domenica 24 maggio 2015

Recensione: Il bacio più breve della storia di Mathias Malzieu

Buongiorno, amanti della lettura!
Vi piacciono le favole per gli adulti? Perché esistono. E oggi vi propongo la recensione di una di queste. Se ne conoscete di simili, consigliatemele e fatemi sognare! :)


Titolo: Il bacio più breve della storia
Autore: Mathias Malzieu
Editore: Feltrinelli

Trama:
Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l'orchestra suona "It's Now or Never". Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l'eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l'aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l'uno all'altra. Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?


Recensione:

Capita di scendere talmente sottoterra che perfino l'idea della felicità spaventa. Gli occhi del cuore si abituano all'oscurità e anche la luce più tenue si fa accecante. Non sapevo se ero capace di affrontare tutte queste paure. Ma sentivo spuntare in me una nuova forma di desiderio. La mescolanza delle nostre elettricità provocava uno strano cardiocircuito. Non era il legame più confortevole, eppure esisteva in tutta la sua forza.

Da tanto tempo voglio leggere qualche libro di quest'autore. Come La meccanica del cuore o L'uomo delle nuvole. Non è mai successo, fino a quando non ho visto l'uscita di questo libricino dal titolo magnetico: Il bacio più breve della storia.

La mia vita si stava sdoppiando. Il conto alla rovescia dell'amore aveva l'aspetto di due clessidre distinte ma comunicanti.

Dio, puó uno stile farmi innamorare e farmi sentire piú amata di cosí? E non sono l'unica. Lo scrittore fa innamorare i suoi personaggi con il piú semplice e antico gesto d'amore. Un bacio. Un piccolo, dolcissimo, sfuggevole bacio. Un bacio quasi invisibile. Come la sua proprietaria. Lei che ogni volta che il suo cuore inizia a battere forte per qualcuno diventa piú invisibile. Che ogni volta che si innamora sparisce sempre di piú, diventa sempre meno invisile. E puó un handicap come questo essere le fondamenta di un amore e quindi di una relazione?

Non amare troppo era la chiave per non scomparire troppo, e non soffrire troppo.

Il nostro protagonista ruba un bacio alla ragazza invisibile e follemente innamorato di lei si rivolge ad un investigatore eccentrico e al suo pappagallo alquanto particolare per riuscire a trovarla. Perché non gli basta il ricordo di un dolcissimo e quasi invisibile bacio, non gli basta il ricordo del suo respiro in re minore. Una volta trovata, grazie anche alla sua invenzione, comincia una storia familiare a tutti noi, lettori e non. Persino una storia così dolce, una favola, cade nella monotonia del tempo di ogni giorno. E tra un pensiero ed un altro, un dolcetto, una pappagallo esplicito, finisce come ogni favola merita di finire.

Innanzitutto avevo bisogno del suono di un polmone femminile asmatico, possibilmente in re minore, da far memorizzare al pappagallo perché in seguito lo riconoscesse.

Ragazzi, questo scrittore mi ha conquistata. La sua delicatezza nel maneggiare i sentimenti dei suoi personaggi ed i miei è mozzafiato.
Le sue parole sono come un sussurro. Dolce. Morbido. Questa storia e le altre hanno quel che di magico e sono sicura che le leggerò.
Ma... Forse dovrei smetterla di avere aspettative. Perché, appunto, io mi aspettavo qualcosina in più, da Il bacio più breve della storia. Non so cosa. Qualcosa. Qualcosa che non c'è nella storia. È come quando sento che manca qualcosa in un dolce... Assaggio e riassaggio. Poi mi accorgo che, magari , manca un pizzico di cannella. Chissà cosa manca a questa storia; dovrò riassaggiarla un po' di volte per capirlo. Nel frattempo, ve la consiglio.

L'amore è un'equazione poetica, amico mio! Devi cercare di risolverla qualunque cosa accada.

venerdì 22 maggio 2015

Segnalazione: Born to love us di Serena Versari

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Avete mai pensato che fosse troppo tardi per prendere una determinata decisione, scelta? Vi siete mai chiesti perché?
Noi persone tendiamo spesso a dirlo e a non agire, forse per pigrizia, giustificandoci con "E' il destino. Doveva andare così!". No, gente. Chi crede al destino così fermamente forse ha solo paura dei passi indietro che potrebbe fare per raggiungere il suo obiettivo. E se si investisse lo stesso coraggio che si impiega andando avanti nella nostra scelta sbagliata, in quella giusta? Non sarebbe meglio? Del resto, un passo avanti, uno indietro: sempre un passo è. Solo che solamente uno è quello che ci rende veramente felici.
Tutto questo per presentarvi Born to love us di Serena Versari. Perché non è mai tardi per tornare indietro.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Serena ha risposto:
Visto che è una storia d'amore direi: palpitazioni, gioia, brividi.


AUTORE: Serena Versari
PREZZO: € 1,99
(su Amazon, Kobo, Itunes, ecc)
DATI: Pag. 176
GENERE: Romance
USCITA: 12 maggio

Trama:
Quante volte scegliamo una strada piuttosto di un’altra per non deludere le aspettative delle persone che amiamo? Cosa accade quando ci rendiamo conto che questa scelta ci ha precluso la possibilità di essere felici?
Swamy ha costruito la sua esistenza seguendo questo schema. Un’ottima carriera e un fidanzato perfetto, ma alla soglia dei trent'anni, a seguito di un dramma personale, qualcosa nella sua vita si rompe. Apre gli occhi sulla realtà, il suo cuore si ribella e si trova costretta ad ascoltare la sua anima.
Il ritorno al suo passato, a tutto ciò da cui era scappata, sarà per Swamy un nuovo viaggio, questa volta destinato a non finire. Travis, l’uomo con cui aveva trascorso l’estate più travolgente all'età di diciannove anni, riappare prepotentemente nella sua vita, mettendo in discussione ogni sua certezza.
Ma le certezze sono chimere irraggiungibili e il destino un gioco pericoloso, o niente è veramente già scritto e tutto dipende solo e unicamente da noi?

Breve estratto:
“Spesso ci accontentiamo di vivere con una persona che ci tratta bene, che non ci fa mancare nulla e siamo convinti che più di quello non possiamo sperare poi, un giorno, se siamo fortunati, incontriamo quell'unica persona che è veramente capace di rapirci l’anima. L’intrappola con un semplice sguardo e capisci che niente potrà mai separarti da lei, qualsiasi cosa accada, la cercherai attimo dopo attimo, perché è l’unica che veramente ti completa, l’unica capace di tingere le tue giornate con i colori dell’arcobaleno, l’unica che ti faccia sentire veramente viva."



