lunedì 30 novembre 2015

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti della lettura.
Eccoci qui all'ultimo lunedì del mese di novembre che, non a caso, era il mese preferito di moltissimi poeti e poetesse. Novembre ha il suo fascino. Il fascino palese della transizione, il fascino che certe emozioni - anche non delle più amate - hanno. Anche il sapore degli addii, o degli arrivederci, è un sapore diverso, più intenso.
Arrivederci, novembre.
Buone letture.


Era debole, allora - e forte io...

Era debole, allora - e forte io,
così lasciò che lo facessi entrare.
Debole ero io, allora - e forte lui,
così lo lasciai condurmi a casa.

Il cammino era breve - la porta vicina -
chiara. la sera ed egli procedeva.
Silenzio - non disse una parola.
Questo e non altro voleva sapere.

L'alba, arrivò, dovremmo separarci:
di noi nessuno era il più forte, ormai.
Egli tentò - ed anch'io tentai,
e tra noi niente accadde - tuttavia.

domenica 29 novembre 2015

Un salto in libreria #13


Buon pomeriggio, amanti della lettura.
Ore fredde, malinconiche, e energie perse per scacciarle via. La mia cura ideale sarebbe leggere, se non fosse che devo studiare come una matta :( Però molti di voi, sono sicura, possono mettersi comodi sul divano, sotto un plaid e godersi un buon libro. Già che ci sono faccio la monella e vi stuzzico con uscite recenti.


Titolo: Pater Familias
Autore: Massimo Cacciapuoti
Editore: Edizioni Cento Autori
Pagine: 256
Prezzo: € 10,00
Uscita: -

Un romanzo lirico e neorealista su un gruppo di ragazzi di periferia, che la vita ha messo con le spalle al muro.
Matteo, un ragazzo di 30 anni, ritorna dopo dieci anni di assenza nel suo paese natio vicino Napoli. Percorrere le strade e le piazze del paese rievoca in Matteo ricordi ed emozioni che si aprono in continue ed improvvise visioni, in cui il passato ed il presente si mescolano in un vortice senza fine. Rivede con gli occhi e con la mente le vite degli amici che non ci sono più: Roberto, morto cadendo da un palazzo terremotato; Antimo, ucciso da un carabiniere nel corso di una rapina; Geggè, che si uccide perché il padre gli ha rubato i risparmi del lavoro; e poi Michele, Rosa, Ciro, Anna... Lui era uno di loro, e ora è tornato per fare i conti con quel tragico passato...
Massimo Cacciapuoti con un linguaggio volutamente aulico e ricercato racconta, attraverso i ricordi del passato di un uomo  adulto, le vite marginali di ragazzi difficili delle periferie, luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e il futuro è fatto soltanto di speranza.


Titolo: Agharti, un'indagine del commissario Salina
Autore: Antonio Forni
Editore: Edizioni Cento Autori
Pagine: 208
Prezzo: €12,00
Uscita: -

Due efferati omicidi, un probabile serial killer e un mistero che sembra avere radici in uno scavo archeologico in Kazakistan. Un giallo venato di mistery per un commissario con un cronico mal di testa.
Un rompicapo. È quello che deve risolvere il commissario Salina, indagando sulla morte di un giovane ricercatore universitario, specializzato in lingue antiche, il cui corpo è stato ritrovato con la testa tagliata di netto. La vita del morto era tranquilla: università, casa, pochi svaghi. Chi e perché ha ucciso l'uomo? Il mistero s'infittisce quando anche una giovane prostituta di colore viene ritrovata decapitata. Per Salina e la dottoressa Presti, il magistrato incaricato delle indagini, il doppio omicidio sembra opera di un serial killer, fino a quando una donna telefona dalla Francia e dichiara di conoscere chi è l'assassino. Il caso scotta e a Salina e Presti vengono, nel frattempo, revocate le indagini. Ma i due non demordono e volano a Parigi per ascoltare la donna. Scoprono che tutto il mistero ruota intorno ad uno scavo archeologico in Kazakistan, alla ricerca di un Kurgan, un antico mausoleo funebre...
Tra suspense e mistero Antonio Forni fa viaggiare il lettore dalla romantica Parigi alle esoteriche  tombe del Kazakistan tessendo con sottile maestria le fila della trama di un thriller mozzafiato. C'è solo un modo per scoprire l'autore di efferati omicidi e il commissario Salina non si fermerà davanti a niente per scoprire il mistero di Agharti.


Titolo: Natale a Carrington
Autore: Alexandra Brown
Editore: Harper Collins Italia
Pagine: 246
Prezzo: € 12,90
Uscita: 17 novembre 2015

Georgie Hart adora il Natale nei grandi magazzini Carrington. Responsabile del reparto borse di lusso, adora aiutare i clienti a trovare il regalo perfetto per la persona giusta. E quest’anno non fa eccezione, visto che in più ci sarà il muscoloso e affascinante Tom, il signor Carrington in persona, con cui passare questo giorno speciale.
Ma i progetti di Georgie vengono completamente rivoluzionati quando Tom annuncia che nei grandi magazzini Carrington si svolgerà un reality televisivo, presentato dalla stravagante e potentissima Kelly Cooper.
Alla prima puntata Georgie non viene mostrata sotto una luce troppo lusinghiera. E le cose vanno di male in peggio quando la viscida figlia di Kelly vuole mettere le grinfie proprio sul suo Tom. Georgie inizia a pensare che queste saranno le peggiori feste della sua vita, ma forse Babbo Natale ha in serbo una piccola sorpresa per lei. Non deve fare altro che aspettare Natale per scoprirlo...


Titolo: Keep calm e Smetti di fare il cafone
Autore: Miss Caterina
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 256
Prezzo: € 9.90
Uscita: 21 novembre 2015

E' finito il tempo di Donna Letizia e di Contessa Clara. Ma non perché le buone maniere sono ormai cosa condivisa, bensì perché ormai sono finite del tutto nel dimenticatoio. Siamo in tempi di cafonal assoluto, e dunque anche il galateo si deve aggiornare. Nasce così "Keep Calm e Smetti di fare il cafone" che esce oggi per Newton&Compton Editore a firma di Miss Caterina e che fotografa la nostra società, con i suoi atteggiamenti
Come comportarsi dopo aver scoperto che il proprio fidanzato chatta su Facebook con una vecchia fiamma? È davvero maleducato non rispondere alle email? Esiste un modo elegante, e casomai economico, per fare dei regali graditi? Cosa si deve dire al proprio collega che fa coming out? Si devono fare gli auguri al proprio ex che si sta risposando? Come ci si deve comportare se si hanno ospiti vegani a cena? E, ancora, si può fare finta di niente con la vicina di casa il cui partner è stato messo agli arresti domiciliari?
Fra inviti e nuove conoscenze, passando per feste comandate e occasioni speciali, favori e regali, ma soprattutto nuovi costumi sociali e conoscenze virtuali, Miss Caterina firma un galateo moderno per imparare ad affrontare ogni situazione con spontaneità e, allo stesso tempo, con classe. Una guida moderna che suggerisce e illustra i comportamenti da tenere o da evitare in tutte le situazioni da oggi in libreria!

sabato 28 novembre 2015

Penne tricolore: Paturnie, sogni e anime giovani.

