giovedì 29 gennaio 2015

Rubrica: Riepilogo mensile



Buonasera lettrici!
Oggi leggete per la prima volta "Riepilogo mensile". Questa rubrica riassume le mie letture mensili e invita voi a parlarmi delle vostre, ovviamente :) sono una curiosona!
Quest'ultimo periodo è molto impegnativo per me, in tutti i sensi. Ma nulla può compromettere la mia passione per la lettura.
I libri da me letti nel mese di gennaio sono tutti brevi, ma questo non vuol dire che siano tutti vuoti senza spunti di riflessione o altro.
Ma cominciamo subito, perché capirete che intendo andando avanti e leggendo il mio Riepilogo mensile.


Non ho mai letto nulla di Virginia Woolf a parte questa raccolta di racconti che ho apprezzato e che sono scorsi piuttosto rapidamente.
Dei racconti quello che mi è piaciuto di più è quello della signora e del pappagallo, che mi ha fatta sorridere e coinvolta fin troppo secondo me :)
Più in avanti vorrei leggere "Una stanza tutta per sé", di cui ho letto le prime pagine e che mi hanno incuriosita molto.



Vi ho già parlato di "E' facile essere felici se sai come farlo" nel primo appuntamento de "Parole sottolineate".
Un piccolo libriccino questo, ma che racchiude grandi massime di Epicuro sulla giustizia, l'amicizia, la lealtà, l'amore, la fratellanza, la religione e soprattutto la felicità. Quel sentimento che tutti cerchiamo e che sogniamo . E con questo non voglio dire che questa raccolta di aforismi sia un insieme di istruzioni su come trovare la felicità, ma leggendo queste antiche ma attuali parole mi sono regalata qualche oretta di spensieratezza.



E rimaniamo sul tema della felicità questo mese, perché ho anche letto "La misura della felicità": un libro che ha riscosso parecchie critiche positive. Se siete interessati potete leggere la mia recensione. Ho apprezzato questo libro nonostante non sia d'accordo con coloro che dicono che sia fantastico. L'ho trovato carino e mi ha accompagnata in alcune delle mie notti insonni.
La copertina è bellissima, questo non posso negarlo. Ed infine all'interno delle pagine de "La misura della felicità" ho trovato parecchie frasi mozzafiato e interessanti spunti di lettura.



Passiamo al quarto libro letto in questo mese e che è un thriller psicologico, un genere poco esplorato da me, ma provvederò.
"Da quando sei scomparsa" mi ha lasciata sveglia fino alle due di notte perché non riuscivo/potevo smettere: dovevo scoprire chi ha rapito Lucinda.
Scritto in maniera coinvolgente, questo romanzo racconta la storia da numerosi punti di vista a seconda del personaggio e, ogni tanto, spunta fuori una tematica attuale su cui poter riflettere.
Se volete saperne di più su cosa penso del romanzo d'esordio della Daly potete leggere la recensione QUI.



Seconda esperienza di lettura della Sparaco. Questo mese ho letto "Se chiudo gli occhi". Pronta a sciogliermi e entrare, grazie alle delicate e al contempo profonde parole della scrittrice, dentro la storia finisco per essere quasi delusa. Bello è bello, ma non è uguale al primo romanzo "Nessuno sa di noi". Nella recensione che trovate QUI potete leggere il motivo e il mio appello alla scrittrice.



La mia prima lettura murakamiana: "Sonno". Da troppo tempo rimandavo la scoperta di questo famosissimo scrittore, e finalmente è arrivato il suo momento.
"Sonno" è un racconto scorrevole e breve, che mi ha fatta desiderare qualcosa che tutti noi lettori compulsivi vorremmo. Che cosa? Lo trovate nella recensione.



"Il blu è un colore caldo" è la mia prima graphic novel. Se lo chiamiamo invece fumetto allora no (dove le mettiamo le Witch che ho letto da piccola?).
Una lettura lampo che narra la struggente storia d'amore tra due ragazze, ma non solo. Parla di omosessualità, pregiudizi, accettazione di se stessi, confusione su quale sia la propria strada.
Il blu è un colore caldo è una storia che mi è entrata dentro, e poi io amo il blu. Proprio quel blu che tinge i capelli di una delle due protagoniste in copertina. Uguale!
Dalla graphic novel è stato tratto il film "Vita di Adele", che io non ho ancora visto.



