domenica 28 giugno 2015

Un salto in libreria #1


Buongiorno, amanti dei libri!
Questa è la prima volta che vedete questa rubrica per il semplice fatto che non ho mai avuto il tempo o la pazienza di mettermi a cercare i libri in uscita o di recente uscita. Ora però le cose cambiano perché mi arrivano le newsletter. Comodo, no?
Il nome non è proprio originale ^^ Anche perché noi lettori altro che salto in libreria, ci piantiamo 'na tenda in libreria, noi xD
Ora vediamo le novità e siamo pronte a saccheggiare il portafoglio.


Titolo: I giorni del pentimento
Autore: Harri Nykanen
Editore: Atomosphere Libri
Pagine: 224
Prezzo: €16.00
Uscita: Luglio 2015

Nella sonnolenta Helsinki vengono trovati assassinati due arabi. A distanza di poco tempo, la scoperta di altri due corpi in un garage di proprietà irachena, e subito i giornalisti e alcuni rappresentanti della comunità ebraica gridano al terrorismo, mentre i servizi segreti cercano di far passare i due omicidi per crimini comuni, forse di matrice razzista. Le vittime aumentano e il commissario Ariel Kafka – prima di tutto un detective, poi un finlandese, e infine un ebreo – porta testardamente avanti le indagini nonostante i tentativi di depistaggio da parte dei servizi segreti e le intrusioni dell’ambasciata israeliana. Di pari passo con la scoperta della verità, nascosta dietro un inestricabile groviglio di malintesi, Ariel affronta i fantasmi del passato e si scontra con amici e parenti che, in buona o in cattiva fede, si sono messi dal lato sbagliato della legge. Nei dieci giorni precedenti la festa di Yom Kippur, i giorni del timore e del pentimento, molti, compreso Ariel stesso, avranno motivo di pentirsi dei propri errori e chiedere perdono – se faranno in tempo.
Il titolo del romanzo si riferisce ai giorni del pentimento (i dieci giorni penitenziali), il periodo di autoriflessione tra Rosh haShana, il capodanno ebraico, e lo Yom Kippur, quando il Kafka ebreo si preoccupa non solo dei crimini degli altri ma anche dei suoi peccati.


Titolo: Africa a cronometro
Autore: Egisto Corradi
Editore: Corbaccio
Pagine: 300
Prezzo: €25.00
Uscita: 18 giungo 2015

«Guardo le ruote e penso ai milioni e milioni di giri fatti, e ripenso all’Africa, a sedicimila chilometri di piste e strade d’Africa. Cinquanta giorni d’Africa, cronometro alla mano notte e giorno tutta l’Africa da nord a sud, Africa a cronometro.» 
Così Egisto Corradi conclude  il reportage del primo Rally Mediterraneo Algeri – Città del Capo, a cui partecipò nella duplice veste di giornalista e corridore. Un reportage, un libro di viaggio appassionante che prende spunto da una corsa automobilistica senza precedenti: fra il 26 dicembre 1950 e il 23 febbraio 1951 trentacinque equipaggi di sette paesi percorsero più di quindicimila chilometri di strade e piste attraversando l’Africa da Nord a Sud. Un’impresa impossibile, oggi, in un continente devastato da conflitti e guerre civili… 
Lo spirito di questa competizione, a cinque anni dalla fine della seconda guerra mondiale, non è unicamente né principalmente sportivo: si tratta in qualche modo di prendere le misure di un’Africa sulla via della decolonizzazione da parte dei Paesi della «Vecchia Europa» alla soglia del boom economico. Incidentalmente, gli equipaggi italiani ottengono anche piazzamenti eccellenti. E l’autocarro della Lancia, Croce del Sud, su cui viaggia Corradi, arriva secondo nella sua categoria. È un successo dell’industria automobilistica italiana, che il giornalista del Corriere della Sera non manca di sottolineare, anche se il suo entusiasmo, la sua curiosità, il suo interesse sono rivolti ai paesaggi e alle genti di un’Africa tutto sommato ancora vergine e misteriosa che, a quasi settant’anni di distanza, ci appare immensamente lontana.

Titolo: Mistero a Villa del Lieto Tramonto
Autore: Minna Lindgren
Editore: Sonzogno
Pagine: 288
Prezzo: €16.50
Uscita: 2 luglio 2015

«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che figli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.


Titolo: Il sogno più bello
Autore: Hester Browne
Editore: Garzanti
Pagine: 430
Prezzo: €16.90
Uscita: 2 luglio 2015

Rosie ha trent’anni ed è una delle più famose wedding planner di Londra. Organizza ricevimenti indimenticabili in un lussuoso e antico hotel dalle ampie sale e dagli scintillanti addobbi. Nessuno sa quanto lei qual è il fiore più adatto per il centrotavola, il colore più alla moda per le tovaglie o la musica perfetta per creare la giusta atmosfera. Tutte le spose della città vogliono i suoi consigli.
Eppure per Rosie la preparazione del giorno più bello della vita non ha nulla di romantico. Si tratta solo di lavoro. Perché lei non crede più nel matrimonio. Perché Rosie non può dimenticare il momento in cui è stata abbandonata sull’altare. Da allora non riesce a intravedere nessun lieto fine all’orizzonte, nessuna promessa che possa durare per sempre.
Fino a quando non è costretta a lavorare fianco a fianco con Joe, tornato da un viaggio intorno al mondo per curare il suo cuore ferito. Ma, nonostante tutto, Joe non ha smesso di avere fiducia nella forza di Cupido. Tra i due lo scontro è immediato. I loro obiettivi non potrebbero essere più diversi. Per Joe è importante che gli sposi siano sicuri di fare la scelta giusta e non importa se il ricevimento salta. Per Rosie si tratta solo di affari e la carriera è l’unica cosa su cui ha concentrato tutta sé stessa dopo la fine della sua relazione. 
Eppure, giorno dopo giorno, Joe riesce a fare breccia nel suo cinismo. A mostrarle che se è vero che l’amore a volte può ingannare e far soffrire, a volte può anche regalare nuove inaspettate possibilità. Rosie deve scoprire se è pronta a coglierle, se è pronta a rischiare di nuovo. Perché nei sentimenti non ci sono regole, solo emozioni da vivere.