Buongiorno, amanti della lettura.
Come potete notare la composizione delle segnalazioni è cambiata. Infatti dopo aver notato l'incremento delle richieste di segnalazione e quanto gli autori debbano aspettare per vederle, ho ritenuto fosse più facile e veloce raggruppare tutte le segnalazioni in unico post: è nata così questa rubrica settimanale chiamata Penne tricolore, con un forte richiamo ai colori, alla gioia, alla passione e all'Italia.
Ciò, però, non ha messo da parte le famose tre emozioni che i nostri autori italiani vogliono trasmettere a noi lettori, ne abbiamo di tutte le salse: paturnie, sogni e anime giovani. A voi la loro scoperta :)


Titolo: Solo una storia d'amore e di troppe paturnie - Volume 2
Autore: Momi Gatto
Editore: Youcanprint
Genere: Romance
Collana: Trilogia delle paturnie
Pagine: 461
Prezzo eBook: 2,99
Dove trovarlo: In tutti i book store.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Momi ha risposto:
Immedesimazione con le mille paturnie di Giulia, innamoramento acuto e incontrastabile verso il "dono del cielo al genere femminile"... E poi tanti sorrisi e grugniti di comprensione/stizza patteggiando per l'uno o per l'altra.

Trama:
In Solo una storia d'amore e di troppe paturnie, Giulia e Davide si sono incontrati, sono diventati amici e, ognuno coi propri tempi, hanno scoperto di amarsi. In questo secondo capitolo della “Trilogia delle paturnie”, li vediamo gestire gli inizi del loro rapporto... una gestione che non sempre li trova sulla stessa lunghezza d’onda.
Solo una cosa potrebbe aiutarla nello scontro epico coi suoi timori, ascoltare senza filtri ciò che le dice Davide. Invece Giulia propende per i classici piedi di piombo imbrigliando sentimenti e impulsi, ma farlo con uno come lui si rivela presto impossibile. La schiettezza del pallanuotista, unita alle continue stoccate mirate a farle abbassare la guardia, la convincono ad abbandonare il lato oscuro delle paranoie. Peccato però che, nonostante lui ci si avvicini in modo quasi indecoroso, il ragazzo perfetto non esista. Detto ciò, alzi la mano chi non ha scambi di vedute col proprio innamorato, chi non ci litiga, chi non ha avuto una crisi... autorizzata o meno che fosse. Riuscirà il caratterino caparbio e frizzante della nostra protagonista a sostenerla nel tenere testa a quel turbine senza freni che è il suo fidanzato?  
Il punto di vista di Davide ha qui un po' più spazio, per permettervi di comprendere come ragiona e farvi aumentare l’infatuazione per lui… oppure la voglia di prenderlo a calci, chissà. Anche gli amici sono più presenti, pronti a intervenire bruscamente o meno quando il cervello dell'una o dell'altro rischia di implodere causa sovraccarico di emozioni.


Titolo: Prima che arrivassi tu
Autore: Tania Paxia
Editore: self-publishing
Genere: narrativa (rosa) 
Asin: B017L4RHJ4
Prezzo: 0,99€
N. pagine: 325
Dove trovarlo: Amazon
Data di uscita 25 novembre 2015

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Tania ha risposto:
Le tre emozioni che ho cercato di trasmettere sono: spensieratezza, rivincita, romanticismo.

Trama:
“Non hai mai stretto una promessa solenne?” scosse la testa. “Sul serio?” aggiunsi, allibita. “Intreccia il mignolo col mio e ripeti quello che ho detto”.  
“Bastava anche una stretta di mano”.
“No no”, scossi il capo. “Ci vuole la promessa solenne”. Agitai la mano in aria per incitarlo e, con diffidenza, intrecciò il suo mignolo col mio.  
“Prometto di aiutarti”, si interruppe per ricordarsi le parole che avevo usato io, “se tu aiuterai me, quando e se”, si interruppe ancora, “ne avrò bisogno?” risultò più come una domanda, ma apprezzai il tentativo. 
Allegra (Ally) Thomas ha ventun anni, vive a Pisa e ha cambiato tre facoltà diverse in tre anni. È avvilita e senza una prospettiva per il futuro, soprattutto dopo la brusca lite con il padre di origini americane che la vorrebbe laureata in architettura, come lui. Ma Ally ha un sogno: scrivere e tradurre libri. 
Le cose si complicano dopo la sua partenza programmata per una vacanza di tre mesi a Brooklyn organizzata dai suoi zii e cugini americani. All'inizio è logorata dai sensi di colpa e perseguitata dagli incubi, ma le basta uno scontro accidentale con un ragazzo, Evan James, sul marciapiede di fronte al ristorante di suo zio, per cambiare tutto, arricchire le sue giornate e passare qualche ora spensierata...a parte la sbornia che riesce a rimediare durante un'uscita con suo cugino e i suoi due amici, tra i quali c'è anche Evan. Ma Evan ha in mente soltanto una donna: Madison. Per questo Ally decide di stringere una promessa solenne con lui per aiutarlo nell'impresa di riconquistare la sua ex fidanzata. Tra equivoci, shopping, bagni in piscina, chiacchierate al buio e baci rubati, Ally cercherà di fare chiarezza su ciò che vuole davvero.


Titolo: Anime contro
Autore: Alessio Del Debbio
Casa editrice: Cinquemarzo Edizioni
Collana: Erato
Genere: romanzo per ragazzi / young adults
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro 
Pagine: 150
ISBN: 978-88-6970-039-2
Evento: Dal 27 al 29 novembre, in occasione del Black Friday, ci sarà una promozione interessante sulla pagina facebook “Anime contro”, mentre dal 1 dicembre inizierà il Giveaway gratuito “Anime contro”, per vincere una copia del romanzo.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Alessio ha risposto:
Mi piacerebbe regalare ai miei lettori un viaggio nell'adolescenza, un periodo che, pur con tutti quelli che, all'epoca, ci sembravano problemi insormontabili, è di fatto l'età dell'oro, in cui crescono e maturano le grandi amicizie, in cui siamo pieni di sogni e belle speranze nel futuro, in cui abbiamo soltanto una minima percezione del mondo reale, chiusi in una bolla d'oro fatta dai nostri amici, dalle nostre scorribande assieme, dalle prime cotte. Ecco, vorrei che un pò tutti, una volta ogni tanto, tornassimo indietro con la mente, e con il cuore, per ritrovare lo spirito libero, sognatore e positivo che animava la nostra vita allora. Regalare un viaggio, sì, e quindi anche un sogno, la possibilità di credere che non tutti i sogni siano destinati a naufragare, vinti dalle avversità della vita, ma qualcuno, tra i tanti che abbiamo (che è giusto e lecito che abbiamo), possa avversarsi. Infine strappare un sorriso, in un mondo che si raggela sempre più e di cui abbiamo davvero bisogno.

