mercoledì 12 agosto 2015

L'Estate dei capelli al vento e delle braccia che tendono al cielo.

Buongiorno, amanti della lettura!
Da un po' di giorni penso di mandare il blog in vacanza, ma non la sottoscritta.
Sapevo che agosto sarebbe stato un inferno, peggio di luglio, sia per quanto riguarda quello che ho da fare che per il clima. Un'estate che più bollente non si può, la mia prima estate da studentessa universitaria e, dato questo, mi chiedo perché io continui a chiamarla estate (sul serio?!).
Perché Estate è spensieratezza, leggerezza, sorrisi chiassosi, occhi aperti alla vita. Estate è mare e sale, montagna e verde. Estate è libertà: liberi di non ricordarsi che giorno sia, liberi di svegliarsi ad orari improponibili e essere ancora assonnati, liberi di dire "sono felice", liberi di dire "amo", liberi di volare nel nostro cielo di gioventù; che sia limpido o macchiato. Estate è avere un cuore vuoto, ma pieno di se stessi. Conoscenze, sia nuove che vecchie. Estate è braccia all'aria e vento fra i capelli. Estate è la genesi di nuovi progetti, la genesi dei sogni che brillano di luce propria. Estate è la fine e inizio di qualcosa, l'inizio e la fine di qualcos'altro.
Se mi manca quest'estate? Sì, mi manca. Ma rimane comunque l'estate del mio grande "io". E tra un ostacolo e l'altro sono arrivata alla fine, o l'inizio; però sono arrivata. Me ne manca qualcuno, ma che io riesca a superarli con un agile e attento salto o che caschi con il sedere per terra, sono qui. Sul mio scaffale. Il mio Scaffale di libri, a cui devo più di quanto potessi pensare, che mi ha salvata e dato l'impressione che ci fosse ancora un minimo di ordine, che la polvere che si posasse fosse passeggera anche se non assente. Il mio scaffale che ora è colmo, denso, pieno; e comincio a sdebitarmi cercando di mettere ordine a mia volta e di fare un gran bel soffio per eliminare la polvere che ha accumulato.
E' sempre così, cominci con lo scopo di dire o fare qualcosa e ti perdi perché hai così tanto da dire e fare. Un lungo giro di parole per dire che il blog andrà in vacanza molto probabilmente fino ad inizio settembre.
Infine, anche se io non ho la mia estate dei capelli al vento e delle braccia che tendono al cielo, la auguro con tutto il cuore a tutti voi; lettori e non.
Buone vacanze e buona vita.

domenica 9 agosto 2015

Sentirsi meno smarriti

Il contrario del sentirsi smarriti, è sentirsi meno smarriti. O è forse solo una via di mezzo? Chi ha detto che ci devono essere due poli, due estremi, il bianco ed il nero. Si può ad esempio stare normali: né bene, né male. Si può sentirsi smarriti, tornati in carreggiata, ma anche sentirsi meno smarriti. Prima o poi ci torno in carreggiata, no? Per ora non sono né ad un polo, né all'altro. Ne ad un estremo, né all'altro, né bianco...Né nero.
Lo stesso vale per le persone, forse. Una persona può non essere poca per te, ma neanche tanta. Può non essere abbastanza. Vi è mai capitato? State passando un brutto periodo, avete la vostra pazza famiglia, delle amiche disposte ad arrivare cavalcando un asino pur di starvi vicine. Ma manca sempre quel qualcosa. Ad esempio quando quelle amiche arrivano, noi potremmo parlare per ore cercando di sfogarci e di esorcizzare le nostre paranoie, turbamenti, tristezze. Ma perché manca sempre quel qualcosa? Perché non ci sentiamo mai bene ma neanche male. Perché quelle persone non sono troppo poche, ma non sono neanche troppo tante a colmare quella mancanza?
E si potrebbe pensare che manchi quella persona. La persona. La metà. Non a me. A me non manca quella persona, né quella in particolare né l'idea di quella persona al mio fianco. Ecco, quella persona è stata il contrario di tutto questo monologo. E' stata quel troppo. Quel troppo che non si riesce a reggere, quel troppo che fa sgorgare lacrime calde, quel troppo che mi ha creato quella mancanza ora incolmabile.
Sempre di persone parliamo. Le persone che mentre mi sentivo smarrita, immobile in un movimento incontrollabile, mi sembravano felici, serene. Ché quando io mi sono sentita meno smarrita, felice e serena, alla fine loro non sembravano poi così tanto felici e serene. Si sentivano smarriti come me. E allora perché, siccome lo ero anche io, non stata capace di riconoscere un mio simile. E loro non hanno riconosciuto me.
E' bello, però. Sentirsi meno smarriti, dico. Mi dà l'idea che di una me non più immobile, ma nemmeno in movimento. Mi dà l'idea che tutto ciò che mi circonda sia più controllabile, più lento, meno confusionario. Però se io inizio a muovermi, per forza di cose, il resto inizierà a rallentare. Sempre di più, fino a quando io sarò in movimento, sulla mia carreggiata, e il resto immobile. Come dovrebbe essere, forse. A quel punto starò dalla parte del bianco, starò bene, starò da un solo polo, non sarò più smarrita. Non più smarrita.