Rimaniamo sugli stessi temi della storia precedente, e vi parlo di: "Trevor". E' la storia di un ragazzino che sta affrontando il suo primo anno al liceo, un'amante del cinema e della musica, in particolare Lady Gaga. E così tra una lezione di teatro e l'altra si "difende" da coloro che iniziano a chiamarlo "Lady Gay-Gay", e inizia a pensare a come dare un taglio a questa storia.
Trevor nasce nel 1995 come sceneggiatura per il teatro, dopo diventa film e infine un libro di poche pagine ma toccanti.



E ora parliamo della nona lettura del mese: "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano".
Un lettura particolare, diversa e seppur ambientata nella mia amata Parigi degli anni settanta, rimane vicina agli eventi che caratterizzano i nostri ultimi mesi. Mi riferisco a quelli che hanno scosso il mondo e che provengono dalla Francia. Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano non parla di libertà di espressione o di stampa, ma di religione e spiritualità. Secondo voi un musulmano e un ebreo, nel bel mezzo di Parigi, negli anni settanta, possono essere amici? E un musulmano e un ebreo, nel bel mezzo di Parigi, nel 2015?



Definito crudo, geniale, volgare, eccentrico... Come non poteva incuriosirmi Bukowski?
"Il capitolo è fuori a pranzo" è il primo libro che leggo di quest'autore. Diciamo che invece di iniziare dal principio, appunto, ho iniziato dalla fine. Questo breve libro rappresenta le ultime parole di Bukowski prima di morire. Quest'ultime sono, come direbbe la mia amica, schiette e sono anche dedicate alla morte; a cui Bukowski non si rassegna.



Ultima lettura del mese, seconda di Bukowski, e mia prima lettura in lingua originale, vi presento questo racconto: "Svastica".
Svastica è geniale! Non ho altre parole per definirlo. Breve ma geniale.
Il racconto parla del presidente degli Stati Uniti e del ritorno del Führer, di come quest'ultimo riesce a tornare al potere rimpiazzando il numero uno degli States.
Questo è un racconto che fa parte della raccolta "Storie di ordinaria follia" e, udite udite, mi pare che sia stato per anni censurato qui in Italia. Forse per la copertina, forse perché si tocca l'argomento legato a Hitler, non vi resta che scoprirlo da voi.
Consiglio, a chi fosse interessato a Svastica, di leggerlo direttamente in lingua originale, perché come mia prima esperienza posso dire che è stata decisamente semplice.


Come potete vedere queste sono tutte letture lampo, ma nessuna di queste è frivola.
Che ne pensate? Avete letto qualcuno di questi? E che mi dite delle vostre letture mensili?

martedì 27 gennaio 2015

Recensione: Sonno


Ciao lettori!
Avete mai letto qualcosa del famosissimo Haruki Murakami?
Io, no. Non ho mai letto nulla di quest'autore, nonostante abbia sempre avuto "Kafka sulla spiaggia". Così quest'estate mentre giravo per negozi, ho visto dietro la vetrina di una bellissima libreria "L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio", e mi sono detta che quest'anno avrei letto qualcosa di Murakami.


Titolo: Sonno
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi

Trama:
Una donna attraversa la routine di giorni tutti uguali finché qualcosa di inaspettato irrompe nella sua vita: smette di dormire. Quello che all'inizio sembra un dono diventa la porta di accesso a una realtà segreta e inquietante.


Recensione:
Sonno si apre con la consapevolezza di una donna. La consapevolezza della realtà. Sì, perché Lei (non si conosce il suo nome in quanto non viene mai citato) vede le cose come stanno. Non si illude, non sogna ad occhi aperti. E mi chiedo se non sia questa una reazione di quando prima o poi tutti sbattiamo contro quello specchio che si chiama monotonia, perché è questo che ha inghiottito la vita della protagonista. Ogni giorno ripete le stesse azioni del giorno precedente accudendo la casa, preparando da mangiare, prendendosi cura del figlio e l'unico momento che ha per sé è quello di quando va a nuotare in piscina. Ma anche quest'ultima cosa non la fa per il gusto di farla o perché le piace, bensì per il giudizio degli altri che avranno su di lei una volta raggiunta l'anziana età; si mantiene in forma per fare in modo che gli altri pensino che abbia un bell'aspetto anche da cinquantenne. E da questo punto di vista proverete antipatia verso la protagonista, perché a inizio libro si rivelerà un'autentica superficiale.
Questa routine, questa monotonia, si interrompono improvvisamente quando Lei smette di dormire. Ogni traccia di sonno viene spazzata via, e ancora di più quando appoggia la testa al cuscino e cerca di cullarsi tra le braccia di Morfeo. Si sente, infatti, più lucida che mai, piena di voglia di fare, e col passare dei giorni si rende conto che anche il suo aspetto fisico sta cambiando. Non dico altro per incuriosirvi di più.
La protagonista si rassegna a questa nuova svolta nella sua vita e nelle ore notturne, mentre tutti dormono, lei riscopre tutti quei piaceri che aveva accantonato e dimenticato per fare la madre e la moglie. Sfoglia le pagine di Anna Karenina, si abbandona all'irresistibile sapore del cioccolato accompagnato da quello del Cognac e decide che per lei non è importante non dormire.
Sonno è un racconto, non un romanzo, e di conseguenza sfogliata l'ultima pagina ho sentito un'incompletezza dentro di me che mi ha disorientata. Ma nonostante la brevità ho trovato in questa storia dei temi complessi sui cui poter riflettere: cos'è la morte? Il buio? Com'è il buio?
Inoltre il racconto è anche ricco di illustrazioni che ho trovato davvero belle e che meritano di essere guardate.
Insomma Haruki Murakami ha fatto centro per me, e sicuramente leggerò qualcos'altro di suo.