L'autrice:
Sono nata a Ravenna, dove vivo e lavoro.
Gran sognatrice. Amo passeggiare tra i monti incantati del Trentino e mi piace macinare chilometri in compagnia della mia moto. 
Ho debuttato nel 2012 con "ANGELS", un romanzo scritto nel 2009, edito da GDS Editrice.
A luglio 2013 è stato pubblicato, sempre da GDS, il seguito di "Angels" intitolato "IL POZZO DELLE ANIME".
Il 2014 è stato un anno ricco di pubblicazioni: a marzo, un romanzo esoterico intitolato "L'ORDINE DEL TRIANGOLO OSCURO", a giugno, un romanzo apocalittico con risvolti spirituali intitolato  "MAKA-VIAGGIO VERSO LA SPERANZA". Mentre a ottobre, ho abbandonato il genere fantastico per dedicarmi al mio primo romance intitolato "L'ARPEGGIO DEL CUORE".
A maggio del 2015 è uscito "BORN TO LOVE US", il mio secondo romance.

mercoledì 20 maggio 2015

Recensione: Una nuova vita di L. Cassie

Buongiorno, amanti della lettura!
Come state? Io sono sommersa di studio e di ansia, preoccupazione, e ho smesso di fare tutto ciò che mi rende felice, come leggere :(
Spero davvero che questi prossimi due, tre mesi, finiscano subito.
E a proposito di questo, quante volte abbiamo detto "Voglio andare via! Avere una nuova vita!". La protagonista del libro di oggi è stato trovata o meglio, ritrovata, da questa nuova vita.


Titolo: Una nuova vita
Autore: L. Cassie
Editore: Autopubblicato

Trama:
Maria è una giovane ragazza costretta a vivere da sempre una realtà che non le piace, così, per la seconda volta nella sua vita, molla tutto e scappa alla ricerca di un mondo migliore dove possa finalmente dar voce ai suoi sogni. 
Fugge... e da un giorno all'altro si ritrova senza un tetto sotto il quale stare e senza soldi in tasca. Se solo sua mamma non l'avesse abbandonata da piccola ora lei avrebbe sicuramente una vita migliore, fatta di numerosi amici e magari un ragazzo.
Hilary, invece, è la figlia del sindaco. Soldi, vestiti alla moda e feste, dove il divertimento è assicurato, riempiono le sue giornate... e non solo.
La sua vita sarebbe perfetta se sua madre non fosse morta quando aveva soli tre anni e se suo padre non fosse gravemente malato.
I destini di queste due ragazze, così apparentemente diverse e con nulla in comune, s'incontrano stravolgendo l'una la vita dell'altra. Ed insieme collaborano per far luce sui misteri del proprio passato, scoprendo verità nascoste e fino ad allora sconosciute.

Recensione:
Nel tuo libro è forte l'ambiente del cosiddetto "paesino". Perché ambientarlo in una realtà piccola?
Ho preferito ambientarlo in un piccolo paesino perché io stessa non ho mai vissuto in una città. E da quello che ho potuto constatare nei paesini si nasconde sempre qualche mezza verità o qualche mistero. Tutti sembrano conoscersi, ma alla fine mai nessuno sa tutto di tutti.

Mi ha risposto L. Cassie nell'intervista del suo Blog Tour, e non posso che concordare pienamente con lei. Forse perché io stessa sono cresciuta in un paesino e tutta la società del mio paese d'origine è in questo modo. Tutti parlano di tutti, convinti di conoscere i fatti di ogni abitante del paese. E questo, soprattutto quando si è molto giovani, è soffocante.

Però la protagonista di Una nuova vita è soffocata da una vita precedente, mai conosciuta, e da un presente che invece preferirebbe non condurre. Maria, orfana, presta servizio a casa di una persona che assomiglia a molte signore dei paesini con la puzza sotto il naso, triste ma vero. Maria ad un certo punto si sente come la schiavizzata psicologicamente da questa donna e spezza le catene, inconsapevolmente, diretta verso una nuova vita. Senza farsi molte domande, senza chiedere molto, si lascia andare a quella corrente dei fatti che accadono, alle nuove persone che incontra e che vedono qualcosa in lei, qualcosa che nemmeno lei credeva di avere. Ed è così che viene svelato un segreto che darà a lei e a molti Una nuova vita, più piena.

L. Cassie, alias Laura, scrive con una scioltezza quasi invidiabile. Mi ha dato l'impressione come se le parole di questo romanzo si fossero scritte da sole, soprattutto nei dialoghi diffusi, caratterizzati anche da un'estrema semplicità. Tuttavia, però, è proprio questa estrema semplicità che non ho apprezzato, rendendo i dialoghi e la narrazione estremamente poco troppo impegnativi ed impegnati.
Infine posso dire che, sebbene, secondo il mio umile parere, la scrittura sia leggermente acerba e necessiti di maturare, non è male per un romanzo d'esordio.

martedì 19 maggio 2015

Rubrica: Parole sottolineate - L'onda perfetta di Sergio Bambarén


Buongiorno, amanti della lettura!
Avete sottolineato qualche frase che vi ha colpito del libro che state leggendo attualmente?
Io ho potuto farlo tempo fa con L'onda perfetta di Sergio Bambarén. Non conoscevo questo scrittore, fino a quando non ho partecipato a un gioco chiamato "Adotta un autore" su Anobii. Il gioco consiste nello scegliere un numero qualsiasi e vi si assegna un autore legato al numero estratto. E' un gioco divertente che permette di conoscere, come nel mio caso, autori che non conoscevamo; oppure di uscire dalla nostra confort zone :)
Ora vi lascio alla lettura delle frasi più belle che ho trovato ne L'onda perfetta!

Ciò che va bene per me non necessariamente deve andare bene per tutti...
Il futuro sembra sempre lontano, ma avanza rapidamente: occorre prendersi il tempo per vivere, per essere felici, prima che sia troppo tardi.

Il tuo cuore è un gabbiano che vola nei cieli della vita. Lascialo andare senza paura, ti saprà condurre alla felicità.

"Ci siamo messi talmente sotto pressione per raggiungere il successo che abbiamo trasformato la felicità in una delle tante cose che dobbiamo possedere. Così la rincorriamo, confondendola con la ricchezza e il prestigio, senza renderci conto che chi ha già conquistato entrambe non è detto che sia felice.

Nel corso degli anni, mio caro Williams, ho visto molte persone commettere il medesimo errore: 'Quando avrò questo mi fermerò', dicono. 'Quando avrò quello potrò tirare i remi in barca'. 'Questo è davvero tutto ciò che voglio'.

Ma appena hanno raggiunto il loro obiettivo vedono qualcos'altro che scatena nuove bramosie. Ogni volta che arrivano in cima a una montagna, ecco che si para loro innanzi un'altra, più alta, più verde, e vogliono dare la scalata a quella. Questa sete incontenibile si chiama avidità, amico. Non ci sia accontenta mai. E quando all'improvviso ci si accorge di ciò che si è fatto della propria vita, di solito è troppo tardi per correre dietro a quello che si vuole realmente".
La felicità, come la purezza interiore, non ha prezzo, ma una sola casa: il tuo cuore.
Nessuno dovrebbe mai ridere di qualcosa che ha segnato un altro cuore.
La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te. Basta accorgersene.
La malinconia ti assale senza preavviso, quando meno te l'aspetti. La riconobbi immediatamente a causa di quella che io chiamavo la "sindrome del nodo alla gola". Vorresti parlare, ma non ci riesci; vorresti piangere, ma non ce la fai; vorresti ridere, ma non puoi. Rimani sospeso tra la gioia e la tristezza, sopraffatto dallo struggimento, come se il tuo cervello fosse in panne, incapace di elaborare le informazioni che gli arrivano.
"Amico, devi tornare ad apprezzare la semplicità. Non si può dare valore e importanza solo ai grandi eventi della vita. Bisogna saper vedere la bellezza che c'è anche nelle piccole cose.
Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.


