sabato 24 dicembre 2016

Siate soddisfatti, in ogni caso, e buone feste!

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Dopo quasi due settimane torno a scrivere qui sul blog, mentre sono stata sempre attiva su Facebook e Instagram. E proprio attraverso il primo ho annunciato la mia disperazione da universitaria alle prese con gli esami, nonché il mio dispiacere sul fatto che sarei stata meno attiva del solito. Ebbene, per ora mi prendo dei giorni di meritato relax facendo passeggiate in ogni dove sfidando il gelo che tanto soffro, passo moltissimo tempo insieme alla mia famiglia e mi godo delle belle e lente letture serali. Sono giorni belli, questi, che mi trovano felice e sempre sorridente. Complice anche il clima natalizio che adoro, approfitto di questi ultimi giorni dell'anno.

Ma so benissimo di non essere l'unica a godermi questi bei momenti, ed è proprio per questo che oggi leggete queste parole: per augurarvi tanti gioia, per farvi gli auguri di buon Natale, per dirvi di essere sempre soddisfatti, in ogni caso, quando farete il bilancio di fine anno. E' stato un anno meraviglioso, che sia stato buio oppure pieno di luce, siamo tutti cresciuti e abbiamo ancora una volta imparato molte lezioni dalla vita. Non abbiate fretta di compensare il perduto subito con i buoni propositi per il prossimo anno, lo sappiamo tutti che nessuno di noi li rispetterà o cercherà di raggiungerli. Se li scriverete su un pezzo di foglio, quello verrà perso, se li terrete a mente, questa li sostituirà con i pensieri e i propositi quotidiani.

Possiamo, però, cercare di essere sereni, passare più tempo con le persone che amiamo, fare ciò che ci rende felici, goderci appieno queste feste. Auguri, amanti della lettura, e a rileggerci a gennaio con il bilancio mensile di dicembre, la classifica dei libri più belli del 2016 e quella invece dei libri più deludenti. E poi, neanche a dirlo, una marea di recensioni!

Un abbraccio fortissimo,
Siham

martedì 13 dicembre 2016

Recensione: Felici i felici di Yasmina Reza

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su un breve romanzo, Felici i felici, in cui regna il fatalismo e la desolazione umana, in cui i rapporti umani vengono demoliti assieme alle loro ambizioni e alla tanto desiderata felicità.


Titolo: Felici i felici
Autore: Yasmina Reza
Editore: Adelphi
Prezzo: €18.00
Data di uscita: 16 ottobre 2013

Trama:
«Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell’amore. Felici i felici»: questa «beatitudine» di Borges, da cui Yasmina Reza ha tratto il titolo del suo romanzo, ci dà subito una chiave per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Se infatti uno dei personaggi, una donna, afferma: «Le coppie mi disgustano, mi disgusta la loro ipocrisia, la loro presunzione, la loro vieta connivenza», un altro dichiara al suo analista: «Quando sono a casa ho sempre paura che arrivi qualcuno e veda quanto sono solo». Perché la felicità – nell’amore o nell’assenza di amore, all’interno di una coppia o fuori di ogni legame – è un’attitudine: e si direbbe che, di tutti coloro che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte brucianti, a volte crudelmente comiche, quasi nessuno la possieda. I ventuno monologhi che qui si susseguono, in un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, formano un ordito i cui fili (tenui o pesanti come catene) collegano tra loro molteplici destini, tutti segnati dall’impervia difficoltà dell’incontro con l’altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, in dialoghi che schioccano come frustate, e dove sempre lampeggia il genio della donna di teatro, in un avvicendarsi di scene nel corso delle quali, infrangendo la superficie smaltata delle buone maniere, esplode la violenza, e in una costante oscillazione fra il registro drammatico e quello grottesco, Yasmina Reza conduce la "ronde" dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti traditi, amanti insoddisfatte e fedifraghi cinici, giovani fuori di testa e vecchi abitati dalla morte – senza mai allontanarsi dalla ferrea lucidità e dal realismo intransigente di chi cerca di dire la nudità di ciò che è.


Recensione:
Perfino la vita, a lungo andare, è un valore insulso. Perfino la vita, non crede?
Attirata dal titolo enigmatico e da un'autrice a me sconosciuta, mi sono avvicinata a Felici i felici con un leggero timore ma anche attratta dal fascino del primo racconto: un matrimonio che ormai ha toccato il fondo, dei dispetti insensati che la coppia si fa in pubblico, come dei bambini, non più attenti alle apparenze o ai giudizi dell'estraneo che in fila alla cassa del supermercato li osserva e sorride di quella coppia ormai spezzata. Un sorriso che dura poco, anche quello del lettore che ben presto si rende conto di star guardando la bassezza di un rapporto e la tristezza prende posto nel cuore, pronta a nutrirsi di altrettante storie simili.

Trovo abbastanza ignobile questo modo silenzioso che hanno gli uomini di restituirti al corso del tempo. Come se bisognasse ricordarci, a ogni buon conto. che l'esistenza è discontinua.

Quella di Yasmina Reza è un breve romanzo corale in cui ventuno racconti si intrecciano, si incontrano, si scontrano e si sovrappongono, destinati a formare un mosaico multicolore in cui, però, le tracce della frammentazione non sono invisibili. Ventuno persone legate tra di loro con il sangue, il matrimonio, l'amicizia, l'amore: l'essenziale della vita, si direbbe. Ventuno personaggi con altrettante storie da raccontare dal loro punto di vista, ventuno vite sotto il bisturi a forma di penna di Yasmina Reza, ventuno vite analizzate con spietata oggettività.
I mariti e le moglie che si fingono anticonvenzionali prendendosi gioco di coloro che ancora fanno i piccioncini, ignorando il malessere che si cela dietro ciascun individuo. Le tentazioni di ognuno di loro, quelle di avere gli amanti senza sconvolgere però la vita di nessuno; gli egoismi che colmano i silenzi notturni, le famiglie infelici che sembrano invece felici.

Il cielo è sopra la testa di tutti. Gli uomini attraversano tutti la stessa nebbia. Gli interni ci rimandano a noi stessi. La luce dei luoghi chiusi mi aggredisce nell'intimo. Colpisce gli oggetti e mi colpisce l'anima. Certe luci sopprimono in me ogni senso di futuro.

Felici i felici è un breve romanzo in cui i personaggi sono così antipatici, privi di virtù e morale, desolanti e disgustosi, bugiardi e traditori. E Yasmina Reza non risparmia nulla a loro, ma nemmeno a noi lettori che infondo sappiamo che l'essere umano è così. L'autrice, con una scrittura cruda e asciutta, senza compassione o senza addolcire l'amaro, ci racconta della desolazione umana, di quanto sia infinita la solitudine umana, di quanto di incommensurabile la disperazione per cui talvolta non riusciamo o non abbiamo il coraggio di abbandonare tutti quei rapporti nevrotici che tirano fuori il peggio di noi. Ventuno storie raccontate tramite frammenti di vita quotidiana in cui l'ambizione comune sembra essere la tanto desiderata felicità, che altro non è che il frutto di un talento, quello di essere felici, e non una condizione umana.
Felici i felici di Yasmira Reza è un libro in cui regna il fatalismo, crudele, pieno di cinismo; da leggere tutto d'un fiato perché tutto, seppur spiacevole o sconfortante, fa parte della vita nella sua interezza.
Nella morte siamo tutti soli.

giovedì 8 dicembre 2016

Recensione: Melody di Sharon M. Draper

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi parlo in modo sconnesso come tutte le volte in cui un libro mi ruba il cuore, di Melody. Un libro profondo, dalla scrittura diretta e disarmante, capace di far riflettere ed emozionare come poche storie. Melody è consigliato per tutti: per i più piccoli per educarli alla disabilità, per i grandi per spazzare via l'ignoranza, per tutti noi che spesso diamo per scontate e sottovalutiamo tutte le cose che abbiamo.


