venerdì 31 luglio 2015

Segnalazione: Così vicini di Arianna Cesana

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi segnalo una storia di quelle che ci attraggono senza un vero perché, ma semplicemente per via della copertina così romantica, del titolo così leggero come quei soffioni che perdono cuoricini. Così vicini di Arianna Cesana sembra un viaggio in due giovani ragazzi tormentati, simili ma diversi, che vediamo crescere con lo scorrere delle pagine e farsi sempre così vicini.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Arianna ha risposto:
Vorrei trasmettere queste emozioni: passione, turbamento, meraviglia.


Titolo: Così vicini
Autore: Arianna Cesana
Editore: Leone Editore
Collana: Satura
Formato: Cartaceo
Prezzo: €12,90
Pagine: 352

Trama:
Emma e Dario vivono rispettivamente a Milano e Firenze. Le loro storie sono molto affini: famiglie spezzate, solitudine, segreti nascosti, divertimenti adolescenziali e sentimenti in bilico. Si passa attraverso tre fasi; l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza dei due protagonisti. Le loro vite subiranno svolte, imprevisti e gioie in modo e in contesti diversi, ma con delle affinità molto forti. 
Dal loro incontro scopriranno che non tutto è perduto.
Un viaggio introspettivo attraverso le vite di due anime così simili, ma così diverse, che vi travolgerà e vi farà innamorare di questa storia.

L'autrice:
Arianna Cesana è nata nel 1993 e vive a Carnate. Si è laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi in letteratura latina. Attualmente si è iscritta alla laurea magistrale in filologia moderna. Questo è il suo primo romanzo con Leone Editore.
Oltre che scrittrice, ambisce a diventare insegnante di latino al liceo.

giovedì 30 luglio 2015

Riepilogo mensile di luglio


Buongiorno, amanti della lettura!
Luglio è volato per me, più del solito.
Luglio è stato un mese pieno di studio e di esami.
Luglio è stato il mese più spensierato da esattamente un anno. Il mese dell'accettazione della mia nuova me, diversa da prima, peggiore di prima, ma anche migliore di prima.
Un mese ricco di impegni, di forti emozioni e di cambiamenti. Un mese positivo, anche dal punto di visto della lettura, dove anche se ho letto soltanto quattro libri, questi sono stati tutti bellissimi. Non posso essere più felice :)


Non sono ancora una laureanda e, il mio percorso è appena iniziato, ma date le enormi difficoltà che ho avuto negli ultimi mesi ho pensato che mi servisse un pensiero positivo. Anche due. Facciamo anche tre, dai. Vonnegut, ad ogni modo, mi ha fatto perdere il conto dei pensieri positivi e dei mezzi sorrisi che mi ha regalato grazie e queste centinaia di pagine. Sono sicura che in futuro lo rileggerò più volte e farò leggere a voi qualche passaggio tra qualche giorno con la rubrica Parole sottolineate.
Vi rimando alla recensione.


Non mi aspettavo assolutamente nulla da Scarett. solo una lettura di svago dopo una giornata colma di numeri, grafici e politiche monetarie da capire. Quel che è però facilmente comprensibile, è la passione dei diciassette anni. Quella passione e quei sogni che siamo disposti a difendere con le unghie e coi denti da chiunque voglia attaccarli, ma che non si è preparati a difendere da noi stessi.
Non mi aspettavo nulla, sì, ma sono rimasta piacevolmente stupita e vi spiego perché nella recensione.


Mi sa che fuori è primavera è un libro che mi ha svuotata e riempita, a seconda delle emozioni. Io non credo di avere altre parole, oltre a quelle della recensione, per dire quanto abbia amato questo libro e di come Concita De Gregorio mi ha completamente conquistata.


Vanessa torna con il più bello dei suoi fiori, dopo Il cuore selvatico del ginepro e, ci fa viaggiare ancora una volta in una Sardegna misteriosa e magica. Ci fa accompagnare, durante questo viaggio, da Nora e dalla luce e forza che la caratterizzano. Vi rimando, anche qui, alla recensione.

Come dicevo, un mese dalle poche letture ma queste sono stata tutte belle. In particolare Fiore di fulmine e Mi sa che fuori è primavera, che sono diventate due delle migliori letture dell'anno.

mercoledì 29 luglio 2015

Recensione: Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio

Buongiorno, amanti della lettura!
Il libro protagonista di oggi l'ho letto circa due settimana fa. E' stato difficile per me scrivere la recensione, come è stato difficile non toccarmi il petto e ricacciare indietro le lacrime durante la lettura. Come è stato difficile continuare quest'ultima perché, ad ogni pagina, volevo non finisse mai. Volevo un'emozione infinita, volevo una primavera certa, una primavera di dodici mesi.


Titolo: Mi sa che fuori è primavera
Autore: Concita De Gregorio
Editore: Feltrinelli

Trama:
Ferite d'oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un'antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l'ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l'uomo si uccide. Delle bambine non c'è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l'amore che salda e che resta.


Recensione:

Vorrei che mi aiutassi, se puoi, a prendere le parole metterle in fila ricomporre tutti i pezzi che sento frantumati e dispersi in ogni angolo del corpo. Vorrei ricostruire i frammenti come si ripara un oggetto rotto, prenderlo in mano e portarlo fuori da me. Per tenerlo accanto, portarlo in tasca, metterlo in borsa ma intero, tutto intero. Pensi che si possa farlo, scrivendo? Se fossi stata capace l'avrei fatto, ma non sono capace e non ero pronta. Ora sono pronta. Voglio mettere un punto.

Ci sono quei libri che, una volta finiti, ti lasciano il vuoto dentro. Un vuoto pesante quanto un macigno e assordante col suo eco. Un vuoto che stringe forte il petto, soffoca il cuore, fa vibrare lacrime che non credevi di versare. Lacrime innocenti e pure nella forza dell'emozione, nella forza di chi le sente, di chi le vive, di chi le rende vive, di chi le trasmette e di nuovo, di chi le sente. Come un circolo vizioso.

Le "cose" di prima non le ricordo quasi più. Non è vero che l'oblio non esiste. La testa seleziona, fa archivio continuamente e molto scarta. Fa spazio, compatta. Magari non elimina del tutto ma comprime in un formato illeggibile. Anche se ti sforzi non trovi la chiave, non lo puoi decifrare più.