Finché ascolti il tuo cuore e fai di tutto per essere felice, sei tu a condurre il gioco con le regole che tu stesso ti sei dato.
Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà.
Chi salva una vita salva il mondo intero.
Se vuoi essere felice ascolta il tuo cuore, perché esso racchiude tutte le risposte che cerchi.
L vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza.
Se ti mostrassi un bicchiere colmo per metà, diresti che è mezzo pieno o mezzo vuoto? 

E voi, amici lettori...
Direste che il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? 

domenica 17 maggio 2015

Segnalazione: The House of Angels - Old Soul di Emma Rain

Buongiorno, amanti della lettura!
L'estate fatica a entrare nelle nostre giornate, ma gli amanti del genere della segnalazione di oggi, possono scaldare i loro cuori dal tocco degli angeli e dalle fiamme dei demoni. Vi presento The House of Angels - Old Sould di Emma Rain :)

Quali sono tre emozioni che regalerei ai tuoi lettori?
Emma ha risposto:
Sinceramente non saprei....vorrei semplicemente che i lettori riuscissero ad entrare nella storia, a perdersi nel libro e vivere con i protagonisti,affezionarsi a loro, così come capita a me quando leggo...


Titolo: The House of Angels - Old Soul
Autore: Emma Rain
Editore: Lettere Animate
Prezzo formato ebook: 1,49€
Dove acquistarlo: Amazon, Ultima Books
Genere: Urban Fantasy/Rosa
Target: Si rivolge a un pubblico sia giovane sia maturo,
per tutti gli amanti dell'urban fantasy e del romanzo rosa.

“… lui non poté fare altro che cercare di aiutarla, anche a costo di sacrificarsi, anche a costo di sacrificare la sua natura di angelo. Ecco come aveva perso le ali... era caduto, ma lo avrebbe rifatto mille volte, per Magda avrebbe dato la sua vita.”

Trama:
Magda è una ragazza con una vita difficile alle spalle, una madre morta prematuramente e un padre alcolizzato che per pagare i debiti ha venduto sua figlia ai demoni, a salvarla arriva Jess, un angelo che per poterla aiutare rinuncia alle sue ali e promette di non vederla mai più.
Grazie al potere della ragazza di parlare con le anime, Mori, un angelo morto durante uno scontro con i demoni, riesce a mettersi in contatto con lei e avvertire così gli abitanti della casa degli angeli.
Le strade di Magda e Jess s’intrecceranno ancora, ma Billy, un demone infatuato della ragazza non renderà la loro vita facile.

Breve passaggio del libro:
“ … vide entrare un uomo, non meno bello degli altri, alto sicuramente più di un metro e ottanta, vestito da capo a piedi di nero, bruno con occhi nocciola e una bocca davvero fantastica, ma fu colpita da un ricordo doloroso come un pugno in pieno stomaco, barcollò leggermente guardandolo, senza capire subito il collegamento tra di loro …
"Stai bene?" Sante gli si fece vicino per aiutarla ma lei lo evitò in modo gentile.
"Sì... si, io... sto bene" credo.
"Magda! Sei tu vero?"
Non può essere pensò Magda, oddio non può essere uno di quegli uomini … 
"Io devo andare adesso" così dicendo uscì dalla porta.
"Jess?" questi si sentì chiamare da uno dei suoi compagni, ma era troppo stordito per prestargli attenzione e corse verso la ragazza dai capelli rossi.
"Magda aspetta". 
Lei si fermò a metà del vialetto, ma non disse niente né si voltò a guardare l'uomo che l'aveva seguita fuori dalla grande casa.
"Aspetta per favore" disse Jess "Io... tu stai bene?"
Magda si girò verso di lui guardandolo di sfuggita, non riusciva a capire il suo stato d'animo. No, non era uno di loro...”


L'autrice:
Mi chiamo Emmanuela, ho trentaquattro anni e vivo in provincia di Roma. Sono mamma di un bellissimo bimbo di tre anni e mezzo, di nome Cesare Elia, e compagna di Manolo da ben dodici anni. La passione per la scrittura l'ho sempre avuta, insieme a quella per il disegno, gli animali e la lettura... da piccola scrivevo molte poesie, all'età di quattordici anni ho scritto il mio primo romanzo, e un altro a diciotto, entrambi fantasy, rimasti però nel cassetto, e qualche racconto breve. The house off angels - old soul, è un urban fantasy/rosa(con una punta di erotico) la protagonista  è Magda, una ragazza con un passato difficile, che entrerà  in contatto, grazie ai suoi poteri, con la casa degli angeli, e lì ritroverà Jess, un angelo caduto … con questa mia ultima creazione, ho voluto provare la strada della pubblicazione, primo, perché mi sembrava abbastanza valida, e secondo, per mettermi alla prova, e vedere se realmente avrei potuto intraprendere la strada della scrittura, realizzando  così un mio sogno. Non so come descriverei la mia opera, il mio compagno dice che è avvincente, romantica e avventurosa, ma credo sia di parte hihihi… sul romantica però ha ragione.  Questo romanzo è il primo di una serie, e ringrazio la casa editrice "Lettere animate" per avermi offerto questa grande opportunità. Per saperne di più visitate la mia pagina Facebook.

venerdì 15 maggio 2015

Recensione: Cercasi amore disperatamente di Federica Bosco

Buongiorno, amanti della lettura!
Come ho spesso detto in precedenza, Federica Bosco per ora è l'unica autrice che riesce a tirarmi su nei momenti più difficili della mia vita. Questa volta, però, non ci è riuscita, ma è stato un po' come guardarmi allo specchio.


Titolo: Cercasi amore disperatamente
Autore: Federica Bosco
Editore: Newton Compton

Trama:
Che la vita sia piena di imprevisti Arianna l'ha imparato presto. Ma certo non immagina, entrando in banca per cambiare il suo primo grosso assegno, di imbattersi in un gruppo di rapinatori sprovveduti. Così, sotto la minaccia di una pistola, tutta la sua vita le scorre davanti agli occhi, proprio come al cinema, i momenti belli e quelli brutti, le gioie inaspettate e le tragedie più dolorose.


Recensione:
La protagonista di questo romanzo è Arianna che, sin da ragazza deve affrontare le aspettative dei genitori troppo attenti al giudizio che hanno di loro le altre persone. Cresce con una madre che sembra essere sempre pronta a criticare lei, il suo fisico, il suo carattere, le sue scelte di vita. Arianna si sente dire dai suoi genitori "Sei troppo grassa! Almeno fossi bella ti faremmo sposare un ricco", a quell'età, dove già l'autostima non è altissima, non può succedere altro che la nostra protagonista si nasconda nella sua cameretta e cerchi di affogare la tristezza con quei biscotti al cioccolato, alimentando le sue insicurezze.