sabato 8 agosto 2015

Segnalazione: Di bocca in bocca come i baci di Alessandra Galdiero

Buongiorno, amanti della lettura!
Leggiamo l'ultima segnalazione della settimana :)


Titolo: Di bocca in bocca come i baci
Autore: Alessandra Galdiero
Editore: Casa Editrice Kimerik
ISBN: 978-88-6884-522-3
Prezzo: € 12,50
Categoria: Narrativa
Anno: 2015
Pagine: 96
Dove trovarlo: IBS, Mondadori,


Trama:
Se è vero che gli opposti si attraggono, questo sarà un racconto a lieto fine, che rimarrà come un delicato profumo nella mente del lettore anche giorni, perfino settimane dopo aver letto l’ultima pagina.

L'autrice:
Alessandra Galdiero nasce a Napoli nel 1980: studia all’Università L’Orientale di Napoli dove si laurea in Scienze Politiche nel 2004. La passione per la lettura e la scrittura la porta a collaborare con testate giornalistiche, case editrici e blog. Dal 2007 cura il portale www.recensionelibro.it, di cui è fondatrice, oltre che autrice.

venerdì 7 agosto 2015

Recensione: Il creasogni di Simone Toscano

Buongiorno, amanti dei libri!
Oggi leggiamo insieme la recensione de Il creasogni di Simone Toscano, un giovane scrittore che prima di esserlo ha coltivato la sua passione e il suo sogno di diventare giornalista. Simone, infatti, lavora alla Mediaset e ha quotidianamente a che fare con fatti di cronaca che vedono la rottura dei sogni, di sogni interrotti. Ma dentro al giovane Simone è rimasto molto del piccolo bambino che era e dei suoi sogni, tanto da scrivere quella che è stata definita da molti e, giustamente, "una favola per adulti".


Titolo: Il creasogni
Autore: Simone Toscano
Editore: Ultra

Trama:
Il Signor Ettore è un uomo schivo, di poche parole, con un velo di tristezza negli occhi. Nulla si conosce di lui, se non che possiede un dono speciale: sa di quale materia sono fatti i sogni. Ne conosce l'essenza lieve, che ha imparato a modellare, nella forma e nei colori, nelle sfumature e nei dettagli, riuscendo a creare visioni bellissime e avvolgenti. Nella piccola comunità di Mangiatrecase spetta a lui il compito di esaudire le richieste di chi, pur tra mille difficoltà, non vuole rinunciare a inseguire un sogno. Per tutti costruisce illusioni su misura, tranne che per sé e per la sua particolare "famiglia": una cagnetta che lo segue come un'ombra, e un bambino, spuntato anche lui dal nulla. Dietro questa apparente serenità ribolle però un mondo di speranze infrante, di assenze e rimpianti, di amori perduti. Sarà un evento drammatico come l'improvvisa scomparsa del bambino a risvegliare i cuori dei protagonisti che troveranno la forza di superare le difficoltà della vita e di sognare ancora, con coraggio. Un romanzo lieve e delicato come un sogno, ingenuo e difficile come l'amore, vero come la vita stessa.