Mi sa che fuori è primavera mi ha conquistata sin dal momento che ho letto il titolo. Dopo è venuta quella copertina disarmante nella sua semplicità e in quei colori delicati come una carezza materna. Ed è di questo che parla il libro: di maternità. Una maternità negata e rubata.
Il libro racconta di fatti di cronaca realmente accaduti e che potete cercare e approfondire con un semplice clic, ma a me, in questa recensione, importa di Irina.

Ogni altra cosa scolora per me, signora conservatrice, di fronte al bisogno di sapere se non viviamo per caso in un tempo che non corre lungo una linea del tempo ma che invece è tutto e sempre contemporaneamente presente, è tutto qui, un tempo in cui ciò che è accaduto che accade e che accadrà abita lo stesso spazio. Solo che noi siamo ciechi e non vediamo, noi per salvarci dimentichiamo, crediamo di essere la sola cosa presente e importante e siamo invece semplici frutti di un albero che replica, nelle stagioni, le stesse e diverse foglie, gli stessi e diversi frutti.

Irina che si vede strappare via la sua stessa carne, che si vede privata del suo stesso sangue. Il marito, oserei dire a questo punto, squilibrato emotivamente approfitta di una vacanza con le figlie Livia e Alessia per portargliele via. Per privarla della genitorialità, per privare le piccole del loro diritto di avere una mamma. Due giorni dopo, Mathias, si toglie la vita in un modo veloce e che non permette ripensamenti o insuccessi, come l'adultera russa più famosa, un padre infedele a questa parola, si butta sotto ad un treno. Lascia un testamento in fondo al cassetto, lascia un biglietto con scritto che le piccole non hanno sofferto e che lei non le rivedrà più.

Parole tranello. Capriccio. Colpa. Regola. Pericolo. Non giocare con queste parole. Quando sembra che gli altri conoscano le regole del gioco e tu no. Quando vogliono farti pensare che sei inadeguata, e alla fine davvero lo pensi. Quando vogliono farti dire che sei stata una bambina viziata, che hai giocato con il fuoco. Che la colpa è tua. La colpa. E' tua. Che non sei stata prudente, non hai visto il pericolo. Egoista, cieca. Bisognava sopportare. Non giocare con queste parole. Non toccarle. Sono trappole mortali.

Che vuol dire? Insomma, è palese il senso della frase. Eppure io continuo a pensarci e pensarci, ma è evidente che forse le bambine non ci sono più. Che colui che doveva proteggerle è lo stesso che ha tolto loro il respiro. Ma come si fa ad accettare la morte delle proprie figlie senza un corpo da seppellire e piangere? Irina lo sa in fondo, lo sa che Alessia e Livia non ci sono più. Mentre tutto ciò che era loro è rimasto immutato, come i seggiolini della macchina e i peluche preferiti.

Il lutto in assenza del corpo è un'emorragia misteriosa e inarrestabile: hai sempre una linfa da perdere, si rigenera, non arriva mai il giorno in cui si estingue.

Cos'ha spinto Mathias a questo gesto estremo? Un amore crepato. Un amore incrinato. Un amore rattoppato. Un amore viziato. Un amore incompleto o, un amore eccedente.

L'amore è fragile. E una cosa talmente magica che bisogna starci molto attenti. A come si dicono le cose. Svanisce altrimenti; va via. Deve rimanere bello. Vive di sorrisi. Handle with care, non cura. Controllare le proprie ossessioni, non fare scenate di gelosia inutili. Non metterlo alla prova, soprattutto. Mai.

Irina scrive a tutte le persone coinvolte nella sua vita, a quelle coinvolte nella sua vita del dopo. Ad esempio alla suocera, al giudice, all'agente di polizia, all'amica. E scrive anche al suo compagno attuale, Luis, che l'ha conquistata senza farlo, che l'ha amata anche se lei non voleva, che rappresenta il sacrilegio per la società, perché Irina è andata avanti nonostante la perdita delle figlie, nonostante non sia più madre. Ma Irina ci dice che non è necessario avere dei figli per sentirsi madri, per amare come una madre sa fare. Ed è ostile alla nazione, la Svizzera, maschilista e razzista nei confronti degli italiani. Quel volto della Svizzera che pochi conoscono: la sua rapidità, la sua precipitabilità, la sua burocrazia veloce e meccanica, la sua razionalità senza limiti e il suo essere pragmatica.

Dimenticare è impossibile, ma vivere si deve perché la natura ha deciso così: il dolore da solo non uccide. L'assenza di un amore si ripara, con altro amore.

Questo libro è una gemma, è una porzione di vita e di speranza, è un intero di dolore e di mancanza. E sappiamo che questa è una mancanza che devasta l'anima, il corpo, la mente. Una mancanza che rende la vita monca, la rende insipida, la rende spenta, pronta a corrodere qualsiasi emozione pur di nutrirsi. E la sua emozione preferita è la speranza farfallina, la speranza lucciola, la speranza dalla luce flebile ed effimera.


L'assenza è una presenza costante: ti sfida in un corpo a corpo quotidiano, ti assedia. Ti vuole nella lotta, misura il tuo respiro. La nostalgia fisica, poi. E' proprio impossibile colmare la mancanza di un corpo vivo: quell'odore, quella morbidezza della pelle, quella voce quando ti chiama. Quel tipo di resistenza docile all'abbraccio, quel modo di piegare il collo. Non c'è niente, nessuno che possa sostituire l'assenza di qualcuno. Solo il sogno.

Mi sa che fuori è primavera è straziante. Meravigliosamente straziante. E anche se fuori non è primavera, Concita De Gregorio, Irina e la sua storia, hanno annaffiato il nostro cuore, quello dei loro lettori, per tutta la durata di quelle poche pagine dando vita ad un amore incondizionato e una speranza infinita, pronte ad attraversare il sentimento standard e ad affacciarsi alla vita in superficie.

L'amore non si dimentica di te anche quando tu lo ignori. Torna, bussa. Se non rispondi ti porta a fondo. Devi averne un po' paura, ma più di tutto devi mostrargli il tuo coraggio. Devi esserci, quando chiama. Devi essere lì e prenderti cura di lui. Solo se lo lasci libero di andare puoi vederlo tornare.

martedì 28 luglio 2015

Recensione: Fiore di fulmine di Vanessa Roggeri

Buongiorno, amanti della lettura!
Chi non conosce Vanessa Roggeri e la magia e mistero della sua Sardegna? Dopo averci conquistati con Il cuore selvatico del ginepro torna a farci incollare alle pagine di Fiore di fulmine. Un romanzo meraviglioso che, una volta terminato, ho abbracciato. Perché? Lo scoprirete nella recensione.
Intanto, se volete conoscere meglio la nostra Vanessa, potete farlo leggendo l'intervista che mi ha gentilmente rilasciato un po' di tempo fa.