Trama:
È Natale e in una Viareggio addobbata a festa si incrociano le storie e le emozioni di quattro ragazzi in bilico tra adolescenza e età adulta, quattro anime in cerca del loro posto nel mondo. Jonathan, l’amico che tutti vorrebbero e che teme di non poter essere niente più di quello che gli altri si aspettano da lui; Francesca, saggia e riflessiva, schiava di un doloroso passato da cui non riesce a liberarsi; Leonardo, il grande correttore, costretto a reggere sulle sue giovani spalle il peso di una famiglia che non funziona, e Veronica, solare e pasticciona, innamorata della vita e di un sogno d’amore.
Quattro storie che si intrecciano, si influenzano, si sostengono l’un l’altra, tra incontri e feste al bar del gruppo, l’amato “Delafia”, amori non corrisposti e sogni per un futuro incerto. “Anime contro” sono loro, i ragazzi di oggi, contro se stessi e contro la vita, che a volte non è come l’avevano immaginata. Ma non per questo hanno deciso di rinunciare a credere o a lottare.
Nota: il romanzo è ambientato prima degli eventi narrati in “Oltre le nuvole – storie di amici”, di Alessio Del Debbio, Sovera Edizioni, 2010, ma è autonomo e fruibile anche senza aver letto l’altro.

venerdì 27 novembre 2015

"I cento libri che rendono la nostra vita più ricca" secondo Piero Dorfles - Decima puntata

Buongiorno, amanti della lettura.
Dopo così tanto tempo torna questa rubrica. E' così sempre, ogni volta che avviene qualcosa di spiacevole per me sento il bisogno di rimettere ordine nella mia vita e il blog fa parte di questa mia vita. Motivo per cui è ora di continuare e finire questa rubrica con la penultima puntata.
Vi ricordo che potete cliccare sulle immagini per essere rimandati ad Amazon (se c'è) e leggere le trame dei vari classici e, di seguito, trovate le puntate precedenti. Il tema di oggi è la formazione.



Formazione e riti di passaggio
Il professore ci dice che ci sono passaggi indelebili che costringono tutti noi a crescere e ad abbandonare il Peter Pan dentro di noi, affrontante le inadeguatezze e la realtà. Abbandoniamo i sogni e la gioventù, continua, ma organizziamo il nostro essere andando verso il futuro e allontanandoci dal passato Per questo la formazione è il materiale perfetto per e fondamentale per ricostruire l'umanità, per questo i romanzi che ne parlano sono didattici: no si sfugge dalla prova, conclude e ci propone i seguenti titoli.

Le fiabe del focolare - Fratelli Grimm


La certosa di Parma - Stendhal


David Copperfield - Charles Dickens


La linea d'ombra - Joseph Conrad


Il signore delle mosche - William Golding


Martin Eden - Jack London


Le avventure di Pinocchio - Carlo Collodi


Il giovane Holden - J.D. Salinger


L'isola di Arturo - Elsa Morante


Arancia meccanica - Anthony Burgess


Il barone rampante - Italo Calvino


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A parte qualche fiaba dei fratelli Grimm e de Il giovane Holden, tutti gli altri non li ho letti. Anche se mi incuriosisce molto Il barone rampante e La certosa di Parma.

E voi, quali di questi avete letto?
Quali di questi vorreste leggere?

giovedì 26 novembre 2015

Recensione: Come quella gran culo di Cenerentola di Silvia Amabile

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la recensione di un libro divertente e leggero, anche se non mancano alcune cosette che consiglio all'autrice. E proprio a lei mi rivolgo e le chiedo scusa per il mio imbarazzante, grandissimo ritardo e grazie della pazienza.


Titolo: Quella gran culo di Cenerentola
Autore: Silvia Amabile
Editore: Autopubblicato

Trama:
"Vedete care ragazze" disse Freddy alzandosi e mettendosi al centro del cerchio di amiche che lo fissavano silenziose. "Il fatto è che Ginevra e Melissa, sono proprio ... proprio come un bel paio di scarpette da sera!"
"E cioè?" chiese Ilenia inarcando un sopracciglio.
"E cioè, mia cara Ile." Rispose con un sospiro di frustrazione. "Per una persona che abbia un minimo di buon gusto nel vestirsi, e qui, senza offesa tesoro, ma sei l'ultima ad avere voce in capitolo, un paio di scarpette sono "inseparabili"! E' dalle elementari" proseguì il ragazzo, infilandosi le mani nelle tasche della vestaglia di raso, "che Mely e Giny sono diventate un tutt'uno. Non è passato un giorno, a mia memoria, che non si siano incontrate e chiamate dozzine di volte. Hanno affrontato tutto, ma proprio tutto, assieme: marachelle, primi amori, brufoli, studio, università ...."
"Che poi" intervenne Giorgia prendendo una pausa per soffiarsi sulle dita dei piedi, nel tentativo di asciugare lo smalto. "Chi l'avrebbe mai detto che due persone così diverse, quasi fossero come il giorno e la notte, potessero diventare così tanto amiche." 
"Il motivo, cara la mia "Mangia Uomini", è che al contrario di te" la interruppe Freddy ammiccando, "sia Giny che Mely, credono fermamente nelle favole. E nelle favole, si sa, tutto è per sempre." All'improvviso cambiò espressione e rivolse al gruppo uno sguardo carico di ansia. "Voi non provate la fastidiosa sensazione che in qualunque momento, possa innescarsi una reazione a catena altamente distruttiva quando quelle due non stanno insieme?"
Le ragazze annuirono pensierose.
"Quindi ora che hanno litigato che si fa?" chiese Liliana con lo sguardo colmo di tristezza.
"Ci rimbocchiamo le maniche, ecco che si fa!" Rispose Freddy motivato. "Non permetteremo che i loro sogni s'infrangano come quelli di Cenerentola a mezzanotte. Tutti i suoi guai sono iniziati quando ha perso una scarpetta. Noi rimetteremo insieme il paio! Perché come dico sempre io, non può esserci lieto fine senza un elegantissimo tacco 15 ai piedi. Forza ragazze, a nanna, che domani ci aspetta un sacco di lavoro!"
"Aspetta!" lo fermò Ilenia prendendolo per un braccio. "Avevi detto che c'era dell'altro."
Il ragazzo si avvicinò al gruppo bisbigliando. "Da fonti a me vicine, giungono voci" esordì con fare cospiratorio,"che le nostre amiche si stiano avventurando in nuove frequentazioni e, sempre a quanto si dice, queste sembrerebbero avere contorni alquanto... come dire... piccanti."
Giorgia emise un gridolino. "Vogliamo i dettagli!"
Freddy guardò l'ora titubante. "Ok!" Esclamò poco dopo. "Mettetevi comode gioie sto per raccontarvi due bellissime storie d'amore."