Sapete cosa vi dico, però? Che mentre leggevo Sonno ho desiderato anche io smettere di dormire, lasciando l'aspetto inquietante a parte, perché forse questo è l'unico modo che avrei di leggere tutti quei libri che vorrei. Non sarebbe male, vero? :D

venerdì 23 gennaio 2015

Recensione: Se chiudo gli occhi

Buongiorno amici! :)
Oggi vi propongo la recensione di un libro amato e odiato.


Titolo: Se chiudo gli occhi
Autore: Simona Sparaco
Editore: Giunti

Trama:
Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. Abiti di una taglia sempre troppo grande, un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e ben lontano dalle sue passioni di bambina, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l'amore non c'è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando rullini di gente infelice al centro commerciale, si fa largo tra la folla un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l'età: è suo padre, l'artista famoso, l'irregolare, l'eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nelle Marche, la loro terra d'origine, e per dirle una cosa molto importante. Ma come fidarsi un'altra volta dell'uomo che l'ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione è troppo forte e Viola accetta. Un segreto custodito per anni condurrà padre e figlia alle pendici dei Sibillini dove Viola sarà travolta da una nuova forza e una nuova luce, proprio come il cielo di quei posti. È un viaggio magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita e all'amore che è pronto ad accoglierci.


"Puoi censurare gli affetti, ma i sogni no. I sogni vanno fino in fondo."
Recensione:
Se chiudo gli occhi parla di un viaggio.
Il viaggio di Viola con suo papà, un viaggio nella terra d'origine di quest'ultimo. Un viaggio fatto prima di silenzi, poi di confessioni, e poi di nuovo di silenzi. Un viaggio di rabbia e malinconia.
Rabbia perché Viola non ha mai potuto gioire del rapporto con suo padre. Un rapporto basato sulle continue assenze di lui, dei suoi viaggi di corsa per abbracciare l'arte mentre si allontanava dall'amore di una figlia. Malinconia perché Viola ricorda le storie che le raccontava suo padre nei momenti in cui era presente, quelle storie sui miti greci che la facevano sognare ad occhi aperti e che in qualche modo l'hanno portata a sperare sempre che ci fosse un modo per riprendere i legami con lui. E quando smette, quando diventa consapevole del fatto che non accadrà mai, quando si promette che lei non farà mai lo stesso male alla figlia Cristina, lui si presenta e la porta con sé in questo viaggio.
Che non è solo un viaggio in macchina verso le Marche e tra i monti sibillini. Viola verrà a conoscenza di realtà e verità che sconvolgeranno tutto il suo pensiero, tutto quello in cui ha creduto fino a quel giorno. Scoprirà il passato di suo padre, e in un certo modo è anche il suo, un passato che non ha mai preso le distanze dal presente. Perché quel passato è ancora aggrappato ad un filo del destino delle tre Moire.
Viola viaggerà anche dentro se stessa, cercherà di capire cos'è che la renderebbe più viva, cos'è che l'ha fatta smettere di sognare e di rischiare, cos'è che l'ha spenta.
Se chiudo gli occhi ruota a trecentosessanta gradi attorno alla figura femminile: Viola, Nora, Alda, Antina, Pauline, Clara, tutte donne diverse tra loro, ma ognuna a modo suo ha condizionato l'esistenza dell'altra, anche quelle di Viola e di suo padre.
Devo però scrivere anche le note negative, ovvero delle numerose e dettagliatissime descrizioni che frastornano il lettore e che spesso mi hanno annoiata. Ho provato anche una leggera antipatia verso la protagonista alla fine del romanzo per la scelta che ha fatto, una decisione che è totalmente incoerente con le sue convinzioni di madre. Ma alla fine non posso biasimarla, perché deve aver trovato se stessa.
Non vedevo l'ora di leggere questo romanzo, non vedevo l'ora di perdermi tra le delicate e morbide parole della Sparaco. Se chiudo gli occhi viene dopo Nessuno sa di noi, romanzo apprezzatissimo, e nonostante io sia innamorata della scrittura della Sparaco, non si può non notare le differenze tra i due libri. Infatti, per chi ha letto prima Nessuno sa di noi e poi l'ultimo romanzo, è evidente che Se chiudo gli occhi ha decisamente deluso molti lettori. C'è, infatti, chi si è chiesto "chi ha scritto questo libro? Non può essere la stessa scrittrice".
Tuttavia però io non penso che Nessuno sa di noi sia stato un colpo di fortuna dell'autrice, che la Sparaco abbia parecchio talento e che merita un'altra possibilità.
Mi rivolgo direttamente a lei anche se molto probabilmente non lo leggerà mai questo post :D Guarda Simo, prenditi tutto il tempo che vuoi, ritirati, fai qualsiasi cosa necessaria, ma per favore tornami con un romanzo che mi faccia venire la pelle d'oca.