Titolo: Fiore di fulmine
Autore: Vanessa Roggeri
Editore: Garzanti

Trama:
È quasi sera quando all'improvviso il cielo si fa livido, mentre enormi nuvole nere galoppano a oscurare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai conosciuto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta, la bambina è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C'è un nome per quelle come lei, "bidemortos", coloro che vedono i morti, e tutti ne hanno paura. Nel piccolo paese non c'è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un istituto per orfanelle, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno venga a prenderla.


Recensione:
Un libro che, come dice la quarta di copertina, valorizza la figura femminile. E Fiore di fulmine ha una signora figura femminile che, a dire il vero, è una ragazzina. Una ragazzina dai capelli neri come la pece, dagli occhi verdi che racchiudono la forza di una foresta, occhi penetranti che sembrano conoscere i segreti terreni e, quelli ultraterreni.
Il suo nome è Nora. Un nome profeta del suo destino: Nora nella mia lingua, in arabo, deriva da Nour, Nour significa Luce. Nora Musa è la luce, una luce che non conosce ancora il suo potere, ancora affievolita e indebolita da un'oscurità paranormale. Una luce che prima o poi scoppierà dal suo corpo e cambierà la sua vita, e quella di chi come lei è stato inghiottito dall'oscurità.

Tutto comincia una sera, quando Nora è vittima di un incidente che non lascerebbe scampo a nessun individuo. Durante il temporale un fulmine colpisce la piccola, attraversa la carne di Nora, vi incide la sua presenza per sempre: un fiore di fulmine rosso si espande dal collo, con le sue nervature scende fino al cuore, imponendo la sua volontà ed il suo ricordo a Nora, salvata da un miracolo la prima volta che è morta. Dunque la vita sconfigge la morte, ma tutto ha un prezzo e, il prezzo per Nora è essere una bidemortos: Condannata ad una solitudine, a sradicare le sue radici da quelle della sua famiglia, condannata ad una freddezza fisica ed emotiva che fanno pensare al fatto che una parte di lei sia rimasta in quella bara, sia rimasta aldilà.

Nora che, non si ribella a questa condanna, verrà salvata dalla viscontessa Donna Trinez, anche lei con una grande croce e una grande angoscia sul petto. Quant'è difficile fare pace con se stessi, quant'è difficile fare pace con il passato che coi suoi ricordi preme sul collo della vita di tutti gli abitanti della casa di Donna Trinez. Un passato che risulta vendicativo e che guida le mani di Nora, così abile nel ricamo, a ricucire le toppe di questo passato, a sfilare delicatamente tutti quei segreti che hanno tessuto gli animi cattivi di alcuni personaggi, vuoi spinti dall'egoismo, vuoi spinti da un amore malato.
Ma non tutti gli amori sono malati, non tutti gli affetti sono soggiogati dalla malvagità dell'anima. A volte gli amori sono teneri, si posano leggermente e senza far rumore sui cuori freddi delle persone, come neve sul suolo. A volte l'amore può salvare chi si ha vicino e, a salvare se stessi.

Fiore di fulmine è il secondo libro della deliziosa Vanessa Roggeri, che già mi colpì con la prima opera: Il cuore selvatico del ginepro. Ho trovato Fiore di fulmine sublime, con una scrittura elegante e oserei dire quasi con un linguaggio ricercato. Le descrizioni del romanzo immergono il lettore nell'ambientazione e nel tempo così bene come solo i classici sanno fare. Vanessa Roggeri ha la capacità di trasmettere, tramite queste, soprattutto dei gesti dei personaggi, l'evoluzione e il movimento delle loro personalità. Li vediamo maturare sotto ai nostri occhi, crescere come un fiorellino in primavera.

Ci sono quei libri che una volta letta l'ultima pagina e chiuso, io li abbraccio. Li abbraccio perché per me sono meravigliosi, perché so che non li dimenticherò mai, perché so che hanno rubato un pezzo del mio cuore. Fiore di fulmine è uno di questi.

lunedì 27 luglio 2015

Speciale: Estratto de La mia vendetta con te di Giovanna Roma

Buongiorno, amanti delle lettura!
Come promesso nella segnalazione de La mia vendetta con te, oggi siamo qui a gustarci l'estratto del libro di Giovanna Roma.
Buona lettura a tutti.


Sono dei possenti colpi alla porta a risvegliarmi.
<< Cazzo, Kate. Porta il culo fuori di lì o giuro che te lo picchio a sangue! >>
Non appena riconosco la voce, schizzo fuori dalla vasca.
<< A...arrivo, un attimo. >>
<< Apri questa dannata porta! Subito! >>
Mi avvolgo il corpo infreddolito in un morbido accappatoio bianco di spugna. Apro
tremante la porta e lo vedo entrare come una furia, rosso in volto e con occhi
minacciosi.
<< Perché cazzo ti sei chiusa dentro? >> sbraita adirato.
<< Non sapevo se ci fosse qualcun altro in casa a parte noi due >> spiego come se
fosse evidente.
<< E anche se fosse? >> ribatte sollevando le spalle.
<< Ma potrebbe entrare qualcuno >> insisto.
Maksim alza la mano destra e la cala sul mio viso due volte, dritto e rovescio.
<< Ti avverto, stronza, non chiuderti mai più a chiave. I miei ospiti ed io dobbiamo
sempre avere accesso a te. >>
Impallidisco di colpo, perché ora mi sono chiare come non mai le sue intenzioni.
<< Non parli sul serio >> ribatto con le lacrime agli occhi. << Se era questo il tuo
obiettivo sin dall’inizio, allora perché non hai lasciato che Nikolaj o quei quattro tizi
della taverna mi violentassero? >>
Maksim si avvicina con aria potente e intimidatoria. << Tu non spalancherai le gambe
al primo cazzo che ti attira, come fossi una puttana qualunque. Le aprirai solo se te
l’ordinerò io e per chi vorrò io. >> Le sue dita scattano dritte intorno al mio collo. É
così veloce che neanche lo vedo muoversi. Gli occhi scintillanti rabbia sono ipnotici.
<< Tu mi appartieni, Katerina ed esegui soltanto i miei comandi. >> Lo dice con una
calma così gelida da farmi perdere un battito. A poco a poco mi libera dalla sua presa.
Sento il peso di ogni cosa: i decimi di febbre, le sue parole, i suoi insulti e minacce, i
suoi schiaffi. E scoppio in un pianto che mi accascia al suolo.
<< Io ti possiedo. Ogni parte di te mi appartiene. Mente >> prosegue quella fredda
voce passandomi un dito sulla fronte. << Perché è a me che pensi quando vieni e
corpo, perché reagisce così solo con me. >>
Maksim mi prende per capelli e tira fino in corridoio. Urlo per il dolore, strillo di
lasciarmi andare, finché non molla la presa. Con la punta del piede mi solleva il
mento perché lo guardi dritto negli occhi. Le braccia incrociate sul petto, le possenti
spalle e il volto duro gli conferiscono un aspetto minaccioso ed io smetto subito di
piangere. La mia espressione è un concentrato di odio.