Recensione:
Chi di noi ragazze non ha mai voluto, nei momenti di sconforto,  avere una storia fiabesca, una storia d'amore dove lei sarebbe la principessina e poi ci sarebbe il principe azzurro. Un po' come Cenerentola, no?
Beh, gente, Cenerentola si metterebbe a piangere davanti alle protagoniste di Silvia Amablie, Melissa e Ginevra.
Dette anche Lissy e Ginny le ragazze si conoscono da una vita e sono inseparabili, tanto che vogliono andare nella stessa meta con il progetto dell'Erasmus. Peccato però che per qualche inconveniente burocratico le due si troveranno divise da un oceano. Melissa finisce a Londra in una casa discografica, Ginevra a New York a fare da assistente per delle lezioni di astronomia.

Prima di partire, però, le due litigano in modo insensato e senza chiarimenti ognuna prende la sua strada. Melissa avrà a che fare con la sua impulsività e i fantasmi del passato da sola. Con un capo bellissimo che "sembra un dio greco" e il suo sogno da ragazzina, la rockstar di cui conosce tutti i testi delle canzoni.
Ginevra avrà a che fare con la sua datrice di lavoro che odia gli italiani, con la sua perenne dieta e con... Il suo sogno da ragazzina, l'attore semi sconosciuto che inizia a frequentare.
Che culo che hanno 'ste ragazze, no?

Così tra tante avventure delle nostre protagoniste e dei loro amici passano circa quattrocento pagine. Ecco, che ho trovato un po' troppe secondo me; ci sono così tante cose che sono inutili per la narrazione e che la rendono prolissa. Narrazione che avviene perlopiù solo con dialoghi, e se da una parte il lettore si sente più coinvolto ed è come se leggesse una commedia teatrale moderna, dall'altra attraverso i dialoghi non si esprime la vera abilità di scrittrice di Silvia Amabile che, sono sicura, se li abbandonasse un po' sarebbe in grado di fare faville da quei pochi stralci di narrazione priva di dialoghi che ho letto. Ultima nota negativa è stata la presentazione di tutti i personaggi nelle primissime pagine del libro, che ha fatto in modo di creare confusione e inizialmente non sono riuscita ad associare le voci e le vite ad ognuno di loro.

In compenso però devo ammettere che la storia è divertente ed è una nuvola: leggera. Mi ha fatto compagnia sul treno e in quell'oretta prima di dormire facendo scivolare via ogni pensiero negativo o preoccupazione. Se non è una cosa positiva questa...

mercoledì 25 novembre 2015

Recensione: Cocktail di cuori di Chiara Santoianni

Buongiorno, amanti della lettura.
Prima di correre tra le miliardi di cose da fare, vi lascio la mia mini-recensione di un libro semplice e leggero, perfetto per i momenti di troppo stress.


Titolo: Cocktail di cuori
Autore: Chiara Santoianni
Editore: Edizioni Cento Autori


Trama:
Trasferitasi a Londra dal Sud Italia per studiare nel prestigioso University College e conseguire la tanto desiderata (dai suoi familiari) laurea in medicina, Penelope si è trasformata in una instancabile socialite e, invece di presenziare alle lezioni, sbarca il lunario preparando cocktail in un locale notturno del West End. Di giorno, però, nell'appartamento a Soho che divide con l'amica Gelsomina e l'alternativa ereditiera Olivia Parker-Kensington, coltiva il suo sogno: quello di diventare una scrittrice di successo. Proprio una mattina in cui è intenta a scrivere il suo romanzo, Penny riceve una telefonata imprevista: mamma, papà e la sorella Carmela sono in arrivo, per assistere alla sua cerimonia di... laurea! E a Penelope tocca ospitarli! Ma il peggio deve ancora venire. I suoi sono in trepida attesa di conoscere il mitico Angelo: il giovane medico di origini italiane di cui Penny parla da anni e a cui è legata da un serio, e platonico, fidanzamento. Peccato che Angelo non sia mai esistito! Come cavarsela? Penelope è disperata: verrà scoperta e dovrà rinunciare ai suoi sogni di scrittrice. Meglio confessare tutto e affrontarne le conseguenze. A meno che...


Recensione:
Le bugie hanno le gambe corte, si dice. E le menzogne belle grosse? Beh, quelle portano ai veri guai. Lo sa Penny, che mentre si concentra per inviare il suo libro agli editori, sperando che questa volta non lo rifiutino "gentilmente", prepara cocktail in un locale notturno e, diciamolo, lo fa anche molto bene. Dove stanno le menzogne? Beh, diciamo che la famiglia di Penny pensa che lei sia prossima alla laurea in medicina. Ops! E proprio per questa ricorrenza i suoi con la figlia al seguito stanno per prendere il primo aereo per Londra per andare alla cerimonia di laurea. Nonché incontrare lo storico fidanzato medico, Angelo. Doppio ops! Come dir loro che non esiste nessuna laurea e nessun Angelo?

Io al posto di Penny avrei confessato tutto nel giro di cinque minuti, invece lei no, supportata dalle sue coinquiline e amiche che hanno il piano perfetto per non far scoprire niente ai genitori e, Penelope, è disposta a tutto pur di proteggere il suo sogno di veder pubblicato il suo romanzo.
Questo piano, che al lettore pare impossibile, consiste nel trovare un modo per far credere alla famiglia di star per laurearsi, un fidanzato credibile e una vita tutta "casa e chiesa". Semplice, no?

Cocktail di cuori è come un aperitivo. Da leggere tra un impegno e l'altro della giornata, da leggere per rilassarsi, è una semplice lettura senza impegno. Tuttavia, però, ho come avuto la sensazione che la storia non si fosse sviluppata, come se la scrittrice andasse di fretta e avesse scritto un finale giusto per stare nelle centinaia di pagine. Infatti trovo che la parte più importante e anche fonte di moltissime risate e scene divertenti sia stata sottovalutata, sono quelle inerenti all'arrivo dei genitori di Penny e quindi a scene dove si cerca in tutti i modi, anche inverosimili, di non far scoprire la verità.
Leggerezza, quella di un Cocktail al volo. Lo consiglio come lettura di svago.

sabato 21 novembre 2015

Segnalazione: Rebecca e la sua passione particolare di Kaimarelle Darset

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi torna a farci visita Kaimarelle Darset che, dopo La cagna, ci segnala Rebecca e la sua passione particolare.


Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Kaimarelle ha risposto:
Le tre emozioni che spero di regalare al lettore sono il sollievo per una delle scelte che deve prendere Rebecca, l'eccitazione in costante aumento e la felicità nel sapere che c'è speranza.

Titolo: Rebecca e la sua passione particolare…
Autore: Kaimarelle Darset 
Casa Editrice/ Self-pubblishing: Eroscultura editore
Dove trovarlo: su tutti gli store on-line. C
Genere: Erotico
Prezzo: 1,99 euro
Pagine: 51
Formato: ebook

Trama:
Rebecca è una ragazza con una grande passione: il sesso.
Spinta, per volontà delle rispettive famiglie, a fare coppia con il noioso Enrico, fatica sempre più a sopportarlo. È un giovane già vecchio che vede il sesso come un gesto meccanico da farsi al massimo una volta alla settimana, e questo a Rebecca non basta più. Inizia a frequentare delle chat erotiche, dove conosce Manuel, ben altro uomo! Iniziano con lo scambiarsi foto sexy per poi passare ad attività più spinte, che Rebecca scoprirà essere molto piacevoli.
Scoprirà così un sesso diverso, che la metterà di fronte a un bivio.