Titolo: Melody
Autore: Sharon M. Draper
Editore: Feltrinelli
Prezzo: €13.00
Data di uscita: 28 gennaio 2016

Trama:
Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità "registrazione". E non c'è il tasto "Cancella". È l'alunna più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Quasi tutti - compresi i suoi insegnanti e i medici - ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento, e fino a oggi le sue giornate a scuola sono state scandite da noiosissime ripetizioni dell'alfabeto. Cose da prima elementare. Se solo lei potesse parlare, se solo potesse dire che cosa pensa e che cosa sa... Ma non può. Perché Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Melody sente scoppiare la propria voce dentro la sua testa: questo bisogno di comunicare la farà impazzire, ne è certa. Finché un giorno non scopre qualcosa che le permetterà di esprimersi. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. Però non tutti intorno a lei sono pronti per quello che dirà. Età di lettura: da 12 anni.


Recensione:
Ci sono libri che sanno scavare dentro di te a tal punto da riportare a galla ricordi finiti nel dimenticatoio. Come Melody che da quel luogo della mente mi ha ricordato di quando avevo circa tredici anni, in quel parco giochi pieno di colori e di bambini sorridenti, io me ne uscii con una frase che subito dopo averla pronunciata sembrava aver rotto l'aria. Al ricordo di quella sensazione e di quelle parole, vorrei che si aprisse una voragine sotto i miei piedi e che mi inghiottisse. Melody è stato questo e tanto altro per me.

Soffro di tetraplegia spastica, detta anche paralisi cerebrale, una condizione che limita l'uso del corpo ma non della mente.

Melody mi ha fatta sentire impotente di fronte alle parole da lei pensate ma non pronunciate e mi ha fatta pensare a noi, noi che abbiamo questa straordinaria capacità di cui ci dimentichiamo, a tal punto che spesso usiamo per ferire chi amiamo; mentre Melody e tutti i bambini come lei, vorrebbero solo esprimere in lettere il loro amore a chi amore dà loro. Melody è una bambina così intelligente da lasciare sorpresi, da commuovere. E di commozione, mentre leggevo, ce n'è stata parecchia: di fronte a una disabilità pervasiva e ingiusta come quella di Melody, come sono ingiuste tutte le disabilità che esistono, il cuore si gonfia di tristezza. Perché Melody rappresenta tutti quei bambini noi definiamo speciali e, sebbene io odi questo termine perché non è altro che un modo meno palese di dire diverso, è anche un termine che si abbina perfettamente a loro e a Melody: una intelligenza acuta, una testardaggine e una determinazione che noi che abbiamo quattro arti funzionanti perfettamente usiamo poco per fare della nostra vita la vita che vogliamo davvero. E poi ci sono anche gli eroi senza mantello, quelli che lottano per la sopravvivenza dei propri figli, contro i pregiudizi delle persone, la compassione dai tratti dettati dall'ignoranza di altre persone, dalle infrastrutture non adatte alle carrozzine, dagli insegnanti incompetenti, gli scarsi progetti scolastici e coinvolgere questi bambini bellissimi e la retrogada idea che la disabilità è equivalente alla stupidità, secondo la quale equivale, per i più pragmatici, ad uno spreco di risorse.

Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi. Dentro di me le parole si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse.

Melody è un libricino che vale per tutta la vita, per tutti: profondo nelle sue poche pagine, si incolla nella mente. Mi sono commossa a leggere di Melody, di quei genitori così coraggiosi, della vicina di casa che ha sempre creduto nella bambina; mi sono commossa a leggere di altri bambini stupendi, di tutti quegli insegnanti che hanno deciso di curare questi bambini e ne hanno fatto uno scopo nella vita. Melody mi ha anche mostrato l'ignoranza delle persone, la cattiveria di alcuni bambini che, per carità, sono pur sempre dei piccoli ingenui ma che in qualche modo hanno assorbito i pregiudizi di chi li ha educati o, semplicemente, di questa società tumorale in cui il diverso è anormale e l'anormale è da evitare.
Melody, poi, mi ha riportato alla mente tutte quelle volte in cui mi trovo a lamentarmi delle piccole e insignificanti cose della vita quotidiana, che in quel momento sembrano meritare tutta l'attenzione del mondo, ma che con il senno di poi mi fanno solo sprofondare in una vergogna personale che è quasi peggio di quella pubblica perché impregnata dalla consapevolezza. Melody, infine, mi ha insegnato che anche lei, malgrado la sua disabilità, è riuscita a mettere quest'ultima in secondo piano quando una situazione peggiore si è abbattuta sulla sua famiglia. Ecco cosa mi ha insegnato quella testarda e fantastica bambina.

Quando dormo, sogno. E nei sogni posso fare ogni cosa. Quando si mettono insieme le squadre per i giochi in cortile, vengo scelta per prima. E corro come un razzo!

Sharon M. Draper in qualche modo con il suo romanzo parla anche in prima persona, come madre di una bambina disabile, e lo ha scritto in maniera così semplice che, le parole sono importanti, scivolano via lasciando qualcosa di più profondo e radicato nell'anima del lettore. Capace di far riflettere, ridere, piangere, arrabbiare, emozionare, Melody è un libro perfetto che reputo essenziale nella letteratura per ragazzi, e non solo, perfetto per tutti coloro che danno per scontato tutto.

Io me ne sto lì, immobile. Il mondo intorno a me, che stamattina presto sembrava di cristallo, si è trasformato in un vetro rotto.

martedì 6 dicembre 2016

5 libri + 1 che non riesco a recensire


Buongiorno, amanti della lettura!
Tutti noi, prima o poi, ci siamo trovati nella situazione in cui non siamo riusciti a parlare o scrivere di un libro in particolare; vuoi perché lo abbiamo amato troppo, vuoi perché ci è indifferente, vuoi perché, davvero, non sappiamo come farlo e le parole ci muoiono in bocca. Che abbiamo un blog, che invece durante una cena non riusciamo a dire a quell'amico lettore perché (non) dovrebbe leggere quel libro specifico, tutti ci siamo trovati in questa situazione. Oggi vi parlo di quelle letture che, personalmente, mi hanno messa più in difficoltà.



Quella vita che ci manca di Valentina D'Urbano e non solo:  non c'è niente da fare, io non riesco a recensire i libri di Valentina D'Urbano. In genere mi trovo molto in difficoltà con tutti i libri che mi lasciano il segno, ma con lei continuo a sentire una turbine di emozioni e di parole che non vogliono placarsi per permettermi di ordinare le idee e buttare giù due righe. Non c'è niente da fare, sì.


Il grande futuro è un romanzo che ho aspettato così tanto e che alla fine ho divorato di due notti. L'ho amato dalla prima all'ultima pagina ma non riesco a recensirlo o a parlarne in maniera adatta, se esiste una maniera adatta, perché il libro tocca corde molto intime e vicine a me. L'islam, la religione, il mondo arabo, sono anche il mio mondo, così pieno di contraddizioni come tutte le religioni, tanto da coinvolgermi troppo e sarebbe tutto un nero contro bianco, un sì contro un no.


Amo Giulia Carcasi, ma con Tutto torna mi ha messa sotto dura prova perché ho avuto difficoltà a capirlo e per giorni ho girato per casa pensandoci. Alla fine penso di averlo capito, ma non so come parlarne senza esitazione o tanti punti di sospensione. Sembra che parli dell'uomo, Tutto torna, dell'uomo mondo.


Voglio vivere una volta sola, un libricino che mi ha spezzato il cuore per l'infinita tristezza che lo caratterizza. Fondamentalmente è questo il motivo per cui non riesco a recensirlo: è troppo triste e nessuna parola del mio vocabolario riuscirebbe a descriverlo senza soffermarsi a riprendere fiato.


Io prima di te è un Quasi amici letterario a sessi opposti, per questo l'ho un po' snobbato sin dall'inizio. Ma alla fine ho ceduto e l'ho letto, sarà che mi piace andare controcorrente o che ho un problema con i libri acclamati dalla maggioranza dei lettori, ma io l'ho trovato abbastanza mediocre. Così, non so come recensirlo senza dire solo "è mediocre e mi aspettavo di più". Tutto qui.