Recensione:
Ettore è un uomo in là con gli anni che ha un dono unico, un dono magico e gestisce un'attività che non ha rivali grazie a questo dono; Ettore sa creare i sogni. Ascolta i suoi clienti che gli fanno richieste oniriche e lui, con la sua valigetta contenente il necessario, li realizza. Come un vetraio, Ettore rende i sogni liquidi e li modella come un vero artigiano, li fa aderire al carattere del loro richiedente, li fa su misura di questi, come un sarto.

Ad ognuno i suoi sogni, dunque, realtà oniriche fatte di delicata materia: tanto che spesso potevano comprimersi fino quasi a schiacciarsi, come quando finivano tra due cuscini. Oppure, se cadevano in terra, potevano sporcarsi o, peggio ancora forarsi.

E con quella valigetta va di casa in casa, da ciascun abitante di Mangiatrecase, ad esaudire i loro desideri quando lui non riesce ad esaudire il suo di desiderio, quando lui è l'unico ad essere immune al suo dono.

Era il suo fardello, questa sua impotenza dilaniante e irrecuperabile. Un macigno, pesante come il rimorso di un ti amo non detto per tempo.

A fargli compagnia c'è il piccolo Catello e il cane Cirino affezionategli. A rompere la calma di Mangiatrecase è l'arrivo di alcuni personaggi al quanto bizzarri dai nomi esotici con il loro circo, i loro trapezisti, i pagliacci, i domatori e lui, il loro Monsieur con solo quattro dita alla mano e una tirannia seduta comoda su di un trono d'oro.

A volte gli uomini, in nome di qualche sovrastruttura più grande che hanno immaginato, fanno del male a loro stessi come nessun altro animale è capace di fare. E' il rischio, l'altra faccia dell'avere una mente in grado di viaggiare e costruire mondi che a volte si rivelano sbagliati.

Perché quello che sembra essere un circo, nasconde un segreto da brividi, un segreto che strappa le persone alle loro famiglie, anche Catello. Ed è per questo che Ettore con Cirino partono per un viaggio in cerca del loro Catello, incontrando una deliziosa bambina anche lei in cerca di qualcuno, si rimboccano le maniche e vogliono riavere con sé la propria famiglia.

A volte i ricordi restano sepolti in alcuni campi lontani, nella mente. Ma sono sempre lì, pronti a tornare, magari dopo anni, per influenzare le nostre scelte, le nostre vite. Finché non decidiamo di affrontarli e liberarcene per poi ricominciare la stessa vita di prima, quella che avevamo provato a cancellare, stavolta felice e senza limiti.

Il creasogni è una storia che si vive per qualche oretta, accompagna il nostro essere adulti in questa avventura che ha per protagonisti delle generazioni separate da un abisso. È una storia che mi fa pensare ad una narrazione a voce attorno ad un fuoco, mi fa pensare alle risate dei bambini e agli adulti che sussurrano "ah, già". Ah già, cosa ci siamo persi negli anni? Come coloro che non credono nell'esistenza di Peter Pan abbiamo smesso di sognare e di volare con la fantasia. Ma non dobbiamo dimenticare come si fa e, Il creasogni di Simone Toscano è quella polvere magica che ci fa tornare bimbi per qualche oretta; quella storia che, complice il calore del fuoco attorno al quale raccogliamo i nostri sogni e quelli dei bimbi dentro di noi, li fa sfavillare facendoci sorridere.

