Recensione: Cercando l'onda di Christopher Vick

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione di Cercando l'onda, in uscita il 22 di giugno, che mi ha tenuto compagnia durante le mie pause dallo studio e che consiglio, appunto, come lettura scacciapensieri per staccare e rilassarsi.


Titolo: Cercando l'onda
Autore: Christopher Vick
Editore: Giunti Editore
Data uscita: 22 giugno 2016
Prezzo: €14.00

Trama:
È Sam, appena arrivato dall'immensa Londra in un cottage sulle scogliere selvagge e meravigliose della Cornovaglia, a raccontarci la storia. L'ultima volta che era stato lì aveva quattro anni, il giorno in cui suo padre aveva perso la vita in una tempesta. Sam è esperto di fisica e meteorologia, sa bene come si forma un'onda, ma niente può prepararlo a ciò che la vita gli riserva nei prossimi mesi, all'attrazione irresistibile per Jade, l'inquieta e spericolata surfista sua vicina di casa, alla passione per il surf che travolgerà lui stesso. Jade insegue un'ossessione: quella di trovare e cavalcare un'onda enorme, come quella leggendaria immortalata in una cartolina del 1916, tra un gruppo di scogli che nessuno ha saputo più trovare. E mentre l'autunno foriero di tempeste si avvicina, la storia monta come un'onda profonda verso un finale mozzafiato. Non manca niente nell'orizzonte di crescita di Sam: l'amore, l'amicizia, il sesso, un rapporto forte ma conflittuale con la famiglia, il rapporto con la natura, l'incontro inaspettato con la morte. Un romanzo di formazione che recupera la dimensione del rito di passaggio, della sfida, dell'affrontare le proprie paure e conoscere i propri limiti, dell'allontanarsi da casa per entrare a far parte della tribù.


Recensione:
Sam è, apparentemente, un ragazzino come tanti: schivo, riservato, mingherlino, timido e di poche parole. E' di poche parole anche quando incontra per la prima volta Jade, con quel cappuccio in testa e gli occhi che traboccano di ribellione. Gli stessi occhi che brillano e sembrano racchiudere il segreto dell'oceano quando Jade cavalca un'onda, lei che vive per il surf.
La vita vissuta come il surf, vivere per il surf: questa è l'atmosfera che si sente nella Cornovaglia. E Sam non può che sentirsi un pesce fuor d'acqua, lui che a malapena sa nuotare, che un po' teme l'acqua e il mare, perché ha inghiottito il suo papà anni fa. La madre, poi, è come ogni madre preoccupata per i suoi figli: lo vuole controllare, senza però soffocare, vuole che si apra con lei, senza che si ferisca troppo; e in fondo alla fine sa che in parte quel dialogo che non riesce ad allacciare con Sam è dovuto alla sua incapacità di parlare dell'ultima volta che ha visto il marito, come per celare o affogare una colpa che forse nemmeno ha. Ma ad allacciare il loro legame, seppur in maniere flebile, è quella trottola di Teg, la sorellina, che delle volte li spinge a doversi parlare, o a non parlare per evitare di dire cose di cui si potrebbero pentire.

Non ho pianto. Non ho urlato. Ero semplicemente anestetizzato.

Sam non è come Jade, Sam vive l'adolescenza facendosi vivere; si fa trascinare da lei, si fa dominare e traghettare. Jade, invece, l'adolescenza e la vita le vive cavalcandole, come quando è sulla tavola da surf in mare aperto, come quando sembra guardare nel vuoto più assoluto oppure come quando fissa le onde, come per farle ritirare, o come per farle intestardire di più e quindi farle scatenare.
E anche Jade non è come Sam, quel che uno ha l'altro ne è privo. Troppo ferita, troppo peso per le spalle di una ragazza della sua età, Jade non è disposta ad affezionarsi o a farsi amare facilmente da Sam, che chiama Sfigato e con cui tiene un atteggiamento distaccato e freddo.
Jade e Sam, però, non sono gli unici a fare surf: ci sono anche gli amici di lei che sfidano più volte il nostro protagonista, e il confine tra divertimento e pericolo è davvero molto sottile, davvero molto sottile. Sam, pian pianino, sembra cambiare e imparare a prendere la vita per le corna, ad affrontare la paura prima che questa si insinui dentro di lui; e si butta in mare in contro alle onde, si butta nelle esperienze che tutti abbiamo fatto prima o poi, nelle prime volte che rimangono indelebili a tutti.

Non si può sempre fuggire dalle cose, giusto? A volte, le cose che temi di più sono proprio quelle che devi affrontare.

Cercando l'onda è una storia che dona un sacco di leggerezza, nonostante si senta sempre una certa tristezza e non se ne riconosca la fonte fino alla fine, una fine che non ci si aspetta ma che è perfetta: senza essere troppo pesante dal punto di vista emotivo, ma senza essere nemmeno banale.
Una storia che scorre come le ondine in spiaggia, che non lascia il sego, ma che nella sua leggerezza tiene il lettore attaccato alle pagine. Il libro di Christopher Vick è uno di quelli che definisco perfetti per i periodi di stress e per staccare.

Non assomigliava a nessun'altra onda che avessi mai visto prima. Una montagna in movimento, una cosa solida che che non sembrava essere fatta di acqua. L'acqua era solo un rivestimento per la sua forza naturale. Un raggio di sole capriccioso l'ha illuminata. Era bellissima e terrificante, tanto da intorpidire i sensi.

Commenti

  1. Siham <3 Questo libro mi sembra carino, già dalla trama mi diceva qualcosa e credo che dopo aver smaltito un po' di letture arretrate lo leggerò, ho bisogno di tanta leggerezza in questo periodo xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' carino, sì, il tuo intuito non ha sbagliato ^^

      Elimina
  2. Ciao! Complimenti davvero per questa recensione! Il libro mi sembra abbordabile, magari ci faccio un pensierino!
    Comunque sono arrivata al tuo blog per caso, devo dire mi è piaciuto molto e mi sono aggiunta ai tuoi lettori fissi!
    Luisa

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari