mercoledì 30 settembre 2015

Riepilogo mensile di settembre


Buongiorno, amanti dei libri!
Oh cielo, settembre. Settembre è stato un mese intenso, intenso da morire.
Con un inizio pieno d'ansia, paure vecchie e nuove che mi chiudevano lo stomaco. Poi c'è stato il momento dove le paure hanno fatto posto alle tristezze, vecchie e nuove. E poi una forza dirompente si è fatta strada vincendo su tutto. Settembre, volato via come una foglia secca al vento, si chiude con una leggera influenza, con una gioia di vivere, di fare, di divertirmi, di godermi quest'anno per prendermi quel che mi è stato tolto. E se settembre finisce, e l'autunno entra nelle nostre case, nelle mie orecchie rimbombano i The Cure e si fa un riepilogo non solo delle emozioni, ma anche un riepilogo mensile dei libri da me letti.


Breve ma deciso, delicato ma diretto. Il bambino indaco mi ha fatta emozionare, arrabbiare, commuovere, stringere il cuore. L'ho adorato e lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di qualcosa di emotivamente forte. Vi rimando alla recensione.


Nei miei ultimi quattro giorni di vacanza ho voluto buttarmi su un librone avvincente e molto apprezzato dagli amanti del genere e non: La verità sul caso Harry Quebert. Non sono ancora riuscita a realizzare come sia, mi ha lasciata senza parole, motivo per cui non c'è ancora la recensione, ma mi è piaciuto un sacco.


Amore è amore. Che tu abbia diciotto anni o venticinque, che ti piaccia il dolce o il salato, che tu abbia degli obiettivi nella vita oppure che tu sia uno spirito libero. Che tu sia eterosessuale, oppure omosessuale. Amore è amore. Vi rimando alla recensione de E il cuore salta un battito.


Amore è Prometto di sbagliare. Ecco la mia non-recensione.


Un libriccino adorabile, un insieme di istantanee di vita molto piacevole per passare qualche ora in compagnia di qualche racconto de La vita non è in ordine alfabetico.

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Ed ecco qua che termina settembre, e inizia ottobre. Che mi dite delle vostre letture? :)
Buon autunno a tutti, e buone letture.

martedì 29 settembre 2015

Recensione: Prometto di sbagliare di Pedro Chagas Freitas

Buongiorno, amanti dei libri!
Prometto di sbagliare. Prometto di sbagliare e rendere, a voi lettori, questa recensione come è stata la mela per Eva. Prometto di sbagliare a non sbagliare e rendere giustizia a questo libro. Prometto che questa recensione sarà tutto tranne che una recensione. Di riportare l'anima del libro. E non importa se sbaglio. Prometto di mantenere questa promessa.


Titolo: Prometto di sbagliare
Autore: Pedro Chagas Freitas
Editore: Garzanti

Trama:
Il locale è affollato e rumoroso. L'uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l'imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall'ultima volta che l'ha vista, il giorno in cui l'ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n'è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l'uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l'inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l'amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com'era l'amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L'emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.



Recensione:
Prometto si sbagliare che non è un romanzo, come erroneamente si può pensare e come si è portati a pensare dalla trama. È una raccolta di dichiarazioni d'amore, oppure una lunga dichiarazione d'amore, questione di prospettiva. L'amore protagonista e non i personaggi protagonisti. L'amore seduto su una poltrona d'oro in cima al monte delle emozioni. L'amore in tutte le sue favolose sfumature, sfaccettature. Di tutte le età, in tutti i luoghi d'amore. Tra le braccia di un compagno, di un amante, di una madre, di un padre.

Avevo promesso di non innamorarmi di nessuno come sono innamorato di te, e anche così non mi sento incoerente, o forse sì e la cosa più bella del mondo è proprio l'incoerenza, fare ora quello che non avrei mai fatto prima, la ragione è sempre troppo sopravvalutata, ovvero: se quello che ci rende felici raramente ha un motivo, perché dovremmo mettere la ragione al di sopra di tutto?

L'amore per cui ci sentiamo forti e invincibili, deboli e fragili. L'amore che ci fa volare ma che ci fa anche crollare; ed è meraviglioso, è dolorosissimo.
L'amore che nasce da uno sguardo. Da una carezza. Da un "ciao". Da un silenzio. L'amore che urla, graffia la vita e il mondo. L'amore che tace ed è buio. L'amore dello svegliarsi accanto a lui o lei. Quello della metà del letto vuoto.
L'amore che si consuma fino all'orgasmo che è la voce di Dio.

Silenzio, ché si comincia ad amare.

L'amore che cresce, quello improvviso, aspettato, inaspettato, desiderato, l'amore maturato. L'amore delle imperfezioni. L'amore i cui ingranaggi si bloccano e riprendono. L'amore come motore della vita.

Tutte le dichiarazioni d'amore sono precoci, questa non fa un'eccezione. Lui continuò a non parlare ma c'era il corpo, c'erano i gesti, il modo in cui si muoveva in attesa di quello che sarebbe accaduto dopo, non c'è bisogno di un nome per amare una persona.

L'amore è ripetere continuamente amore senza rendere l'idea di cosa sia davvero l'amore. Sentirsi incompresi ma completi, riempiti ma anche sovraffollati da sensazioni e pensieri.
L'amore gridato. L'amore mai confessato. L'amore che vive anche dopo la morte e la morte che vive dopo l'amore. L'amore delle rughe nuove ma anche quello del cortile della scuola.
L'amore di tutti i colori! L'amore è multicolore. Multi emozione.

Amare è singolare. Singolare. Leggi bene: singolare. Unico. Soltanto uno. Solo quello. Solo quello che occupa tutto e non lascia neanche un filino fuori, neanche una briciola in vista. Ti ho reso singolare e tu mi hai resa plurale. Ecco cosa ci separa. E' una questione di grammatica, di matematica, addirittura. Ma l'amore merita che si facciano tutti i conti. E alla fine il risultato di io+io è io senza nient. Io dolorosamente eppure orgogliosamente senza niente.

Ecco cos'è Prometto di sbagliare di Pedro. E dico Pedro perché ormai ho preso confidenza con quest'uomo, e per la prima volta ho sentito che colui che ha scritto un libro non è un uomo che fa lo scrittore, ma un uomo solamente. Ma ditemi voi, è possibile richiudere l'amore in parole stampate su un libro?