domenica 26 luglio 2015

Un salto in libreria #3

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi nella nostra libreria virtuale ci soffermiamo davanti ad uno scaffale, anch'esso virtuale, in particolare. Scopriamo insieme tutte le nuove uscite di Eloisa James, sfogliamo le loro sensualità, ci facciamo accogliere da forti figure femminili.
Dunque, sei nuove novità in e-book editi dalla Mondadori :)


Titolo: Prima di Natale
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 243
Prezzo: €4,99
Uscita: 7 luglio 2015

In uno splendido Natale, lady Poppy Selby, giovane e timida, incontra l'uomo che è certa di amare per sempre. L'irresistibile duca Fletcher sembra proprio il marito perfetto e il loro matrimonio è esattamente ciò che Poppy ha sempre sognato. Ma i sogni svaniscono all'alba e ora, quattro anni dopo, la fiamma del loro amore sembra ormai spenta. Eppure, Fletcher non è disposto a rinunciare alla donna che non ha mai smesso di desiderare. E di amare.


Titolo: Il bacio di mezzanotte
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 363
Prezzo: €4,99
Uscita: 7 luglio 2015

Inghilterra, 1813. Victoria Daltry sta per sposare un rampollo dell'aristocrazia inglese; manca solo l'approvazione del principe Gabriel, zio del fidanzato. Ma a causa di un contrattempo Victoria non può recarsi al castello di Pomeroy per avere la benedizione di Gabriel e così viene inviata in sua vece la sorellastra Kate, figlia di primo letto di Lord Daltry. Fin da subito Kate stuzzica l'attenzione dell'algido Gabriel, che, affascinato, si ritroverà a corteggiare lei invece della nobile ereditiera che dovrebbe sposare. Nonostante la forte attrazione che provano l'uno per l'altra, entrambi sanno che purtroppo non potrà esservi lieto fine per loro, a meno che, come nella più classica delle favole, allo scoccare della mezzanotte un bacio non cambi i loro destini per sempre…


Titolo: Duchesse disperate
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 303
Prezzo: €4,99
Uscita: 7 luglio 2015

Lady Roberta, unica figlia dell'austero marchese St Giles, è stata cresciuta nella bambagia: il padre si rifiuta di portarla a Londra, perfino quando Roberta è in età per sposarsi. È troppo. Fuggita in città, invitata a un ballo sontuoso, Roberta si innamora al primo sguardo di uno sconosciuto. E questi è tutto l'opposto di un buon partito: Damon Reeve, conte di Gryffyn, dongiovanni impenitente e ribaldo senza scrupoli. Eppure Damon, fin dal primo momento, sa di avere ormai un'unica missione: proteggere quell'incantevole fanciulla.


Titolo: Baciamo, Annabel
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 219
Prezzo: €4,99
Uscita: 21 luglio 2015

Annabel Essex ha sempre desiderato come marito un inglese ricco e nobile, capace di farle dimenticare la Scozia e le ristrettezze patite nella fanciullezza insieme alle sue sorelle. Ma il destino è beffardo e Annabel si ritrova a dover sposare Ewan Poley, un conte scozzese privo di mezzi, che la riporta nelle Highlands. Tenerezza, passione e amore non difettano certo a Ewan, ma saranno sufficienti a regalare ad Annabel l'agognata felicità?


Titolo: La notte della duchessa
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 241
Prezzo: €4,99
Uscita: 21 luglio 2015

Harriet, duchessa di Berrow, è stanca degli obblighi che il suo titolo comporta. Invece che a noiosi tè e tediose serate di gala, vorrebbe partecipare a una soirée in cui soddisfare quei desideri che da lungo tempo reprime. Ma prendere parte a un evento del genere, soprattutto se a casa di lord Justinian Strange, il più chiacchierato libertino d'Inghilterra, sarebbe davvero troppo. Perciò Harriet decide di travestirsi da uomo per avere libero accesso a quella dimora tanto scandalosa. Eppure, proprio Justinian non tarda ad accorgersi che sotto i panni del giovane Harry si cela una donna irresistibile. E subito è assalito da intriganti interrogativi: perché quell'affascinante creatura ha voluto rischiare tanto per frequentare la sua casa? E, soprattutto, potrà lui convincerla a restare... per sempre?


Titolo: Non senza di te
Autore: Eloisa James
Editore: Mondadori
Pagine: 217
Prezzo: €4,99
Uscita: 21 luglio 2015

Le sorelle Essex, orfane del visconte Brydone, vengono accolte nella casa del duca di Holbrook. Nell'attimo stesso in cui Tess, la maggiore delle quattro fanciulle, incontra Lucius Felton, facoltoso amico del loro benefattore, scatta la scintilla della passione. Ora la reputazione delle sue sorelle è in pericolo: Tess deve sposarsi, ma Lucius esita. Potrà davvero rinunciare a lei?

sabato 25 luglio 2015

Segnalazione: Il metodo Greenopoli di Giovanni De Feo

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Oggi ho per voi una segnalazione molto diversa dalle solite. Il libro di oggi non è un romanzo, è un progetto, un progetto educativo che l'autore e professore Giovanni De Feo sta diffondendo per la Campania attraverso il libro Il metodo greenopoli e le avventure di greenopolino.
Di seguito potete trovare le emozioni che Giovanni spera di trasmettere, la scheda de libro e, invece della trama, ho preferito lasciarvi le parole dello stesso De Feo che ci spiega meglio cos'è il progetto e metodo Greenopoli.
Se siete più curiosi e volete saperne di più, potete approfondire meglio su Facebook e sul sito web ufficiale del progetto.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori:
Giovanni ha risposto:
Entusiasmo, simpatia e umanità.