"Come spesso accade, quando si avvicina il termine di un viaggio la mente torna al punto di partenza."

E voi? Avevate letto Nessuno sa di noi? Avete notato la differenza tra i due romanzi?

martedì 20 gennaio 2015

Rubrica: Aggiungi un posto sullo scaffale




Buongiorno miei pochi ma fidati lettori :)
Oggi vi presento una nuova ma comune rubrica che si chiama "Aggiungi un posto sullo scaffale". Come si può intuire dal nome questa rubrica intende presentare i miei nuovi libri sullo scaffale, che siano essi cartacei o in e-book.
Penso che questa rubrica avrà cadenza mensile. Ma ora iniziamo subito con l'acquisto di questo mese, che è tutto cartaceo.

Come avevo già detto nel primo appuntamento della rubrica Parole sottolineate, ho un debole per le edizioni economiche della Newton Compton Editori. Vi avevo parlato della collana Live e Live Deluxe, oggi vi parlo della collana MiniMammut. Una collana, anche questa coloratissima con le sue copertine molto simpatiche che riprendono le caricature degli autori dei più famosi classici italiani e non. Qualche nome d'autore? Dante, Stendhal, Leopardi, Tolstoj, Manzoni, Jane Austen e Joyce.
E proprio su quest'ultimi due vorrei proiettare i riflettori, perché approfittando del prezzo (€3,90) e della loro pubblicazione, questo mese ho acquistato Ragione e sentimento di Jane Austen e Ulisse di James Joyce.

Non potevo resistere alla Austen! Di quest'autrice ho già letto Orgoglio e pregiudizio e Lady Susan. Sullo scaffale adesso, Ragione e sentimento farà compagnia a Emma, che ho sempre voluto leggere ma credo che dovrà aspettare ancora un pò essendo questo un periodo di letture veloci.
Idem per Joyce. Ulisse è il suo secondo romanzo che ho in possesso, oltre a Gente di Dublino che mi attira tantissimo.




Rimanendo sempre legati allo shopping low-cost e alla Newton Compton Editori ho anche acquistato qualcosa che non poteva mancare alla mia collezione. Vi parlo della collana Live Deluxe e del pioniere della psicoanalisi.
Infatti ho aggiunto al mio scaffale Tre saggi sulla sessualità e Psicologia della vita amorosaentrambi di Sigmund Freud.
Infatti come molte persone sono affascinata dalla psiche e dall'inconscio e vorrei molto approfondire questi temi con queste letture, forse, impegnative.




Ecco qua finito il resoconto del mio shopping mensile e low-cost :)
Che mi dite di voi? Avete già qualcuno di questi? A quali libri avete aggiunto un posto sullo scaffale?

venerdì 16 gennaio 2015

Recensione: La misura della felicità

Buongiorno lettrici! :) Oggi vi propongo la recensione di un libro che ha fatto molto parlare di sè.