Amo i classici, non ce n'è uno che non mi sia piaciuto anche se ancora devo depennare qualche titolo dalla lista di quelli da leggere prima di morire. Tuttavia io non riesco e mi rifiuto di recensirli. Perché? Perché non mi sento all'altezza.
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E voi, amanti della lettura? C'è qualche libro che vi mette in difficoltà, ancora oggi, nonostante il tempo passato, e di cui non riuscite ancora a parlarne? Se sì, quale?

venerdì 2 dicembre 2016

Riepilogo mensile di novembre

Novembre è terminato con il suo clima bizzarro, perché obiettivamente fa caldo per essere quasi dicembre e qualcosa mi dice che quest'anno la neve la vedrò solo nei film natalizi di Italia 1. Ma nonostante le temperature non fossero così basse, sono riuscita ad ammalarmi e novembre, purtroppo, mi ha vista con poca buona salute. Novembre è stato anche il mese delle novità: tutte in una volta, tutte proposte che mi dicono che devo smetterla di svalutarmi perché, dài, sono in gamba. Forse. Novembre finisce quindi, e mi vede china sui manuali dell'università e con l'ansia a mille. Per fortuna solo leggendo mi sento meglio.


Finché notte non sia più è un romanzo che mi sembrava in linea con i miei gusti e, di conseguenza, avevo altissime aspettative. Purtroppo, però, qualcosa che ma mancava mi ha deluso. Vi dico cosa nella recensione.


Il segreto di Riverview College è uno di quei libri che ti fanno sentire dentro la storia con tutti i sensi. Poi, la Londra del 1900 è bellissima! Ve ne parlo meglio nella recensione.


L'anno dei fiori di papavero è l'ultimo romanzo di Corina Bomann, autrice perfetta per staccare dalla routine quotidiana e per avere qualche ora di piacevole relax. Vi dico di più nella recensione.


Felici i felici è un breve romanzo-vita: ventuno storie tutte collegate tra di loro dai legami di sangue e non, tutte storie che raccontano delle ambizioni e solitudini umane in maniera cruda e crudele.


Tutti che aspettano Eccomi, tutti che si fiondano in libreria per Eccomi, tutti che amano Eccomi. Tutti tranne pochi, tra cui la sottoscritta: l'ultimo attesissimo romanzo di Foer è stato per me una lettura lentissima e faticosissima. Avrei tantissime altre critiche da fargli, e ve ne parlerò presto.


Il sistema di Gordon mi ha un po' tolto le parole di bocca, nel senso che ancora non so cosa pensarne e mi richiederà ancora qualche giorno di riflessione. A presto con la recensione.
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E voi, amanti della lettura? Com'è andato il vostro novembre? Letture belle o brutte? Come sempre sono curiosissima di sapere la vostra opinione :)
Un abbraccio!

mercoledì 30 novembre 2016

Recensione: L'anno dei fiori di papavero di Corina Bomann

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione sull'ultimo romanzo di Corina Bomann, L'anno dei fiori di papavero, un romanzo perfetto per rilassarsi e staccare dalla routine quotidiana.


Titolo: L'anno dei fiori di papavero
Autore: Corina Bomann
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €14.90
Data di uscita: 2 novembre 2016

Trama:
Il calore di una famiglia numerosa e due genitori che si amano: è questo che Nicole ha sempre sognato fin da bambina. Cresciuta da una madre single che non ha mai voluto parlarle di suo padre, né accogliere un altro uomo nello loro piccola "casa di donne", Nicole è fuori di sé dalla gioia quando, a 38 anni, scopre di essere incinta. Talmente felice da sperare che il fidanzato David – da sempre contrario a mettere su famiglia – possa comunque seguirla in questa avventura. Ma quando David la abbandona e Nicole scopre che il bambino ha un problema cardiaco, l'unico rifugio sicuro sarà proprio la tenuta vinicola della madre Marianne. Determinata a sapere se la malattia del bimbo è ereditaria, Nicole riesce finalmente a convincerla a parlarle di suo padre. Un viaggio a ritroso che la porterà in Lorena, a Bar-le-Duc, un villaggio circondato da vigneti e magnifici campi di papavero, dove Marianne aveva lavorato come insegnante negli anni '70, scoprendo a sue spese il radicato astio degli abitanti verso i tedeschi. Ma non tutti vedevano in Marianne una nemica, soprattutto l'affascinante viticoltore Michel, che però era già promesso a un'altra donna…


Recensione:
Quello di avere una famiglia numerosa e un marito amorevole è il sogno di molte donne, inclusa Nicole. Purtroppo, però, il suo fidanzato David non ha la stessa prospettiva di futuro e decide di non farne parte. Nicole, già di per sé sconvolta per la rottura dopo anni di relazione, lo sarà ancora di più quando uscirà dallo studio della sua ginecologa con una diagnosi terribile: il bambino potrebbe avere una malformazione cardiaca. Con le gambe molli, la sensazione di essere sola al mondo, e molti cattivi presagi che giocano con la sua mente, Nicole dovrà affrontare una grande sfida ed un ostacolo per il bene di non più un'unica persona, lei, ma anche per la vita che ha in grembo e che tanto ha sognato di avere un giorno. Così decide di seguire il consiglio della dottoressa e indagare sulla sua famiglia, per fare una verifica sull'ereditabilità della malattia. Il che significa andare oltre i paletti di sua madre Marianne e mettere le mani in un passato di cui lei non ha mai voluto parlare.

- Quello è stato il momento in cui mi sono innamorata di tuo padre - disse una voce alle mie spalle. - O meglio, il momento in cui ho capito che lo amavo. Forse me n'ero già innamorata la prima volta che l'avevo visto, ma sai, è strano: qualcosa si muove dentro di te, ma te ne accorgi soltanto dopo. Ci si incontra, poi scatta quello sguardo, quel contatto, ed è tutto chiaro. -

Non ha mai voluto parlare del padre "maledetto" dalla sua arte, dalla guerra che lo ha segnato, dalle sue muse. Le stesse che condizionano l'equilibrio della madre che, a quanto pare, per non perdere gli agi di quella vita, accetta di farsi tradire impassibile e apatica. C'è anche la sorella Ursula, con la quale non ha mai avuto uno stretto legame, e l'amore incondizionato per la Francia e il francese, un'amore che le costerà la famiglia. Ma Marianne è una donna forte che vuole raggiungere i suoi obiettivi e realizzare i suoi sogni, con o senza il supporto famigliare, ed è così che, grazie ad un progetto scolastico di scambio insegnerà il tedesco per un anno nella piccola cittadina francese di Bar-le-Duc. Un'esperienza che la segnerà profondamente, che avrà come conseguenza una donna ancora più forte e determinata: avrà a che fare con cittadini dalla mentalità chiusa e ancorata alla seconda guerra mondiale e alle conseguenze di questa, all'odio irrazionale nei confronti di tutti i tedeschi, all'ostilità anche dei più giovani, e si innamorerà di un amore impossibile.

- [...] se c'è qualcosa che ho imparato nella mia vita è che non bisogna mai privarsi della possibilità di avere dei bei momenti. Anche se un attimo prima abbiamo vissuto cose terribile... -

L'anno dei fiori di papavero è una storia ad due voci, tra passato e presente. Madre e figlia si raccontano e si ascoltano come non mai, perché è vero che i segreti prima o poi vengono a galla, ma è vero anche che certi legami, anche se non famigliari, meritano l'ascolto e il perdono più di altri. Un racconto di una vita, quello di Corina Bomann che, ancora una volta dopo Un'estate magica, si diverte a prolungarlo nel tempo, ancora una volta ci narra amori impossibili ma che in qualche modo vedono il trionfo.
Con una penna inconfondibile, più matura e lenta rispetto al precedente romanzo, l'autrice ci regala un romanzo che ha il sapore di estate, il profumo di tantissimi papaveri in fiore e una storia perfetta per rilassarsi e staccare dalla routine quotidiana.