Titolo: Il metodo Greenopoli.
Contenuti, giochi e fiabe "green" per liberi pensatori, insegnanti, allievi e genitori
Autore: Giovanni De Feo
Editore: Il Papavero
Formato: Cartaceo
Prezzo: €10,00
ISBN: 9788898987139
Dove trovarlo: IBS, Amazon

Parla il professore Giovanni De Feo:
La Sostenibilità, l’Ambiente, i Rifiuti e l’Acqua sono gli argomenti discussi nella prima parte del libro. Nel mondo di Greenopoli ci sono tanti simpatici personaggi che animano la seconda parte del libro in cui è descritto il contenuto della cassetta degli attrezzi di Greenopoli. I principali strumenti del “metodo Greenopoli” sono il gioco, l’entusiasmo, la simpatia, la spontaneità, un po’ di comicità e la condivisione. Ai bambini, grandi e piccini, piacciono le fiabe. È per questo motivo che il libro si chiude con quattro favolette: I tre lupacchiotti, In bocca al lupo…, Il dragone verde e l’oro blu, La vita è tutto un ciclo e riciclo… l’ecolivella!

giovedì 23 luglio 2015

Segnalazione: Ti amo già da un po' di Tania Paxia

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Tempo fa avevamo avuto il piacere di scoprire Sono io Taylor Jordan!, commedia romantica con la quale Tania Paxia ha esordito in un nuovo genere. A quanto pare quest'avventura le è piaciuta e, torna a farci compagnia con Ti amo già da un po'. Per favore, leggete la trama e l'estratto; è una mia impressione o Tania usa la parole come miele per le api?

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Tania ha risposto:
Amore, romanticismo e anche un pizzico di simpatia.


Titolo: Ti amo già da un po’
Autore: Tania Paxia
Editore: self-publishing
Genere: narrativa (rosa) 
Asin: B0112O6HQS
Prezzo: 0,99€
N. pagine: 267
Dove trovarlo: AmazonGoodreads
Data di uscita: 22 luglio 2015

Trama:
Keene, 
New 
Hampshire
5 Giugno 2006
Ore 22:50

Harper
Lei era lì, dall’altro lato della strada, più bella che mai, con i capelli castani tirati in una coda di cavallo, mentre sorrideva allegra, aggiustandosi la piccola borsa a tracolla che le era scivolata di fianco. Indossava degli shorts corti di jeans, abbinati a una t-shirt rosa. Era accaldata, forse era davvero corsa fin lì da chissà dove.
Il tempo si fermò, concentrandosi in un solo attimo. L’attimo in cui realizzai che non era lì per me, ma era insieme a…
May
“Owen” mi bloccai all’istante, senza fiato. “Ci sediamo?” gli indicai una delle panchine che costeggiavano la strada, di fronte al gazebo rotondo in legno, nella piazza principale. Era uno dei miei posti preferiti.

Un biglietto. Un malinteso. Questo ha portato Maybelle Watson (detta Trilli) e Peter Harper ad allontanarsi. Da amici per la pelle, sono diventati due estranei, per gli otto anni consecutivi, fino a quando May, stufa della sua vita a New York, del suo lavoro di avvocato, del suo fidanzato apatico e insensibile, avvocato anche lui, decide di tornare a Keene. Ed è qui che incontrerà di nuovo Peter Harper, il suo amico speciale, il suo Peter personale. Tra liti, scontri e cioccolate calde col cuore di gelato, May scoprirà cosa Harper avrebbe voluto dirle quella sera di inizio estate.

L'autrice:
Tania Paxia vive a Bibbona, un paesino nella provincia di Livorno. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza (Magistrale) di Pisa e una delle sue grandi passioni è scrivere. 
“Nicholas ed Evelyn e il Diamante Guardiano” è il suo primo romanzo. Il racconto che lo segue “Nicholas ed Evelyn e il Dragone Carbonchio” è uscito il 1 marzo. Il secondo della serie “Nicholas ed Evelyn” è in fase di scrittura. Nel frattempo, ha scritto altri libri: “La Pergamena del Tempio” un giallo su base storica edito da Europolis Editing, in ripubblicazione autonoma il 14 agosto 2015, un paranormal “Il marchio dell’Anima EVANESCENT The Rescuer of Souls #1”, un fantasy “La cacciatrice di stelle” e una commedia romantica intitolata “Sono io Taylor Jordan!”.

Estratto:
Keene, New Hampshire
5 Giugno 2006
Ore 22:50

Harper
Calma. 
Mantieni. La. Calma. 
Era in ritardo soltanto di venti minuti. May è sempre in ritardo, del resto. Ero stanco di fare avanti e indietro sull’asfalto, quindi mi ero seduto su uno degli scalini del gazebo in legno, a pianta ottagonale, con il tetto a punta, situato nella piazza dove di solito io e May ci soffermavamo a mangiare qualcosa, dopo scuola, prima di tornare a casa. Questo accadeva prima che May si mettesse con Owen, qualche mese fa. Che poi non ne era neanche innamorata. Era più una cosa…fisica, da quanto avevo capito. 
Mi mancava trascorrere il mio tempo con lei. May. È la mia migliore amica da quando ho memoria. E all’improvviso era scomparsa. La vedevo soltanto a scuola e di sfuggita dalla finestra di camera mia, dall’altro lato della strada. Fu allora che mi resi conto di quanto lei fosse importante. Non solo come amica. E allora avevo escogitato un piano. O meglio, Syd, mia sorella minore, aveva escogitato un piano. Le aveva lasciato un biglietto da parte mia, nella sua borsa, nello spogliatoio delle ragazze, durante l’ora di ginnastica. Un piano perfetto. 
Lei si sarebbe presentata e le avrei detto ciò che provavo, senza mezzi termini, senza indugi, senza perdere ancora altro tempo prezioso. May era una ragazza che agiva d’istinto e mi avrebbe baciato, lì, sugli scalini del gazebo. Il nostro posto. 
No. Scossi la testa con vigore, avvilito. Queste cose accadono soltanto nei film, con il colpo di scena finale, quando lo sfigato – ovvero io, in questo caso – viene raggiunto dall’amata, dopo una corsa sfrenata, per rivelargli i suoi sentimenti ricambiati.
Scossi ancora il capo per scacciare dalla testa quel film mentale che mi ero immaginato. E fui assalito da un dubbio infernale: E se si mette a ridere? Pensai all’improvviso. Mi passai una mano sulla faccia. Che idiota! Ravvivai con rabbia il ciuffo di capelli arruffati che mi era ricaduto sulla fronte, cercando poi di massaggiarmi le tempie con movimenti regolari, per allentare il nervosismo. Scattai in piedi, dopo aver realizzato che sarebbe successo tutto l’opposto di ciò che avevo immaginato. Perché lei mi avrebbe detto che eravamo amici, quasi fratelli e che era una cosa impossibile. 
Dovevo scappare, finché ero in tempo. Potevo ancora svignarmela. Le avrei inviato un messaggio, dicendole che avevo avuto un contrattempo o mi sarei inventato una scusa stupida. Ero diventato bravo nell’inventarmi storie. Guardai l’orologio da polso, per la millesima volta in venti minuti.
Erano le undici in punto. Alzai lo sguardo, scendendo gli scalini, ma mi fermai di botto. 
Lei era lì, dall’altro lato della strada, più bella che mai, con i capelli castani tirati in una coda di cavallo, mentre sorrideva allegra, aggiustandosi la piccola borsa a tracolla che le era scivolata di fianco. Indossava degli shorts corti di jeans, abbinati a una t-shirt rosa. Era accaldata, forse era davvero corsa fin lì da chissà dove. 
Peccato che la realtà fosse ben differente dai film. 
Il tempo si fermò, concentrandosi in un solo attimo. L’attimo in cui realizzai che non era lì per me, ma era insieme a…