Titolo: La misura della felicità
Autore: Gabrielle Zevin
Editore: Narrativa Nord


Trama:
Dalla tragica morte della moglie, A.J Fickry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di "abbassare i prezzi". Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: "Questa è Maya. Ha due anni. E' molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.". Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri - per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempe le pagine- e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore...


Recensione:
La misura della felicità parla di seconde possibilità. La seconda possibilità che tutti molto probabilmente ci siamo ritrovati a chiedere, o che abbiamo concesso.
Come la seconda possibilità di A.J, che non è un uomo cattivo, scontroso e insensibile come appare. A.J è un uomo addolorato e col cuore a pezzi a causa della morte della moglie Nic, e tutto questo lo porta ad allontanare le persone, a chiudersi su se stesso come un riccio e a rimuginare sul passato che ha un solo nome: Nic.
Come la maggior parte delle cose che ci sconvolgono la vita, queste sono inaspettate. Ed una cosa inaspettata e sconvolgente succede ad A.J, esattamente quando trova Maya nella sua libreria.
Maya è fantastica, sia da bambina che da adulta. Una bambina dolcissima, sveglia che non si può non amare. Profonda, simpatica, determinata, riflessiva. Una bambina che cambia il modo di vedere di A.J, gli fa guardare le cose e la vita in maniera diversa. E il suo presente cancella il suo passato, un presente che porta proprio il nome di Maya.
Sono sicura di non fare spoiler perché sin dalla prima pagina si capisce che tra A.J e Amelia ci sarà del tenero. Loro sono una coppia improbabile ma che funziona. Lo si intuisce dalle loro conversazioni ironiche, divertenti, un "botta e risposta" che mi ha fatta sorridere. E alla fine Maya non è solo la seconda possibilità di A.J e di Amelia, ma anche di Ismay, la cognata di A.J, e del commissario Daniel.
La misura della felicità è una marea di libri dentro un libro solo, una piacevole sensazione per noi amanti della lettura, con cui ci sentiamo subito a nostro agio. Inoltre vi sono parecchi "suggerimenti" letterari.
La misura della felicità è un romanzo carino. Perché carino? Perché l'idea c'è, ed è un'idea strepitosa, ma ai personaggi manca quello spessore che una vera personalità riesce a dare. Esatto. Perché a me è sembrato che tutti i personaggi fossero solamente abbozzati. Abbozzati bene, ma pur sempre abbozzati.
Mi sarebbe anche piaciuto che la fine del libro non fosse così affrettata, e capire meglio la situazione che dal nulla cambia le vite di tutti i personaggi, ancora una volta.
Tuttavia La misura della felicità rimane un libro da consigliare come lettura scorrevole nei momenti di spensieratezza.


Che ne pensate? Vi ispira come lettura?

martedì 13 gennaio 2015

Rubrica: Parole sottolineate



Buon giorno!
Oggi inauguro una nuova rubrica: "Parole sottolineate".
Questa rubrica, a cadenza casuale, tratta di tutte quelle frasi che leggendo un libro mi piacciono e, matita alla mano, sottolineo per poi poterle rileggere un giorno sfogliando il libro.

Ovviamente le frasi hanno un significato soggettivo, c'è chi si trova in una semplice frase e c'è chi invece pensa sia una stupidaggine.
Ad ogni modo, inauguro questa rubrica riportando alcune massime di Epicuro tratte dal libro "E' facile essere felici se sai come farlo". Il libro in mio possesso è parte della bellissima, coloratissima e amatissima collana Newton Live Deluxe della casa editrice Newton Compton Editori. 
Sebbene io pensi che non abbia bisogno di presentazioni, voglio comunque dire che questa è una delle migliori iniziative nel mondo dell'editoria che abbiamo avuto negli ultimi anni. Infatti la Newton Compton si occupa di pubblicare dei classici (e non) che tutti abbiamo voluto leggere prima o poi a prezzi bassissimi, rendendo la letteratura accessibile a tutte le tasche. Lo ha fatto prima con la collana Newton Compton Live, ad un prezzo di €0,99, e ora con la collana Newton Compton Live Deluxe al prezzo di €1,90.
Ora penserete che stia facendo pubblicità gratuita alla casa editrice xD ma è semplicemente perché adoro questa serie e mi sono impossessata di quasi tutti i libri. Dico quasi perché qualcuno mi è sfuggito, anche se... Beh sono troppi e non ho ancora letto la metà. Ma questa è un'altra storia, familiare a tutti noi lettori compulsivi :)
Dunque iniziamo subito con le massime di Epicuro. Avrei voluto trascrivere direttamente il libro ma mi sono limitata a 20 aforismi che spero apprezzerete.