Tutti quelli che amano sono poeti, o perlomeno quelli che amano così, con il verso sempre interrotto, tutto da dividere e così poche parole da mostrare.

Al contrario di quel che si può pensare o aspettarsi Prometto di sbagliare non è un romanzo, e quindi non è neanche un romanzo che si legge tutto d'un fiato. Come tutte le cose belle della vita va assaporato e vissuto lentamente, aprendo le pagine ogni tanto e facendosi trascinare dalle varie storie narrate. Le storie che sembrano canali temporali dove riviviamo emozioni ed esperienze del passato e questo ci fa sorridere. Come se ogni storia racchiudesse un pezzo di noi e della nostra vita.

Vivere è insopportabile ma è troppo bello, cazzo.

Prometto di sbagliare è romantico addirittura nella sua copertina rigida ed è stato definito, forse giustamente, il libro più sottolineato di sempre. Che sia di sempre, non lo so onestamente, ma so che non ho mai abbandonato la mia matitina e che lo consiglio a tutti i romanticoni che vogliono ripercorrere il viale dei ricordi. Amore è anche questo.

lunedì 28 settembre 2015

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti dei libri!
Eccoci qui, iniziare una nuova settimana con un'altra poesia della Dickinson :) Spero che questa mia settimana sia serena come quella appena passata, nonostante gli impegni e il poco tempo anche per mangiare un pasto sano. Spero che sia serena anche la vostra, anzi... Spero che tutta la vostra vita sia serena.
Buona lettura e buona settimana ^-^


Molta follia è suprema saggezza

Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce -
Molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio -
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare.

sabato 26 settembre 2015

Segnalazione: Serendipità: quando l'amore giunge inaspettato di Laura Caterina Benedetti

Buon pomeriggio, amanti dei libri!
Un sabato soleggiato ma freddo mi porta qui a parlare di una raccolta di racconti interessante e di serendipità. Ma che sarà mai questa sere-cosa, penserete :) Vi lascio scoprirlo da voi leggendo la trama e l'estratto del libro di Laura Caterina Benedetti, che potete trovare su Facebook, Twitter e sul suo sito.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Laura ha risposto:
Serenità, leggerezza, speranza.


Titolo: Serendipità. Quando l'amore giunge inaspettato
Autrice: Laura Caterina Benedetti
Pagine (lunghezza su Amazon): 111
Formato: e-book
Prezzo: € 1.30
Editore: Autopubblicazione
Genere: racconti, rosa contemporaneo non erotico, autoconclusivo
Dove trovarlo: Amazon, Kobo, Google Play, Google Books

Trama:
Questa raccolta in rosa contiene sette racconti per le anime romantiche e sognatrici, per chi ama trascorrere qualche ora in compagnia di delicate storie d'amore.
A volte l'amore può essere cercato, altre volte arriva semplicemente così, quando meno lo si aspetta...
In una cornice tutta piemontese (con una parentesi veneziana), da episodi quotidiani allegri o malinconici scaturiscono incontri destinati a cambiare la vita dei protagonisti.
'serendipità': sostantivo femminile [dall'inglese 'serendipity', coniato da Horace Walpole nel 1794], letter. - La capacità o la fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte

Estratto:
Tutto si confondeva e si dissolveva come il cielo opaco, e quest'impressione di oblio non lo turbava, anzi gli dava un senso di pace. Pensava a lei e gli sembrava che, al contrario delle altre, fosse ricolma di ogni qualità esteriore ed interiore e priva d'ogni difetto: era illogico, e tuttavia il sentimento che, ancor privo di nome, gli cresceva in cuore, non aveva bisogno di logica per essere spiegato.
Alzò la testa: in alcuni punti erano comparsi lembi d'azzurro e la luce, seppur pallida, illuminava bizzarramente il paese sottostante. D'un tratto, da qualche nuvola ancora compatta, ricominciò a venir giù una pioggerella capricciosa.
Lui non aprì più l'ombrello: «Piove con il sole» disse soltanto, e sorrise di fronte a quell'avvenimento non tanto usuale. «Bisogna che io la riveda» aggiunse poi con maggior gravità, e s'incamminò a ritroso verso l'albergo.

Biografia:
Non amo molto parlare di me, perciò dirò solo che sono piemontese e che ho due passioni predominanti: leggere e, naturalmente, scrivere. Ho iniziato a 14 anni quando mi hanno regalato il computer e non mi sono più fermata - si vede che il richiamo della tastiera è stato più forte di quello di carta e penna! A ottobre del 2012 ho iniziato l'esperienza del self-publishing, e gli ebook sono disponibili su Amazon, Kobo e Google Play/Google Books;  i miei lavori spaziano in generi diversi, ossia ciò che mi è venuto da scrivere in quel preciso momento. Rosa non erotici di gradazione più umoristica o più melodrammatica, chick lit, storie in costume... io mi sono lanciata in tante direzioni e saranno le lettrici e i lettori a giudicare! A gennaio 2014 è uscito, con la Genesis Publishing, il noir "Katriona", la mia prima pubblicazione con una casa editrice. Dalla fine del 2013 collaboro con la rivista online "Eclettica", una sorta di blog in pdf che, a scadenza irregolare, esce con vari articoli legati al mondo della letteratura, dell'arte, del cinema, etc: io curo la rubrica "Libri Vintage".

venerdì 25 settembre 2015

Recensione: E il cuore salta un battito di Claudio Rossi Marcelli

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi parlo di un libro a cui tengo particolarmente, avendo toccato alcune corde molto sensibili della mia anima. Ma in fondo, l'amore tocca le corde dell'anima a chiunque si sia mai innamorato almeno una volta in vita sua, no?
E il cuore salta un battito. E un titolo che mi ha conquistata. La copertina pure. Senza neanche dare un'occhiata alla trama avevo deciso di leggerlo. Voglio essere sincera e dire che sono partita prevenuta. E sapete che vi dico? Che ho fatto bene. Mi è piaciuto.
Ringrazio la Mondadori e Anna per avermi dato la possibilità di leggerlo.