Titolo: Tu sei il mio desiderio
Autore: Elisabeth Anthony
Editore: Garzanti
Pagine: 270
Prezzo: €16.40
Uscita: 2 luglio 2015

Oxfordshire, 1921. Le antiche sale della dimora di Belfield Hall sono troppo ampie e solitarie per Madeline. A diciassette anni, sola al mondo, è stata costretta a lasciare il suo paese, la Francia, per andare in Inghilterra, patria del suo tutore. In questa terra lontana la ragazza non conosce nessuno, tutto le sembra ostile. Solamente nell’immensa biblioteca riesce a ritrovare il sorriso. Lì, tra quelle pareti colme di libri che parlano di mondi da scoprire, ha trovato il suo rifugio.  Eppure un giorno tutto cambia. Passeggiando per i boschi, quasi per caso, si imbatte nel guardacaccia della tenuta: Nathan Mallory. I suoi modi bruschi e arroganti non riescono a celare la bellezza dei suoi occhi. I suoi occhi scuri come il buio più profondo, che sono capaci di leggere fin negli abissi della sua anima. Madeline rimane senza fiato e cerca di resistere. Vengono da mondi diversi e cedere alla tentazione è sbagliato. È proibito. Ma anche inevitabile. Perché i loro cuori parlano la stessa lingua. Quella della passione, del desiderio, della fusione l’una nell’altro senza timori.
Fino al momento in cui il giorno arriva, il fuoco della notte si spegne e i segreti che Nathan le ha nascosto vengono a galla. Segreti che parlano di Mr Maldon, duca di Belfield, l’uomo che l’ha accolta e protetta. L’uomo che ora più che mai ha bisogno di lei, per difendere la sua relazione con Sophie che ancora una volta è in pericolo. Madeline è davanti a un bivio. Credere a Nathan è difficile, anche se è impossibile dimenticare quegli attimi in cui nulla aveva più senso: solo i loro battiti all’unisono, solo i loro respiri in un unico respiro.

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Di tutte queste novità il libro che mi incuriosisce di più è Mistero a Villa del Lieto Tramonto.
Delle vecchine arzille che fanno speteguless mentre risolvono un mistero. Interessante!
Voi che dite?

venerdì 26 giugno 2015

Recensione: Il re degli incasinati di K. L. Going

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la recensione di un libro che ho letto alla fine della giornata per staccare un po' la spina. Il re degli incasinati porta con sé un messaggio trito e ritrito, ma questo non irrita assolutamente il lettore :)


Titolo: Il re degli incasinati
Autore: K. L. Going
Editore: Piemme

Trama:
Senza fare niente di particolare, a scuola Liam Geller è amato da tutti. A casa, invece, è tutta un'altra storia. Per forgiargli il carattere, suo padre, un potentissimo manager, lo sbatte fuori di casa senza che la bellissima mamma, ex top model, possa o voglia impedirlo. Liam si ritrova a vivere con zia Pete, dj, glam rocker, gay dichiarato, in una sgangherata roulotte. Per conquistare l'approvazione del padre, Liam decide di trasformarsi da Mister Popolarità a Mister Disastro. Ma quando il re degli incasinati decide di incasinare tutto, riesce solo a incasinarsi del tutto.


Recensione:
Alzi la mano chi ha detto almeno una volta nella vita: "Sono un casino!", oppure "Faccio solo casini" Suppongo che saremmo in tanti, non pensate anche voi? Lo so, lo so, non si dovrebbe dire la parola casini, ce lo hanno ripetuto alla nausea gli adulti da quando eravamo più piccoli. Ma ormai fa parte del linguaggio di tutti i giorni, tanto da essere nel titolo di questo libro.

Liam è un ragazzo che è all'ultimo anno del liceo ed è, apparentemente, il tipico teenager americano che vediamo nei film e nelle serie televisive. Lui è Liam, Mister Popolarità, conosciuto e quasi venerato da tutti i suoi compagni di scuola ed amici, fantasia di tutte le ragazze più al top e delle cheerleader.
Ma come per tutti quanti, c'è un'ombra nella vita di Liam, l'ombra del padre che con la sua figura soffoca Liam. Un padre esigente, carismatico, dispotico, con poco tempo da dedicare al figlio, e maniaco del controllo della vita del figlio e della madre.
Quando Liam compie l'ennesima bravata da ragazzi, il padre lo sbatte fuori di casa come se questa fosse l'ultima spiaggia. Liam deve filare dritto senza compromettere la sua vita e combinare casini. La decisione sembra essere supportata dalla madre di Liam, Sarah. Così bella e perfetta ai suoi occhi, tanto da vedere nei suoi occhi proprio lei, quando lui vuole essere più come il padre, per compiacerlo.
Da un giorno all'altro Liam si ritrova in un paesino sperduto, dentro a una semi-distrutta roulotte con la zia... Ops, ho detto zia? Volevo dire, con lo zio Pete e la sua band glam rock.


Liam è determinato a non incasinare più niente e nulla: suo padre deve essere orgoglioso di lui. La missione è smettere di essere Mister Popolarità e diventare uno sfigato.
Prima mossa: dimenticare i vestiti cool firmati.
Seconda mossa: ordinare i capelli.
Terza mossa: uscire con la ragazza meno popolare della scuola.
Ce la farà Liam? E quindi tra un piano e l'altro per raggiungere il suo scopo, tra i commenti dello zio che cerca di convincerlo a essere se stesso, Liam capirà se ne vale davvero la pena, o meno.
Perché diciamocela tutta, quando si inizia a voler compiacere una persona, che sia anche il padre, non si smette più; e nessuno merita di essere più orgoglioso di noi, se non noi stessi.

Il re degli incasinati è un libro breve e dalla storia frizzantina, ideale per l'estate e per la spensieratezza che questa porta con sé. Ma lo consiglio anche a chi desidera staccare un po' la spina e rilassarsi.

mercoledì 24 giugno 2015

Recensione: Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek

Buongiorno, amanti della lettura!
Siete mai stati ad Istanbul? Che io sappia è una delle mete preferite per i viaggi della Luna di Miele. Ma con il libro di oggi ci allontaniamo assolutamente da questo e facciamo un viaggio più profondo.


Titolo: Rosso Istanbul
Autore: Ferzan Ozpetek
Editore: Mondadori

Trama:
Tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata "principessa ottomana"; delle "zie", amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante. Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. Questo libro è una dichiarazione d'amore a una città, Istanbul.


Recensione:
Si dice che leggere è come viaggiare. Ma ci sono quei libri che ci fanno viaggiare realmente, quei libri coi quali compriamo un viaggio low cost verso una meta. Rosso Istanbul è uno di questi. A metà strada tra una biografia e un romanzo breve, tra il noto (a me no) regista turco Ferzan Ozpetek e la storia di Anna, donna in viaggio verso l'eterna Costantinopoli.

Ci sono persone troppo fragili, ed è proprio questa la loro debolezza ma anche la loro bellezza: un'immensa fragilità, quasi fossero fatti di cristallo, così trasparenti e luminosi, ma difficili da maneggiare, anche per gli altri. Non resistono agli urti della vita, gli ostacoli, agli ammaccamenti, alle cadute.

Abbiamo l'autore che fa ritorno nella sua città natale, che lo porta a fare anche una specie di pellegrinaggio nel passato. Ricorda, infatti, i profumi di Istanbul, i colori di Istanbul, le voci di Istanbul, i suoi legami di Istanbul. A partire da sua madre, a cui dedica praticamente questo libro insieme alla sua vita da uomo e da regista. Ricorda di quando, con la tipica acconciatura degli anni, il mezzo sorriso accennato e il vestito scarlatto, lei gli ripeteva "Niente è più importante dell'amore". E, a differenza del padre, non è importante se quell'amore proviene da un uomo o da una donna: L'amore è sempre amore. E Ferzan li incontra, questi amori. Il primo, l'indimenticabile, l'allora impossibile, con Yusuf, il suo amico d'infanzia. E quello diverso, particolare, anch'esso poi impossibile, con Yaval, prima e ultima donna della sua vita.