Com'è possibile che in un attimo il dolore possa spazzare via la gioia e mai viceversa?

"Non combinerai mai nulla nella vita!".
Umiliata, dopo la maturità, prende la decisione di girare il mondo, andare all'estero e porta con sé l'eco di questa frase. Inizia a pensarlo anche lei, come lo abbiamo pensato in molti nei momenti più duri. Che non ce la possiamo fare, che quelli che non credono in noi in fondo avevano un motivo per non farlo.
Quando ci si ritrova all'estero ci si sente soli, è vero, ma alla fine siamo una specie, e come ogni specie ci abituiamo relativamente in maniera facile ai nuovi "habitat" adattandoci. Si mostra, a mio parere, la nostra parte più forte, i pensieri razionali, i desideri più lucidi. E questo accade ad Arianna, che comincia a viaggiare, a vivere e a lasciarsi scivolare via tutte le umiliazioni del passato.

Credo che si cominci ad attingere alle risorse più nascoste quando ci si trova in situazioni difficili.

Fino a quando i ricordi di queste non si tuffano nella sua serenità scuotendo la sua esistenza. Fino a quando non le sembra di ricominciare daccapo tutta la sua vita e non riuscire a gestire la vita normale, quella tra i condomini, i supermercati, il precariato e una madre che non ha perso le sue abitudini.
E nel momento della sua vita in cui si sente ancora una volta vulnerabile, incontra un uomo che lei vede perfetto nei suoi pregi e difetti. Ma si sa che la perfezione umana non esiste, e che ci sembra di sì è soltanto finzione. Infatti, lui non è molto diverso dal tipo di persona che le fa male, ma da cui non riesce a strappare il legame.

Per questo la gente quando si sente felice non ne parla mai, o se lo dice lo fa facendo gli scongiuri, come se avesse paura di essere sentita da qualcuno che subito la carichi in tonnellate di dolore per rimediare all'errore. Al dolore ci sia abitua, alla felicità mai. Non ce n'è dato il tempo.

Federica Bosco ci racconta una storia ancora una volta che rispecchia la realtà e la maggior parte delle crisi femminili, secondo me. Non è difficile, infatti, che nei periodi più bui ci accontentiamo di briciole di affetto dimenticando quanto invece valiamo, e quindi meritiamo.

E a proposito di questo, Federica Bosco viene in mio soccorso anche questa volta: mi è sembrato di essere Arianna, con tutte le sue insicurezze e quando queste vengono scacciate via dall'indipendenza, anche emotiva, si ritorna indietro alle prime. Guardando Arianna e il suo non riuscire a far a meno dei rapporti che le fanno male, come se questo dolore fosse meglio del niente, mi sono come vista allo specchio e mi sono detta "Sei stata patetica, ma ora ne sei fuori".
Cercasi amore disperatamente non è uno dei migliori della Bosco, ma appunto per quest'ultima riflessione, mi rimarrà impresso.

mercoledì 13 maggio 2015

Recensione: Frittata alle ortiche. La ricetta del perdono di Mara Roberti

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi sono qui con una recensione, per stuzzicare il vostro appetito con un racconto tutto culinario e dagli ingredienti molto particolari :)


Titolo: Frittata alle ortiche. La ricetta del perdono
Autore: Mara Roberti
Editore: Emma Books

Trama:
[Ingredienti]
2 sorelle
1 grande casa di campagna amata e in stato di abbandono
1 grosso cane nero
1 fidanzato che torna dal passato
Un dolore ancora tutto da vivere e molto da perdonare (q.b)
[Preparazione]
Dopo la morte del padre, Giulia torna nella casa di campagna della sua famiglia, in cerca di ricordi. Per riempire il vuoto lasciato dai genitori, la sorella Elena cucina a ogni pasto una ricetta speciale, che le riporta entrambe all'infanzia, a un tempo fatto di sicurezza, di sole, di abbracci e di corse sfrenate in bici. Proprio come l’incontro con Alessio, il grande amore dell’adolescenza. Ma insieme ai ricordi riemergeranno anche piccoli e grandi misteri, la fatica di volersi bene fra rancori e rimproveri taciuti troppo a lungo. In quel difficile equilibrio fra passato e presente, immersa nei sapori e negli odori della sua infanzia, Giulia troverà le risposte che cerca. E l’amore di cui ha bisogno.
[Rimedio]
È la ricetta per chi non riesce a perdonare, per chi vuole riconciliarsi con il passato e tornare a vivere l’amore senza rancori.

Recensione:
Giulia, dopo anni di assenza e dopo la morte del padre, torna nella casa dove lei e la sorella Elena sono cresciute. Sorelle, sì. Ma apparentemente niente unisce queste due ragazze, tranne forse la casa.
Giulia è una persona a mio parere fragile, sensibile, una che nutre speranze nel futuro ed è per questo che rimanda in continuazione le cose importanti della vita. Come i rapporti con le persone che ama. Come la riconciliazione con il papà prima che fosse troppo tardi.
Elena, al contrario, è una donna che conta sulle sue forze, introversa, decisa, razionale, ma che non aspetta che la sorella si faccia avanti dopo aver scacciato via le ombre del suo passato. La prima, spinta dal desiderio di ricominciare una nuova vita con la nuova vita che porta in grembo, decide di reagire e si scontra contro l'aggressività passiva di Elena, le sue parole appuntite e la rabbia che ha nutrito nei confronti di Giulia, soprattutto perché non è stata presente nel momento del bisogno.

Giulia ed Elena si rimproverano il passato. Ma come tutti noi sappiamo, più ci concentriamo sul passato e i suoi rancori, più ci scivola via il presente e le sue sorprese. Quale modo migliore di scacciare i primi e dare il benvenuto ai secondi, se non quello di mettersi a cucinare le vecchie ricette di famiglia? Del resto, si sa... La cucina sana i rapporti dove questi falliscono. E una volta superato il dolore, è più facile perdonare.

Non puoi perdonare finché ti fa male.

Frittata alle ortiche è un racconto su cui non avevo aspettative, forse perché ho deciso di leggerlo seguendo il mio istinto e, quindi non ho avuto modo di meditare e pensarci a lungo. L'ho preso e l'ho letto. Tutto d'un fiato. Pagina dopo pagina. Oltre a sciogliere tutto lo stress accumulato, mi ha regalato anche un pizzico di buon umore.
Quel che mi dispiace, però, è il numero delle pagine ridottissimo (circa 59). Una volta finito ho pensato che sarebbe stato un gran bel romanzo. Ma c'è un motivo per questa brevità: Frittata alle ortiche apre le danze a un nuovo progetto della casa editrice che, a suo modo, ha deciso di partecipare all'Expo 2015. Il progetto si chiama Ricettario del cuore e consiste nella pubblicazione di racconti che hanno come protagonista la cucina e le emozioni.
Non mi resta che consigliarvi questo racconto per gustare tanti temi importanti, trattati delicatamente, senza però diventare pesantuccio!

sabato 9 maggio 2015

Segnalazione: Una storia d'amore e di troppe paturnie di Momi Gatto

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Aaah, l'estate si avvicina e io penso all'amore. Certo, chi è bello innamorato è apposto, ma i disinnamorati? Beh, a loro segnalo Solo una storia d'amore e di troppe paturnie, di Momi Gatto. Per ricordare, rammentare, rivivere quelle bellissime e uniche emozioni che ci può regalare l'amore. Soprattutto l'amore dei vent'anni.