L'autrice:
Dietro lo pseudonimo di Kaimarelle Darset si cela una giovane donna, fredda all’apparenza ma calda nell’animo. Una scrittrice che ha fatto dell’eros una passione, convinta che solo un sano e stuzzicante sesso sappia dare piacere. Ama il mare mosso, i temporali e guardare scendere la neve. Appassionata di tecnologia e di motori, detesta la tv e tutto quanto crea rumore mentre scrive, a parte la macchina del caffè – che beve amaro e nero – e la musica dei Queen. 

giovedì 19 novembre 2015

Letture in viaggio: Treni, persone e "La verità sul caso Harry Quebert".

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi do vita a una nuova rubrica, qui sul blog. In cosa consiste?
Essendo io una studentessa universitaria fuori sede, ho la possibilità di viaggiare continuamente e di leggere. Non sono l'unica, però, sul treno o in stazione incontro sempre qualcuno che legge e la cosa mi rende felice. Mi rende felice l'idea che siamo tutti compagni viaggio, che ci siano tante letture in viaggio. Letture in viaggio, si chiama così questa rubrica a cadenza casuale.
Così, dicevo, incontro molte persone che leggono e io amo osservare le persone in generale, farmi un'idea su di loro e capirle. Mi soffermerò a chiacchierare qualche minuto con loro, ma non disturbarle troppo perché c'è pur sempre un libro che li aspetta e le emozioni sono impazienti, non bisogna farle attendere troppo altrimenti fuggono. Io vi racconterò questi incontri fugaci, effimeri, questi incontri che seppur fugaci ed effimeri diverranno indimenticabili.
Buone letture.
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Mi sveglio felice, come ogni mattina, con qualche preoccupazione inerente ai miei esami. Sono indietro con lo studio, accidenti, penso mentre aspetto il treno. Il freddo mi accarezza il viso e il venticello fa danzare nell'aria i miei riccioli neri. Il sole tipico autunnale illude di non avvicinarci all'inverno, alla neve bianca da assaggiare, alle luci del Natale, al freddo che toglie il respiro e solleva dei pesi emotivi, al buio a cui ci abituiamo facilmente, alle notti abbracciati a qualcuno che si ama.
Il treno arriva e si ferma, mi avvicino alla prima porta e salgo girando a sinistra. Mi siedo sul primo sedile.
Lei è seduta dall'altro lato, davanti a me. Una ragazza alta, capelli lisci, corti e castani, occhi grandi marroni, viso pulito senza neanche una traccia di trucco, labbra a forma di cuore. Penso abbia la mia età e probabilmente è una studentessa universitaria. Un gioco che fanno molte persone, quello di osservare le altre e immaginare le loro vite. Immaginare come sia, cosa faccia nella vita, se c'è qualcuno che li aspetta a casa, a cosa pensano. Se sono felici...
- Scusami.- Le dico mentre mi arriccio i capelli con le dita. -Ti posso chiedere una cosa?- continuo. Ha la faccia di una che studia Lettere moderne. Dalle facce si possono dedurre molte cose, sempre sbagliate.
-Certo, dimmi.- Oh cielo, chi me l'ha fatto fare. No, davvero, chi me l'ha fatto fare. Diciamo che la maggior parte dei problemi me li creo io stessa, e oggi il problema sarà qualcuno che mi manda a quel paese. Però se non avessi parlato sarei rimasta lì a pensarci e non avrei mai fatto nulla, ora che ho parlato non posso tirarmi indietro. Sostanzialmente, se parlo sarò strana, ma se parlo e poi me ne esco con "oh, no, niente" sono ancora più strana. Opterei per la prima opzione. Delle volte essere impulsivi è la scelta migliore da fare, buttarsi e tutto il resto viene da sé. E' anche il modo più vigliacco per dire successivamente che sì, abbiamo agito d'impulso, che non ci pentiamo proprio per quello.
-Mi posso avvicinare?- le chiedo mentre mi alzo. Lei annuisce e io mi siedo davanti a lei.
-Dunque ecco, ti sembrerà una cosa molto strana e scusami se sembro scema.- Mi guarda con gli occhi freddi e distanti, come a dire che sì, sono scema e forse anche una squilibrata. E io sono veramente scema a dirle che sembro scema, perché magari non l'ha pensato e ora lo pensa. Volevo solo sciogliere la tensione ma ora l'ho detto e il pensiero diventa parola, e la parola diventa intenzione e l'intenzione diventa realtà. Sono scema.
-Ho un blog di libri e di letteratura dove scrivo recensioni e curo alcune rubriche. Ultimamente pensavo ad una nuova e, siccome io viaggio molto in treno, pensavo di avvicinarmi a chi legge e parlare con lui o lei del libro che appunto sta leggendo.- I suoi occhi grandi si spogliano di quella freddezza ed è come se prendessero il loro colore naturale, si accendono, e mi chiedo se questa luce non sia la fiducia che le persone hanno nelle altre persone. Mi chiedo se abbiamo tutti questo sguardo quando incontriamo uomini e donne in stazione, alle poste, dal medico, al supermercato. Mi chiedo se veramente abbiamo preso le distanze da chiunque con la paura che gli altri ci facciano male.
-Ho visto che stai leggendo un libro e, ti va di essere la prima?- Mi sorride e sento ancora una volta che la distanza si accorcia sempre di più e che lei si sente più a suo agio. Anche io, come lei, penso che il peggio sia passato. -Va bene.- mi dice.
Prendo il telefono dalla tasca e le sorrido. "Io ho paura come te, delle persone." penso.
-Vedo che leggi La verità sul caso Harry Quebert, l'ho finito recentemente. E' stupendo.-
-Davvero? Ah, buono a sapersi.- Mi risponde mentre io mi preparo a trascrivere quello che mi dirà.
-Come lo hai conosciuto e cosa ti ha spinto a comprarlo e leggerlo?- le chiedo lanciando un'occhiata a quel libro che mi ammicca, come a dire che regalerà le stesse emozioni anche lei, di non preoccuparmi, è una promessa. Le promesse si mantengono sempre, i libri non mentono mai. I libri mantengono le promesse. I libri non deludono. Le persone non sono libri.
-Stavo facendo un ordine su internet per comprare alcuni libri universitari e ne ho approfittato per comprare anche qualche libro di lettura. Me lo ha consigliato una mia amica e, e niente...- sorride gesticolando. Si dice che l'Italia sia il paese che più comunica coi gesti, è una tradizione, fa parte della cultura e dell'essere italiani, come "Nel blu dipinto di blu", come la Vespa, come la pizza, come la passione, come Roma.
-Sei ancora all'inizio, alle prime pagine, ma come ti sembra ora?- le chiedo e so che è una domanda stupida, che un libro non puoi decidere come sia se sei alle prime pagine, che è peggio del giudicare un libro dalla copertina. Che devi scoprirlo pian pianino, per permettere a lui di scoprirti, che ci si deve conoscere almeno un po' per giudicarsi. Un libro, non è una persona.
-Mi sembra molto interessante, anche se sono ancora all'inizio.- Abbassa lo sguardo e immagino che lei sia come me, una che non riesce a sostenere gli occhi altrui perché non vuole farsi conoscere, vuole essere dimenticabile, non vuole mostrare i suoi occhi per non farsi scappare cosa pensa o cosa prova, non vuole esibire le sue debolezze. Non vuole essere vulnerabile, bersaglio del più forte.
-E' il tuo genere?- le chiedo come ultima domanda, perché è stato tutto così improvvisato che non so che altro chiederle, e mi dà noia la cosa. Ma, ho agito d'impulso, dunque non posso pentirmi, no?
-In realtà io no  leggo molto, quindi non ti so dire quale sia il mio genere e quale no.- Penso mi sorrida, ma non lo so perché continuo a scrivere le sue risposte sul telefono, per non perdermi una virgola. Scrivo e penso che no, non può fare Lettere moderne se non legge molto, che allora secondo me fa Giurisprudenza. Sarà un avvocato, difenderà i più deboli ma anche i più spregevoli, aiuterà le famiglie bisognose, ma le sradicherà anche.
Alzo la testa e le sorrido. -Grazie per aver risposto, ti sarò sembrata una pazzoide all'inizio, magari lo pensi anche ora- e rido.
-No, figurati, penso sia una cosa molto carina!- mi risponde lei.
-Speriamo. Ti posso fare una foto? Non capire male, non la faccio a te, non mostro il viso, ma il libro.- Vorrei evitare una denuncia, se possibile e sorrido all'idea di riceverla.
-Quindi non mi prendi la faccia?- mi chiede gesticolando davanti alla faccia.
-No, assolutamente. Solo il libro. Però non so se la copertina o il libro aperto dove stavi leggendo. Tu che mi consigli?- Le persone vogliono sentirsi partecipi, far parte di qualcosa, aiutare, sentirsi utili in questo mondo che giorno dopo giorno non fa che farci sentire impotenti ed egoisti.
Non saprei, come vuoi tu, magari aperto.- Le persone però hanno anche paura di sbagliare e indirizzare scelte altrui verso l'errore e non vogliono prendersi la responsabilità. Non vogliono accollarsi i sensi di colpa che, si sa, uccidono anima e corpo.
-Sì, dai.- Scatto a foto e penso di essere davvero una pazza.
La ringrazio e torno al mio posto. E' passato tutto, non ti ha mandata a quel paese, penso. Apro la borsa, prendo il mio libro e inizio a leggere. Una volta arrivate a destinazione lei scende alla mia stessa fermata, faccio mente locale delle facoltà del posto e mentre mi sistemo la sciarpa penso: Sì, secondo me sarà un avvocato; La verità sul caso Harry Quebert le piacerà moltissimo.