Nessun piacere è un male in assoluto; ma alcune fonti del piacere procurarono spesso più male che bene.


Se non ci turbasse la paura dei fenomeni celesti e della morte, che è qualcosa di vicino a noi, e se non ci turbasse il timore di non conoscere il confine tra il bene e il male, non avremmo bisogno della scienza della natura.



Non è possibile eliminare la paura sulle cose più importanti se si ignora la natura dell'universo e si vive nel sospetto delle leggende e dei miti, non è possibile in questo modo avere piaceri puri.


L'uomo giusto è sereno, l'ingiusto è pieno di turbamenti.


Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia.


In generale la giustizia è uguale per tutti, perchè è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.


Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l'occasione di oggi; così la vita se ne va nell'attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace.


Se si elimina il vedersi, il parlarsi e lo stare insieme, si dissolve la passione amorosa.


Occorre convincersi che il discorso lungo e il discorso breve arrivano al medesimo fine.


Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato.

venerdì 9 gennaio 2015

Recensione: Da quando sei scomparsa

Buon giorno care lettrici! :) come state? Come vanno le vostre letture ora che è ripresa la ruotine quotidiana?
Oggi posto la recensione di un libro che mi è piaciuto tantissimo. Tanto per farvi un'idea: sono stata sveglia fino alle due di notte perchè non volevo/potevo/riuscivo a smettere!
Buona lettura ;)



Titolo: Da quando sei scomparsa
Autore: Paula Daly
Editore: Longanesi Narrativa


Trama:
Che cosa fai se la figlia della tua migliore amica è scomparsa... ed è solo colpa tua?
Lisa è una donna come tante, che come tante cerca di essere una buona madre, una buona moglie, una buona lavoratrice. Come tante, annaspa per tenere insieme tutti i pezzi della sua vita. Non come Kate, la sua migliore amica, che non avendo impegni di lavoro può dedicarsi anima e corpo alla cura dei suoi figli, trovando persino il tempo di occuparsi dei problemi altrui. Una donna perfetta. Lisa sa di non essere perfetta, ma fa del suo meglio.
Finché, in un giorno particolarmente difficile di una settimana estremamente dura, accade qualcosa di terribile. Basta un attimo di distrazione, un tragico errore, e la figlia tredicenne di Kate, che le era stata affidata per un giorno, sparisce nel nulla. La prima, sconvolgente ipotesi è che sia stata adescata da un maniaco sospettato di aver rapito e violentato un’altra adolescente nella stessa zona. Comincia così per Lisa un lungo calvario, fatto di accuse spietate da parte della pubblica opinione e di inevitabili sensi di colpa, che la spinge però a intraprendere un’indagine privata. Un’indagine che rivelerà l’orrore nascosto sotto l’apparente tranquillità della vita quotidiana...

"Quante volte ci capita di avere la netta sensazione che ci sia qualcosa che non va? Intuiamo che c'è qualcosa di stonato, di sbagliato, ma facciamo finta di niente, andiamo avanti per la nostra strada. E' stupidità? Ignoranza? Forse tutt'e due."

Recensione:
Il romanzo si apre subito con la descrizione di una sensazione inquietante, una sensazione che mi ha fatto battere il cuore e mi sono sentita disgustata verso colui che l'ha provata. Una sensazione di una persona malata, instabile e che ha bisogno di aiuto, ha bisogno di qualcuno che gli impedisca di fare ciò che fa. Ma il racconto in prima persona di questo soggetto non lo troviamo solo all'inizio, perché i suoi pensieri, le sue intenzioni, la sua mente si intrecciano al racconto della protagonista, Lisa.
Lisa è una donna comune divisa tra casa e lavoro che da un tempo a questa parte si sente smarrita, disorientata, esausta, e tutto questo le annebbia la mente portandola a commettere degli errori. E lei sa che sono errori, non si giustifica, lei soffre per quegli errori. Da quelli che la fanno dubitare di se stessa a quegli che portano le persone a dubitare di lei come madre. Ma Lisa sa che non è una cattiva madre, è solo che ha bisogno di ritrovarsi, è solo che ha troppi pensieri per la testa che le impediscono di svolgere il suo mestiere di madre come vorrebbe. 
E lo sa anche Joe, suo marito, che la guarda ancora con quegli occhi da innamorato del primo giorno, che le sta vicino, la difende a prescindere, crede in lei e continuerà a fare questo finché morte non li separi. Perché è questo che le dice quando Lisa gli dice: aiutami. Joe è un uomo come tanti, un tassista che lavora sodo per mantenere la sua famiglia e a cui piace bere qualche birra per rilassarsi la sera. Lisa e Joe non sono come Kate e Guy, e Lisa si sente sempre a disagio con loro, non si sente all'altezza, confronta le loro esistenze e si sente una vera nullità. Guy è un uomo di successo e, di bell'aspetto, che incanta tutti con la sua abilità di sostenere una conversazione e che permette alla moglie Kate di stare a casa e dedicarsi a tempo pieno alla cura della casa e dei figli, a farla considerare da tutti la madre perfetta, quella che tutti vorremmo essere e che tutti avremmo voluto avere. Kate vive di questo: vive dell'essere madre e moglie. Ma Guy e Kate sono davvero perfetti? La scomparsa della loro figlia scaverà nelle vite di tutti i personaggi portandole a nudo perché si sa: tutti i segreti, prima o poi, vengono a galla.