Titolo: E il cuore salta un battito
Autore: Claudio Rossi Marcelli
Editore: Mondadori

Trama:
"Ormai non ti scappo": fu così che Manlio mi salutò a fine serata, qualche ora dopo che ci eravamo conosciuti. E anche se ero già cotto di lui, questa sua uscita non me l'aspettavo proprio. Nella mia testa frullava di tutto: e adesso che faccio, lo bacio?" Roma, giugno 1996, lo struscio del venerdì sera. Camuffato all'interno di un'uscita di gruppo, c'è un appuntamento combinato. I due ragazzi si sorridono, si piacciono. Ma se a vent'anni la passione può esplodere facilmente, poi però passa con altrettanta rapidità: la storia tra Claudio e Manlio non sopravvive neanche all'estate. Eppure nell'istante in cui si dicono "restiamo amici" comincia a nascere tra loro qualcosa che li coglierà di sorpresa: l'amore di una vita. Dal primo appuntamento alle pause di riflessione, passando per le notti abbracciati, i tradimenti, la gelosia: potrebbe essere la storia di tanti altri ventenni, ma nel 1996 le giovani coppie omosessuali che vivono il loro rapporto alla luce del sole sono poche. "Non c'erano modelli da indicare ai nostri genitori per spiegargli: ecco, io sono come loro. Gli unici modelli di riferimento che avevamo eravamo noi stessi: bisognava convincere tutti che la nostra vita sentimentale sarebbe stata uguale a quella degli altri, e prima ancora dovevamo convincercene da soli." "E il cuore salta un battito" è l'istantanea di quel momento magico, tra i venti e i trent'anni, in cui si vive in balìa delle emozioni ma, al tempo stesso, senza rendersene conto, si gettano le basi della vita.


Recensione:
E il cuore salta un battito è ambientato in una Roma degli anni delle cassette del lato A e del lato B. Ambientato in una Roma rifugio per i veri se stessi.
Claudio ha sedici anni e dice ai genitori di essere gay. In un periodo storico dove quest'argomento era completamente tabù anche Manlio lo dice ai suoi. E proprio questi due, Manlio e Claudio, si incontrano un giorno grazie ad un appuntamento al buio organizzato dall'amico ficcanaso. Per Claudio quel momento, e quel profumo irresistibile di Manlio, gli fanno capire che lui è proprio quella persona che avrebbe amato per tutta la vita.

Più tardi, mentre guido il motorino verso casa, mi rendo conto che il turbinio emotivo di prima è confluito in un'unica, limpida sensazione: sono triste. Perché Manlio mi piace. Mi piace un sacco, ma per ricordarmelo ho dovuto sentire il suo odore.

Così giovani e così inesperti nel mondo, così ingenui e così illusi dai loro vent'anni. Allo stesso tempo disillusi dalla società e il contesto storico in cui sono quello che non dovrebbero essere. Abbattuti dalla condanna secondo cui resteranno soli tutta la vita. Ed è proprio questo che spinge Claudio a pensare, di ciascun eventuale fidanzato, che sia l'uomo della vita. Quello con il quale la madre potrebbe smettere di preoccuparsi che il figlio rimanga solo, quello di cui però lui si accontenta senza ambire a qualcuno che gli piacerebbe davvero. Perché gli omosessuali sono pochi, non vuoi mica metterti a fare lo schizzinoso, no?

Per quanto mi riguarda, il segreto del primo amore è proprio questo: l'inebriante sensazione di sapere che il ragazzo più eccezionale della Terra sia innamorato pazzo di te. Non mi stupisce affatto che non lo si scordi mai.

Però con Manlio la cosa è diversa. Quel suo profumo che sembra non avere un origine, quei suoi silenzi dai mille significati, quel suo sentirsi inadeguato. Tanto che Manlio si sente anche incompreso. Tanto che lascia Claudio la prima volta, poi una seconda, ed infine una terza. Nonostante sia evidente l'amore che c'è nei suoi occhi, nelle sue parole e ancora, nei suoi silenzi e nei suoi abbandoni.

Mentre io avevo vissuto un film per un anno intero, tutto proiettato sul mio lieto fine, non mi ero accorto che nel frattempo la trama era cambiata.

E il cuore salta un battito mi ha sorpresa completamente. Forse perché ero completamente impreparata. Impreparata alla storia. Anche se c'è una trama mi ha ricordato un'altra storia. Molto più personale. Due personaggi reali. Mi ha ricordato una storia importante, la nostra storia importante. Matura e acerba allo stesso tempo. Un piccolo ma anche un grande amore. Un amore da liceali ma anche un amore troppo adulto. Mi ha fatto capire, imparare ad amare i silenzi delle persone che amo, come Claudio ha imparato ad i interpretare e accettare i silenzi di Manlio. Mi ha insegnato che spesso occorre crescere individualmente per poter crescere in coppia gradualmente.

All'epoca eravamo due studenti confusi, in bilico tra la voglia di conquistare il mondo e quella di nascondersi sotto il letto dalla paura. Io e Manlio siamo cresciuti insieme.

E il cuore salta un battito ha fatto saltare a me tanti battiti, immersa nelle parole d'amore dell'Amore. Immersa in ricordi dolci e amari. Immersa in sussurri familiari e frasi già sentite, a cui attribuisco un significato importantissimo quanto dolorosissimo. Ma alla fine, di quei sussurri rimane un eco che rimbomba tra un battito e l'altro del cuore. Un eco dolce. E vedo noi, all'alba, e il cuore salta un battito.

Eravamo troppo piccoli per un sentimento così grande.

mercoledì 23 settembre 2015

Segnalazione: Scorpio Baby Rose di Sergio L. Duma

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi segnalo un romanzo stile Twin Peaks di Sergio Duma, edito da Eretica Edizioni. Sto parlando di Scorpio Baby Rose.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Sergio ha risposto:
Ansia, tensione, angoscia.


Titolo: Scorpio Baby Rose
Autore: Sergio L. Duma
Casa Editrice: Eretica Edizioni
Anno di pubblicazione: 2015 
Codice ISBN: 8899466213
Formato e costo: brossura, pp. 240, € 13,40
Dove trovarlo: Nei maggiori store online, tra cui sul sito
della Eretica Edizioni (riceverete l'ordine entro 48 ore)

Trama:
Un'adolescente uccisa in un paese di provincia. Un suo compagno di classe, ossessionato da una cantante pop chiamata Scorpio Baby Rose, che decide di scoprire l'assassino, dal momento che le forze dell'ordine hanno chiuso il caso in maniera troppo frettolosa. Un mondo oscuro fatto di sesso, droga, perversione, sadomasochismo, omosessualità, travestitismo, segreti inconfessabili, satanismo, snuff-movies e, last but not least, l'orrore dell'incesto. Quando alla fine il ragazzo scoprirà la verità niente sarà più come prima. 