Nella vita bisogna non fermarsi mai al giudizio degli altri, non tener conto della malvagità e dei pettegolezzi della gente. Bisogna cercare di capire le debolezze delle persone che amiamo e che ci amano, e perdonarle per il dolore che possono averci recato. Perché ciò che davvero conta è l'essenza dei sentimenti, non ciò che appare.

Alla vera storia dell'artista si intreccia in maniera più che delicata quella di Anna. Una donna alle prese con una quotidianità dettata dai ritmi del lavoro e da quelli di moglie di Michele. Uomo che ama da anni, uomo con cui dà per scontata una vita in futuro, uomo che distrugge tutto questo con il tradimento con Elena, nome che più fatale non si può. E inaspettatamente Anna accoglie la cosa a braccia aperte, scende all'alba per le strade di Istanbul, si perde tra queste ma ritrova se stessa, fa pace con se stessa.

Anna cammina al Gran Bazar, una tappa turistica, certo, ma pur sempre uno straordinario caleidoscopio di colori e spezie, di voci e visi: stranieri e commercianti, bambini e anziani, donne velate e ragazze in jeans e tacchi alti.

Le vite di Anna e Ferzan si sfiorano senza percezione e rumore, prima sull'aereo, poi sulle strade medio-orientali all'alba, in quella piazza occupata dai giovani e dalla loro Rivoluzione. La Rivoluzione della tecnologia, con Twitter, la Rivoluzione dei fiori, dei diritti ad amare l'arte, ad esprimersi. Sullo sfondo una Istanbul in movimento: sociale, mentale, culturale di comunicazione. Una Istanbul che si trasforma, che muta. E mi assale una leggera malinconia, confrontando la Istanbul di qualche anno fa, quella rossa di Ferzan, e la Istanbul di questi ultimi mesi; che sembra essersi immobilizzata di colpo o addirittura fatto marcia indietro.
Del resto, però, la letteratura serve anche a questo: confrontare il presente con il passato.

E ho paura. Paura per lei, e per questa mia città che manda la polizia contro chi manifesta per un vecchio cinema, per salvare un sogno.

Non conoscevo Ferzan Ozpetek come regista né come scrittore, ma questo è un libro che ho sempre voluto leggere perché desideravo riassaporare l'elemento medio-orientale e ricordare un po' la mia cultura che, anche se non turca, ha con questa moltissimi legami. Se ci sono riuscita? Decisamente sì.

Istanbul è il blu e rosso, che paiono riuscire a fondersi solo in certi tramonti sul Bosforo. E il rosso, il rosso dei carrettini dei venditori ambulanti di simit: le ciambelle calde ricoperte di sesamo che sono la prima cosa che compro quando arrivo. Il rosso fiammante dei vecchi tram: oggi ne è rimasto solo uno, con qui i turisti attraversano il cuore della città. Il rosso-arancio con cui erano decorati i piattini di tè che una volta di porgevano nei kahve: tè bollente, servito nei bicchieri di vetro. Il rosso dello smalto delle unghie di mia madre, lei che ha sempre amato i colori pallidi, delicati. Il rosso della tuta Adidas che mi ha chiesto in regalo, e che le porto in valigia; lei che ricordo sempre solo in tailleur, tailleur grigi, carta da zucchero. Ma ora è il rosso che vuole, è il rosso a renderla felice.

lunedì 22 giugno 2015

Recensione: Dov'è finita Audrey? di Sophie Kinsella

Buongiorno, amanti della lettura!
Avete mai letto qualcosina di Sophie Kinsella?
Io no, anche se molte volte ho voluto prendere Fermate gli sposi! dalla biblioteca. Diciamo, però, che per me è stata una sorpresa :)


Titolo: Dov'è finita Audrey?
Autore: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori

Trama:
Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta perennemente grandi occhiali scuri, e non certo per fare la diva, ma perché questo è il suo modo per proteggersi dalle persone che la circondano e sfuggire al rapporto con gli altri. A scuola le è successo qualcosa di brutto che l'ha profondamente segnata, e ora Audrey è in terapia per rimettersi da attacchi d'ansia e panico che non le permettono di condurre una vita serena e avere contatti con il mondo esterno. Prigioniera nella propria casa, riesce a guardare negli occhi solo Felix, il fratellino più piccolo. Suo fratello Frank, invece, ha un anno più di lei ed è ossessionato dai videogames e - con grande preoccupazione della madre iperprotettiva e vagamente nevrotica - non si stacca un attimo dal computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Quando Audrey incontra Linus per la prima volta, nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. "Dov'è finita Audrey?" è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride e ci si commuove. Sophie Kinsella riesce ad alternare momenti di puro humour ad altri più seri e teneri con grandissima sensibilità, raccontando il percorso verso la guarigione di una fantastica e coraggiosa ragazzina e parlando al cuore di tutti.


Recensione:
Audrey sembra una ragazzina come tante, col cappuccio della felpa in testa e dei grandi occhiali neri che le nascondono quegli enormi occhi azzurri. Normale, si direbbe. Ma la situazione che vive Audrey, con la sua famiglia, non ha nulla di normale.
Audrey si nasconde sotto quel cappuccio, dietro quegli occhiali, nel buio del salottino di casa a guardare le televendite perché queste, in tutta quella scatola chiamata TV, è l'unica cosa che le dà sicurezza, l'unica cosa priva di imprevedibilità. La dolce Audrey si nasconde perché dopo degli episodi di bullismo, da parte di alcune compagne di scuola, soffre di attacchi d'ansia dovuti a una depressione. La Kinsella non ci dice in cosa consistono questi episodi, se sono percosse oppure umiliazioni. Ma ha importanza? Quel che è importante è Audrey e la sua fantastica e imperfetta famiglia.

Con una madre che, come in Modern Family, cerca di essere presente nelle vite dei figli e soprattutto di Frank che, a detta sua e del Daily Mail che legge ogni mattina, è dipendente dai videogames. Una mamma bizzarra ma dalle preoccupazioni più che legittime.
C'è il papà, che si fa "sottomettere" da questa moglie carismatica ma che fa così tanta tenerezza. Come fa tenerezza Felix, che con le sue apparizioni e i suoi capricci ci fa pensare a quanto è bello essere inconsapevoli della realtà.
E Audrey che, con l'aiuto delle sedute di terapia con la dottoressa Sarah, lotta ogni giorno contro il suo cervello lucertola per far prevalere la sua volontà. Audrey è per me una ragazzina forte, molto forte. Mi piacciono le sue riflessioni mature e allora mi chiedo perché continuo a chiamarla ragazzina?!. Mi piace il suo modo di vedere le cose, con ingenua innocenza. Come lo è il suo rapporto con Linus: un primo amore ingenuo ed innocente, che comincia con confidenze scribacchiate su un foglio A4 e con un contatto scarpa-scarpa.