venerdì 17 luglio 2015

Recensione: La ricetta del vero amore di Nicolas Barreau

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Avete mai letto qualcosa del français Nicolas Barreau? E qualcosa dell'américain Nicholas Sparks? Nicolas e Nicholas. Entrambi grandi maghi delle parole a quanto pare, soprattutto se queste hanno a che fare con il re dei sentimenti: l'Amore.


Titolo: La ricetta del vero amore
Autore: Nicolas Barreau
Editore: Feltrinelli

Trama:
È perennemente in ritardo. È bella come il sole. È socievole, estroversa e... irraggiungibile. L'amore di Henri Bredin - timido studente della Sorbonne, un po' goffo e sempre puntuale - sembra del tutto senza speranza. Lui e Valerie Castel condividono la passione per gli stessi libri. Ma per Valerie, Henri è solo un compagno di studi e un buon amico, mentre per lui la ragazza con gli occhi acquamarina e il sorriso impertinente è la donna più charmante del mondo. Quando Valerie trascorre le vacanze estive sulla Riviera ligure e perde la testa per un italiano, a Henri crolla il mondo addosso. Non ha nessuna possibilità contro quell'uomo affascinante, ricco e di dieci anni più grande di lui. O forse sì? Un giorno, curiosando tra le bancarelle di libri usati lungo la Senna, Henri si imbatte in un libricino rilegato in pelle bordeaux. Si tratta di un manuale del XVI secolo che contiene pozioni e strani infusi e promette di svelare niente meno che la ricetta dell'amore eterno, L'élixir d'amour éternel. Contrariamente a ogni logica, Henri decide di invitare a cena Valerie e di cucinare per lei un perfetto "Menu dell'amore". Ma, tra tutte le sere possibili, quella è proprio la volta in cui la ritardataria Valerie decide di presentarsi nel piccolo appartamento di Henri in rue Mouffetard con largo anticipo...


Recensione:
In un febbraio piuttosto triste e, vicino al tanto amato e odiato San Valentino, mi ritrovo a leggere una storia tipica francese. Mi ha ricordato le farfalle allo stomaco. Mi ha ricordato le notti insonni a pensare alle giornate d'amore. Ci pensavo così tanto che alla fine mi dimenticavo alcuni dettagli delle conversazioni, ad esempio, con gli occhi che urlavano al mondo "Sono innamorata. Ed è bellissimo!". Come le vecchie e le fedeli cassette VHS che, se viste e riviste iniziavano a perdere colpi. Iniziavano a consumarsi. A consumarsi come alcuni ricordi.

Fuori era quasi buio, e forse quello sarebbe potuto essere il momento decisivo, ma me lo lasciai sfuggire, come spesso nella vita ci lasciamo sfuggire un'occasione che non riconosciamo al volo.

La ricetta del vero amore ha risvegliato tutto questo in me. Ho iniziato a leggerlo un po' sulla difensiva. Voglio dire, ma ero impazzita? Stavo leggendo una storia d'amore mielosa, francese, tra degli studenti universitari, ambientata a Parigi. Stavo leggendo di tutto questo, dopo una rottura. La rottura. Vedete, alla fine io nonostante i periodi bui amo la vita! Amo la vita e il futuro che mi aspetta, accompagnata o da sola.

Ma, avete idea di quello che ho provato leggendo questa storia? Di Henri e Valerie. Lui che si innamora di lei sin dalla prima volta che la vede, dei suoi capelli che intrappolano i raggi del sole, del suo basco azzurro, dei suoi occhi sorridenti e del suo sorriso solare.
Valerie che ride e rende vivace tutto ciò che ha intorno e, quanto fanno piacere le persone simili! Quanto rendono più colorato il mondo o gli occhi con i quali li si guarda. E a me Parigi è sembrata così: colorata, vivace, abbondante di luce. Luce che si incastra tra i boccoli di Valerie (non mi dimenticherò mai questa metafora), luce che fa brillare gli occhi di Henri quando è con Valerie. Anche se lei, in un modo o nell'altro, prenderà una strada diversa, anche se Henri soffre nel vederla distante da lui, nel vederla con un'emozione che non è destinata a lui. Soffre quando lei soffre, quando versa le sue preziose e veniali lacrime e inconsapevolmente spezza il cuore anche a Henri, che di Valerie vuole vedere sempre la bellezza del sorriso che regala.

Io la amavo. Amavo le sue scuse assurde a cui nessuno credeva. Amavo la sua insopportabile mania di parlare di un libro fin nei minimi dettagli, benché tutti si lamentassero: "Per favore, Valerie, non dirci tutto. Vogliamo leggerlo anche noi!". Amavo il suo metodo di sistemarsi il basco con quella punta di civetteria che ogni volta mi emozionava, o di mettere tre cucchiaini di zucchero nel cafè crème e poi dimenticarsi di girarlo. Amavo sentirla cantare spensierata Milord, anche se era uno strazio perché non azzeccava una nota. E amavo la minuscola pagliuzza marrone nel suo occhio sinistro, che era solo mia.