Alla domanda, quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Momi ha risposto:
Empatia, divertimento e romanticismo.


Titolo: Solo una storia d'amore e di troppe paturnie 
Autore: Momi Gatto
Genere: Romanzo rosa
Collana: La trilogia delle paturnie - volume 1
Editore: youcanprint
Pagine: 540
Versione ebook: 2,99 euro
Cartacea: 24 euro circa, a discrezione dello store
Per tutto il mese di maggio in offerta a 1,99€

Trama:
Giulia e Davide, due ventenni di Milano, così genuini eppure a modo loro tanto complicati, aprono e chiudono questo romanzo fresco e ironico che li vede unici protagonisti. Il loro è un rapporto insolito fin dal primo sguardo, così intenso e assuefacente da spaventarli. Lo sconosciuto senso di irrinunciabilità che sentono l’una per l’altro, e la conseguente paura di perdersi, li spingono a nascondere, agli altri e soprattutto a loro stessi, quale sia il vero sentimento che li unisce. Solo il precipitare repentino delle cose, e l’immancabile batosta, li costringeranno ad aprire gli occhi. Impossibile non affezionarsi a questi due ragazzi e non immedesimarsi con i loro cervellotici ragionamenti, attraverso i quali tutti noi siamo passati almeno una volta nella vita.

venerdì 8 maggio 2015

Recensione: Vivi... Ancora una volta di Moreno Tubia

Buongiorno, amanti della lettura!
Se voi aveste una seconda possibilità di rivivere, dopo essere morti, che cosa fareste?
Una domanda difficile, a mio parere, ma legata alla recensione di oggi: Vivi... Ancora una volta dell'esordiente Moreno Tubia, è il frutto di anni di pazienza e del continuare a credere nei propri sogni.


Titolo: Vivi... Ancora una volta
Autore: Moreno Tubia
Editore: Echos Edizioni

Trama:
Il protagonista è appena deceduto ma, stranamente, è lui stesso a far visita alla propria tomba. Un fantasma? No: il fortunato destinatario di una seconda opportunità. Sarà catapultato nel Nevada, in un piccolo centro, e avrà un certo numero di settimane a disposizione per spendere meglio la propria vita, prima che questa si concluda definitivamente. Se potessi avere una seconda possibilità... Tu che cosa faresti?


Recensione:

Tutti nasciamo bravi, sono poi le condizioni della vita a imporci come diventare da grandi. Certo ci sono le eccezioni, da chi cresce bene e diventa un bastardo, a chi nasce in un cassonetto senza famiglia e con tutte le regole in carta per ribellarsi a tutto, ma che, poi a quarant'anni ha una famiglia d'oro e riesce a crearsi un futuro, sia per sé, che per chi rimane dopo di lui.

Si dice che non bisogna mai giudicare le persone in base all'apparenza, eppure lo si fa. Moreno Tubia mi dà l'impressione di essere una persona solare, estroversa, una di quelle persone Carpe Diem. Avete presente? Eppure il protagonista del suo libro è un uomo che ha vissuto la sua vita "tanto per fare". Tanto perché si deve vivere. E vivere diventa il riflesso di quello che è lui, su quella vita terrena. Insofferente, ma sofferente. Addolorato, ma disinteressato. Insofferente e disinteressato nei confronti di una vita a cui, forse, si preferisce una fine. E la fine interromperebbe con freddezza quella sofferenza e quel dolore, la sua vita.

Ma ogni giorno abbiamo bisogno di essere cercati, di sapere che esistiamo anche se siamo soli; abbiamo bisogno di essere cercati, di sapere che esistiamo anche se siamo soli; abbiamo bisogno di far parte delle vite altrui, più che gli altri delle nostre. Svegliarsi e sapere che nessuno fa affidamento su di noi, anche per la cosa più banale, ci uccide... Lentamente.

Il nostro protagonista non ha un nome, un'identità. Che poi, che senso avrebbe averne una se non si ha un'esistenza? E se si avesse un'esistenza effimera? A Lui viene concessa quella che forse tutti vorremo avere, o forse no. Cioè una seconda possibilità: rivivere. Non si bene quale sia lo scopo. Se quello di far correggere i propri errori, se pentirsi di questi.
Quel che è sicuro, però, è che il nostro protagonista riprende a vivere consapevole che prima o poi il tempo scadrà. Non è che poi faccia chissà quali gesta, non si sente un forte sentimento di pentimento e redenzione. Riprende a vivere una normale e quasi noiosa vita in una piccola cittadina del Nevada e fa la conoscenza di persone normali, quasi ordinarie, e ognuna di queste gli lascia un segno in quella sua vita visibile ma invisibile.

Christina ride. Il suo sorriso è per me come aprire la finestra che dà sul mare la mattina presto, appena sorge il sole. Se non sei lì, non puoi capire.

Vivi... Ancora una volta è un breve romanzo che non è un inno alla Vita e ai suoi momenti. Non ci lancia un messaggio dicendoci di apprezzarli, quei momenti. Il protagonista non ritrova il piacere e l'importanza, ad esempio, delle ore prima di dormire, del gusto del caffè, dei raggi del sole sul viso, o ancora delle stelle in un cielo impassibile.
Vivi... Ancora una volta è un inno alla Vita e alle persone che la compongono. Apprezzare loro e i momenti che passiamo con loro. Apprezzare le poche ma eloquenti parole, apprezzare i loro pregi e i loro difetti, apprezzare gli abbracci, gli sguardi, i baci, le gentilezze, i silenzi: Le persone.

Vorrà dire che, almeno, ho reso una persona felice. Non è di questo che si tratta, quando si dice vivere? Rendere gli altri felici.


Vi rifaccio la domanda, miei cari lettori.
Che cosa fareste voi se aveste una seconda possibilità?

giovedì 7 maggio 2015

Intervista: Vanessa Roggeri

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi sono felicissima e onoratissima di ospitare, qui a Uno Scaffale di libri, l'intervista di Vanessa Roggeri. Come molti sanno ha esordito nel mondo letterario con Il cuore selvatico del ginepro, una storia molto particolare che ha avuto successo.
Presto, il 21 di questo mese, arriverà nelle librerie il suo nuovo libro Fiore di fulmine pronto ad emozionarci e farci scoprire altre storie sarde meravigliose.
Ringrazio ancora una volta Vanessa per la sua gentilezza e la sua disponibilità.
Vi consiglio infine, se non l'avete ancora fatto, di leggere le storie di questa talentuosa scrittrice italiana e, spero che l'intervista sia di vostro gradimento :)