E' possibile che ci sia troppa vita ficcata in un unico corpo? Perché è così che mi sento. Va tutto troppo in fretta. Il mio cuore, i miei pensieri, i miei piedi, le mie braccia come artigli...

Sophie Kinsella esordisce in un nuovo genere letterario rischiando, secondo me, ma è un rischio ormai evitato. Dov'è finita Audrey? è una storia di cui sicuramente non ci si rende conto delle pagine che si sfogliano e, la scrittrice ha trattato un tema molto delicato, nella maniera più delicata. Non ha voluto che per Audrey si provasse compassione o pietà, strizzando l'occhio al lettore con una leggera ironia.
Inoltre Dov'è finita Audrey? lo ha letto anche la mia sorellina di undici anni e le è piaciuto molto, tanto da continuare a dirmi "comprami un libro come questo!"; quindi possiamo dire che la Kinsella con questo libro ha conquistato i lettori della fascia d'età a cui era destinato, e ha conquistato anche noi un po' grandicelli. Quindi, pollice in su per Sophie Kinsella e, chissà che non legga altro di quest'autrice.

sabato 20 giugno 2015

Recensione: Sindrome da cuore in sospeso di Alessia Gazzola

Buongiorno, amanti della lettura.
Era ora che mi iniziassi alla serie de L'Allieva, che dite?


Titolo: Sindrome da cuore in sospeso
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Longanesi

Trama:
Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l'omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione: la medicina legale. Forse c'entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse c'entra l'arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice. Forse c'entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese. Una cosa è certa: Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti. Arrogante, sprezzante e... irresistibile.


Recensione:
Alessia Gazzola e la sua Alice sono famosissime, anche se io le ho scoperte solo un annetto fa, forse leggendo Il Libraio. Non mi sono mai decisa a leggere la serie dell'Allieva, ma è giunto il momento. Un po' aiutato dalla mia necessità di qualcosa di diverso. E per me la breve, brevissima, storia è stata qualcosa di diverso.

Alice rispecchia la maggior parte dei giovani adulti che, una volta intrapresa una strada, iniziano a chiedersi se è quella giusta, se non stanno sbagliando, se sono sicuri della propria scelta. A maggior ragione di questi tempi, quando le università sono diventate l'ombra del precariato.
Alice frequenta la "regina" delle università: Medicina, diventata il sogno di moltissimi diplomati ma, dopo anni di studio, Alice è riuscita ad ammetterlo con se stessa: non vuole fare il medico, non riuscirebbe a gestire la sofferenza delle persone. Alla faccia di quelli che dicono che basta abituarsi e diventa normale anche un mestiere del genere. Alla faccia di mia madre che voleva diventassi infermiera, quando mi vengono le gambe molli solo a vedere un taglio abbastanza profondo.

Tornando ad Alice, però, ora deve riuscire a dirlo alla sua famiglia e soprattutto a sua madre, che urla ai quattro venti che la figlia sarà un medico.
Tutto questo viene messo in pausa da un avvenimento che cambierà la vita di molte persone e scuoterà una piccola comunità. Infatti, la badante di Amalia, la nonna di Alice, è stata assassinata. Alice sente qualcosa che si muove dentro di lei, qualcosa che accende in lei un nuovo interesse, verso la medicina legale e beh, anche verso il medico legale. Diciamo che Alice si prende una cotta un po' per tutti e due.

La nostra protagonista, con la nonna, si mette ad indagare perché qualcosa in quest'omicidio non quadra; qualche segreto sotterrato minaccia di ripiombare nelle vite delle persone coinvolte e, come dice Amalia, le confidenze ci possono sfuggire, ma i segreti non sono per sempre.
Il caso alla fine verrà risolto, ogni domanda avrà la sua risposta, ogni fatto incomprensibile avrà un suo perché. E persino Alice, come sappiamo, intraprenderà la strada che non la farà più sentire in qualche modo in colpa delle sofferenze altrui, ma una che le farà brillare gli occhi come non accadeva da tempo e la madre dovrà rassegnarsi al fatto che la figlia vuole diventare un medico legale.

Mi è piaciuta la figura della nonna che sembra la tipica nonna svampita, che svampita non è. Ho apprezzato Alice e le sue insicurezze, forse anche perché negli ultimi mesi ho vissuto un po' la sua situazione, non di omicidio da risolvere, ma il dilemma amletico "E', o non è la mia strada?".
Ho apprezzato la scrittura della Gazzola, semplice, scorrevole e liscia. Ma penso che, infondo, questo sia stato solo un assaggino e, sono pronta ad assaporarla con le altre avventure di Alice.

venerdì 19 giugno 2015

Recensione: La settima onda di Daniel Glattauer

Buongiorno, amanti della lettura!
Dove eravamo rimasti, dopo Le ho mai raccontato del vento del Nord?
Ah, sí!


Titolo: La settima onda
Autore: Daniel Glattauer
Editore: Feltrinelli

Trama:
Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell'incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell'impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d'amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l'apparenza inganna. Ritornano le schermaglie via e-mail che hanno tenuto col fiato sospeso i lettori di "Le ho mai raccontato del vento del Nord", e anche stavolta promettono scintille.


Recensione:
Leo interpreta il ruolo del martire, di colui che sacrifica i suoi desideri e quello che vuole per salvare il matrimonio, ormai traballante, della sua Emmi. Leo, parte, si allontana fisicamente e geograficamente da lei, senza averla mai incontrata, vista, toccata, respirata. Parte per Boston ma rimane comunque una parte di lui ancorata ad Emmi, legata ad Emmi, indissolubile ad Emmi. Nessuna distanza geografica può farlo smettere di pensare ad Emmi. E lei, testarda come sempre, non molla. Continua a scrivere a Leo con la sua ironia che nasconde una malinconia senza unità di misura, e si chiede il perché dell'estremo gesto di Leo, dove c'è stato l'errore.

Per te l'amore significa stare accanto all'interruttore della felicità altrui. MA TU, DOVE SEI? Che mi dici della tua felicità? Che mi dici dei tuoi desideri?

Leo, poi, come ogni uomo quando gli pare e piace (mi sa che non ho ancora superato la mia avversione verso l'inutile genere maschile) si rifa vivo con un atteggiamento distaccato, come se non fosse mai successo nulla, come se non avesse lasciato Emmi per dei mesi a crogiolarsi nei dubbi e a scrivere email a vuoto. E poi, la notizia che le dà sembra costruire un muro tra di loro: Leo ha conosciuto una donna mentre era via a disintossicarsi dall'affetto di Emmi.

La fuga non è mai un punto d'arrivo, è sempre e soltanto un rinvio.