"Forse c'è differenza tra quello che credo di sapere delle persone e quello che loro sono davvero."


Paula Daly esordisce nel mondo letterario con questo romanzo breve ma coinvolgente, credibile e ricco di suspense, che mi ha fatta sentire parte della vita di ciascun personaggio. Inoltre “da quando sei scomparsa” tocca alcune tematiche attuali che possono essere utilizzate come spunto di riflessione e penserete, con un velo di malinconia dovuta ad un'amara realtà: è vero, è proprio così.

Ne avete sentito parlare anche voi? Bene o male?

domenica 4 gennaio 2015

Recensione: Il gusto proibito delle zenzero


Titolo: Il gusto proibito delle zenzero
Autore: Jamie Ford
Casa Editrice: Garzanti libri


Trama:
Seattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, il loro legame si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, agli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto.

Recensione:
Buona domenica amici lettori!
La recensione di oggi riguarda questo libro che era in cima alla mia lista immaginaria "libri che hai sempre voluto leggere, ma non l'hai ancora fatto". Diciamo che a parte questo sentivo anche la mancanza di quel sapore della scrittura orientale.
"Il gusto proibito dello zenzero" tratta di una storia di amicizia che subisce una metamorfosi e diventa una dolce e tenera storia d'amore. Parla di un rapporto difficile col padre. Di cultura e di tradizione, di desiderio di fare le proprie scelte e non essere etichettati, non portare un distintivo sul petto. E il tutto è accompagnato da un sottofondo di musica jazz.
"Il gusto proibito delle zenzero" parla di guerra. Di un lato poco conosciuto della seconda guerra mondiale, ovvero la situazione e le condizioni di vita dei giapponesi in America dopo il bombardamento della Pearl Harbor.
La scrittura di Jamie Ford è una scrittura delicata, forse troppo delicata. Avrei voluto essere più coinvolta in un tema storico come quello e più coinvolta anche nelle personalità dei personaggi. E forse è proprio quest'ultima cosa che rende questo libro piacevole, scorrevole, ma non indimenticabile.

E voi lo avete letto? Eravate a conoscenza di questo lato della storia americana?


sabato 3 gennaio 2015

Recensione: Una mano piena di nuvole



Titolo: Una mano piena di nuvole
Autore: Jenny Wingfield
Casa editrice: Garzati Libri


Trama:
Swan ha solo undici anni, ma non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi con i suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Anzi, lo adora. Quando una sera d'estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l'incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall'aria timida e smarrita, gli occhi neri e fieri. È il figlio di un addestratore di cavalli, uomo torvo e brutale, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è l'unica via di salvezza. Ha bisogno di lei per fuggire dalla violenza. Swan decide di aiutarlo e di nasconderlo. Perché, al contrario di tutti gli abitanti del paese, lei non teme il padre di Blade. L'unico posto sicuro è la grande fattoria di famiglia vicino al negozio del nonno, la drogheria che non chiude mai e vende di tutto. Ma non sarà facile. Non solo perché la famiglia è stata appena sconvolta da una tragedia, ma anche perché troppi sono gli occhi attenti e curiosi dei parenti. Ma Swan non vuole lasciare andare la piccola mano di Blade. Ed è determinata a tenere il segreto. Un segreto che sancirà un'amicizia forte e tenera ma estremamente pericolosa. Perché forse, in quell'estate in cui finalmente sono fioriti i papaveri, tutto l'amore del mondo potrebbe non essere sufficiente a fermare l'atroce vendetta di un essere animato dal male.