Un amore giovane, un amore fresco, un amore non corrisposto, un amore parigino, un amore a La vie en rose, un amore nuovo, un amore profumato di dolcezza ma anche di pietanze dal gusto lieve e delicato. Un profumo che riempe la piccola cucina di Hanri con la quale intende conquistare il cuore della sua Valerie. Si dice che sia il più antico siero d'amore. Sarà così? Quel che è sicuro è che questa è la cucina che ha conquistato e conquisterà il cuore di molti lettori con il seguito, Gli ingredienti segreti dell'amore.
Da parte mia posso dire che questo prequel e Nicolas Barreau hanno una nuova ammiratrice.

Aaah, l'Amour!

martedì 14 luglio 2015

Segnalazione: La mia vendetta con te di Giovanna Roma

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Oggi segnalo qui sul blog un romanzo molto interessante: La mia vendetta con te, di Giovanna Roma, sembra essere stato amalgamato con tutti gli ingredienti più audaci e accattivanti. Ma come  per ogni "ricetta", oggi vi faccio assaggiare questa prima parte dedicata alla scoperta del romanzo nel suo complesso. Vi invito, poi, a tornare qui sul Blog il giorno 27 luglio per un assaggio più sostanzioso, se quello di oggi è stato di vostro gradimento. L'autrice ci delizierà con un estratto che sinceramente non vedo l'ora di scoprire.
Che dite? Ci ritroviamo qui il 27 di luglio?


Ora vi lascio alla solita domandina.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Giovanna ha risposto:
Le emozioni che "La mia vendetta con te" racchiude sono: suspense; coinvolgimento emotivo; legame morboso verso i personaggi. 
Ovviamente questo è ciò che spero venga trasmesso, perché è un romanzo diverso da molti altri dark. Non è soft, anzi, vi sono delle scene tutt'altro che romantiche. Ogni capitolo presenta il punto di vista (POV) dei protagonisti, così da poter mostrare il bene ed il male, la luce e il buio delle vicende narrate. Cambiano, di conseguenza, il registro linguistico, le emozioni, la psicologia delle voci narranti.


TITOLO:  La mia vendetta con te
AUTRICE: Giovanna Roma
ILLUSTRATRICE: Cora Graphics
EDITORE: Self-pubblishing
GENERE: Dark contemporary romance
DATA PUBBLICAZIONE: 22 luglio 2015
PREZZO:  €  0,99
PAGINE:  240

Trama:
La rovina di lei, potrebbe essere una salvezza per lui.
Perché difendere la figlia del peggior nemico? La vendetta è a portata di mano ed è così dolce, giovane, perfetta per lui, per saziare la sua lussuria.
Elin crede di sapere come sarà la sua vita, peccato solo di non aver fatto i conti con ciò che è fuori dalla sua bolla felice.
Incontrerà un uomo di nome Maksim, disposto a tutto per la sua vendetta ed entrerà a far parte delle più note organizzazioni criminali russe. Le redini del gioco sfuggono di mano e gli equilibri che si erano creati saranno messi in discussione da passioni ed egoismi.
Riusciranno a capire di non essere più semplici avversari o verranno inghiottiti dagli interessi latenti della mafia russa?

L'autrice:
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. "La mia vendetta con te" è il mio primo romanzo ed è auto-pubblicato.

Potete seguire e conoscere meglio Giovanna attraverso Goodreads, il suo Blog, Pinterest, Twitter (@_GiovannaRoma_).

lunedì 13 luglio 2015

Recensione: Vela bianca di Sergio Bambarén

Buonasera, amanti della lettura!
In questa fresca serata, con la finestra aperta e con le risate dei bambini che giocano fuori, vorrei condividere con voi una specie di recensione. E dico una "specie di recensione" perché più che altro sembra una lunga riflessione quasi insensata che ho avuto con me stessa.


Titolo: Vela bianca
Autore: Sergio Bambarén
Editore: Sperling & Kupfer

Trama:
Sposati da otto anni e intrappolati in un'esistenza banale, Michael e Gail lottano disperatamente contro il naufragio del loro matrimonio. Un giorno decidono di lasciare tutto e salpare su una barca, Vela Bianca, che li condurrà nell'incanto dell'emisfero australe. Nel lungo viaggio verso la felicità, i due portano solo la piccola scatola che un tempo un vecchio libraio di Auckland donò loro, con la promessa di aprirla in mare aperto. E presto si accorgono dello straordinario tesoro che hanno tra le mani, l'insegnamento più prezioso di tutti: il vero paradiso è dentro di noi, se solo vogliamo vederlo.


Recensione:
Gail e Micheal sono infelici e il loro matrimonio è alla deriva. Micheal vive giorni spossanti, stressanti, privi di luce. Gail invece si sente sulle spalle il peso di una matrimonio prossimo al fallimento. Gail e Micheal vivono sotto lo stesso tetto ma allo stesso tempo distanti anni luce l'uno dall'altra.
L'unico momento in cui Micheal può avere una tregua dalla vita è la sera, quando finisce di lavorare, e si sofferma nella libreria vicino al posto di lavoro con la lieve compagnia dell'anziano signore che la gestisce.

Io leggo Bambarén durante gli esami. Quando sono di ritorno da uno di questi, sul treno. Al posto dell'assordante chiasso dei binari che vengono percorsi, sento lo sciabordare delle onde, i gabbiani, il profumo del sole. Lo sapete che il sole ha un profumo? Io lo sento. E mi manca andare al mare, mi manca scrivere sulla spiaggia dopo il tramonto, mi manca il bagno d'acqua dolce dopo la nuotata in mare, mi manca passeggiare la sera da sola con solo come compagno il mare.

Ma la storia de la Vela bianca, sì, è una storia, anche se più volte ho alzato gli occhi al cielo. Non fraintendetemi, io sono una romanticona della vita, ma questa volta la mia parte razionale ha preso il sopravvento, sebbene accada poche volte.
Ma, vi prego, immaginiamo per un attimo che ognuno di noi abbandoni il suo lavoro, se ce l'ha, la sua casa, e utilizzi i suoi soldi in questa fuga verso la felicità. Come hanno fatto Gail e Michel, perché pare sia questo il messaggio. A meno che io non abbia colto il vero messaggio che lo scrittore voleva trasmettere. Come sarebbe la nostra società? Sarebbe ancora una società democratica? Fondata su cosa, se non sul lavoro? Sulla felicità e basta?