E non finisce coi danni, infatti, un accenno al marito di Emmi e il castello di carta da famiglia felice di questa crolla improvvisamente, irrimediabilmente. Ma si sa, no, che i segreti non sono per sempre.
E neanche quello del sentimento inconfessabile tra Emmi e Leo durerà a lungo. Ogni velo della loro relazione cadrà quando si incontrano, una prima volta, una seconda, una terza. E il legame è sempre più radicato. I due fanno resistenza al Destino, non vogliono lasciarlo fare, lasciarlo scorrere. Ma il Destino è come la Settima onda, più forte e più grande delle precedenti, arriva e spazza via ogni ostacolo.

In quel momento si è aperta una diga dentro di me, e per un'ora buona ne è sgorgato un fiume, ed è emerso tutto su di noi. Era davvero, come nell'esempio, come una settima onda, che sale, ribolle, sconvolge, come l'hai descritta tu. Un'onda che fugge via, per modificare, per rimodellare il paesaggio, così che dopo nulla è più come prima.

Diciamo che, sebbene io abbia adorato il libro precedente, questo mi è piaciuto un pochino meno. Le loro email ogni tanto mi facevano venir voglia di dirgliene quattro, a Leo e Emmi. Inoltre, mi aspettavo, speravo, che i due si sarebbero incontrati alla fine del secondo libro, invece hanno avuto modo di farlo più e più volte e questo ha in qualche modo fatto scemare il mio entusiasmo.
Tuttavia, però, questa duologia è stata una ventata d'aria fresca in un periodo in cui sono difficile da accontentare e soprattutto molto impegnata: la consiglio!

Tu per me non sei un fastidio. Lo sai. Altrimenti io dovrei essere per me stesso un fastidio, dal momento che tu ormai sei parte di me. Ti porto sempre con me, attraverso continenti e i paesaggi dell'anima, come sogno, come illusione di perfezione, come sublime concetto d'amore.

giovedì 18 giugno 2015

Segnalazione: Oscuro e dannato di Mark Caucci

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
La maggior parte dei romanzi che leggiamo, almeno personalmente, sono frutto della fantasia dell'autore. Ma c'è sempre un evento scatenante di questa fantasia e, nella segnalazione di oggi, questo evento, seppur doloroso, ha dato alla luce una storia intrigante e dal genere molto apprezzato. Vi presento: Oscuro e dannato di Mark Caucci, che potete seguire sulla Pagina Facebook ufficiale.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai lettori?
Marco ha risposto:
Oscuro e dannato e una storia fantastica che vi farà vivere la storia stessa.
Non c'è solo una storia d'amore tra il protagonista principale ma anche altre storie.
Per come finisce questo primo libro spero che vorrete leggere il sequel di questa saga.


Titolo: Oscuro e dannato
Autore: Mark Caucci
Editore: Youcanprint
Prezzo (cartaceo): €13.00
Prezzo (ebook): €2,99
Dove trovarlo: Nei principali store online

Trama:
Erik è un ragazzo come tanti. Ha perso entrambi i genitori e vive con la sorella maggiore in una piccola cittadina. Ha pochi amici , è intrappolato nella solita routine quotidiana. Una sera fa un incontro che cambierà per sempre il suo destino. Forze oscure, personaggi soprannaturali e misteriosi.
Riuscirà Erik  A fronteggiare tutto questo?

L'autore:
Marco Caucci nasce nel 1974 sotto il segno dei pesci.
Appassionato di cinema sin da piccolo (6 anni).
L’ispirazione per “Oscuro e Dannato” gli viene nel 2006 in seguito alla prematura scomparsa della madre. La notte stessa fa uno strano sogno e da lì inizia a creare la trama del suo primo libro.

mercoledì 17 giugno 2015

Recensione: Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer

Buongiorno, amanti della lettura!
Avete mai avuto una relazione con qualcuno conosciuto su internet, ma mai visto? Un amico di penna? Che strane domande che vi faccio oggi, penserete. Ma (quasi) tutto ha un perché! ^-^
La recensione di oggi vi parla della storia di Leo e Emmi, conosciutesi con un banale errore di rete , danno vita a un legame forte.


Titolo: Le ho mai raccontato del vento del Nord
Autore: Daniel Glattauer
Editore: Feltrinelli

Trama:
Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Recensione:
Un errore. Una vocale omessa nell'indirizzo email. Un uomo e una donna, Emma e Leo, si conoscono, per sbaglio o, perché, forse, era destino.
E come una vecchia storia d'amore, Emma e Leo iniziano una fitta corrispondenza fatta di parole, quelle che io chiamo messaggere dei sentimenti. Come una vecchia storia d'amore con lettere ingiallite che profumano di presente, Leo e Emma vivono un rapporto costruito su un sistema binario, con tante email che illuminano lo schermo del computer del presente. Niente attese dilanianti per avere le risposte che si cercano. Basta un invio.

Finora a soltanto una settimana fa avrei detto: non avevo nessun legame con lei. Oggi mi domando che cosa stia lacerando lo stomaco se non un legame.

Emma, chiamata Emmi dal suo Leo, è una giovane donna sposata e dalla vita apparentemente felice. Ha un marito, i figli di lui che considera come se fossero suoi, un lavoro, un'amica, Mia. Ed è proprio Mia a dirle di avere tutto dalla vita, invidiandola forse, e che non ha bisogno di Leo, delle sue email. Mi piace Emmi. Mi piace perché è ironica, sarcastica, lucida, razionale, testarda. Mi piace Emmi perché non si vergogna a parlare di sesso come fanno gli uomini e pensare che questo sia un atto, talvolta, dovuto al nostro istinto. Mi piace perché non è una donna che dice quello che pensa senza timore e senza giri di parole. Perché se una cosa è nera, per Emmi è nera. Punto. Basta. Non è di un colore scuro che si avvicina al grigio. Mi piace perché non cade nel dramma e mi piace un po' anche la sua riservatezza.

Cerchiamo di leggere tra le righe, tra le parole, a momenti perfino tra le singole lettere. Tentiamo disperatamente di capire con chi abbiamo a che fare. E al tempo stesso, stiamo ben attenti a non rivelare "niente di sostanziale" su di noi. Che significa "niente di sostanziale"? Niente. Finora non abbiamo raccontato niente della nostra quotidianità, niente che potrebbe essere importante.

Leo... Beh, Leo se fosse una persona reale passerebbe inosservato agli occhi di molta gente. Perché Leo bisogna conquistarlo. Bisogna accarezzarlo dolcemente e fargli capire che si può fidarsi di te. Non so perché, ma un uomo ferito dall'amore lo rende così vulnerabile e irraggiungibile. Leo, però, non si lecca le ferite da solo; gli piove addosso lei, Emmi, che lo prende in giro, che è gelosa, perché tutte le donne sono gelose, anche se non lo dimostrano: Lo vuole tutto per sé.