- Sì, ma i papaveri... non so, hanno qualcosa che mette tristezza, ma allo stesso tempo anche felicità. -

venerdì 18 novembre 2016

Recensione: Tre volte noi di Laura Barnett

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su Tre volte noi, un libro su cui avevo altissime aspettative e che, invece, mi ha lasciato l'amaro in bocca. Sostanzialmente, nonostante l'idea intrigante, la struttura del romanzo troppo confusionaria, rende la lettura per niente piacevole.


Titolo: Tre volte noi
Autore: Laura Barnett
Editore: Bompiani
Prezzo: €18.00
Data di uscita: 26 maggio 2016

Trama:
Si sono conosciuti per caso in una strada di Cambridge e tra loro è scattata una scintilla destinata a durare per sempre. Ma il seguito della storia è tutto da scrivere: si innamoreranno follemente o ciascuno seguirà la propria strada? Si baceranno oppure no? Si sposeranno senza perdere tempo o trascorreranno solo qualche settimana insieme prima di lasciarsi? "Tre volte noi", il romanzo d'esordio di Laura Barnett, ci proietta in una realtà magica e coinvolgente, ci suggerisce ipotesi come hanno fatto altre storie, da "Un giorno" a "Vita dopo vita". Un racconto di possibilità che scorre dagli anni sessanta ad oggi e ci dice che anche le scelte più insignificanti possono cambiare il corso della nostra vita.


Recensione:
Quante volte tutti noi ci siamo soffermati a pensare all'eventualità di una vita diversa. E se avessimo fatto una scelta differente da quella realmente fatta? E se avessimo preso metaforicamente e/o letteralmente un percorso diverso? Come sarebbe stata la nostra vita se quel "se" fosse il nostro oggi e il nostro oggi fosse quel "se"? Sembra un concetto complesso da spiegare o da ragionare, eppure basta un attimo e la vita deraglia verso un futuro diverso. Un concetto che mette in crisi chi crede nel destino e chi invece pensa di essere padrone della propria vita, ma anche talmente affascinante da aver ispirato pellicole cinematografiche e libri pubblicati, tra cui Tre volte noi.

Eva e Jim sono i protagonisti del romanzo d'esordio di Laura Barnett e delle loro tre versioni, ovvero le tre vite che hanno condotto parallelamente se avessero preso scelte differenti. E se quel giorno la gomma della bici di Eva non si fosse bucata? E se Jim l'avesse ignorata continuando a camminare? E se, invece, i due fossero andati insieme a conoscersi nel pub lì vicino? Tre versioni di loro che si alternano senza un ordine preciso in luoghi diversi e in cui l'autrice ci racconta come basti poco per sconvolgere ogni ordine scritto e non. La loro storia ci viene raccontata con l'alternarsi delle loro due voci e nell'arco di sessant'anni, dove spesso le delusioni e le infelicità non sono mancate, che fossero insieme o che non si fossero mai conosciuti. Perché se c'è qualcosa di inevitabile, qualsiasi decisione noi prendiamo, sono proprio le cose belle e le cose brutte che si provano. Tutta quella stabilità che andiamo ricercando guardando al futuro, quel desiderio di fare la scelta giusta per soffrire il meno possibile o per far soffrire il meno possibile qualcuno che amiamo, sono riflessioni che associamo al nostro essere razionali e non imprudenti; alla fin fine, però, nella vita vige la legge di compensazione e ciò che uno si risparmia o di cui si priva oggi, gioia o sofferenza che sia, si ripresenteranno in forme e tempi diversi.

Il messaggio è chiaro, l'idea seducente, il racconto uno spunto di riflessione, ma qualcosa nel libro stona. A partire dall'alternarsi delle versioni dei protagonisti che crea una confusione che decisamente non si può ignorare e che richiede una buona dose di concentrazione e di impegno mentale, per poter collegare le vite e fare ordine su come sia finita nel precedente capitolo della stessa versione. La confusione, però, non finisce tutta lì: se Jim ed Eva sono permanenti nella narrazione e in tutte le versioni, alcuni personaggi hanno nomi diversi e bisogna seguire anche le loro vite per capire che legame abbiano con i protagonisti. In poche parole, la struttura del romanzo non è a favore dello stesso: sarebbe stato più facile se fosse stato suddiviso in tre parti e ciascuna di queste fosse una versione di Jim ed Eva. Sarebbe stato anche più piacevole, meno confusionario e avrebbe permesso una maggiore vicinanza ai personaggi, che invece risultano essere freddi e distanti dal lettore.

Tre volte noi è un libro che desidero leggere da quando è apparso negli scaffali delle librerie e per cui pensavo l'attesa averebbe portato un grande piacere, cosa che purtroppo non penso. Se l'ho portato avanti e sono qui a parlarne è per due motivi: il primo è perché sono una persona da "la speranza è l'ultima a morire", il secondo è perché mi è stato di aiuto un post-it all'inizio del libro attraverso il quale riordinavo le idee ad ogni capitolo. Purtroppo la struttura del romanzo ha fatto scemare ogni mio entusiasmo lasciandomi l'amaro in bocca, nonostante il messaggio di fondo e il fascino dell'idea che non è stata sviluppata nella maniera che avrebbe meritato.

mercoledì 16 novembre 2016

Recensione: Il segreto di Riverview College di Susanne Goga

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia recensione di Il segreto di Riverview College, un libro perfetto per la stagione e per tuffarsi in un luogo in un tempo pieni di mistero e di magia. Coperte pronte, tazza di tè in mano, l'ultimo libro della Goga sulle gambe, pronti per una lettura molto piacevole?


Titolo: Il segreto di Riverview College
Autore: Susanne Goga
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €12.90
Data di uscita: 16 novembre 2016

Trama:
Dopo la morte prematura dei genitori, Matilda Gray, protagonista de ''Il segreto di Riverview College'' l'ultimo romanzo di Susanne Goga, ha promesso a se stessa di diventare una donna forte e indipendente, e finalmente ha realizzato il suo sogno: lavorare come insegnante di letteratura in un istituto esclusivamente femminile, il prestigioso Riverview College, che si erge imponente dietro una cancellata decorata da unicorni e centauri. Ma al rientro dalle vacanze estive, una notizia inaspettata accoglie Matilda: Laura Ancroft, una delle sue allieve più esuberanti e dotate, è partita per un viaggio con il suo tutore e non rientrerà a scuola. Proprio Laura che, con tutta la passione e il coraggio dei suoi diciassette anni, recitando i versi di una poesia aveva confessato a Matilda di essersi innamorata di lei. Qualcosa però non quadra: perché nessuno, nemmeno la compagna di stanza di Laura, ha più avuto sue notizie? E perché la preside vuole a tutti i costi mettere a tacere la vicenda? Poi, una mattina di ottobre, Matilda riceve una cartolina e scopre sotto i francobolli un messaggio cifrato, che la conduce proprio nella stanza di Laura: lì si nasconde un vecchio diario segreto. Chi è l'autrice di quel diario che data addirittura 1600? E cosa c'entra tutto questo con la scomparsa di Laura?


Recensione:
Chi mi legge da un po' sa che adoro la storie sulle donne e la loro forza, per questo ero entusiasta per l'uscita di Il segreto di Riverview College: ambientato nella nebbiosa Londra del 1900 dove il massimo a cui poteva ambire una donna era un buon bagaglio culturale per poter poi dedicarsi a marito e figli. È quello che gli viene insegnato anche al Riverview College, famoso istituto di sole donne dove si insegna alle giovani ragazze il decoro che la società richiede. Ma non è inusuale che ci sia qualche allieva che desideri più di una famiglia, come voler continuare gli sudi e iniziare un carriera nel mondo del lavoro. Ed è quello che Matilda cerca, non palesemente, di trasmettere alle sue allieve, tra cui Laura Ancroft. Fino a quando qualcosa di inaspettato inizia a succedere: Laura è stata ritirata dal College dal suo tutore e qualcosa non quadra alla professoressa Matilda, i cui sospetti vengono rafforzati da una misteriosa cartolina di Laura in cui cerca di farle avere un messaggio importante, per una questione di vita o di morte.

Fu nuovamente assalita dai dubbi. aveva sbagliato qualcosa? Il messaggio di laura e il ritrovamento dello scrigno erano stati un gioco dietro cui non si nascondeva alcun significato più profondo?