mercoledì 18 novembre 2015

Recensione: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione di un libro carinissimo che mi ha consigliato una mia cara amica :)


Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Editore: Garzanti

Trama:
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.


Recensione:
Sapete che avrei potuto avere un futuro come ghostwriter? Vabbè, adesso esagero, ma al liceo ero quella che faceva i temi alle amiche, quella che scriveva le lettere, le dediche e i messaggini d'auguri. Solo che ancora non sapevo cosa facesse di preciso una ghostwriter, e neanche prima di leggere L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Ora, grazie a Vani, lo so.

Vani è una donna cazzuta, ecco. Una donna che dimostra meno della sua età, dallo stile dark/punk per allontanare chiunque voglia avvicinarsi a lei, quel ciuffo corvino che le copre gli occhi per evitare glo sguardi delle persone. La ghostwriter. Vani lavora per Enrico come ghostwriter. Senza abbandonarci a troppi inglesismi, Vani si immedesima nell'essere degli scrittori e scrive al posto loro i romanzi che porteranno la firma dei primi. Ha questo dono.. Oh cielo, se solo mi sentisse credo che se ne uscirebbe con una delle sue battute sarcastiche che mi lascerebbero senza neanche batter ciglio, figurati replicare. Vani ha questa capacità o intuito che le fanno fare il suo lavoro in maniera eccellente, addirittura scrivere il miglior libro del mondo ma nessuno può saperlo. Nel frattempo scrive però anche il peggior libro del mondo, per la tematica trattata, e affronta la cosa con ironia e un apparente cinismo che la fanno passare per l'asociale darkettona. Nessuno sa, però, che infatti è solo apparenza, Vani è così, e ha poca fiducia nelle persone per insicurezze del passato che Alice Basso alterna alla narrazione del presente.

L'intuito di Vani però non si fa sentire per avvisarla dell'imminente (dis)avventura che vivrà quando la scrittrice per cui adesso scrive un libro, sparisce e si sospetta che sia stata rapita. Non la avvisa neanche dello scrittore belloccio che la seduce e nemmeno dell'ispettore Berganza che sembra uscito da un romanzo giallo.
Ma Vani è intelligente, furba e sveglia. La seguiamo nelle sue vicende a facciamo il tifo per lei, per questa donna con le palle, come si suol dire, e che un po' invidiamo per la sua battuta pronta e ironica. Della serie: "come combattere la quotidianità a colpi di ironia".

La scrittura di Alice Basso è "simpatica". Si può definire una scrittura o uno stile simpatico? Immaginate un vostro amico simpatico, ora immaginate di passare con lui un pomeriggio o di andarci a pranzo. Vero o no che non sentite il tempo passare? Perdiamo la cognizione del tempo perché siamo in buona compagnia. Il libro di Alice Basso è così: non ci accorgiamo delle pagine che si sfogliano, perdiamo la cognizione del tempo e la sua scrittura è una buona compagnia.

L'imprevedibile piano della scrittrice è una lettura fresca e scorrevole, un libro dove le sfumature del rosa si mescolano a quelle del giallo, nulla di pretenzioso, nulla che ti rimanga attaccato alla pelle. Lo consiglio come lettura di svago, di mero relax e per farsi rubare un sorriso.

Non fare mai, mai notare a una come me che potrebbe forse anche essere "innamorata". Scegli qualunque altro termine, ma non quello. "Innamorato" ha tutto un universo dietro. "Innamorato£ richiama svago e melenso e rimbecillito. Darmi dell'innamorata significa dirmi che in questo momento della mia vita io ai tuoi occhi appaio svagata e melensa e rimbecillita. Circondata da un'aura rosa caramella e dagli uccellini guanciuti di Biancaneve. La lingua italiana consente pochi sinonimo, ma trovali. Per quelle come me, innamorata è un'offesa, una paraloccia, uno svilimento, un cliché. Ci siamo capite?

Tutto chiaro, Vani!

martedì 17 novembre 2015

Recensione: Stoner di John Williams

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi parlo di un libro che ho desiderato di leggere per troppo tempo. Ora l'ho letto e, a malincuore, ne scrivo una recensione negativa perché purtroppo non mi è piaciuto.


Titolo: Stoner
Autore: John Williams
Editore: Fazi Editore


Trama:
William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron).