L'autore:
Sergio L. Duma è nato e vive a Galatina (Lecce). Si occupa di Letteratura Inglese e Americana e si ritiene influenzato dalla corrente letteraria Avant-Pop. Ha pubblicato racconti per Besa Editore, Coniglio Editore, Giulio Perrone Editore, EF Edizioni, il romanzo Tempi Terribili (Libro Aperto International Publishing, 2012), la raccolta di racconti Il Mondo dei Sogni (Teomedia, 2014) e i romanzi Isteria.Com (Inspired Digital Publishing, 2015) e Scorpio Baby Rose (Eretica Edizioni, 2015). Il romanzo Campo di Concentramento Senza Lacrime e la raccolta di racconti I Libri degli Incubi sono in corso di pubblicazione rispettivamente con i tipi di Panesi Editore e di Teomedia.

martedì 22 settembre 2015

Recensione: Ovunque tu sarai di Fioly Bocca

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la recensione di un romanzo che ho adorato e che mi ha coccolata per una serata di riscoperta, la riscoperta di quella dolce piacevolezza della lettura.


Titolo: Ovunque tu sarai
Autore: Fioly Bocca
Editore: Giunti

Trama:
Anita vive da tanti anni a Torino ma è cresciuta sulle Dolomiti, dove il vento soffia sempre e l'aria è fresca, e dove di recente è costretta a tornare spesso per via della terribile malattia di sua mamma, che se la sta portando via velocemente. Per farle sentire tutto il suo amore, Anita scrive ogni sera una email per augurarle la buonanotte, dove però non racconta la verità. Non le dice che il lavoro all'agenzia letteraria non è entusiasmante come pensava, né che il suo fidanzato di lungo corso, Tancredi, è distratto, distante, stolido. Anzi, scrive che stanno programmando le nozze per dare il via a quella famiglia numerosa che Anita ha sempre desiderato. Durante uno dei viaggi in treno, Anita incontra Arun, un ragazzo italocambogiano, scrittore di libri per bambini, al quale basta guardarla negli occhi per leggere tutta la sua tristezza. Un incontro che la colpisce. Ma chi è Arun? Perché, anche se cerca di tenerlo lontano, qualcosa la riporta a lui? È forse questo il regalo che le ha lasciato in eredità sua madre?


Recensione:
Anita è una donna di trent'anni che vive in apnea. Ogni giorno si sveglia con gli occhi e la bocca chiusi, il naso tappato e nuota in apnea in quel mare di emozioni chiamato Vita. Anita che fa un lavoro che sapeva poco redditizio, ma che sperava la rendesse felice quando non le dà neanche una minima soddisfazione. Anita che sta con lo stesso uomo da anni e se prima sognava di diventarne la moglie, ora è rassegnata a lui e alle insoddisfazioni anche personali. Lui è un uomo concentrato sul lavoro e che le fa mancare quelle "piccole" cose che permettono ad una coppia di reggersi in piedi. Ad esempio ascoltare, che tanto piccola come cosa non è. Ascoltare Anita a cena, ascoltare Anita che ha scoperto che alla madre è stato diagnosticato un cancro, lasciare fuori dalla porta il lavoro e il suo essere pragmatico per ascoltare lei.

Chi può dire quando scatta davvero l'amore, quando si accende quella spia luminosa che non ti permette più di concentrarti sulle cose che fino al giorno prima facevi con la meccanicità di un automa. A un certo punto niente è più degno della tua attenzione: mentre guidi pensi a come lui potrà mai stringere le mani al volante, ti lavi i denti e vedi i suoi occhi fissarti attraverso lo specchio, cucini un piatto di spaghetti e ti chiedi se preferisca il peperoncino o il pepe.
Chissà se l'innamoramento è una scossa improvvisa, come uno sparo nel buio, o se si tratti invece di una scia che si insinua tra i pensieri e li trasforma, la bava di una lumaca che cammina piano, lucidando appena la strada che si lascia dietro.

Lei che alla fine rimane senza voce, da sola, ad ascoltare se stessa e la sua frustrazione, anche su quel treno, di ritorno dalla casa dei suoi. Fino a quando non incontra Arun, dall'aria familiare e dal dono dell'ascolto, fino a quando Anita non si svuota e dà voce a quella frustrazione. Le dà del tu.

Se potesse telefonarmi il Futuro mi rivelerebbe che la specialità della Vita è quella di tessere trame e incrociare destini. E mi consiglierebbe di non credere alle coincidenze, mai.

E le acque della vita si agitano. Tra un'onda e l'altra dovrà aprire gli occhi, stappare il naso, respirare con la bocca socchiusa e decidere in che direzione andare, non più nuotando pian pianino lasciandosi andare alla corrente, ma dando grandi bracciate e spinte con le gambe per affrontare la morte della madre, rendersi felice e farsi rendere felice.

Se potesse telefonarmi il Futuro mi direbbe che per molto tempo, da adesso in poi, i miei occhi rimarranno asciutti: il dolore ha bisogno di tempo, per trovare una via d'uscita attraverso le lacrime.

Ovunque tu sarai è stato messo, tolto, scritto, cancellato, un infinità di volte dalla mia lista mentale di libri da leggere. Non so, c'era quel qualcosa che non mi convinceva e quel qualcosa che invece mi diceva fosse perfetto per me. C'era quel cancro, che mi spaventa sia sui libri che nella mia vita fuori dai libri. Poi, una mattina, cerco di rilassarmi e faccio un salto in biblioteca e, tra le novità, c'era lui... Con quel blu e quell'arancione, quella pioggia e quelle gocce che sembravano pesantissime, quella storia che mi sfidava e quel cancro che ancora mi impauriva. L'ho preso, e l'ho portato a casa come per proteggerlo, quando alla fine lui mi ha protetta. Una storia che pare un soffio, per la sua delicatezza e la sua leggerezza emotiva.

Ci sono delle immagini, dei momenti, che si impigliano nella memoria, che torneranno sempre, nei ricordi e nei sogni, in un rigurgito eterno.

Ho divorato ogni pagina di Ovunque tu sarai. In una serata dove volevo stare sola, matita alla mano, ho riscoperto quella piacevolezza delle parole usate senza sforzo e senza pensarci troppo su. Come se il libro si fosse scritto da sé. Strano, vero? Eppure Anita è così dolce e vittima di se stessa, la storia è così reale e delicata come il buongiorno che ci dice la persona che ci ama. Ovunque tu sarai è malinconico, ma quella malinconia elegante con una buona, buonissima, dose di speranza. L'ho adorato.