Ciao Vanessa, e benvenuta qui a Uno Scaffale di libri. Rompiamo il ghiaccio: dicci qualcosina su di te. Siamo curiosi di conoscerti.
Grazie dell’invito, è un piacere essere qui. Oltre ad ammettere che i libri sono il fulcro della mia esistenza, posso raccontare che conduco una vita molto semplice e sana; non fumo, non bevo, non frequento discoteche. Sono una persona socievole, ma detesto le feste, specie i compleanni e i trenini di capodanno. Casa mia è sempre stata un rifugio per animali; dopo aver raccolto e salvato un po’ di tutto, dalle donnole ai pipistrelli, al momento ho sei gatti, tutti trovatelli, tutti molto amati. Ho una passione viscerale per i fossili e da bambina sognavo di diventare un’archeologa come Indiana Jones. Amo i misteri, gli enigmi e le indagini perché stuzzicano la mia fantasia e curiosità. Non esagero se dico che sono curiosa come un gatto! Odio le ingiustizie, da qualunque parte provengano, specialmente se colpiscono i più deboli; i miei libri non a caso trattano anche questo tema. Sono testarda e molto orgogliosa, e cerco di mantenere sempre la parola data. Per concludere questo breve riassunto di me, confesso che sono golosissima di patatine fritte e bignè al cioccolato, e che non manco mai di portarmi dietro le mie scarpe da ginnastica preferite, anche alle presentazioni!

Quando e com'è nata la tua passione per la scrittura?
È nata presto, verso i quindici anni, quando mi sono resa conto che i libri che leggevo non mi bastavano più. Avevo bisogno di incanalare la mia fervida immaginazione, di creare le mie storie, di emozionarmi per i personaggi che nascevano dalla mia penna. Sono stata molto tenace e costante; mentre gli altri ragazzi andavano in giro a divertirsi, io mi rintanavo nella mia mansarda con una vecchia Olivetti a scrivere le mie storie, sognando di diventare un giorno una scrittrice famosa. Sono la dimostrazione che quando vuoi davvero una cosa puoi ottenerla. Non esistono ostacoli o sacrifici che riescono a spegnere la fiamma della tua passione. Spero vivamente che il mio esempio serva ad incoraggiare chiunque abbia un sogno nel cuore da realizzare.

Ti ricordi il momento o il giorno in cui hai detto "voglio diventare una scrittrice"?
Non c’è un momento preciso in cui ho formulato questo pensiero. Quando ho constatato che non si trattava di uno sghiribizzo passeggero, che la scrittura era la mia vera vocazione, ho esternato naturalmente il mio desiderio, o meglio, il mio progetto di vita. 

Hai un luogo dove ti rifugi per scrivere?
Di solito ho bisogno del contatto con la natura per fantasticare e immaginare le scene che poi andrò a descrivere nelle mie storie. Seduta su una panchetta di pietra sotto l’acero che domina il mio giardino, prendo appunti con lo sguardo perso in altri mondi. Poi mi chiudo nella mia stanza a scrivere in perfetta solitudine. 

Ci puoi dire una tua "mania" da scrittrice? Qualcosa che magari fai per scaramanzia.
Nessuna vera mania o scaramanzia. L’unica cosa particolare che faccio quando inizio una nuova storia è invocare lo spirito di Charlotte Bronte, la mia musa ispiratrice. Sento una forte empatia con questa straordinaria scrittrice.

Il tuo romanzo d'esordio, Il cuore selvatico del ginepro, è nato grazie alle credenze e alle storie tipiche sarde. Storie che, se non sbaglio, ti raccontava tua nonna. Pensi che oggi, si raccontino ancora queste storie o i bambini, i ragazzi, si stiano perdendo qualcosa?
Si potrebbe pensare che in questa era digitalizzata, i bambini e i ragazzi, storditi dall'abuso di tecnologie e social network, abbiano sviluppato un approccio disincantato alla vita, interessato poco o nulla ai racconti che riuscivano ad affascinare i nostri genitori e i nostri nonni. Invece ho scoperto che per fortuna non è così, o meglio, che non si può generalizzare in questo senso. Ho avuto il privilegio di presentare il mio libro nelle scuole e di toccare con mano quanto sia i bambini che gli adolescenti sentano fortissimo il richiamo delle proprie radici, quel desiderio naturale di scoprire il filo che ci lega al nostro passato. Una meravigliosa maestra del paese di Teti, nell’entroterra sardo, ha avuto la sensibilità e l’intelligenza di portare i suoi piccoli alunni nei boschi intorno al paese per farli immergere completamente nel mondo di Ianetta. Mentre la maestra leggeva all’ombra di una quercia o di un lentisco, i bambini si emozionavano, ma soprattutto imparavano ciò che io ho imparato attraverso i racconti di mia nonna. L’oralità del racconto, patrimonio immateriale della Sardegna, non aveva soltanto lo scopo di creare convivialità o di tramandare usi e tradizioni di un tempo, ma rivestiva una funzione pedagogica fondamentale. 

Ci sono ancora queste credenze e superstizioni in Sardegna? Sono un bene o un male?
Questa è una domanda che mi hanno rivolto spesso. Il processo di globalizzazione ha colpito anche i piccoli centri portando una pretesa di modernità uguale per tutti. Ma questa è solo l’apparenza. Se si gratta un poco la superficie si scopre che le antiche tradizioni non sopravvivono solo nelle sagre o nella riproposizione di ritualità pagano-religiose. Se si ha la delicatezza di entrare un po’ più a fondo nel cuore della vita quotidiana delle piccole comunità, si può scoprire che certe superstizioni sono ancora vive e vegete. Se ne parla meno, con più pudore e ritrosia, ma il mondo della magia e del soprannaturale fa parte della nostra storia. Non si possono cancellare secoli e secoli di credenze in così breve tempo. Mi chiedi se è un bene o un male: non lo so. In generale la superstizione non fa mai bene perché può generare dei mostri immaginari che poi sono difficili da estirpare. Indubbiamente è difficile non subirne il fascino. In questi mesi di presentazioni in giro per la mia isola ho sentito certi racconti su streghe e grimori da far accapponare la pelle. 

Sei mai stata criticata o contestata da qualche abitante della Sardegna fiero delle sua provenienza?
Il libro non è un’offesa ai sardi, ma un omaggio alla Sardegna e questo i sardi l’hanno capito benissimo. Tutti i sardi sono fieri di essere sardi e oltretutto sono lettori attenti, preparati e molto suscettibili. Se racconti loro delle frottole atte soltanto ad ingraziarteli, non ti perdoneranno. Tutti i miei conterranei che hanno letto Il cuore selvatico del ginepro lo hanno amato proprio perché parla della Sardegna più vera e segreta, scevra dai soliti cliché. Non bisogna dimenticare che un romanzo rimane comunque un romanzo, un prodotto della fantasia, ma al di là della storia di Ianetta e della sua famiglia che tanto ha coinvolto i lettori, sono proprio le atmosfere narrate, l’ambientazione, le tradizioni che ho fatto rivivere e quel sapore di favola antica, ad aver richiamato quel senso comune di appartenenza. 