Lei è come una seconda voce dentro di me che mi accompagna durante la giornata. Ha trasformato il mio monologo interiore in un dialogo. Arricchisce la mia vita interiore.

Emmi lo vuole incontrare ma ha paura, paura che la voce o l'aspetto di lui non siano quelli che si immaginava. Paura quindi di demolire l'idillio telematico. L'immagine perfetta e imperfetta che si sono fatti a vicenda.
Leo, invece, ha paura di interferire nella sua vita reale, come se già non lo facesse solo scrivendole. Per lui c'è un limite: Emmi è sposata e ha una famiglia che lui non può stravolgerle. Come se già non lo facesse, di nuovo.

I vecchi tempi non tornano più. Lo dice già il nome, sono vecchi. I nuovi tempi non possono mai essere come i vecchi. Quando tentano di farlo, risultano vecchi e logori, come le persone che li desiderano. Mai rimpiangere i vecchi tempi. Chi li rimpiange è vecchio e triste.

Ma prima o poi i due si incontreranno? Eppure, come inizia la storia di Emmi e Leo, questa si conclude con un altro errore, di pronuncia 'sta volta, ancora una volta di una vocale. Ma non da parte dei protagonisti; bensì da parte di una figura che ha fatto da spettatrice per tutto lo svolgersi della "relazione" di Leo e Emmi, ma che in qualche modo ha deciso di darle una svolta, a loro sfavore. E' un errore che cambia la storia, improvvisamente. Ma sono pronta a riprenderla con il seguito: La settima onda.

Non si dovrebbe pensare di "perdere" qualcosa. Se lo si pensa, lo si è perso di già.

martedì 16 giugno 2015

Segnalazione: Vivere al ritmo della radicalità nella storia di Giovanni Feliciani

Buongiorno, amanti dei libri!
Siete mai stati interessati all'animo umano, alla sua scoperta e in generale alla filosofia? Se sì, ho da segnalarvi un libro che potrebbe interessarvi: Vivere al ritmo della radicalità nella storia di Giovanni Feliciani.

Quali sono tre emozioni che verranno regalate ai lettori?
La risposta è:
Più che tre termini, potremmo tirare in ballo tre verbi: provocare (una provocazione, tuttavia, non fine a se stessa), stimolare (il lettore è di continuo sollecitato a riflettere su svariati temi, tra i quali il pensiero razionale, l'anarchia, l'omologazione culturale, ecc...), risvegliare (la coscienza critica del lettore che, spesso e volentieri, appare sopita).


Titolo: Vivere al ritmo della radicalità nella storia
Autore: Giovanni Feliciani
Editore: Bibliosofica Editrice
Uscita: aprile 2015
Pagine: 482
Genere: Filosofia
Formato: cm 15x21
Prezzo: 20 euro
ISBN: 978-88-87660-40-1

"Un libro dal taglio filosofico (non destinato, tuttavia, ai soli specialisti ed appassionati in senso stretto, anzi...), ma scritto in modo piuttosto chiaro, scorrevole e di facile lettura. Un testo, se vogliamo, anche scomodo ed apertamente "contro", dove vengono affrontati temi come il pensiero razionale, le logiche del potere, l'omologazione culturale, l'anarchia, ecc."

Trama:
Bisogna sempre saper dubitare di aver raggiunto la certezza. C’è sempre qualcosa che sfugge alla comprensione. Non esiste né esisterà mai una verità o una soluzione assoluta. L’umanità sarà sempre alla ricerca, perché solo così potrà evitare di rassegnarsi di fronte all’ignoto e quindi di fermare l’evoluzione.
Non esistono principi assoluti perché tutto è destinato a cambiare. Nulla è immutabile, tutto si trasforma. La mutazione è valida in ogni settore della vita. Questa concezione si può definire “vivere al ritmo della radicalità nella storia”, come se appunto dovunque esistesse una tensione radicale tesa al mutamento, al cambiamento, alla trasformazione.
L’universo, il mondo, la storia, la vita, ogni essere umano, hanno tutti e tutto un “ritmo”. Ogni cosa ha un suo ciclo di nascita e di morte. Il ritmo è l’armonia del tutto.
La legge della storia è il movimento perpetuo e dinamico dei cambiamenti. Questa è la legge storica del divenire: la creazione, il recupero e il superamento.
Occorre “immaginare” il futuro per poter superare il presente, occorre saper intravedere il senso della storia, che è quello di migliorare le condizioni generali del pianeta e dell’umanità.
Il senso della storia dell’universo è tutto nel voler sconfiggere il nulla. Lo Spirito del mondo sta nel suo struggente desiderio di perpetuare la Vita.
Vi sono alcuni individui che vivono fuori del tempo presente, inseriti in una dimensione spirituale al di là del tempo, forse in una quarta dimensione mentale. Essi non si lasciano afferrare dai miti dell'oggi, ma guardano al futuro, lo prevedono e quasi lo vivono.
Ciò vuol dire partecipare allo “spirito” del mondo, al suo delinearsi, al suo manifestarsi, al suo farsi; e sentirsi abitanti del pianeta Terra.

L'autore:
Giovanni Feliciani (Siena, 1951), Laurea in Filosofia e Diploma di ricerca nelle Scienze storico-morali, da sempre ha una grande passione per i libri e la lettura. È stato libraio, bibliotecario, ricercatore.
Ha fondato e dirige la Casa Editrice Bibliosofica, a Roma, presso la quale ha pubblicato: Bìblius. Libro dei libri (1999), una vera e propria Enciclopedia del Libro; Bibliosofia. Scienza del Libro e della Lettura (2011); inoltre ha curato, insieme ad altri, il volume: La cultura brucia. Anna e la libreria Uscita nella Roma degli anni ’70 (2010).
È cofondatore della collana di Studi Storici, Filosofici, Umanistici “Tempora”.

lunedì 15 giugno 2015

Recensione: Insuperabile di Abbi Glines

Buongiorno, amanti della lettura!
Ormai sono entrata nell'ottica secondo cui durante gli esami le parole d'ordine sono evasione e brevità. Dunque è per questo motivo che penso che durante questi periodi leggerò libri di questo tipo, come Insuperabile, letto grazie alla nuova collaborazione con la Mondadori.


Titolo: Insuperabile
Autore: Abbi Glines
Editore: Mondadori

Trama:
Rush è il classico bello e dannato. Vive in una villa sulla spiaggia, guida macchine di lusso, è la star di Rosemary beach. Tutti i ragazzi vorrebbero essere lui e tutte le ragazze vorrebbero stare con lui. Finché un giorno arriva Blaire, con il suo pick-up tutto ammaccato e una pistola sotto il sedile. È bellissima ma è la sua sorellastra, rimasta sola al mondo e costretta a chiedere aiuto al loro padre che l'ha abbandonata anni fa. Rush sa che deve starle lontano anche se è stupenda, anche se ha bisogno di lui, anche se non ha mai desiderato nessuna così tanto...