Aggrapparsi alla speranza non è mentire a e stessi, ma un po' gli somiglia.

lunedì 21 settembre 2015

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti della lettura!
Dopo mesi di assenza torno a darvi il buongiorno così. O meglio, la nostra Emily torna a farlo ^-^
Ho ancora una decina, circa, di poesie da proporvi e non voglio non concludere questa rubrica a cui tengo particolarmente. E tengo particolarmente anche alla poesia di oggi, una delle prime che ho letto e mi ha fatta scoprire la Dickinson.
Buona lettura e buon inizio settimana :)


Io sono nessuno. Tu chi sei?

Io sono nessuno. Tu chi sei?
Nessuno pure tu?
Allora siamo in due, ma non dirlo -
potrebbero cacciarci, lo sai!

Che fastidio essere qualcuno!
Che volgarità - come una rana -
che dice il suo nome - tutto giugno
a un pantano che sta ad ammirarla!

domenica 20 settembre 2015

Recensione: Il bambino indaco di Marco Franzoso

Buongiorno, amanti della lettura!
Gli ultimi giorni sono stati un tornado di emozioni e, cercando di stare dietro a molte cose, non riesco a gestire il blog come programmato da calendario. Quello che più mi preme sono le recensioni che farò fatica a scrivere, dato che i libri che le riguardano non li ho letti molto recentemente. Insomma, ce la posso fare? Sì, ce la posso fare.
Di seguito trovate la recensione di un libro che ho amato, che mi ha fatta arrabbiare e dire "quando avrò un figlio, lo farò diventare un ciccione!". A voi i motivi della mia estrema decisione.


Titolo: Il bambino indaco
Autore: Marco Franzoso
Editore: Einaudi

Trama:
Forse non è cosi vero che l'istinto materno non sbaglia mai. Carlo e Isabel stanno per avere un bambino. Un figlio voluto, desiderato, concepito per amore. Eppure, a poco a poco, Carlo osserva sua moglie sprofondare in una tristezza senza fondo e senza ragione, in lotta contro i propri demoni nell'accanito inseguimento di una purezza assoluta. Che svuota, logora, annienta. Anche il loro bambino. E sotto lo sguardo sgomento di Carlo, si compie la dissoluzione fisica della famiglia, alla quale, però, non vuole far seguito la dissoluzione della passione. Una storia di amore estremo e di estrema sofferenza, uno sguardo maschile che si inoltra con delicatezza e coraggio in quell'incredibile uragano emotivo che travolge una donna in procinto di diventare madre.


Recensione:
Ultimamente leggo molti libri sulla maternità, in tutte le sue forme, ma poche volte mi è capitato di leggere un libro sulla paternità. In effetti questi sono pochi, come se i padri fossero in qualche modo fuori dalla bolla che racchiude mamma e figlio. Come se non potessero capire... Anche se i recenti fatti di cronaca vi dimostrano il contrario: padri che prelevano i figli e fuggono, pur di stare con loro almeno 24 ore, padri sposati con straniere che vivono nel terrore di non rivedere i loro figli. Ce ne ha parlato Sara Rattaro nel suo libro Niente è come te, amato da tutti i suoi affezionati lettori.

Eccolo, il nostro bambino, un puntino azzurro, indaco per la precisione. Un puntino colorato dentro il foro di una penna di plastica bianca.

Ne Il bambino indaco abbiamo un padre che vive lo stesso terrore, e altri ancora. Un padre che sin dalla gravidanza della moglie svizzera, Isabel, ha come una sensazione che qualcosa stia prendendo una piega sbagliata, un po' come l'istinto femminile. Isabel infatti comincia a blaterare riguardo ad un mondo impuro, oppressivo, quello dove vivono e non vuole far vivere suo figlio. Parla di capitalismo, consumismo, sfruttamento, parla di inquinamento. Inquinamento dell'aria, dell'acqua, della persona, dell'umanità.

Eccolo il mondo delle cose definitive. Ecco che siamo diventati come loro, come mia madre, com'era mio padre, ecco che siamo passati dall'altra parte, dalla parte degli adulti, dei genitori, dalla parte delle cose più preziose e irreversibili.

Parla di bambini indaco. I bambini del terzo millennio che sono costretti a vivere secondo le tradizioni dei genitori, che non permettono loro di esprimersi e quindi soffocandoli li portano ad essere ribelli e aggressivi. Il suo bambino è un bambino indaco. Ed è pronta a proteggerlo da ogni elemento esterno, a partire da se stessa. Infatti già durante la gravidanza si impone una dieta salutarista, a base di cetriolini e pomodori. Il padre cerca di intervenire più volte, ma lei trova sempre il modo di farla franca. Anche quando quel bambino nasce, e Isabel non gli dà da mangiare. Per salvarlo dall'inquinamento del mondo, per far sì che rimanga indaco puro. Lucente. Limpido. Pulito.

Il mondo ha troppo sofferto per il male, e loro sono stati mandati per ristabilire l'equilibrio perduto. Sono i bambini della guarigione, capisci? Pura luce, oltre il corpo.

E intanto il piccolo non cresce, piange quando trova le forze di farlo, ha gli occhi e i dentini gialli, le ossa fragili, impara le cose in ritardo e poi smette, privo di energia e voglia di fare i suoi primi passi nella vita. Un bambino che è stato definito dallo scrittore depresso. E un padre che io definisco impotente. Che si sente impotente. Che vuole muoversi, ma non sa come. Ha paura che Isabel prenda il figlio e vada in Svizzera, ha paura di perderlo. Allora si muove cauto, così cauto che pare non si muova affatto. È spettatore della rovina della sua famiglia e dell'infelicità del suo bambino. Trova conforto in sua madre che invece decide di intervenire silenziosamente ed evitare che il piccolo muoia per denutrizione.

Il tempo si è rappreso addensando insieme ogni elemento della mia vita per spararmelo addosso ora, con tutta la violenza di cui è capace.