Matilda si trova quindi in una posizione sconveniente perché il timore di perdere tutto ciò che ha costruito nella vita le toglie il sonno, ma l'urgenza di salvare la sua allieva è più forte. E così, aiutata dalla cartolina di Laura, riesuma dal passato un quadernino prezioso in cui metà delle parole sono andate perdute e numerose storie di vite si incontrano, mentre una tragedia famigliare urla attraverso le pagine. Così Matilda inizia i suoi viaggi per una Londra grigia costruita sotto un'altra Londra del passato e, accompagnata dal Collezionista prima e dal professor Fleming dopo, scoprirà la magia e il mistero che la sua città cela tra le sue costruzioni e quello che ancora deve far emergere. Scoprirà storie di tradimenti, di avidità, di amori e di fiducia; un quadernino appartenuto a qualcuno di lontano che non è riuscito a salvarsi ma che permetterà a Matilda di salvare Laura da un destino che contraddice il sue essere e i suoi progetti per il futuro.

Matilda si sentiva come avvolta da un'oscurità che le penetrava fin dentro le ossa e le scorreva nelle vene, un'oscurità che i lampioni non riuscivano a scacciare. La percepiva in ogni fibra del suo corpo, compresi i nervi e i capillari più sottili

Un quadernino, dei tesori da disseppellire, dei segreti da portare a galla, una Londra piena di mistero e dai toni cupi, un mistero da risolvere, una professoressa determinata ed estremamente intelligente: Il segreto di Riverview College è tutto questo e molto altro. Un libro scorrevole con cui con lo sfogliare delle pagine si collezionano i pezzi per completare un puzzle che per troppo tempo è rimasto senza soluzione. Il secondo libro di Susanne Goga è un libro perfetto per quei pomeriggi autunnali in cui si desidera staccarsi totalmente dalla realtà e tuffarsi in un tempo e in un luogo capace di far perdere la cognizione del tempo.

C'è sempre un'avventura che ci aspetta, a ogni angolo della strada.

lunedì 14 novembre 2016

Un salto in libreria #39


Buongiorno, amanti della lettura!
Una settimana nebbiosa è passata e un'altra incombe su di noi. Ma noi possiamo rallegrarci pensando alle interessanti uscite in libreria. Come il ritorno di Joanne Harris, la fortunata autrice di Chocolat. Oppure quello di Jojo Moyes, sperando che non spezzi altri cuori in giro per il mondo. Ma anche quello di Federico Rampini, l'economista e giornalista presso "La Repubblica". Susanne Goga, invece, ci catapulterà direttamente nella Londra del Novecento alle prese con un mistero da risolvere. Tanti titoli da segnare, davvero, ma almeno so che sarò felice ancora per molto. Voi no?


Titolo: La classe dei misteri
Autore: Joanne Harris
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €18.60
Uscita: 17 novembre 2016

I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?
Dopo il grande successo di La scuola dei desideri, Joanne Harris ci riporta tra i corridoi popolati di segreti di St Oswald. L’acclamata autrice di Chocolat, che vanta un milioni di lettori in Italia ed è tradotta in 50 paesi, con impareggiabile maestria tratteggia un luogo dove niente è come sembra e dove in ogni angolo si nasconde un pericolo. Dove anche il tuo migliore amico può trasformarsi nel tuo peggiore incubo. Un romanzo sorprendente, capace di esplorare i nostri istinti più oscuri.


Titolo: La locanda degli amori diversi
Autore: Ito Ogawa
Editore: Neri Pozza
Prezzo: €17.00
Uscita: 17 novembre 2016

In piedi sulla banchina del treno, Chiyoko se ne sta immobile, incapace di muovere il passo decisivo che la separa dai binari. Non ha nemmeno vent’anni, indosso la divisa da liceale e sul viso l’aria apatica di chi non ha ormai alcun rimpianto.
A Izumi, trentacinquenne separata che ogni sera alla stessa ora rientra dal suo lavoro part-time, basta uno sguardo per comprendere quali siano le intenzioni di quella ragazza dagli occhi limpidi come quelli di un cerbiatto. La afferra per un braccio e, con un gesto disinvolto, la tira verso di sé, salvandole la vita.
Per Izumi, Chiyoko è solo un’estranea, eppure le viene spontaneo invitarla a cena nella propria casa e rivelarle gli aspetti più intimi della propria vita, come il fatto che il marito l’abbia lasciata sei mesi prima e lei ora viva sola con il figlio So¯suke di sei anni. Un’oscura, inspiegabile attrazione la spinge, infatti, a desiderare la compagnia della ragazza.
Quando perciò Chiyoko le confessa di essere stata ripudiata dai genitori a causa della propria omosessualità e di voler fuggire, andarsene per sempre e raggiungere il posto che ha la fama di possedere il cielo e le stelle più belli di tutto il Giappone, Izumi, dapprima terrorizzata dalla prospettiva della fuga con una giovane donna, inizia a considerare affascinante l’idea di un posto nuovo dove poter ritrovare se stessa, le sue idee, la sua libertà. Con i soldi del divorzio acquista un vecchio pulmino Volkswagen, ci infila dentro il minimo indispensabile e lascia la città insieme a Chiyoko e So¯suke, dirigendosi in un piccolo villaggio sperduto tra le montagne. Qui le due donne si occupano di rimettere in sesto una casa in rovina trasformandola in una locanda, sulla cui facciata appendono una bandiera arcobaleno che garrisce al vento. In breve la «Locanda Arcobaleno» diventa un accogliente punto di ritrovo per viaggiatori, dove le proprietarie non si limitano a offrire ristoro alle fatiche del viaggio, ma anche, e soprattutto, alle ferite dell’anima.
Il destino, però, ha approntato per Chiyoko e Izumi una prova ancora più ardua della loro fuga, la più grande sfida che la vita riserva alla forza stessa dell’amore.
Dall’autrice del bestseller Il ristorante dell’amore ritrovato, Ito Ogawa torna con una storia d’amore sincera e appassionata che sfida ogni tabù, scandagliando le difficoltà di una coppia nel vivere la propria diversità e dando voce a coloro che quotidianamente devono confrontarsi con l’intolleranza e i pregiudizi della società.


Titolo: Tredici giorni con John C. e altri racconti
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Prezzo: €14.00
Uscita: 15 novembre 2016

Amanti appassionate e deluse, mogli invisibili e trascurate, seduttrici dai tacchi alti, casalinghe alla riscossa, ragazze intraprendenti, giovani donne in lotta con il portafoglio, nuore sfinite dalle suocere… Sono queste le protagoniste assolute degli otto incantevoli racconti di questa raccolta.
Otto storie romantiche e piene di humour che parlano al cuore delle donne, scritte con penna felice dall'autrice più amata del momento.


Titolo: Il tradimento: Globalizzazione e immigrazione, le menzogne delle élite
Autore: Federico Rampini
Editore: Mondadori
Prezzo: €17.00
Uscita: 15 novembre 2016

Il mondo sembra impazzito. Stagnazione economica. Guerre civili e conflitti religiosi. Terrorismo. E, insieme, la spettacolare impotenza dell'Occidente a governare questi shock, o anche soltanto a proteggersi.
Senza una guida, abbandonate dai loro leader sempre più miopi e irrilevanti, le opinioni pubbliche occidentali cercano rifugio in soluzioni estreme. Alla paura si risponde con la fuga all'indietro, verso l'isolamento da tutto il male che viene da «là fuori» e il recupero di aleatorie identità nazionali.
Globalizzazione e immigrazione sono i due fenomeni sotto accusa.
Il tradimento delle élite è avvenuto quando abbiamo creduto al mantra della globalizzazione, quando il pensiero politically correct ha recitato la sua devozione a tutto ciò che è sovranazionale, a tutto ciò che unisce al di là dei confini, dal libero scambio alla finanza globale. Il triste bilancio è quello di aver reso i figli più poveri dei genitori.
Il tradimento delle élite si è consumato quando abbiamo difeso a oltranza ogni forma di immigrazione, senza vedere l'enorme minaccia che stava maturando dentro il mondo islamico, l'ostilità ai nostri sistemi di valori. Quando abbiamo reso omaggio, sempre e ovunque, alla società multietnica, senza voler ammettere che questo termine, in sé, è vuoto: non indica il risultato finale, il segno dominante, il mix di valori che regolano una comunità capace di assorbire flussi d'immigrazione crescenti.
E il tradimento è continuato praticando l'autocolpevolizzazione permanente, un riflesso pavloviano ereditato dall'epoca in cui «noi» eravamo l'ombelico del mondo: come se ancora oggi ogni male del nostro tempo fosse riconducibile all'Occidente, e quindi rimediabile facendo ammenda dei nostri errori.
In questo acuto pamphlet di denuncia – inclusa un'autocritica sul ruolo dei media – Federico Rampini indica le possibili vie d'uscita: un'economia liberata dai ricatti delle multinazionali e dei top manager; un'immigrazione governata dalla legalità e nella piena osservanza dei nostri princìpi; una democrazia che torni a vivere della partecipazione e del controllo quotidiano dei cittadini; e, infine, un dibattito civile ispirato all'obiettività e al rispetto dell'altro, non ai pregiudizi, all'insulto e alla gogna mediatica dei social.