Da quel momento in poi, tutto sarebbe stato meno faticoso. Ogni montagna da scalare, anche la più alta, se guardata dal verso giusto può riservare sorprese impensabili e diventare d'improvviso una discesa da cui correre giù velocemente, felici, per tornare s' al punto di partenza, ma stavolta con un carico di esperienza sulle spalle.

mercoledì 5 agosto 2015

Recensione: L'amore è un'altra cosa di Katia Anelli

Buongiorno, amanti della lettura!
Estate è spensieratezza, anche indotta; magari con un romanzo come quello della recensione di oggi. Ringrazio l'autrice per avermi permesso di leggerlo :)


Titolo: L'amore è un'altra cosa
Autore: Katia Anelli
Editore: Autopubblicato

Trama:
Francesca Nardi è un’impiegata contabile alla Petrolker, un’azienda di prodotti petroliferi, appartenente da generazioni alla famiglia Riani. Bella, semplice e simpatica, Francesca, è innamorata da sempre di Luca, un suo vecchio amico, che sembra provare per lei niente di più di un’amicizia. La sua vita cambia dall’arrivo alla Petrolker del dott. Arvedi, un giovane, bello e misterioso, esperto di problem solving e assunto per scoprire chi sta sottraendo ingenti somme di denaro all’azienda. Ce la farà Francesca con la sua dolcezza e la sua ironia a scalfire la dura corazza del dott. Arvedi? E Luca? Si renderà conto di quanto effettivamente Francesca vale? Riuscirà Francesca a conquistare il vero amore? E perché l’amore è un’altra cosa? Una cosa è certa: la vita di qualcuno verrà sconvolta.
Un romanzo d’amore a tratti divertente, con una protagonista nella quale ognuna di noi non potrà che identificarsi.


Recensione:
Aah, le madri e la loro ossessione di vedere le figlie accasate con la prole. Ne avete mai conosciuta una che non l'avesse? Le incontriamo nella vita reale e nei romanzi, anche ne L'amore è un'altra cosa.
Francesca è una donna indipendente ma nonostante ciò la madre continua a chiamarla e a preoccuparsi per lei come se fosse appena diciottenne. E Francesca ci tiene alla sua mamma e al suo papà, tanto da non perdersi neanche un pranzo di famiglia. E, in fondo, anche Francesca sogna l'uomo giusto per lei, quello con cui fare dei bambini e vivere tutti insieme in una piccola e accogliente casetta. Quell'uomo potrebbe essere Luca, l'amico di sempre per cui lei prova forti sentimenti e lui pare che non se ne accorga. Ha senso aspettare che lo faccia? Per Alessia, la migliore amica di Francesca, non ha senso. Francy dovrebbe spassarsela e divertirsi con Matteo, il nuovo capoufficio della sua azienda assunto per risolvere una truffa da molti zeri. Francesca però rifiuta solamente l'idea; lo trova dispotico, arrogante, egocentrico, sicuro di sé e un Don giovanni. Non se la spasserebbe mai e poi mai con lui, il suo capoufficio. Ma non sempre le cose vanno come vogliamo, non sempre il buon senso vince contro la tentazione. Francesca pian pianino inizia ad affezionarsi a questo uomo di ghiaccio e ai suoi sorrisi sghembi. Matteo, come tutti del resto, cela una parte di sé, un dolore che gli impedisce di andare avanti, nonostante lo voglia fare. Francesca, se prima si lascia andare a quest'uomo misterioso e alla passione in cui la trascina, dopo vuole aiutarlo ad andare avanti, strano a dirlo ma, tornando indietro.

Nel frattempo la situazione in azienda continua a peggiorare a causa delle continue truffe da parte di un membro del team, e Francesca dovrà fidarsi di Matteo e lavorare con lui per fare luce sulla questione. Certo, però, che non è facile fidarsi di qualcuno come lui, che sembra capace di vendersi e sacrificare chiunque pur di raggiungere il suo scopo. Francy poi inizia anche a provare forti sentimenti per lui, a quanto pare ricambiati, e tutto diventa instabile. Il progetto di vita, della casetta, Luca che sembra l'uomo perfetto per questo progetto, sembrano allontanarsi sempre più. Fino al punto di rottura. Al crack che in fondo in fondo si aspettava e, quello che invece non si aspettava, sarà pronta a scoprire che l'amore è un'altra cosa.