Dunque il libro di Marco Franzoso parla di impotenza, e in maniera toccante e forte ci mostra l'altra faccia della maternità new age e, la vera faccia, della fragilità di questa. Una storia raccontata magistralmente, un colpo al cuore e un terremoto alla coscienza.
Il bambino indaco, scritto in modo semplice e scorrevole, ci fa dare un'occhiata all'abisso in cui viene trascinato questo padre e, ancora oggi, non riesco a smettere di pensare a Pietro, il piccolo bimbo indifeso che è stato vittima della dipendenza ideologica della madre.

Se scorrono, i pensieri passano e si inabissano verso qualche mare remoto portando via con sé il dolore. Mentre scompare il dolore scompare anche un pezzo di vita, certo. Ma non esiste altra salvezza che questa.

Un salto in libreria #7


Buongiorno, amanti della lettura!
Anche questa settimana è finita, mentre l'autunno sta iniziando e presto potrò calpestare le foglie secche sul viale spoglio. Sentire quel fruscio inconfondibile che creano i miei stivali. Farmi travolgere da quel venticello freddino e aggiustarmi la sciarpina con una mano, mentre l'altra rimane al sicuro nella tasca.
Autunno significa anche uscite letterarie calorose e leggere al caldo ^-^



Titolo: La custode del miele e delle api
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti
Pagine: 360
Prezzo: € 16,40
Uscita: 17 ottobre 2015

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angeli­ca sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’iso­la spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo.
Ma adesso il destino ha deciso di darle un’al­tra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da porta­re a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.


Titolo: Sette riti di bellezza giapponesi
Autore: Elodie-Joy Jaubert
Editore: Sonzogno
Pagine: 128
Prezzo: € 13.00 (cartaeo) €7,99 (ebook)
Uscita: 1 ottobre 2015

Elodie-Joy Jaubert, grazie alla sua passione per il Giappone, è andata a scoprire il segreto di quei visi di porcellana, dall’aspetto sano e pieno e dalla carnagione liscia e soda come il mochi, il cremoso dolce di riso la cui consistenza richiama una pelle levigata e in salute. Le giapponesi, infatti, hanno elaborato un sistema di cure tradizionali, che si trasmette di generazione in generazione. Si tratta di un rituale quotidiano di trattamenti chiamato layering, un termine inglese che significa a strati, e consiste in un minuzioso ordine di gesti di bellezza e di cure specifiche, dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento, da ripetere mattino e sera. Non vi preoccupate: non si tratta di trascorrere ore davanti allo specchio né di spendere in prod; otti molto costosi. Questo metodo è adatto a tutti e a tutti i portafogli, e l’autrice ha scelto di presentarlo in sette facili tappe, con illustrazioni pratiche, consigliando prodotti naturali, biologici ed etici, molti dei quali potrete già trovarli nelle vostre cucine. Poiché, come dicono le giapponesi, bellezza significa soprattutto «essere in armonia con gli elementi».


Titolo: Perfetta per te
Autore: Lurelin McGee
Editore: Corbaccio
Pagine: 345
Prezzo: € 14,90
Uscita: 17 ottobre 2015

Lui è perfetto: alto ,bello, ricco e di successo. E allora perché mai dovrebbe rivolgersi a un’agenzia di dating? Laura non ne ha proprio idea, ma visto che le hanno appena stroncato una promettente carriera nel marketing cerca disperatamente di mettere a frutto il suo innato talento nel giudicare le persone per coronare i sogni d’amore altrui. Ma quando incontra il suo primo – e molto promettente – cliente, si chiede in che pasticcio è andata a ficcarsi.
Blake, dal canto suo, sa esattamente il tipo di donna che vuole, e che è esattamente l’opposto di Laura. Lei è indubbiamente brillante e innegabilmente sexy, ma è troppo indipendente per un uomo come lui. Certo, ogni volta che si vedono scatta qualcosa, anche Laura lo sente e l’idea di cercargli candidate adatte al ruolo di moglie diventa sempre meno attraente, a mano a mano che aumenta l’attrazione fra loro due…

sabato 19 settembre 2015

Segnalazione: Dralon di M.C Willems

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
I pallidi raggi di sole penetrano dalle tende e io penso che la stagione ci stia illudendo un po'. Noi lettori per primi, che desidereremmo uscire a leggere seduti comodi sul balcone, ma in realtà fa freddino. Meglio rifugiarsi sotto il plaid e buttarsi in vecchi e lontani ricordi, magari con un libro come Dralon di M.C Willems.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Willems ha risposto:
La mia missione è quella di riuscire ad appassionare, divertire e far sognare il lettore trascinandolo in una dimensione dove tutto è possibile.


Titolo: Dralon
Autore: M.C. Willems
Tipologia: Serie (3 libri)
Pagine: 264
Genere: Fantasy per ragazzi
Editore: Youcanprint edizioni
Prezzo (cartaceo): 15 €
Prezzo (ebook): 2.99 €
Dove trovarlo: Prossimamente nei più grandi store online
e in libreria.

Trama:
La famiglia Moffet è una famiglia come tante. Conduce una vita semplice e tranquilla in una graziosa casetta a due piani nei sobborghi di Londra… questo, fino a quando non riceve, per mano di uno strano postino, un misterioso pacco che la catapulterà, senza volerlo, in un mondo sconosciuto e fantastico; un mondo al contrario, popolato da bastoni e ciottoli parlanti, scarpe che danno il benvenuto, custodi di sasso, lampade e calderoni magici, indovini burloni e fiammiferi urlanti in grado di svelare strade segrete.
Un magico e avventuroso viaggio che porterà i protagonisti a scontrarsi contro malvagie forze oscure e a percorrere gli impervi sentieri del cambiamento e della crescita interiore.

martedì 15 settembre 2015

Recensione: Riparare i viventi di Maylis de Kerangal

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi riprendo la mia routine universitaria e, mentre sono nel bel mezzo delle lezioni, vi lascio alla recensione di un libro che ho amato sin dalle prime pagine. Purtroppo però con lo scorrere di queste ha perso la sua magia ed è diventato troppo pesante da reggere. Vi spiego perché nella recensione.


Titolo: Riparare i viventi
Autore: Maylis de Kerangal
Editore: Feltrinelli

Trama:
Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un furgoncino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato nel suo cognome. Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata del trapianto, straziante e inevitabile, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo. Tra accelerazioni e pause, ventiquattro ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni delle persone che ruotano attorno a Simon, genitori, dottori, infermiere, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell'avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo, ma sede e simbolo della vita.