Titolo: Il segreto di Riverview College
Autore: Susanne Goga
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €12.90
Uscita: 16 novembre 2016

Dopo la morte prematura dei genitori, Matilda Gray, protagonista de "Il segreto di Riverview College" l'ultimo romanzo di Susanne Goga, ha promesso a se stessa di diventare una donna forte e indipendente, e finalmente ha realizzato il suo sogno: lavorare come insegnante di letteratura in un istituto esclusivamente femminile, il prestigioso Riverview College, che si erge imponente dietro una cancellata decorata da unicorni e centauri. Ma al rientro dalle vacanze estive, una notizia inaspettata accoglie Matilda: Laura Ancroft, una delle sue allieve più esuberanti e dotate, è partita per un viaggio con il suo tutore e non rientrerà a scuola. Proprio Laura che, con tutta la passione e il coraggio dei suoi diciassette anni, recitando i versi di una poesia aveva confessato a Matilda di essersi innamorata di lei.
Qualcosa però non quadra: perché nessuno, nemmeno la compagna di stanza di Laura, ha più avuto sue notizie? E perché la preside vuole a tutti i costi mettere a tacere la vicenda? Poi, una mattina di ottobre, Matilda riceve una cartolina e scopre sotto i francobolli un messaggio cifrato, che la conduce proprio nella stanza di Laura: lì si nasconde un vecchio diario segreto. Chi è l'autrice di quel diario che data addirittura 1600? E cosa c'entra tutto questo con la scomparsa di Laura?.


Titolo: Immersione
Autore: Christophe Ono-dit-Biot
Editore: Bompiani
Prezzo: €
Uscita: 17 novembre 2016

Su una spiaggia del mar Arabico viene rinvenuto il corpo di una donna. È nuda e la sua pelle è incrostata dal sale. Si tratta di Paz, artista spagnola fuggita da un’Europa che le stava troppo stretta, e a riconoscerla viene chiamato César, l’ex-marito. Sconvolto dalla scoperta César decide di raccontare al piccolo Hector, loro figlio, la storia della madre, una donna solare, inquieta, incredibilmente dotata: il primo incontro, il debutto e poi l’ascesa di Paz nel mondo dell’arte, la vita insieme fino all’arrivo di Hector e la fine del matrimonio. Tra tesori della Vecchia Europa e megalopoli del Nuovo Mondo, tra marmi antichi e fine sabbia di spiagge lontane, Immersione è la storia di una coppia in balia di un’epoca, la nostra, in cui è sempre più difficile amare.


Titolo: Le cure domestiche
Autore: Marilynne Robinson
Editore: Einaudi
Prezzo: €18.50
Uscita: 15 novembre 2016

Questa è la storia di due orfane, Ruth e Lucilie, cresciute da un susseguirsi di parenti e infine prese in custodia dalla più giovane delle zie materne, l'affascinante e misteriosa Sylvie. La casa di famiglia, nella città di Fingerbone, si affaccia su un lago nero, lo stesso dove il nonno morì in uno spettacolare incidente ferroviario e lo stesso in cui loro madre si gettò con l'automobile. La strada per crescere sarà diversa per le due sorelle e le porterà lontano dalla casa, che non sopravviverà al tempo e alla mancanza di cura di chi la ha abitata, ma il suo senso più profondo sarà sempre incarnato in queste due donne senza radici che sono famiglia e ne portano in sé il significato.

venerdì 11 novembre 2016

Amore a prima lettura: di come mi sono innamorata di cinque autrici italiane


Buongiorno, amanti della lettura!
L'amore è il motore della vita. L'amore si trova in tutto ciò che noi reputiamo essenziale nella nostra vita. Ad esempio l'amore che provo io per la lettura è un componente del motore della mia vita. La lettura, la letteratura, è vita stessa per me. Ricordo ancora come mi avvicinai alle pagine, come lo feci, perché lo feci; amo molti libri e per ciascuno ricordo momenti sparsi e sconnessi di quando li lessi. Mi si riempie il cuore di gioia ogni volta che vedo un libro che ho amato, di un autore o autrice che ho amato. In particolare ricordo quelle scrittrici di cui mi sono innamorata a prima vista, sin dalla prima pagina. L'amore a prima vista si dice che abbia pochissime probabilità statistiche di manifestarsi, ma quando succede... è per sempre.
Di seguito vi parlo delle scrittrici di cui mi sono innamorata fin da subito.


Valentina D'Urbano
Giravo per gli scaffali della biblioteca nel mio pomeriggio libero, e Il rumore dei tuoi passi mi chiamò a sé. Da amante dei titoli poetici lessi la trama e me lo portai a casa, felice di conoscere la vita di quei ragazzi poco fortunati e dell'amore che li avrebbe travolti in pieno. La D'Urbano è un'autrice che concentra tanto di quel dramma nelle sue storie che, per chi non la conosce e la giudica a pelle, sembra essere capace di ferire e straziare il lettore. Ma loro non possono capire e non possono sapere che nonostante la D'Urbano racconti storie così intense è anche capace, con la sua scrittura divina e graffiante, di curare le ferite e far passare il dolore nella sua fase più difficile. La scrittura di Valentina è dolorosa.


Sara Rattaro
Sara Rattaro mi ha conquistata con Un uso qualunque di te. Il filtro d'amore ha funzionato in un pomeriggio di noia e un titolo che mi ha colpita dritto al cuore. Una storia dove l'amore materno è, ancora una volta, incondizionato e immortale. Un pomeriggio che non scorderò mai, dunque, per tutte le lacrime versate e perché ho scoperto una delle mie autrici preferite in assoluto. La scrittura di Sara Rattaro è vera.


Francesca Diotallevi
In giro si parlava molto di Francesca Diotallevi e dei suoi romanzi, ma io non le ho mai dato una possibilità perché le trame di Le stanze buie e Amadeo, je t'aime non sembravano nelle mie corde. Mentre Dentro soffia il ventosì, invece. Capitato per caso, inatteso, ipnotico. Era semplicemente perfetto. Letto con emozione, con voracità, con fame di emozioni rétro totalmente rapita. La scrittura di Francesca Diotallevi è piena di grazia.




Carmela Scotti
Con L'imperfetta Carmela Scotti esordisce nel panorama italiano con un romanzo potente e da una forza incommensurabile. Ricordo ancora quando l'ho visto per la prima volta, con l'assoluta certezza che fosse una lettura di quelle che mi toccano profondamente l'anima, sicura che l'avrei amato. Una storia intrisa di tristezza e ingiustizia che colpisce dritto al cuore implorandolo di resistere. La scrittura di Carmela Scotti è poetica.