La storia di Katia Anelli è una storia che parla degli imprevisti della vita, di come prenderli, parla delle persone e della fiducia che molte volte diamo a loro senza pensarci due volte e di come talvolta è un errore. Non manca l'accenno al tema attuale della crisi economica, parla di famiglia e di amicizie, quelle di una vita e quelle di un attimo.
L'amore è un'altra cosa è un libro che regala leggerezza, spensieratezza, con un pizzico di erotismo che non cade nel volgare, ironico, divertente e molte battute mi hanno fatta sorridere, soprattutto per il carattere diretto della protagonista. Perché Francy è tutte noi: ragazze comuni alle prese coi sogni comuni e una vita comune. Forse quel che manca, ogni tanto, sono le descrizioni, cosa di cui mi sono resa conto solo scrivendo la recensione dato che durante la lettura ero totalmente assorbita dalla storia.
Il finale mi ha spiazzata, avrei voluto avere subito tra le mani il secondo volume, L'amore ha un'altra faccia, per continuare la lettura e addentrarmi ancora di più in quel mistero che aleggia nelle ultime pagine.
Per concludere, consiglio L'amore è un'altra cosa per chi vuole staccare la spina e regalarsi qualche momento di sano relax e un sorriso in più.

lunedì 3 agosto 2015

Recensione: Da lontano sembra vero di Catherine Cipolat

Buongiorno, amanti della lettura!
Cominciamo il mese più rovente dell'anno con la recensione di una raccolta di racconti al quanto freschina, di cui la scrittrice è stata finalista del concorso Io Scrittore del 2013.


Titolo: Da lontano sembra vero
Autore: Catherine Cipolat
Editore: Landscape Books

Trama:
"Sono nata in città dove i fondali sono dipinti a pennellate veloci. Da lontano sembrano veri. Gli alberi sono di cartapesta. Gli animali di peluche, le auto di latta, i passanti di piombo, la neve è d’ovatta, la pioggia disidratata". Dieci storie, dieci ritratti di un'umanità drammatica a tratti allucinata ma dolorosamente normale; uno specchio del nostro mondo interiore raccontato con l'occhio attento e profondo di chi usa la penna come un pittore farebbe con un pennello.


Recensione:
I racconti sono o amati o odiati. Sono considerati qualcosa di inferiore ad un romanzo, ad esempio. Sono sottovalutati. E Catherine Cipolat ce lo dice senza mezzi termini nella prefazione.

Già, perché non basta uno spunto, un messaggio, un tema, un bel vocabolario a fare un buon racconto. Serve altro: serve la materia di cui è fatta la realtà.

Una prefazione che mi ha conquistata. Come mi ha conquistata l'idea di addentrarmi nella mente maschile, in particolare, e di scoprirne i segreti e i dilemmi.
Devo ammettere però che il mio interesse è scemato a fino a metà racconti, quando molti non li ho capiti anche rileggendoli e quando sono arrivata al punto di non capire nemmeno il filo conduttore di questi. Essendo una raccolta di racconti è essenziale che ci sia, è indispensabile, ma io ancora non lo avevo scovato.
Dalla seconda metà fino alla fine, invece, il mio interesse si è rizzato come le orecchie di un cagnolino ai rumori. I racconti hanno iniziato ad essere più lunghi, più zuppi di emozioni, più comprensibili e il filo conduttore più visibile, fino a darmi il colpo di grazia con l'ultimo racconto quando mi sono ritrovata totalmente dentro alla storia e con il cuore che batteva a mille.