La tua meravigliosa Sardegna sarà nuovamente, e per la gioia di tutti i tuoi lettori, al centro del tuo nuovo libro. Ricordiamo che sarà in tutte le librerie dal 21 di maggio e che io mi ci fionderò. Ad ogni modo, puoi dirci qualcosa di questa tua storia?
Siamo nel 1899. Il libro racconta la storia di Nora, una bambina nata in un piccolo villaggio della Sardegna, che dopo essere stata colpita da un fulmine rinasce alla vita dotata del dono terribile e straordinario di vedere i morti. Allontanata dal paese, cresce in un istituto per orfanelle di Cagliari, finché un giorno il suo destino si intreccia a quello di Donna Trinez, una nobildonna dal passato misterioso. È una storia di forti passioni, un inno alla solidarietà ed emancipazione femminile, una storia che parla di segreti di famiglia e del coraggio di saper scegliere la verità a qualunque costo.

Fiore di fulmine. Che significato ha il titolo?
Si chiama “fiore di fulmine” la particolarissima cicatrice che a volte i fulmini lasciano sulla pelle delle persone che hanno la fortuna di sopravvivere alla folgorazione. La protagonista del mio romanzo, Nora, porterà a vita questo marchio che la renderà diversa, segnata nel corpo quanto nell’anima. Il libro non avrebbe potuto avere altri titoli che questo.

Perché la scelta di ambientare la storia nell'Ottocento, Novecento?
È un periodo che mi affascina tantissimo, per il momento di transizione che ha rappresentato verso la modernità, per i costumi e le mode, per gli sconvolgimenti epocali che di lì a poco avrebbero stravolto l’intero assetto mondiale, per il fermento culturale che si respirava nelle grandi città, anche a Cagliari, dove i caffè, le riviste e gli incontri letterari animavano teatri e salotti illustri. È un’epoca lontana eppure abbastanza vicina perché se ne conservi traccia nelle architetture delle ville e dei palazzi, nei giardini, nei monumenti e soprattutto nelle fotografie in bianco e nero. 

Ti sei mai trovata ad un punto della storia in cui non sapevi che cosa scrivere? Hai mai chiesto consiglio a qualcuno?
Non è mai accaduto perché quando inizio un nuovo romanzo so già come si svolgerà la trama principale. Posso aver avuto dei dubbi sulla coerenza di piccoli risvolti narrativi. In quel caso chiedo un parere esterno a coloro che leggono in anteprima i miei libri: mia madre e mia sorella. Hanno una spiccata sensibilità e io ascolto sempre con attenzione i loro consigli. 

Fiore di Fulmine verrà tradotto in altri paesi, come il tuo romanzo d'esordio, o è troppo presto per parlarne?
Ancora non posso dire nulla di preciso.

Non c'è due senza tre! Hai in progetto di scrivere un terzo romanzo?
Certo! Sono già al lavoro. Però questa volta preferisco non anticipare nulla.

Vorresti salutarci raccontandoci una breve e magica storia o credenza sarda?
Quando scoppiava un temporale, la mia bisnonna Giulia era terrorizzata dagli specchi! Credeva, perché così si era sempre creduto fin dai tempi antichi, che questi avessero il potere maledetto di attirare i fulmini, e di fatti, appena il cielo incominciava a brontolare, correva a coprirli con dei teli. Quando leggerete il mio libro Fiore di Fulmine scoprirete che anche la nonna di Nora raccomandava alla famiglia di coprire per bene tutti gli specchi di casa… 

Grazie mille, Vanessa, per avermi dedicato un po' del tuo tempo. Noi aspettiamo Fiore di fulmine, nel frattempo ti auguro un grande in bocca al lupo. Grazie!
Grazie a te, è stato un piacere.


lunedì 4 maggio 2015

Sentirsi smarriti

Un post che non c'entra nulla con i libri e la letteratura, ma come i libri e la letteratura ci insegnano ad essere, siamo umani; fatti di debolezze ed emozioni. E io mi chiedo quale sia ormai il confine tra le mie debolezze e le mie emozioni. E' possibile che non ci sia un confine? E' possibile che l'una sia l'altra?
Ho sempre creduto di essere forte. Io sono forte. Ma nel momento del bisogno questa forza è venuta a mancare. Quando ho avuto la necessità di abbracciarmici e graffiarla e cercare di rimanere a galla nella mia quotidianità, questa è venuta a mancare. Come se fosse mosse deceduta. Morta. E come i morti, mi chiedo se non la riavrò più. Se mi rimarrà solo il dolce e triste ricordo. Perché chissà come, ogni situazione,momento della nostra vita in passato, che ci abbia resi felici; dopo che finisce di quella felicità rimane un dolce e triste ricordo. I nostri occhi brillano, forse commossi. E scacciamo subito il pensiero. Non siamo masochisti, non ci dobbiamo pensare. Come se sfuggire a quel ricordo, a quel pensiero, possa evitarci il suo dolore. Un dolore che può svegliarti anche nel cuore della notte e noi ci sentiamo scocciati "Che palle! Voglio dormire!". E' che noi siamo degli eterni fuggitivi. Scappiamo dalla parte malata della vita, dal dolore. E c'è un'unica cosa che potrebbe salvarmi dal mio dolore, da me stessa infine. La mia forza.
Mi sento come se la vita, il destino, Dio, chiamatelo come volete, mi stia facendo pagare il prezzo di tutta la felicità dei tre anni scorsi. E non me ne importa un bel nulla della mia felicità, perché quella tornerà prima o poi. E poi morirà, nuovamente. Quella non è lo scopo della mia vita. Io voglio essere serena, che è diverso.
Mi sento smarrita. Perduta. E' come se vagassi nella mia quotidianità. E' come se nuotassi stordita tra i miei fallimenti. Sì, cavolo! Per le persone che cercano di tirarmi su non sono fallimenti. Per me sì. Sono dei fottuti fallimenti. E sono ancora più dei fallimenti quando più volte nella giornata sento un dolore allucinante al petto, come se mi si strappasse via un'emozione. Poi il tempo sembra fermarsi. E con lui tutte le persone attorno a me. Io sono l'unico elemento, di quel caos immobile, a essere in movimento. I miei pensieri sono incontrollabili. E chissà come, tutte le persone mi sembrano felici, tranquille, serene, che hanno raggiunto i loro obiettivi. E inevitabilmente mi chiedo "cosa hanno loro che non ho io?". E' inutile dire a una persona frustrata di guardare chi sta peggio e ringraziare Dio di stare bene, anche se è vero! Anche se io stessa me lo dico! Anche se io stessa lo dicevo alle persone che cercavano conforto.
Ma noi siamo umani, gente. Siamo umani. E nei momenti di più profonda disperazione emotiva, nei momenti in cui tocchiamo la debolezza più acuta, nei momenti in cui il tempo si ferma e i nostri pensieri accelerano, è inevitabile pensare a chi sta meglio. A chi ce la fa. E li guardiamo con occhi smarriti, come ci sentiamo noi. E rimaniamo in apnea, storditi, nella nostra quotidianità. Perché siamo umani.

Recensione: Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo

Buongiorno, amanti della lettura!
C'è chi lotta per raggiungere la felicità stabile nella sua vita, c'è chi invece dice che la felicità è fatta di quei momenti speciali sparpagliati un po' qua, un po' là nella nostra vita.
Ma pochi, come ha fatto Francesco Piccolo, hanno detto che esistono addirittura quei momenti di trascurabile felicità.