E poi non vedo il motivo di quest'attacco, non solo in questo libro, verso la professione di impiegato o qualsiasi altra che si svolga in un ufficio. Come se questa fosse sinonimo di infelicità: non è assolutamente così. Certo, non tutti sono fatti per stare davanti ad un pc, come non tutti sono fatti per fare i reporter dei viaggi in Australia. Non tutti vorrebbero solo carriera e soldi nella vita ma, di nuovo, non tutti vorrebbero mollare tutto quanto e salpare in cerca di se stessi.

Bambarén in questo romanzo è contraddittorio. Prima la coppia molla tutto e va alla ricerca di se stessi, successivamente tornano alla loro vita e ricominciano a cercare un nuovo lavoro però con una nuova consapevolezza. Ma intanto questi sono tornati alla vita quotidiana, alla vita che hanno criticato e lapidato sin dall'inizio.
Insomma: una storia che, secondo me, è basata su un'enorme contraddizione. Sarebbe stato meglio se i due fossero rimasti in un'isola a vivere di quello che offre loro la Natura? Che la fine del libro fosse questa? Sì, decisamente, avrei preferito così.
Questa volta Bambarén mi ha leggermente irritata e per niente rilassata. Non si può dire, però, che non mi abbia coinvolta, nel bene o nel male. Giusto?

sabato 11 luglio 2015

Segnalazione: Alone. Il solitario di Giada Bafanelli

Buon pomeriggio, amanti dell lettura!
Tempo fa ho avuto il piacere di segnalare, qui sul blog, La figlia della vendetta di Giada Bafanelli, e oggi torniamo in sua compagnia con un racconto che fa l'occhiolino agli amanti del genere. Inoltre c'è sempre l'ambientazione nordica che caratterizza le opere della nostra Giada, sempre a sfornare storie per i suoi lettori e senza abbandonare il suo blog Pagine Magiche. Insomma, una Wonder Woman della scrittura :)
Ora scopriamo insieme il suo Alone, Il solitario e le tre emozioni che Giada spera di trasmettere ai suoi lettori.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Giada ha risposto:
Credo che le emozioni che il racconto potrebbe suscitare sono: mistero, curiosità e azione!


Titolo: Alone. Il solitario
Autore: Giada Bafanelli
Editore: Autopubblicato
Prezzo: 0,99 (ebook)
Data di pubblicazione: 09/07/2015

Trama:
Dopo aver attraversato la Svezia, il cacciatore di lupi mannari Einar Ivarsson arriva nella piccola e silenziosa città di Falun. Lì viene ingaggiato per uccidere Kirsi, una ragazza che due mesi prima si è tramutata in mannaro, aggredendo due uomini. Ma niente è ciò che sembra e, tra apparizioni misteriose e rivelazioni oscure quanto pericolose, Einar si troverà a dover fare delle scelte difficili che riporteranno a galla il suo passato.

L'autrice:
Giada Bafanelli ha 27 anni e le sue più grandi passioni sono sempre state la musica e la narrativa, specialmente di genere fantasy. Oltre al racconto urban fantasy “Alone. Il solitario”, ha pubblicato il romanzo fantasy ispirato alla mitologia norrena “La figlia della vendetta” e il prequel “I giardini di Asgard”.

Estratto:
Einar guardò l’orologio per l’ennesima volta. Detestava quando la gente non arrivava in orario.
«Vuole ordinare, ora?» la cameriera, una ragazzina magra e piena di lentiggini intenta a masticare un chewingum, si era accostata di nuovo al suo tavolo.
«No, grazie. Sto ancora aspettando una persona.»
La cameriera rispose con un’alzata di spalle e si allontanò.
Einar, sbuffando, si poggiò allo schienale. Il suo cellulare era andato, e non poteva nemmeno chiamare la cliente per sapere se fosse morta. “Quasi tre quarti d’ora di ritardo, cazzo…”
E pensare che si era dovuto alzare all’alba e aveva attraversato in auto quella che a lui sembrava mezza Svezia, per arrivare puntuale all’appuntamento in quel buco di città. Si voltò a guardare verso la finestra: fuori aveva ripreso a nevicare così forte che era difficile distinguere persino i palazzi dall’altra parte della strada. Era ovvio che a quel punto, e per di più con un tempo del genere, non si sarebbe presentato nessuno. Cercando di reprimere l’irritazione, si alzò dal suo posto e si infilò il cappotto. 
«’Fanculo» mormorò a denti stretti, rendendosi conto che la cameriera lentigginosa lo stava fulminando da lontano. Ma, considerando che aveva occupato per tre quarti d’ora un tavolo senza consumare niente, suppose che quell’occhiataccia fosse più che meritata. Prese il portafogli e lo aprì, alla ricerca di una banconota da lasciare sul tavolo prima di allontanarsi. “Quante Corone di mancia andranno bene?” 
Come se avesse avuto una sua volontà, lo sguardo gli cadde sulla fotografia che teneva, ormai da anni, all’interno del portafogli.
Eva sorrideva, in quella foto. I capelli lunghi e biondi le ricadevano scompigliati sulle spalle; le labbra rosse spiccavano come due petali sulla carnagione chiara.
Einar distolse lo sguardo e si morse l’interno della guancia. Si accorse che una mano gli tremava, così richiuse il portafogli e se la infilò in tasca.
«Signor Ivarsson?» una voce femminile lo riportò alla realtà. Rialzò lo sguardo e i suoi occhi si posarono su un viso di mezza età, segnato però da rughe che sarebbero dovute appartenere a una donna molto più vecchia. «Sono Päivä Saarinen, ci siamo sentiti al telefono l’altro giorno. Mi dispiace se l’ho fatta aspettare, ma sono stata bloccata a causa del tempo.»
Einar ricacciò indietro la smorfia che gli si stava dipingendo in faccia. «Signora Saarinen…» disse, stringendole la mano. «Non si preoccupi, ero appena arrivato.»

Solo dopo che la cameriera ebbe preso le ordinazioni, la signora Saarinen si arrischiò a rivolgergli un timido sorriso di circostanza.
Einar conosceva bene quell’espressione, perché era quella che di solito assumevano i familiari del mutato quando non sapevano come cominciare il discorso spinoso che avrebbero dovuto affrontare. Nonostante cercassero di mascherare la vergogna e la paura, Einar ormai era in grado di riconoscere i pensieri dei suoi clienti.
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