Recensione:
Da troppo tempo rimando la lettura di Stoner, convinta che la storia meriti la mia più totale attenzione e convinta che fosse un libro da cinque stelline, così, a prescindere, ad emozione, complici forse le opinioni entusiaste. Le aspettative stavano lì quindi, lievitavano, e con loro il rischio di rimanere delusa, cosa che è successa.

Motivo che mi sconcerta un po' è che il libro e la storia fossero state spacciate come di formazione adulta con un personaggio alla Svevo dove i protagonisti si lasciano vivere e si guardano vivere soddisfatti della propria vita, spettatori e non attori della stessa. Cosa che io non ho colto, perché sempre di cogliere e punti soggettivi parliamo. Stoner secondo me ha vissuto la sua vita come attore, è vero, non con un ruolo attivissimo, non come se avesse il ruolo principale, non da quello di eroe della società, non con la consapevolezza che c'è solo la prima su quel palcoscenico e basta, niente repliche. Una volta che cala il sipario, lo spettacolo è finito, per sempre. Eppure Stoner se la vive la sua vita. Ad esempio quando decide di continuare a studiare allontanandosi dalla famiglia, quando decide con chi sposarsi e anche quando lascia che il matrimonio vada alla deriva, quando decide di non arruolarsi, quando per un lasso di tempo si lascia andare al ruolo di antieroe e presto si sbarazza del costume trovando più comodo il suo.

Stoner prendere un'insieme di decisioni che portano a pensare che non è assolutamente vero che si lascia vivere. Diciamo che questa è un'americanata, e come tutte le americanate ha successo, ha successo anche ciò che replica le americanate. Il classico statunitense delle periferia che si vede arrivare la guerra e che decide di non arruolarsi, beh fa effetto e su questo non voglio iniziare a divagare. Il classico americano che insegna la letteratura a giovani uomini assetati di conoscenza. L'americano che vive da americano, tutto qui.

Stoner è una lettura che ho trovato piatta ma non è un difetto, per così dire, perché basta leggere la trama per capire che di un'avventura non si tratta. L'ho trovata inoltre piacevole e se non fosse stato per le mie aspettative deluse non sarei rimasta così perplessa, dato che mi aspettavo qualcosa di ancora più piatto ma con più significato. Significato e messaggio e filosofia che, comunque, non ho colto.

Stoner, infine, è stato venerato dalla critica e osannato, ma sinceramente non ne ho visto un motivo.; quindi se devo consigliare un libro non consiglierei Stoner.

lunedì 16 novembre 2015

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti della lettura.
Negli ultimi giorni mi sono trovata a dire "rendete la solitudine vostra amica, perché delle amiche non si ha paura. Non abbiate paura della solitudine."
La poesia di Emily Dickinson, oggi, cade a fagiolo.
Buona settimana e buone letture.


Sarei forse più sola...

Sarei forse più sola
senza la mia solitudine.
Sono abituata al mio destino.
Forse l'altra - la pace -

potrebbe spezzare il buio
e riempire la stanza -
troppo stretta per contenere
il suo sacramento.

La speranza non mi è amica -
come un'intrusa potrebbe
profanare questo luogo di dolore -
con la sua dolce corte.

Potrebbe essere più facile
affondare - in vista della terra -
che giungere alla mia limpida penisola
per morire - di piacere.

domenica 15 novembre 2015

Un salto in libreria #12


Buongiorno, amanti della lettura.
La parola "fine" ad ogni cosa nella propria vita mette tristezza, nonostante si sappia che che la fine è anche un inizio. Comunque sia, un po' di malinconia c'è sempre.
In casa Harlequin Mondadori, con cui ho iniziato a collaborare recentemente, il 17 di novembre in libreria troveremo due finali. Il primo, quello dei fratelli O'Neill, e il secondo riguarda quello della serie Blue Heron. Suvvia, non siate malinconici, e godetevi la lettura :)


Titolo: Accade a Natale
Autore: Sarah Morgan
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine:
Prezzo: € 14,90
Uscita: 17 novembre 2015

Questo Natale, Tyler O'Neil, ex campione di sci, affascinante rubacuori e papà single ha una sola missione: regalare a sua figlia Jess il miglior Natale della sua vita. Il fatto che la sua migliore amica, Brenna, bella e sexy da morire, sarà temporaneamente ospite del suo chalet allo Snow Crystal Resort, al completo per le feste, è una deliziosa distrazione che lui deve assolutamente ignorare. L'amicizia che lo lega a Brenna, infatti, è forse l'unica relazione che non ha ancora rovinato. Ma è possibile che in questo magico Natale i suoi sogni possono finalmente diventare realtà?


Titolo: Nei tuoi sogni
Autore: Krisin Higgins
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine:
Prezzo: € 14,90
Uscita: 17 novembre 2014

Manningsport, Stato di New York. Quando Emmaline Neal viene invitata al matrimonio del suo ex fidanzato a Malibu, decide che non può assolutamente andarci da sola. Come fare? La soluzione sembra essere quella di farsi accompagnare da Jack Holland - alto, biondo e bellissimo. Jack sa bene come vanno queste cose, da parte sua ha bisogno di una scusa per lasciare la città: da quando ha salvato quattro persone è diventato una sorta di eroe e inoltre deve decisamente sfuggire alle grinfie della sua ex moglie che vorrebbe una riappacificazione. Non hanno fatto i conti, però, con il vino rosso a disposizione e con una fantastica torta al cioccolato, unici responsabili del fatto che sono finiti a letto insieme. Si è trattato di una sola notte, che non si ripeterà. Oppure no?

sabato 14 novembre 2015

Segnalazione: Fiabe allo specchio di Jessica A.

Buonasera, amanti della lettura.
Dopo una giornata così intesa di immagini, di parole, di opinioni, rabbia e tristezza, raccogliete voi stessi e cercate protezione in delle fiabe.

Quali sono tre emozioni che regalerai ai tuoi lettori?
Jessica A. ha risposto:
Spero di riuscire a regalare ai miei lettori: curiosità, turbamento e, soprattutto, nostalgia.


Titolo: Fiabe allo specchio
Autore: Jessica A.
Editore: autopubblicato (StreetLib)
Genere: fantasy fiabesco, critica letteraria, saggistica
Pagine: 135
Prezzo: 2,99 €
Formato: e-book
Disponibile su: Amazon, IBS, LaFeltrinelli, Kobo e altri store online
Data pubblicazione: 11 luglio 2015
Pagina Facebook: Qui

Trama:
Le fiabe hanno alle proprie spalle un passato antichissimo, fatto di numerosi personaggi, storie e riscritture. Ognuno di noi, da bambino, ha letto o ascoltato diverse fiabe e ne porta ancora dentro il ricordo. Ma siamo davvero così sicuri che le fiabe siano fatte solo per i bambini? E, soprattutto, che quella fiaba che ricordiamo sia (in un certo senso) “autentica”?
Percorreremo insieme questo viaggio misterioso, analizzando e confrontando alcune delle fiabe più note, scoprendo che (a volte) non è sempre il principe azzurro a salvare la principessa.