Recensione:
Questa è la mia prima recensione, e la cosa mi rende emozionata. Spero tanto che vi piaccia, cari lettori, e col tempo di migliorare.
Era da molto che desideravo leggere questo libro e finalmente ci sono riuscita. Però, dopo averlo concluso ho sentito quel sapore leggero di delusione. Non voglio essere fraintesa, è un libro che ho apprezzato e che è scorso piuttosto rapidamente, ma è come se non si fosse rivelato all'altezza delle mie aspettative. Avete presente quando si parla molto e bene di un libro definendolo “imperdibile”? È ovvio che vieni assalito dalla curiosità e non vedi l'ora di comprarlo/fartelo prestare/aspettare che arrivi alla biblioteca della tua città per poterlo leggere. “Una mano piena di nuvole” è uno di questi libri. Ma non è imperdibile, non è fantastico, non è “da avere assolutamente e immediatamente”.
Si era anche tanto parlato di un fenomeno editoriale incentrato sull'innocenza dei bambini, ma secondo me “dolcezza” e “innocenza” sono due cose diverse che si possono confondere. E la copertina del libro è ingannevole, quindi preparatevi.
Jenny Wingfield ha un modo di scrivere diretto e capace di far sentire il lettore empatico con i personaggi della storia. Mi ha anche catapultato in una realtà diversa dalla nostra, la tipica realtà americana degli anni cinquanta, con la tipica famiglia allargata e la figura “onnipresente” di Dio.
Una storia che è stata capace di farmi muovere in perfetto equilibrio tra momenti di dolcezza tipici dell'infanzia a momenti cruenti da mozzare il fiato.
La fine del romanzo è una fine crudele e in qualche modo ingiusta, non voglio rivelare spoiler, ma la domanda che ci si pone automaticamente è: come può un uomo di Dio compiere un gesto simile? Così contrario alla Sua legge? La stessa domanda mi feci quando lessi “la lettera scarlatta”. La risposta è ovvia quanto vera. Perché del resto una persona, che sia essa persona di Dio o no, è tristemente e dannatamente umana.

Spesso mi capita di sottolineare le frasi che più mi piacciono di un libro, e di questo vi propongo la seguente:
"Alla gente piacerebbe se le cose andassero avanti sempre uguali a com'erano in passato, ma questo non è possibile, ed è un bene, perché quando una parte di una cosa comincia a cambiare anche tutte le altre si modificano, e presto inizia tutta un'altra storia."


-Nolwenn- 

Dunque l'ho fatto...

Dunque l'ho fatto. Ho finalmente aperto il mio blog di libri. Devo però ammettere che questo non è esattamente il momento più opportuno, ma l'ho fatto.
Perché leggere? Perché aprire un blog di libri?
Leggere è la mia più grande passione! Ho cominciato quando avevo circa nove anni, per caso. Vicino al parco dove giocavo sempre con mio fratello c'era una specie di villa. La osservavo lì da vicino tutti i pomeriggi. Vedevo gente entrare, uscire, accompagnati sempre dal suono “din don”. Un giorno, al limite dalla curiosità, mi sono incamminata e sono entrata; ho scoperto la mia biblioteca. È stato l'inizio di questa mia grande passione. L'inizio di giorni passati lì dentro a leggere in mezzo a centinaia di libri e circondata da quell'odore inconfondibile delle loro pagine. Ho anche conosciuto persone meravigliose, chissà perché ma si instaura sempre un legame speciale con i librai e bibliotecari. Diverso.

Ora, a distanza di undici anni, alcune di quelle persone meravigliose ci sono ancora, la mia passione è più viva di allora, quella è ancora la mia biblioteca, e mi spiace ammetterlo ma ogni tanto le sono infedele. Ebbene si, sono stata soggiogata dal potere della lettura in ebook. Per il mio compleanno ho ricevuto un Kindle Paperwhite che amo alla follia e su cui spesso leggo; ma non volterò mai le spalle al cartaceo.
Perché aprire un blog di libri? Perché voglio coinvolgere me stessa in una nuova sfida, in qualcosa di diverso, perché ci terrei molto a condividere i miei pensieri con persone che leggono e che hanno i miei stessi gusti letterari.
Spero di trovare molti seguaci con cui condividere letture e pensieri e chissà, trovare anche qualche amicizia.



-Nolwenn-
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