Vanessa Roggeri
Con Il cuore selvatico del ginepro, il primo libro di Vanessa, ho subito capito che il suo è un grandissimo talento quel pomeriggio piovoso e pieno di solitudine nella mia amata Irlanda. E chi se lo dimentica? La sua penna così piena di cura e di attenzione verso i suoi personaggi, quelle sue donne forti che lottano contro tutto e tutti e, soprattutto, contro la tradizione che spesso opprime le società e rende invivibile la vita a molte persone. La tradizione e la forza che attraverso il tempo e sono sempre attuali. La scrittura di Vanessa Roggeri è molto elegante.


Cinque donne straordinarie, cinque scrittrici italiane piene di talento. Da amante della narrativa italiana e in base ai ricordi più vivi che ho avuto nella stesura di questo post, mi sento di consigliare le autrici protagoniste e i loro libri. Si tratta di soggettività, perché così funziona l'amore, riallacciandoci al discorso di prima. Si tratta dei miei gusti, dei periodi che vivevo in cui mi sono trovata a sfogliare i loro libri e di tutto ciò che ci spinge verso un lettura piuttosto che un'altra. Ma, oggi e personalmente, mi sento di dire che la D'Urbano, Rattaro, Diotallevi, Scotti e Roggeri, siano cinque tra le migliori penne femminili nostrane. Non credete anche voi?

mercoledì 9 novembre 2016

Recensione: Finché notte non sia più di Novita Amadei

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione su Finché notte non sia più, un libro su cui avevo alte aspettative e che alla fine è stata solo una piacevole lettura, nulla di indimenticabile.


Titolo: Finché notte non sia più
Autore: Novita Amadei
Editore: Neri Pozza
Prezzo: €16.50
Data uscita: 3 novembre 2016

Trama:
All'alba di un nuovo anno, Caterina giunge in Francia dove sua zia Liliana si è stabilita dopo il fatale incontro con un turista francese. Nel borgo, antico come un aratro, sembra che il tempo non calchi mai la mano: campi coltivati a orzo, frutteti per trarvi conserve e marmellate, forni a legna dove cuocere il pane dal sapore acidulo del lievito madre, tutto sembra ubbidire a un placido scorrere degli anni e delle ore. Capelli biondo ruggine e, dipinta sul volto, la bellezza senza compromessi della gioventù, Caterina ha lasciato Roma, con i suoi androni scrostati e le strade chiassose, per sfuggire all'abbraccio soffocante di sua madre e trovare la propria via nel mondo. Conclusi gli studi, ha raggiunto zia Liliana con la prospettiva di un lavoro in un poliambulatorio e l'idea di dare una mano nella conduzione del Liliane Coiffure, un lindo salone di parrucchiera dalle poltroncine viola che la zia ha aperto in quel borgo nel sud della Francia. Un giorno capita nel salone un vecchio signore con una massa scompigliata di capelli e una mano tremante abbandonata lungo la gamba. Si è ferito alla fronte nel tentativo di accorciarsi da solo i capelli, ed è in imbarazzo tra quelle poltroncine viola, i vasi di ranuncoli e le riviste di moda impilate negli angoli. Fuggirebbe, se non fosse per l'accoglienza che gli riserva Caterina, che si prende subito cura di lui. Come due anime che si sfiorano e si riconoscono, Caterina e Delio, il vecchio signore, comprendono all'istante che il filo del destino li unisce. La sera stessa la ragazza riempie una valigia e si stabilisce nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio vive solo, circondato da una terra dura, con malerbe che crescono ovunque e cumuli di sterpaglie affastellati lungo i camminamenti dell'orto, quell'orto che sua moglie Teresa coltivava con cura prima che la malattia se la portasse via. Caterina non tarda a capire che un'altra mancanza grava sul cuore malandato del vecchio: Daniele, il figlio che la foto sulla credenza raffigura come un giovane uomo prestante, coi capelli un po' lunghi e un'aria sfrontata, è assente da casa da più di quattro anni. In paese, dove tutti parlano di lui e qualche ragazza lo nomina con il rimpianto di una ex innamorata, si sussurra che una grave offesa l'abbia spinto a rifiutare ogni contatto col padre. Quando, però, dopo una caduta, Delio cede alla vecchiaia e si mette a letto col volto scavato dalla stanchezza della vita, Daniele compare sull'uscio di casa. E Caterina, tormentandosi una ciocca di capelli, lo accoglie con un sorriso di disagio, il cuore impazzito.


Recensione:
Da sempre ho un debole per i personaggi che si lasciano vivere, quelli "Joyceniani", che poi nelle ultime pagine del libro se la fanno scivolare via per riscattarsi e ribellarsi a quella corrente che li trascina con apatia.
Come Caterina che cresce in un salone per parrucchiere in mezzo ai pettegolezzi, al profumo di balsami e creme per capelli e che, senza volerlo, influenzeranno la sua vita. La madre, infatti, ha il desiderio di molti genitori, quello di far ereditare ai figli quello che loro hanno costruito nella vita, come fossero un prolungamento della loro. Caterina, però, in un gesto di ribellione decide di rifiutare questa eredità e, per uno strano gioco del destino, si ritroverà a fare tutt'altro come infermiera; e per fuggire dall'ombra dei sogni della madre decide di andare dalla zia Liliane in Francia a lavorare per un anno.

Caterina si addormentò, custodita da un irragionevole senso di sicurezza, una sensazione che avrebbe provato tutte le notti che avrebbe trascorso lì, anche se quella casa stava in mezzo alla solitudine dei campi e il proprietario era malato di malinconia.


Arrivata lì si scontra con un paesino piccolo dove le voci girano, tutti conoscono tutti e, tra una lezione privata di francese e l'altra con un appassionato ex professore, incontra Delio. Un anziano signore che nasconde con poco successo un passato denso e una malattia che avanza. Caterina si fa una promessa tacita, quella di prendersi cura di lui e dell'amico a quattro zampe che sembra aver visto giorni migliori esattamente come il padrone.
Così procede Finché notte non sia più, con lentezza e senza un un ritmo incalzante. Caterina che si prende cura di Delio, Daniele il figlio dell'anziano e che non vuole perdonare per una decisione del passato e che, come la protagonista, si lascia vivere senza prendere possesso realmente della propria vita. Due anime simili, troppo simili, che si incontrano e si scontrano, con dubbi e punti interrogativi, tra tentativi di evitarsi e attrazione, con il bisogno di fuggire e tornare alla propria stabilità emotiva e il desiderio di rendersi forse e finalemente felici.

Probabilmente neanche lui si sarebbe aspettato di diventarne parte integrante, con quel suo procedere per sottrazione. Non era stato in grado di prevedere che l'economia di parole pagasse più del loro eccesso, che le terre lasciate all'incuria fossero ricche quanto i campi coltivati e che il vuoto potesse diventare pieno.

Finché notte non sia più racconta una storia che, seppur piacevole, manca di qualcosa: manca di una passione essenziale per libri del genere, quelli che raccontano il ciclo di vita emotivo delle persone., manca la passione delle emozioni e delle parole che le descrivono. Le parole scorrono e la sensazione di questa mancanza mi accompagnava fino a quando non l'ho incontrata nelle ultime pagine, letteralmente. Così tanto potenziale per una storia che ero sicura avrebbe lasciato il segno, ma non sfruttato abbastanza rendendo la lettura solo ordinaria e e il ricordo non indimenticabile.

La felicità basta a se stessa, si diceva invece Caterina chiudendo il salone, la felicità è scandalosa, arrogante, naive, immortale. La felicità è un privilegi. [...] Esagerata, la definiva quella felicità, spudorata, gialla, affrettata, indescrivibile, sconosciuta.

lunedì 7 novembre 2016

Un salto in libreria #38


Buongiorno, amanti della lettura!
La settimana scorsa mi ha messa KO con tutte le cose da fare, per non parlare poi di tutte quelle uscite che mi hanno fatta saltellare di gioia. Meno male che questa settimana sono relativamente meno, ma non meno interessanti.
A partire da Dove ti batteva il cuore che ha un sapore di antico e di indelebile. Ma sapete anche quanto io adori il sapore di oriente e di medio-oriente: Tre figlie di Eva e L'amante di Clacutta mi hanno ammiccato da subito, infatti. Questa settimana abbiamo anche un Floris che si butta sulla narrativa e che mi rende abbastanza scettica, ma anche un Kurt Vonnegut che è imperdibile, soprattutto dopo Quando siete felici, fateci caso.
Davvero pensavo di salvarmi anche questa settimana? Illusa! E voi, amanti della lettura? Avete preso nota di qualche titolo?