Estratto:
"Il primo racconto de La camera di sangue, dall'omonimo titolo, prende come riferimento la fiaba francese di Perrault, Barbablù. […] Perrault delinea fin dall'inizio la figura di Barbablù, presentandolo come un uomo ricco, ma brutto e spaventoso, difatti: «non c'era donna, ragazza o maritata, che soltanto a vederlo, non fuggisse a gambe  dalla paura». Nella riscrittura invece è dato spazio maggiormente alla protagonista che ripercorre il proprio vissuto presente e passato. […] La descrizione che abbiamo di lui è velata, parziale, poiché a separarli c'è una porta:
“Se mi fossi appoggiata sul gomito sarei riuscita a scorgere la forma scura, leonina del suo capo e le narici avrebbero colto un soffio di quel profumo maschio e opulento, di cuoio e di spezie, che regolarmente lo accompagnava […] per quanto fosse un uomo corpulento, si muoveva senza fare rumore, come se le suole delle sue scarpe fossero di velluto, come se, al suo passo, il tappeto si tramutasse in neve.”
Nella versione francese, oltre alla barba, a rendere spaventoso Barbablù è la rivelazione di un altro particolare: «[…] aveva sposato diverse donne e di queste non s'era mai potuto sapere che cosa fosse accaduto»"

L'autrice:
Jessica A.  è una giovane ragazza di 24 anni, ama i libri, gli animali (soprattutto i gatti!) e ha quasi sempre la "valigia in mano". Fiabe allo specchio è frutto di un suo lavoro universitario (tesi) e della sua passione per le fiabe e i misteri.

venerdì 13 novembre 2015

Recensione: La parabola delle stelle cadenti di Chiara Passilongo

Buongiorno, amanti della lettura.
Tutti noi teniamo alle nostre famiglie, c'è chi ne è legato fortemente, c'è chi invece sente questo legame meno forte. Sappiamo anche quanto sia terrificante l'idea di deluderla, deludere le aspettative dei genitori, vederli tristi o felici per noi ma con quel velo di malinconia sugli occhi. Il romanzo che vi recensisco oggi, omaggio della Mondadori, parla di tutto questo, più o meno.


Titolo: La parabola delle stelle cadenti
Autore: Chiara Passilongo
Editore: Mondadori

Trama:
10 agosto 1981: Nora dà alla luce due gemelli, Francesco e Gloria. Achille Vicentini, il neo padre, sta tornando a casa dopo la notte in ospedale, a bordo della sua Giulietta, euforico. Attraversa il panorama di "case e aziende, case e aziende" che ben conosce: così è tutta la campagna veneta dove vive, popolosa e operosa. Lui stesso vi contribuisce da quando con suo padre ha trasformato il forno di famiglia, nel centro di Borgo San Bartolomeo, in una piccola azienda dolciaria. Alla ditta e ai figli Achille intende dedicare ogni suo giorno. È uno tutto d'un pezzo, un uomo di destra pervaso però da un senso di responsabilità di marca socialista nei confronti di chi lavora per lui: i dipendenti sono parte della famiglia. È con loro che Achille escogita il modo più bello di festeggiare la notte in cui i suoi figli sono nati: una nuova merendina a forma di stella cadente, la Tortina San Lorenzo, destinata ad avere grande successo. Achille già immagina Francesco e Gloria che crescono mangiando quei dolci genuini, che diventano bimbi paffuti, adolescenti sereni, studenti d'eccellenza pronti a prendere in mano le sorti della ditta. Dagli anni Ottanta a oggi le vite di Achille e Nora, di Gloria e Francesco e di tutta la comunità che li circonda vengono narrate come in un album di fotografie, pieno di luci, di sorrisi e di ombre. Nulla, o quasi, sarà come Achille lo aveva previsto.


Recensione:
Certo che sono pochi i lettori dei talenti italiani. Io ero una di questi. Leggevo solo autori stranieri, ma da qualche anno un po' li ho messi da parte e mi sono appassionata ai nostri autori, senza rendermene conto. Poi esce un libro d'esordio di una penna italianissima e a lanciarlo è proprio una delle più grandi case editrici che abbiamo. Un po' fa pensare e mi chiedo che cosa abbia di speciale questo libro, oltre al titolo poetico, e sorrido felice perché mi fa stare bene il fatto che si punti ancora sugli esordi, che si facciano ancora scommesse su di questi.

Quel che è sicuro è che Achille non scommette sui figli che tanto ha desiderato. I gemellini, Gloria e Francesco, che nascono la notte di San Lorenzo dopo molte speranze vive e poi morte. E appena Achille li prende in braccio capisce cosa vuole che facciano, cioè continuare l'attività di impresa della famiglia. Iniziano vari cambiamenti che che scorrono seguono la scia della parabola delle stelle. Nora, la dolce e accondiscendente moglie che silenziosamente cerca di proteggere i suoi bambini dal padre e dalle sue ambizioni per loro. Gloria e Francesco crescono, Gloria diventa sfacciatamente bella e cammina con la testa alzata per l'orgoglio della famiglia e l'azienda San Lorenzo, ma soprattutto per la merendina che ha lanciato nuovamente l'impresa sul mercato, la stessa che è stata ideata in concomitanza con la loro nascita. Francesco invece è docile, taciturno, vorrebbe evitare di recare dispiacere al padre e lui, dell'azienda non si vuole occupare.

Quelle parole, per anni sospese e nebulizzate nell'aria si scolpirono all'improvviso a caratteri cubitali nella pietra e caddero rovinosamente, in un boato assordante che scavò un solco abissale tra padre e figlio. Un enorme canyon tra sceriffo e fuorilegge.

Questi e altri personaggi entrano ed escono di scena in continuazione mettendo in opera una storia familiare che si evolve nel tempo e vediamo Gloria e Francesco crescere, Nora e Achille invecchiare, li vediamo in un'Italia che sembra sempre in movimento, anche quando non si muove, una città ancorata alle sue origini e alle sue tradizioni, al suo finto immobilismo. La scenografia cambia, i costumi anche, le personalità dei personaggi.

Chiara Passilongo esordisce con un romanzo tricolore al massimo, l'Italia vista attraverso la vicenda di una famiglia, e lo fa con eleganza ma anche con cautela. La sua scrittura è chiara e senza sbavature, se così riesco ad esprimermi. È stata in grado di farci conoscere la storia personale e la narrazione da ogni punto di vista. È chiaro quindi, secondo me, il motivo per cui una casa editrice come la Mondadori abbia investito su un'esordiente: La parabola delle stelle cadenti è un ottimo romanzo.

Tuttavia, però, c'è qualcosa che a me è mancata. Se in alcuni romanzi che ruotano attorno a vicende familiari, mi sento parte della famiglia e come membro, vivendo la loro storia insieme a loro, dentro alle mura di casa al calduccio, con questo di Chiara Passilongo è stato come guardare solamente la loro vita attraverso la finestra, fuori, lontano dalla famiglia. Non mi sono sentita sufficientemente coinvolta emotivamente. Motivo per cui non me la sento di bocciarlo come libro, passatemi il termine, ma non me la sento nemmeno di consigliarlo di cuore a tutti.
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