stringendolo con nuovi nodi.

Commenti

  1. Anche se la tua recensione non è positiva,voglio leggerlo lo stesso:) gli voglio dare una possibilitá, toccare con mano:)

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    1. Ma certo, se ti ispira mi pare ovvio ^^ Quando lo vuoi e se vuoi te lo presto. Ti adoro <3

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    2. Se ti va ne sarei felice e lo tratterei con i guanti:)
      <3

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    3. Ma non dirlo neanche :) Mi fido di te, ciecamente.

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  2. Non sono giovanissimo, o meglio, non rientro nella categoria di giovanissimi a cui tu ti rivolgi. Ma credo che me lo segno ugualmente.
    Ho ancora dieci anni, mentalmente parlando

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    1. Aahahaha :D Beh, se il tuo spirito bambino lo desidera, che aspetti? Non fargli battere i piedi :D

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  3. peccato mi dispiace che non ti sia piaciuto.. io l'ho letto in questo autunno e mi era piaciuto, (ho 21 anni non so se sono tra i giovanissimi che intendi tu ahahh) però mi era piaciuto un personaggio così che cerca un equilibrio, lui diventa protagonista della sua vita, prende le sue scelte. a me l'unica cosa che non era piaciuta era il fatto che alcuni rapporti che crea Ascanio non vengono descritti fino in fondo...
    peccato che non ti abbia conquistato questo libro ...

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    1. Anche io ho 21 anni e consigliarlo ai "giovanissimi" mi fa sentire una vecchietta decrepita ahahaha :)
      Dispiace anche a me non averlo apprezzato appieno, ma mancavano troppe cose, emotivamente parlano, oltre alla scrittura troppo semplice, forse per non appesantire la lettura.

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  4. Non mi ispira moltissimo questo libro e capisco quando dici dell'età, a volte mi rendo conto che influenza la nostra opinione di un libro e penso sia anche giusto =)

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    1. Ma certo, ci sono dei target in ogni mercato :) Sì, è un peccato ma ci sono quei libri che, se letti nell'età giusta, ti rapiscono il cuore. Avrei potuto leggerlo tempo fa, ma sono anzianotta ora :P

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