Titolo: Momenti di trascurabile felicità
Autore: Francesco Piccolo
Editore: Einaudi

Trama:
Possono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d'abbigliamento. Quando all'improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant'è preziosa quella manciata di giorni d'agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra "Mi ricordo" di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un'ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L'autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.


Recensione:
Un piccolo libricino che racchiude quella che è la vita. Con le sue emozioni, le sue noie, i suoi momenti di trascurabile felicità ed infelicità. In poche parole, la quotidianità.
E penso a quelle persone che reputano la loro vita piatta, sempre uguale, senza brio, al "ogni giorno è uguale a ieri, e a domani".
In realtà ogni giorno è diverso da quello precedente e quello successivo, non nelle attività e negli impegni che svolgiamo, ma in quei momenti di trascurabile felicità tutti differenti tra di loro. Ogni piccolo gesto, seppur uguale, ha un'intensità tutta sua.

Il protagonista di questa storia è un uomo, forse quarantenne, che non ci dice nulla di sé, né nome né età. Ma ci elenca quei piccoli momenti della sua vita. Piccoli ma felici. Trascurabili perché piccoli.
Ad esempio è un momento di trascurabile felicità quando portiamo le lancette di un'ora avanti e sappiamo che si avvicina la primavera e le giornate si allungano.
E' un momento di trascurabile felicità spiare la spesa delle persone al supermercato. Come se la spesa ci potesse dire qualcosa su di loro, sul loro carattere, sul loro stile di vita.
E' un momento di trascurabile felicità quando compriamo il latte e prendiamo l'ultima bottiglia perché siamo convinti che le ultime abbiano la data di scadenza più lontana.

Per lui è un momento di trascurabile felicità leggere i dati auditel di Sanremo su la Repubblica. E sempre di Sanremo, è per lui un momento di trascurabile felicità, ascoltare le canzoni d'amore, che lo fanno piangere. Come lo è guardare le risse tra gli automobilisti, specialmente se ci sono le mogli che si insultano.
E' un momento di trascurabile felicità passeggiare senza dover comprare prodotti che aiutino le ricerche scientifiche, o qualsiasi altra cosa che possa mettergli la coscienza apposto.
Il nostro protagonista si ricorda, poi, quando era giovane e rimorchiava le ragazze. Il suo momento di trascurabile felicità era tornare a casa e chiedersi "Quanto sono fico? Ma quanto sono fico?"
Dirle di non urlare e lei risponde urlando "Non sto urlando!". E sempre lei, gli regala un momento di trascurabile felicità, quando indossa una sua maglietta.
Momenti di trascurabile felicità sono tutte quelle volte che si va al cinema con qualcuno che non ha ancora visto il film e commentare quest'ultimo dimostrano che noi, invece, lo abbiamo già visto: "Questa scena è bellissima!".
E tutti quei momenti di trascurabile felicità quando beviamo dalla bottiglia e se ci guardano male rispondiamo "Ma stava finendo!".

E il momento in cui diciamo "Io l'avevo detto!", quando arriva il conto e c'è sempre qualcuno che fa la divisione al volo, girare per le grandi librerie, essere complici degli sguardi degli innamorati.
E' un momento di trascurabile felicità ricordare quando, come, dove si è letto un libro. E' un momento di trascurabile felicità leggere la prima pagina di un libro, e l'ultima.

Ed è stato anche il mio di momento di felicità, poco trascurabile, quello in compagnia delle parole deliziose di Francesco Piccolo, e di tutti i suoi momenti decritti in poche righe.
Mi piace, poi, pensare che ci sia molto di autobiografico in questo libro. Anzi no, sapete che vi dico? Penso che ci sia molto di autobiografico di tutti noi, perché prima o poi tutti abbiamo vissuto o vivremo questi momenti di trascurabile felicità.

Infine, per concludere, consiglio la lettura di questo libro soprattutto perché dopo averlo fatto sono sicura che farete più caso a questi piccoli momenti; i quali diverranno momenti di Non trascurabile felicità.

Qualcuno di voi lo ha letto? Vi incuriosisce?

domenica 3 maggio 2015

Rubrica: Riepilogo mensile

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Aprile è stato un mese che per me è volato. Non perché mi sia divertita o altro, mi sono data da fare e ho realizzato molte cose. Innanzitutto mi sono rimboccata le maniche per recuperare le lezioni universitarie, di quei corsi di cui non ho ancora dato l'esame. Che sono due. Dio mio, solo pensarci mi fa salire un'ansia!
Devo poi finire di scrivere tutte le recensioni in arretrato, che sono tantissime! Scritte sul telefono, sui quadernini vari, su blogger, sui post it; insomma: ovunque. E' che mi sembra sempre che manchi quel qualcosa...


Dopo questa mia breve riflessione, vi lascio ai libri letti da me nel mese di aprile :)


La mia prima lettura del mese è stata Chasm dell'autrice emergente Roberta Dellabora. E' stata una lettura veloce e che, anche se non rientra tra i miei generi preferiti, è stata comunque un piacevole lettura. Se siete curiosi di scoprire l'autrice potete leggere l'intervista, oltre alla recensione.


Se ho paura prendimi per mano è un libro che piacevolmente inganna i suoi lettori. Se il titolo e la copertina vi fanno pensare ad un romanzo di narrativa, sarete sorpresi di scoprire che invece non è così. Come mai? Potete leggerlo nella recensione.


I classici sono dei libri di cui rimandiamo la lettura in continuazione. Io l'ho fatto per La signora delle camelie ma l'attesa è stata ripagata. L'ho amato!


Così famoso, così chiacchierato. Forse per il libro, forse per il film: Le vergini suicide. Quello che non metto in dubbio, però, è la piccola delusione che ho incontrato nel leggerlo. L'ho trovato noiosissimo e colmo di dettagli che non fanno la storia.


Il romanzo d'esordio della giovane Laura, Una nuova vita, è stato il protagonista del Blog Tour che Uno Scaffale di libri ha ospitato qui per la prima volta. Potete conoscere meglio l'autrice leggendo l'intervista.


Salire sul treno e trovare un due posti liberi vicini, uno su cui sedersi e uno dove poggiare la borsa. Quando arrivo nell'aula universitaria e non c'è ancora nessuno. Quando fuori fa caldissimo e poggiamo la bottiglietta d'acqua fresca sul collo. Cosa sono? Sono tutti Momenti di trascurabile felicità, di cui ho sorriso e alcuni sono meno trascurabili dopo il libricino di Francesco Piccolo.


Dopo aver amato Il Capitano è fuori a pranzo, non ho resistito e sono andata in biblioteca a prendere Post Office del nostro eccentrico Charles Bukowski. Ho adorato anche questo suo libro e presto ne leggerò altri.


Vivi... Ancora una volta di Moreno Tubia, è il frutto di un sogno e di tanta pazienza. Il romanzo è un inno alle persone, alle scelte, a noi stessi.

Allora, miei affezionati lettori...
Avete letto qualcuno di questi?
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