Recensione:
Insuperabile è una giostra di personaggi, importanti o meno non importa, la giostra gira lo stesso con le loro vite, le quali si intrecciano l'una all'altra.
A partire da una madre assente nelle vite dei figli ma sempre presente a concepirli senza nessun riguardo verso la Vita stessa e, rigorosamente, con uomini sbagliati. Prima con Dean, una ricca rockstar, che nonostante non sia a tutti gli effetti un padre nel vero senso della parola, quando può, vede il figlio e lo porta con sé a fare la tipica vita da rockstar, piercing e tatuaggi compresi. Rush, se lo andiamo a psicoanalizzare, da adulto assume uno stile di vita che ha assorbito proprio dal padre.

Poi c'è il secondo uomo sbagliato: Abe, specializzato a montare e smontare le sue famiglie come fossero un mobile dell'Ikea. Prima diventa padre di Nan che, nonostante l'abbandono, non riesce a odiarlo e spera ancora che lui possa tornare e giocare al padre-figlia con lei.
Nasce poi Blaire, abbandonata anche lei da Abe nell'età più vulnerabile e nel periodo più delicato della sua vita. Ma Blaire fa tesoro di questa vulnerabilità e la trasforma in una vera forza, forza che sconvolge Rush, insieme al suo aspetto decisamente non ignorabile.

Inizia così un gioco di sguardi e di tentazioni a cui Rush non può cedere: Blaire simboleggia il dolore della sorellina Nan. Una ragazzina viziata dalle lacrime di coccodrillo che odia Blaire a prescindere perché questa, all'oscuro da tutto, ha avuto il loro padre vicino a lei, mentre Nan lo ha sempre desiderato.
Blaire è per Rush il proibito. L'intoccabile. L'inafferrabile. L'insuperabile.
Del resto, però, la tentazione è forte, la passione pure e, anche se qualcosa ci dice che una determinata cosa è sbagliata, ma ci fa stare bene, siamo sempre più lontani dai pensieri razionali e sempre più lontani dalla "giusta" cosa da fare.

Rush si prende sulle spalle ogni peso della famiglia e ogni minimo problema lo vede come una sua colpa. Un ragazzo ventiquattrenne che cerca di fare l'uomo accollandosi le colpe di chi invece è adulto e si atteggia come un ragazzino libero da ogni responsabilità.

Questo è Insuperabile: una giostra di personaggi, dunque, che, come nella serie televisiva 90210, vivono una vita di lusso piena di soldi e questo fa di loro persone pronte a tutto pur di avere quello che vogliono, a colpi di bigliettoni verdi e di bugie che prima o poi crollano come castelli di carta.

Insuperabile è la storia raccontata dal punto di vista del protagonista, dopo che è stata pubblicata la serie raccontata da Blaire. Pare sia l'ultima moda degli scrittori new adult. Sinceramente io leggo poco questo genere e, in quei pochi che ho letto non c'era questa tecnica, che però mi ha sorpresa. Mi ha sorpresa forse anche perché la storia è narrata in prima persona da Rush e dunque mi sono sentita coinvolta come stessi guardando una pellicola cinematografica e nel bel mezzo del ciclone dei pensieri del protagonista.

sabato 13 giugno 2015

Segnalazione: Chemical Games - Equazione equatoriale degli abissi di Miriam Ciraolo

Buon pomeriggio, amanti dei libri!
Di urban-fantasy se ne sono visti molti e di ogni tipo negli ultimi anni, ma questo che vi segnalo oggi ha una trama del tutto particolare e che, se non sbaglio, non ho mai incontrato in altri libri. Se poi, siete amanti della chimica, non potete perdervi Equazione equatoriale degli abissi, il primo volume della trilogia Chemical Games. L'autrice è Miriam Ciraolo, che potete seguire sulla pagina Facebook e sul suo Blog (fighissimo): Elementi guardiani.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Miriam ha risposto:
Curiosità, adrenalina, immedesimazione.
Spero siano queste le emozioni che proveranno.


Autrice: Miriam Ciraolo
Titolo: Chemical Games - Equazione equatoriale degli abissi.
Genere: urban fantasy
Editore: self-publishing
Formato: ebook (presto anche cartaceo)
Pagine: 160 (circa)
Prezzo: 1,99
Data di uscita: 19 Marzo 2015
Dove comprarlo: Amazon

Trama:
E se vi dicessero che la chimica è molto più di ciò che sembra?
Grace questo non lo credeva possibile, o meglio, credeva che tutto ciò che riguardasse suo padre, il celebre scienziato Fernando Flores, dovesse essere censurato dalla sua esistenza. Ma quando tu stessa sei la chimica, non puoi nasconderti per sempre. Condurre elettricità è pericoloso, sopratutto se ignori le proprietà chimico fisiche dell'elemento di cui sei guardiana.
D'altra parte anche Andrea Casale, un ragazzo di vent'anni, guardiano dell'ossigeno, non comprende fino in fondo l'importanza della sua natura, fin quando capisce che la chiave per sconfiggere la morte, risiede proprio in lui, nelle sue molecole di O2. Ma il mondo dei guardiani della materia non è così semplice, tra bene e male, tra elementi e capacità nascoste, tra grandi tecnologie e segreti della materia, un gruppo di scienziati all'avanguardia cospira all'insaputa del mondo.
Anche l’umanità ha le sue gerarchie. I guardiani della materia sono tra noi e il loro elemento è un nome inciso sulla tavola periodica. Centodiciotto elementi, divisi in due schiere nemiche, saranno tutti in cerca dell’equazione che rivelerà ciò che si nasconde dietro la materia. Per decifrarla però, rimane solo un’incognita: il tassello mancante.
Rame, ossigeno, oro, mercurio, carbonio, e tu? Quale elemento sei?


L'autrice:
Miriam Ciraolo è nata a Messina e ha frequentato l'istituto d'arte della sua città conseguendo il diploma in maestra d'arte e stilista di moda. Da ragazzina amava inventare storie come una regista e con impegno iniziò a cimentarsi nell’arte della scrittura, che col tempo diventò la sua grande, vera, passione. Oggi l’inchiostro è la sua telecamera e il foglio bianco il suo set. Grafica, disegnatrice e blogger, con La vera storia di Cupido, edito dalla Rosa dei Venti edizioni, ha realizzato il suo primo sogno da scrittrice. Chemical Games è la sua prima trilogia, una saga urban fantasy che ha ideato grazie al suo interesse per la tavola periodica e per gli elementi chimici.

venerdì 12 giugno 2015

Recensione: Corpi di Gloria di Giuliana Altamura

Buongiorno, amanti dei libri!
Oggi vi parlo di un libro che ho letto un pochino di tempo fa ma che ho faticato a dimenticare. Parla di gioventù, di amore, amicizia e di ambiguità dei rapporti.