Per cambiare vita si può iniziare da un dettaglio qualunque: tagliarsi le unghie, tingersi i capelli, decidere di buttare un vecchio e amato maglione nella busta pronta per la Caritas. Ma Emilio non si è lasciato sedurre da questo tipo di decisione che rimane in superficie e tende a ingannare. Ci si illude di aver compiuto un grande passo, una svolta radicale mentre si è modificata solo l'apparenza, lasciando intatta la sostanza dell'individuo.

Il tema che penso di aver colto è l'angoscia umana, e non solo maschile dato che qualche racconto ha per protagoniste delle donne. Uomini e donne sono pervasi da un'angoscia psicologia oppure emotiva. L'angoscia di un uomo che si sente impuro in questo mondo e, la notte, fa strambi balli nudo nel suo appartamento. L'angoscia di un uomo e di una donna il cui rapporto è ambiguo e dai sentimenti contrastanti basati su un'incomprensione reciproca. L'angoscia di due donne alle prese con la malattia che le divora. Ed infine l'angoscia umana di un perverso anziano che risucchia l'innocenza che, con l'angoscia non ha ancora direttamente niente a che fare.

Il mattino del ritorno, timbrando il cartellino, si era sentito come un sopravvissuto purificato dall'esperienza estrema, le vertebre sciolte, mobili, pervaso da un piacevole sollievo, pronto ad abbracciare la vita, anche se quotidiana, con vigore.

Cathrine Cipolat, con il suo libro, gioca con le nostre emozioni come se queste fossero sedute comode su un'altalena. Alla fine ci lancia in aria facendoci abbracciare un'amarezza che caratterizza i suoi racconti rendendoli molto particolari e, alcuni, non facilmente dimenticabili. Forse per la crudezza delle sue parole celata da una grazia ammirevole, forse perché semplicemente descrive la realtà come i media o altri libri non fanno per paura di mettere a disagio i lettori. Catherine Cipolat questa paura non ce l'ha e la realtà ce la sbatte in faccia con lo scopo quasi di smuoverci.

Tolse il volume e rimase a guardare le immagini. Senza suono erano come gli incubi dove si grida ma non esce la voce perché è un blocco solido o quando si vuole correre e i piedi sprofondano nel suolo, appesantiti dal silenzio. Un'esistenza compressa che non riusciva a uscire dallo schermo.

domenica 2 agosto 2015

Un salto in libreria #4


Buongiorno, amanti della lettura!
Chiudiamo la settimana con l'ormai consueto salto in libreria.
Abbiamo tre titoli della Piemme per le inguaribili romantiche e per quelle che sperano di trovare ancora qualche lettura per concludere l'estate.
E, siccome noi lettori guardiamo sempre alle prossime uscite, anche quelle lontane, dall'estate passiamo all'autunno: la Sonzogno ci ha già anticipato le uscite dei mesi di settembre e ottobre, uscite che io tengo già d'occhio. Ve ne parlo alla fine del post.


Titolo: Parigi mon amour
Autore: Simona Fruzzetti
Editore: Piemme
Pagine: 97
Prezzo: € 1,99
Uscita: 22 luglio

Una città: Parigi. Un sentimento: l'amore. Una minaccia: la gelosia. 
Quale donna, prima o poi, non si ritrova a fare i conti con una ex scomoda? Ad Alice capita proprio durante il suo primo viaggio con Leonardo in una delle città più romantiche al mondo. I due sono fidanzati da poche settimane e Leonardo ha parlato sempre poco ad Alice della sua passata e fallimentare relazione. Ma ora, quel vago accenno assume le sembianze di Bianca, donna volitiva e attraente, volata a Parigi per riprendersi con decisione ciò che prima era suo. 
Alice si ritrova così a dover fare i conti con il veleno delle insicurezze e della gelosia. Il suo sogno rischia di diventare un incubo, e dovrà tirare fuori tutta la sua grinta e le sue armi segrete per non lasciarsi soffiare il fidanzato, grazie anche all'aiuto dell'insostituibile Anita, badante russa di professione, e confidente di Alice per necessità, pronta a sollevare una seconda guerra fredda pur di salvaguardare la felicità della ragazza.