Recensione:
Desideravo leggere questo libro dal giorno della sua uscita, quel titolo mi ha conquistata prima ancora di leggere la trama. Riparare i viventi. Riparare la vita. La vita umana. Perché noi ci rompiamo, ci spezziamo, alcune cose dentro di noi possono cessare di funzionare e necessitiamo di essere riparati. Questo succede al giovane Simon, rotto dal suo più grande amore, rotto dalla sua passione e l'ultima che avrebbe pensato potesse fargli del male. Simon con gli amici che si svegliano all'alba per far loro tutte le onde della spiaggia, per possederle, cavalcarle, sentirsi onnipotenti quasi come se camminassero sull'acqua. Sentire il gelo dell'acqua sulla pelle e il formicolio freddo dell'adrenalina nel corpo.

Le sembrò persino che lo spazio intorno a lei si fosse leggermente gonfiato per contenere l'incredibile energia racchiusa nella materia, quella potenza interna che poteva trasformarsi in forza di distruzione inaudita semmai si fosse arrivati a scindere gli atomi.

E sempre freddolosi corrono sul camioncino per tornare a casa, ora stanchi, assonnati, soddisfatti come solo chi fa ciò che ama sa cosa si prova. Percorrono la strada per tornare nei loro letti, profumati di mare, sale, freschezza e giovinezza. E il destino si inceppa. Si inceppa e quel camioncino esce fuori di strada.
Le madri inconsapevoli, i padri pure, al sicuro lontani da quella curva. Dicono che le madri sentono se i figli sono in pericolo, sentono un brivido lungo la schiena, ma Marianne, la madre di Simon, infilata sotto le coperte, non sente nulla.

Un giorno dovrà capire in quale direzione scorre il tempo, se è lineare oppure traccia i cerchi rapidi di un hula hoop, se ferma degli anelli, si avvolge come la nervatura di una conchiglia, se può prendere la forma in quel tubo che ripiega l'onda, aspira il mare e l'universo intero nel suo rovescio scuro, sì, dovrà capire di cosa è fatto il tempo che passa.

Il destino si sblocca, riprende il suo corso. C'è la telefonata, lo shock, la corsa in ospedale, il decesso celebrale di Simon, i graffi degli amici, quella maledetta cintura non allacciata. Simon su un letto d'ospedale e i medici ogni tre ore fanno gli esami per controllare se c'è ancora vita, e ogni tre ore è lo stesso verdetto: Simon non si sveglierà mai più. È morto. Rotto. E com'è possibile? Perché quel letto confonde. Simon è caldo, il cuore batte, il petto si alza e scende mentre i polmoni respirano. Sembra un profondo sonno, non sembra morto. Quel letto confonde.

Irreversibile, sei sillabe che cristallizzano lo stato delle cose e che lei non pronuncia mai, sostenendo invece il flusso continuo della vita, il possibile ribaltamento di ogni situazione, niente è irreversibile, niente, è solita afferrare a ogni piè sospinto - e quando lo fa assume un tono leggero, fa oscillare quella frase così come si scuote con dolcezza chi è scoraggiato, niente è irreversibile, tranne la morte, l'handicap, e forse allora fa una piroetta, gira su se stessa, addirittura si mette a ballare.

E ancora una volta, comincia una corsa lì dentro, tra i vari reparti, i vari responsabili, mentre Marianne e il marito Sean sprofondano in un dolore denso quasi irreale. Una corsa di ventiquattro ore per poter avere ciò che in Simon non è rotto: il cuore, i polmoni, i reni, il fegato. Pezzi mancanti in altre vite, vite da riparare.

E invece sembrava quasi che quei due, pian piano, si dissociassero dal resto del genere umano, migrassero verso i confini della crosta terreste, lasciassero un tempo e un territorio per iniziare una deriva siderale.

Il libro di Maylis de Kerangal è poesia. Amo i libri intensi, che ti colpiscono dritto al cuore, che ti inondano con le loro emozioni, emozioni forti. Ho apprezzato il narrare della storia da tutti i punti di vista, dagli occhi di chiunque fosse coinvolto. Così scopriamo l'infermiera e la sua vita, i medici e la loro vita, la fidanzata di Simon, chi riceverà l'organo e così via. Conosciamo ogni singolo pensiero di quasi tutti i personaggi, senza sentirci invadenti.

Bocche spalancate, sguardi che vagano a livello del tavolino, mani che si torcono, e quel silenzio interminabile, fitto, nero, vertiginoso, mescola il panico alla confusione. Un vuoto si è aperto davanti a loro, un vuoto che possono immaginare soltanto come "qualcosa" perché il "niente" è inconcepibile. Si dibattono dinanzi a quel vuoto d'aria, insieme, anche se non li agitano gli stessi interrogativi, nè le stesse emozioni.

Ma, c'è un ma. Riparare i viventi è partito assorbendo tutta la mia attenzione, però più andavo avanti con le pagine più diventava pesantuccio. A livello della forma, con periodi lunghissimi separati da virgole o punti e virgole (come si può dedurre dai pezzettini di libri che potete leggere qui). Ma anche a livello emotivo, perché è vero che mi piacciono i libri emozionanti, ma Riparare i viventi è troppo emozionante, tanto da diventare insopportabile reggerlo. Ecco, è.... Troppo. Solo troppo.

Seppellire i morti e riparare i viventi.

lunedì 14 settembre 2015

Blog Tour: La mia vendetta con te di Giovanna Roma - I personaggi

Buongiorno, amanti della lettura!
Iniziamo la settimana con la terza tappa del Blog Tour del libro di Giovanna Roma: La mia vendetta con te, che è stato precedentemente segnalato qui sul blog e ospitato per l'estratto speciale.
Di seguito possiamo vedere le date del blog tour e gli angolini letterari che li ospitano, in modo da seguire il tour :)


Cominciamo subito con i dati tecnici del libro, dopodiché scopriamo tre dei personaggi.


TITOLO:  La mia vendetta con te
AUTRICE: Giovanna Roma
ILLUSTRATRICE: Cora Graphics
EDITORE: Self-pubblishing
GENERE: Dark contemporary romance
DATA PUBBLICAZIONE: 22 luglio 2015
PREZZO:  €  0,99
PAGINE:  240

Trama:
La rovina di lei, potrebbe essere una salvezza per lui.
Perché difendere la figlia del peggior nemico? La vendetta è a portata di mano ed è così dolce, giovane, perfetta per lui, per saziare la sua lussuria.
Elin crede di sapere come sarà la sua vita, peccato solo di non aver fatto i conti con ciò che è fuori dalla sua bolla felice.
Incontrerà un uomo di nome Maksim, disposto a tutto per la sua vendetta ed entrerà a far parte delle più note organizzazioni criminali russe. Le redini del gioco sfuggono di mano e gli equilibri che si erano creati saranno messi in discussione da passioni ed egoismi.
Riusciranno a capire di non essere più semplici avversari o verranno inghiottiti dagli interessi latenti della mafia russa?