Titolo: Corpi di Gloria
Autore: Giuliana Altamura
Editore: Marsilio

Trama:
Gloria e Andrea, due fratelli ventenni, trascorrono l'estate in Puglia, nel villaggio di Riva Marina, una lussuosa distesa di ville bianche identiche l'una all'altra. Gloria ha appena terminato il liceo e si rapporta al mondo con un distacco a tratti feroce. L'unica eccezione sembra essere rappresentata dal fratello che, andato a studiare arte in America, torna a casa per le vacanze assieme a un amico di Los Angeles. Andrea si ritrova a fare i conti con l'immobilità di un sud in cui niente cambia, esattamente come le persone che vi sono rimaste: dalla madre succube di una difficile situazione familiare alla sorella coi suoi problemi alimentari, fino alla rete di amici annoiati e violenti che continuano a divertirsi fra droghe, teppismo e promiscuità sessuale. La morte violenta di uno di loro, immerso in uno stile di vita senza prospettive, porterà gli altri a fare i conti, ciascuno a modo suo, con la necessità dell'accettazione e del cambiamento.


Recensione:
Corpi di gloria è stato un colpo al cuore, mi ha scombussolata, scossa.
Intitolato Corpi di Gloria, il libro che ha per protagonista una ragazza dal corpo malato, martoriato da dei sentimenti ammazza-anima.
Gloria che si ingozza di cibo e di emozioni represse: rabbia, amore, odio, indifferenza. E poi le rigetta in piena solitudine, come se fossero malate. Gloria che attende l'estate per vedere il fratello, come una sposa attende il ritorno del proprio sposo dalla guerra. Una guerra che seppur non di armamenti devasta le i protagonisti, dei ragazzi, dei finti adulti, di una Puglia diversa da come la vede chi non ci abita. Una guerra che rade al suolo la moralità di questi ragazzi, il loro senso del pudore, di giustizia, di legalità, di amicizia e di amore. E di quest'ultimi, amicizia e amore, ci sentiamo così confusi, come lo sono questi finti adulti. Il confine tra amore e amicizia, un confine così nettamente labile. Che confonde la purezza dei rapporti.

Per quanto urli, la voce non sarà mai più forte di tutto il resto.

Dove sta l'amore? Dove l'amicizia? E ancora... Dove sta la fratellanza? In mezzo ai primi due, forse. Veglia l'ambiguità dei rapporti tra le persone in questo romanzo. Tra Gloria e il fratello. Gloria che si atteggia e pensa al fratello come si fa con un amore; con un'intensità che non ho mai incontrato nei romanzi.
Oppure Gloria e l'amica, che si lasciano andare ad effusioni e a confidenze che vanno oltre un'ingenua amicizia liceale.
Il rapporto tra le madri, dove una delle due si inchina all'altra sacrificando la felicità della sua di famiglia, ormai spezzata in due. Sacrificando la felicità dei figli. E appare strano in una società moderna, e moderno non sempre è sinonimo di positivo, dove molti non si prendono cura dei genitori anziani e li lasciano in un ospizio.

Per un momento tutto gli appare chiaro: a un certo punto si sceglie - quale vita, quale luogo, quale dolore. E si comincia a scegliere quando quella persona al centro del letto muore, quando il cadavere fra le lenzuola inizia a puzzare. Ecco il futuro. La libertà non c'entra. La libertà non è che il momento pieno di speranza in cui la grande malata - per un' ora o un secondo intero - chiude gli occhi e si addormenta.

Protagonista di questo romanzo è la gioventù. Una gioventù che mi ricorda i personaggi di Silvia Avallone. Una gioventù complice e vittima del progresso sociale irreversibile, anche quando non lo sembra, e del giudizio troppo severo di chi sembra non essere mai stato giovane.
Il romanzo di Giuliana Altamura dà gloria, appunto ai rapporti, per cui i personaggi sono disposti a fare di tutto, pur di non strappare le radici a questi legami che, seppur ambigui, esistono. E farebbero qualsiasi cosa pur di proteggerli.

<< Un giorno me lo dirai, vero?>> 
<< Cosa? >> 
<< Che cosa è successo al mondo. >>

giovedì 11 giugno 2015

Segnalazione: La Magiara di Alessio Fabbri

Buongiorno, amanti della lettura!
Vi piacciono i romanzi storici? E a proposito di questi, sono giorni che penso che in Italia e sull'Italia i libri di questo tipo scarseggiano. E quelli che ci sono, sono ambientati, solitamente, nelle stesse città: ad esempio Roma o Firenze. Eppure l'Italia è così ricca di storia, di città che non vengono prese in considerazione perché non hanno quel certo fascino, come Ferrara. Ed è qui che Alessio Fabbri ambienta la sua storia, La Magiara. A mio parere è davvero interessante! Interessante è anche il blog dell'autore.
Ora vi lascio alla solita domandina.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Alessio ha risposto:
Un'emozione che non mancherà nel libro "La Magiara" è senza dubbio la rabbia. Questo è il vero motore che porta Agnese a Ferrara, oltre le necessità pratiche ed economiche: vuole liberarsi dal rancore ma finirà solo per trovare nuove vittime a cui infliggerlo. Inoltre, l'amore farà breccia attraverso le storie dei personaggi, facendo capolino in sentieri che parevano oscuri e del tutto privi di sbocchi. E non c'è dubbio che striscia in tutto il romanzo la paura, il brivido di non essere all'altezza, di non farcela, di subire ancora e di non risollevarsi dai drammi della vita. 


Titolo: La magiara
Autore: Alessio Fabbri
Editore: Sillabe di Sale Editore
Genere: Narrativa contemporanea/
Romanzo storico
Pagine: 170
Prezzo di copertina: 170

Trama:
Agnese Mallasz è una giovane e tormentata ragazza di Venezia. Dopo aver perso la madre, ella viene a conoscenza dell’esistenza di una famiglia aristocratica a cui è legata, rappresentata dal suo fratellastro Luigi Alfonso Salisbeni che, volente o nolente, la invita a ricongiungersi al suo vero luogo d’appartenenza. Ad attenderla, con aspettative del tutto differenti, vi sono anche la gelida sorellastra Giuliana e la timida, ma inquieta nipote Sibilla, figlia di Luigi Alfonso.
Costretta da esigenze finanziarie e dalle dolorose conseguenze della fine di un amore illusorio, Agnese adotta Ferrara come sua nuova dimora e destinazione della sua fuga, ritrovandosi però combattuta fra necessità di sopravvivenza e desiderio di rivolta. Scoprendosi sempre più femminista e ribelle, esplora l’emancipazione della donna attraverso mezzi inconsueti ed ingiustificati come la violenza o le armi: unica risposta al disequilibrio delle sue emozioni è l’involontaria e casuale adozione dell’identità della Magiara, lato della personalità della ragazza che tende sempre più a creare scompiglio nella cerchia dei Salisbeni e nell’aristocrazia ferrarese degli anni ‘20. Circondata dai segreti che rendono i suoi nuovi parenti vittime e carnefici di loro stessi, ella intraprende un percorso di dolorosa passione, giungendo sull’orlo dell’abisso, in un viaggio apparentemente senza ritorno.
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