Titolo: Scommettiamo che ti amo?
Autore: Sara Pratesi
Editore: Piemme
Pagine: 76
Prezzo: € 1,99
Uscita: 22 luglio

Charlotte Roy gestisce con amore il ristorante che le ha lasciato il padre. Ha un'amica del cuore, una madre algida con cui azzuffarsi e un ex fidanzato, che lavora per lei, ma che non la rispetta. Nel suo mondo, fatto di piccole certezze, sono le emozioni a mancare. 
Ma la vita è fatta di imprevisti, così quando una sera incrocia Alec, un uomo affascinante e dai modi sicuri, la passione è palpabile e tra loro si accende subito la scintilla che li porta a vivere una notte di coinvolgente passione. Al mattino, però, un biglietto sbrigativo saluta Charlotte al posto di Alec, fornendole la prova scientifica della sua convinzione profonda: gli uomini sono tutti stronzi. 
Per uno strano scherzo del destino, tuttavia, i due si rincontreranno poco dopo e scopriranno che i rispettivi genitori hanno deciso di sposarsi. Che cosa succederà? Riusciranno Alec e Charlotte, entrambi contrari alle nozze, a coalizzarsi nonostante sembrino detestarsi? 
In un racconto romantico e appassionante, una storia d'amore intrigante e dal finale inaspettato, dove nulla si può dare per scontato.


Titolo: Una storia tra noi
Autore: Veronica Passi
Editore: Piemme
Pagine: 54
Prezzo: € 1,99
Uscita: 22 luglio

Morena, Salvatore, Francesca, Matteo. Quattro amici, due coppie, tanti momenti vissuti assieme, la confidenza, l'amicizia delle cose condivise. E poi: quello che funziona e quello che non va più. E tante, tantissime domande: cosa tiene assieme le coppie? Cosa le fa incontrare? Come nasce l'amore, come finisce? E come ricomincia? 
La risposta, certe volte, si nasconde in piccoli segnali, come la scia che un aereo lascia nel cielo e che risuona nel cuore come una premonizione. Perché le cose, semplicemente, accadono: una cena tutti assieme - una maledetta cena - e un ospite arrivato da lontano, ed ecco che d'improvviso il destino si diverte a rimescolare le carte. Mostrando che l'amore talvolta può colpire come un fulmine, mentre in altri casi arriva bussando, come quando uno cerca per ore le chiavi di casa nella borsa, sulla mensola, nella giacca, e solo alla fine si accorge di averle già da tempo messe in tasca.


Titolo: E' la vita, Joy
Autore: Nell Dunn
Editore: Sonzogno
Uscita: 10 settembre

Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.


Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Editore: Sonzogno
Uscita: 17 settembre

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan, ma non è certo una vecchia signora. È una femminista ebrea divorziata, una scrittrice scorbutica, un’attivista testarda e orgogliosa. Detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Anche la famiglia è per lei un fastidio più che una rete di affetti. Florence sta lavorando alla sua settima fatica, un libro di memorie, e desidera solo restarsene a casa tranquilla, quando un importante articolo del New York Times la definisce “patrimonio nazionale”. Di colpo viene catapultata sotto le luci della ribalta e la sua vita prende un’accelerazione definitiva, obbligando Florence a uscire da quel filo spinato che aveva costruito attorno a sé. La situazione precipita appena i suoi “cari”, dalla lontana Seattle, si trasferiscono a New York: il figlio Daniel (che ha scelto di snobbare le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una storia con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Florence si sente sotto assedio e sarà costretta ad avere molti più contatti con il prossimo di quanti ne vorrebbe. Ma Florence è soprattutto una donna ironica e brillante e quindi, giorno dopo giorno, tra i quattro si intreccerà una commedia irresistibile e di raro divertimento, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e a non poter più fare a meno della sua voce.