L'autrice:
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. "La mia vendetta con te" è il mio primo romanzo ed è auto-pubblicato.

Potete seguire e conoscere meglio Giovanna attraverso Goodreads, il suo Blog, Pinterest, Twitter (@_GiovannaRoma_).



Nome: Maksim.
Luogo di provenienza: San Pietroburgo.
Aspetto: Capelli marroni molto corti ed occhi color cioccolato. Fianchi stretti, spalle larghe, braccia forti e mascella squadrata.
Una cicatrice dalla tempia sinistra scende lungo l'occhio fino a perdersi nell'orecchio.
Tatuaggi: Una chiesa ortodossa con molte cupole sulla schiena, una stella con otto punte su ogni clavicola, una croce sul bicipite sinistro, una frase in cirillico sotto il seno sinistro.
Famiglia: Non pervenuta.
Amici: Nicolaj, Korney.
Nemici: Sergey, Josif.
Pregi: Coraggio.
Difetti: Violento, irascibile.
Armi: Pugnale dalla lama lunga 30 cm e seghettata su un lato.
Organizzazione: Tambovskaja.


Nome: Katerina
Luogo di provenienza: Svizzera.
Aspetto: Bionda, con capelli raccolti in una pesante treccia. Carnagione chiara, occhi blu, 1,65 m di altezza.
Famiglia: Michael, Karolina.
Amici: Tim, Michelle.
Nemici: Maksim, Viktor, Josif.
Pregi: Gentilezza,
Difetti: Tendenza alla fuga.
Armi: Chiavi di casa, mazza da baseball.
Organizzazione: Soltntsevskaja.


Nome: Josif.
Luogo di provenienza: Mosca.
Aspetto: Occhi azzurri, zigomi alti, barba appena pronunciata e folti capelli neri pettinati indietro.
Tatuaggi: Due occhi sul petto, una croce sul bicipite sinistro.
Famiglia: Vladislav, madre non pervenuta.
Amici: Sergey, Katerina.
Nemici: Maksim.
Pregi: Diplomazia.
Difetti: Oppressivo a livello maniacale.
Armi: Pistola calibro 7,62, dal peso di 680 grammi. E' grande come il palmo di una mano, può sparare senza farsi sentire fino a una distanza di 50 metri. La chiamano Levcenko.
Organizzazione: Izmailovskaja.

domenica 13 settembre 2015

Un salto in libreria #6

Buongiorno, amanti della lettura!
La nebbia fitta nasconde il cielo, la pioggia cade come fili d'acqua, i tuoni lontani cercano di essere minacciosi, e io penso che è bastato un solo giorno per farmi sentire così lontana l'estate, come se fosse passato molto tempo. Quasi quasi do il benvenuto all'autunno che, in maniera poco garbata, si è presentato alle nostre porte troppo in anticipo.
E quindi, sulle note di Silas di Betty Who, vi invito a distrarci e a fare un salto in libreria, pioggia permettendo.


Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Editore: Sonzogno
Pagine: 320
Prezzo: € 17,50
Uscita: 17 settembre 2015

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel fi lo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.



Titolo: Ragazzi di bambù
Autore: Mitali Perkins
Editore: Edizioni Atmosphere
Pagine: ---
Prezzo: € 14,85
Uscita: settembre 2015

Narrato e ambientato sullo sfondo politico e militare della moderna Birmania, questo romanzo di formazione narra la storia di due adolescenti che si trovano ai lati opposti del conflitto. Chiko, birmano, non è un combattente per natura, è un ragazzo birmano che ama leggere il cui padre, un medico, è in carcere per essersi opposto al governo. Dall’altra parte Tu Reh, che appartiene alla tribu Karenni, una delle tante minoranze etniche birmane, dopo aver visto i soldati distruggere campi e case di bambù decide di combattere per la libertà della sua gente. Quando le storie dei due ragazzi si incrociano la timidezza diventa coraggio e la rabbia diventa compassione.



Titolo: Io non ti conosco
Autore: S. J Watson
Editore: Piemme
Pagine: 456
Prezzo: € 19,90
Uscita: 8 settembre 2015

Da quando sua sorella Kate è morta, aggredita a Parigi da uno sconosciuto, la vita di Julia Plummer non è più la stessa: la stabilità  che si era conquistata è in pericolo, e lei sente il richiamo del suo vecchio insidioso  nemico, l’alcol. L’unica persona con cui Julia  può parlare di Kate è Anna, la coinquilina  di Parigi, la persona che forse conosceva  Kate meglio di tutti. È lei a confidarle una  cosa che nessuno sa: Kate si divertiva a vivere  mille vite. Andava on-line fingendosi  una persona diversa ogni volta, conosceva  uomini, li incontrava. Così, Julia non resiste  alla tentazione e, usando le credenziali della sorella, decide di provarci anche lei, e vivere per una volta la vita, almeno quella virtuale, di Kate, per capire cosa può esserle successo. È così che, protetta dal nome falso di Jayne, Julia contatta Lukas, uno degli ultimi amanti di sua sorella. All’inizio, lo  tratta con sospetto, poi pian piano tra i due nasce qualcosa che Julia scambia per amore. Finché, quando Lukas comincia a cambiare, Julia sarà costretta a domandarsi se le mani che adesso la toccano, con dolcezza ma anche con violenza, non siano le stesse che hanno fatto del male a sua sorella…  In un vortice di colpi di scena e rovesci  di trama, il nuovo thriller dell’autore del  successo planetario Non ti addormentare ci racconta com’è facile perdere tutto, mostrandoci  la doppiezza delle vite degli altri.

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Dunque, di queste recenti tre novità mi attira molto Florence Gordon che vorrei leggere appena avrò smaltito un po' di libri da leggere e recensioni arretrate. Poi c'è anche Io non ti conosco, che però non so se leggere subito o dopo Non ti addormentare, per approcciarmi all'autore in maniera graduale.
Nel frattempo, vi auguro buone letture!
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