Titolo: Dove batteva il mio cuore
Autore: Sebastian Faulks
Editore: Neri Pozza
Prezzo: €17.00
Uscita: 10 novembre 2016

Robert Hendricks, psichiatra londinese, è un uomo in fuga dai propri demoni. «Habitué della solitudine», come ama definirsi, da più di trentacinque anni non crea rapporti duraturi, ma solo legami dettati da un desiderio fugace o dalla comodità, che gli consentono di preservarsi da qualunque emozione e turbamento.
Un giorno, di ritorno dall’ennesimo viaggio di lavoro, Hendricks riceve dalla Francia una lettera capace di scuotere qualcosa in lui. Il mittente è un anziano neurologo, Alexander Pereira. Il ritrovamento di un vecchio diario e di alcune fotografie risalenti alla prima guerra mondiale, in cui Pereira ha combattuto nell’esercito britannico al fianco del padre di Hendricks, lo hanno spinto a contattare il famoso psichiatra.
Hendricks aveva due anni quando suo padre morì, poco prima dell’armistizio. L’assenza della figura paterna ha profondamente segnato la sua vita. Il pensiero, perciò, che uno sconosciuto possa sapere del genitore più di quanto ne sappia lui stesso lo turba e lo alletta insieme.
Dopo aver scoperto tra le pagine del Conseil de l’Ordre des Médecins en France, scovate alla London Library, che Alexander Pereira ha pubblicato ben cinque libri prima di non dare più alcun segno di sé dopo la seconda guerra mondiale, Hendricks decide di partire alla volta della Francia.
Raggiunta l’isola nel sud del paese dove il medico vive, si trova al cospetto di un uomo molto anziano che, inaspettatamente, vuole sapere tutto della sua esperienza come soldato nel secondo conflitto mondiale, costringendolo a confrontarsi con gli eventi che hanno reso la sua vita una lunga fuga dai propri demoni: la campagna militare in Italia, dove rimase ferito a una spalla, e la lunga convalescenza per riprendersi, vicino a Napoli, dove conobbe Luisa, una bellezza ligure con gli occhi neri e la voce flessuosa che cambiò per sempre la sua esistenza.
Tornato a Londra, ancora emotivamente turbato dall’incontro con Pereira, Robert riceve una telefonata da un signore che dice di essere il fratello di Luisa: la donna ha chiesto di vederlo.
Il passato, è evidente, è tornato a bussare alla sua porta, e Robert Hendricks non può più fingere di ignorarlo. Deve finalmente affrontarlo.
Toccante romanzo che, attraverso l’importanza della memoria, getta una luce sui tragici eventi del secolo breve, Dove un tempo batteva il mio cuore conferma il talento di Sebastian Faulks, uno degli scrittori inglesi più influenti della sua generazione.


Titolo: Cronosisma
Autore: Kurt Vonnegut
Editore: Minimum Fax
Prezzo: €22.00
Uscita: 10 novembre 1016

Nel 2001 l’universo viene colpito da una crisi di autostima e decide di non espandersi più bensì di contrarsi, tornando indietro di dieci anni. Teoricamente la grande occasione che l’umanità attende da sempre: ripercorrere il passato per non commettere più gli stessi errori. Tutti però ripeteranno ogni azione, pronunceranno perfino le stesse parole e quindi sconteranno le stesse pene. E quando, passato il decennio per la seconda volta, il tempo ricomincia a muoversi, l’umanità, assuefatta a non esercitare il libero arbitrio, vivrà una crisi ancora più profonda. Toccherà a Kilgore Trout, scrittore di fantascienza e alter ego dell’autore in diversi suoi romanzi, cercare di far rinsavire la popolazione. In Cronosisma – unione di fiction e autobiografia e ideato appositamente per essere l’ultimo romanzo della sua carriera – Vonnegut propone una critica tragicomica della società contemporanea, imbrigliata in schemi preconcetti e capace, di fronte alla libertà, di reagire soltanto con il panico. Citazioni visionarie, memorie e satira rendono Cronosisma un’opera unica, in bilico tra l’ironia e la malinconia.


Titolo: Tre figlie di Eva
Autore: Elif Shafak
Editore: Rizzoli
Prezzo: €17.00
Uscita: 10 novembre 2016

Peri ha trentacinque anni, tre figli, un marito e una vita agiata nella città dov’è nata, Istanbul. Si sta recando a una cena lussuosa quando le viene rubata la borsa. Lei reagisce, i ladri scappano e dalla borsa cade una vecchia polaroid in cui compaiono quattro volti: un uomo e tre giovani ragazze a Oxford. Una è Shirin, bellissima iraniana, atea e volitiva; la seconda è Mona, americana di origini egiziane, osservante, fondatrice di un gruppo di musulmane femministe e poi Peri, cresciuta osservando il laico secolarismo del padre e la devota religiosità islamica della madre, incapace di prendere posizione sia nella disputa famigliare sia nel suo stesso conflitto interiore. Tre ragazze, tre amiche con un retroterra musulmano, eppure così diverse: la Peccatrice, la Credente e la Dubbiosa. L’uomo nella foto invece è Azur, docente di filosofia ribelle e anticonformista, e sostenitore del dubbio come metodo di comprensione della realtà. A Oxford la giovane Peri cercava la sua «terza via», la stessa che predicava e professava Azur, di cui si innamora. Sarà questo incontro a sconvolgerle la vita, fino allo scandalo che la riporterà in Turchia.Tre figlie di Eva è un romanzo intenso e ambizioso che affronta e indaga temi importanti come la spiritualità, la politica, l’amicizia, i sogni infranti e la condizione della donna. Ma soprattutto è un romanzo sulla Turchia contemporanea, su quei contrasti che agitano oggi il paese – nelle parole di Elif Shafak – «delle potenzialità inespresse».


Titolo: Quella notte sono io
Autore: Giovanni Floris
Editore: Rizzoli
Prezzo: €18.50
Uscita: 10 novembre 2016

La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito, e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano quell’attimo arriva insieme a un telegramma che lo porta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l’uomo che è: una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non può più rimandare. Insieme a lui al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui – lo capisce dalla luce nel suo sguardo – non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato.Giovanni Floris raccoglie le domande che ci pongono i troppi casi di violenza tra i giovanissimi e ne fa un romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi.


Titolo: L'amante di Calcutta
Autore: Sujata Massey
Editore: Beat Edizioni
Prezzo: €9.00
Uscita: 10 novembre 2016

Piccola orfana che, in una scuola inglese in India, passa lo straccio nella sala da pranzo e serve il bed tea alle insegnanti ancora assonnate, la protagonista di queste pagine sente un giorno leggere L’isola del tesoro, Il libro della giungla, e ancora Virginia Woolf e Steinbeck, e scopre che cosa vuole fare da grande: lavorare con i libri.
E, magari, diventare una brava insegnante. Spinta da una forza di volontà fuori dal comune, ogni notte, dopo il lavoro, studia l’Oxford English Dictionary cercando di apprendere il più possibile. Quando, però, sembra aver fatto passi da gigante, nella scuola scoppia uno scandalo e la ragazza è costretta a fuggire a Kharagpur, una città insidiosa, violenta, in cui alle donne sole è permesso lavorare soltanto nei postriboli. Dopo nuove fughe e imprevedibili rivelazioni, il caso la conduce a Calcutta dove incontra un affascinante funzionario del governo inglese che le offre di lavorare nella sua biblioteca. È l’occasione per diventare quello che ha sempre voluto essere: una donna istruita,libera e innamorata.
«Avvincente romanzo sull’amore, il tradimento e l’arte di sopravvivere» (Booklist), L’amante di Calcutta narra la storia di una giovane donna capace di leggere nel cuore altrui e di lottare contro le costrizioni imposte dal sistema delle caste e dalla colonizzazione.
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