Titolo: Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e capelli di seta,
Autore: Elodie-Joy Jaubert
Editore: Sonzogno
Uscita: 1 ottobre

Le donne giapponesi di solito dimostrano dieci anni in meno della loro età effettiva. Come fanno ad avere una pelle così radiosa? Certamente la genetica gioca un ruolo importante. Ma è davvero l’unica cosa che distingue noi occidentali dai freschi fiori del Sol Levante? Elodie-Joy Jaubert, grazie alla sua passione per il Giappone, è andata a scoprire il segreto di quei visi di porcellana, dall’aspetto sano e pieno e dalla carnagione liscia e soda come il mochi, il cremoso dolce di riso la cui consistenza richiama una pelle levigata e in salute. Le giapponesi, infatti, hanno elaborato un sistema di cure tradizionali, che si trasmette di generazione in generazione. Si tratta di un rituale quotidiano di trattamenti chiamato layering, un termine inglese che significa a strati, e consiste in un minuzioso ordine di gesti di bellezza e di cure specifiche, dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento, da ripetere mattino e sera. Non vi preoccupate: non si tratta di trascorrere ore davanti allo specchio né di spendere in prodotti molto costosi. Questo metodo è adatto a tutti e a tutti i portafogli, e l’autrice ha scelto di presentarlo in sette facili tappe, con illustrazioni pratiche, consigliando prodotti naturali, biologici ed etici, molti dei quali potrete già trovarli nelle vostre cucine. Poiché, come dicono le giapponesi, bellezza significa soprattutto «essere in armonia con gli elementi».


Titolo: La casa di Parigi
Autore: Elisabeth Bowen
Editore: Sonzogno
Uscita: 8 ottobre

Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.


Titolo: Miss Jerusalem
Autore: Sarit Yishai-Levi
Editore: Sonzogno
Uscita: 15 ottobre

Sullo sfondo di una storia secolare, il ritratto di una famiglia ebraica, proprietaria sin dall'Ottocento di un delicatessen nel cuore di Gerusalemme. Negli anni Settanta, è la giovane e ribelle Gabriela a raccontare vicissitudini, segreti e menzogne degli Ermoza, e soprattutto a far rivivere la leggenda della madre, la bellissima Luna, contesa da tutti gli uomini della città ma costretta a sposare un uomo che non la ama. Da generazioni, infatti, sulla famiglia grava una maledizione che costringe le donne a una vita sentimentale infelice. Ma Gabriela è determinata a spezzare questa catena e a riscattare i cuori di tutte le donne della sua stirpe, conquistando per sé il vero amore.


Titolo: Il mito vegetariano. Cibo, giustizia e sostenibilità
Autore: Lierre Keith
Editore: Sonzogno
Uscita: 29 ottobre

Il successo della dieta vegetariana si basa sulla convinzione che non solo sia salutare, ma anche ecologicamente sostenibile e animalista. L'autrice, dopo vent'anni di alimentazione vegana, è giunta a tutt'altra conclusione: l'agricoltura è un continuo assalto all'integrità del pianeta. Con le coltivazioni, gli uomini hanno devastato praterie e foreste, provocato l'estinzione di innumerevoli specie, alterato il clima e impoverito il terreno, che è il fondamento stesso della vita. Se gli uomini vogliono davvero salvare la Terra, l'alimentazione deve tornare a essere un atto naturale, corrispondente alle caratteristiche delle diverse comunità umane e non venire imposta da considerazioni ideologiche.

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Di tutte queste uscite mi incuriosiscono molto Florence Gordon e la nonnina protagonista, insieme a quella moltitudine di personaggi che sembrano essere bizzarri.
Come può non attirarmi La casa di Parigi, lo sfondo della guerra e dei ragazzini che crescono scoprendo segreti.
Infine Miss Jerusalem mi sembra molto interessante, come è interessante la tradizione, condanna, delle donne protagoniste ad una vita amorosa molto infelice.
Aspetto settembre e ottobre per la loro uscita, nel frattempo vi auguro buone letture!
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