Recensione: Cherryman dà la caccia a mister White di Jakob Arjouni

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su un libro che inizializzante mi ha lasciata senza parole, il quale durante la lettura mi ha completamente rapita e che considero attualissimo. Cherryman dà la caccia a mister White è un libriccino che affronta un tema delicato e scottante, che si parli della diffusione dell'antisemitismo, della islamofobia, o di qualsiasi altro tipo di odio razziale o religioso. Una storia che, forse, anche in Italia dovremmo proporre insieme ai testi scolastici per educare le future generazioni alla non discriminazione, prima che sia davvero troppo tardi.


Titolo: Cherryman dà la caccia a mister White
Autore: Jakob Arjouni
Editore: Marcos y Marcos
Data di uscita: 3 marzo 2016
Prezzo: €15.00

Trama:
Rick disegna fumetti. Ha inventato un supereroe, Cherryman, un uomo albero che allunga i rami per stritolare i cattivi. Rick, invece, è buonissimo. Sistema il giardino della vecchia zia, sogna di poter lavorare in mezzo a piante e fiori. Hanno vita difficile, a Storlitz, i ragazzi troppo buoni. Certi giovinastri, storditi di birra e di idee malsane sulla razza, lo prendono di mira. Prima gli fanno capire chi comanda, e poi lo incalzano con una proposta. È una proposta allettantissima, per Rick: un posto da giardiniere in un parco di Berlino. Certo, lui dovrà fare qualcosa, in cambio. Tenere d'occhio una scuola materna ebraica in mezzo al parco, riferire al suo capo orari e movimenti. Una scuola materna ebraica così bella, e tutto con i soldi dei contribuenti tedeschi, che scandalo, che scandalo... Così la pensano i giovinastri di Storlitz, non certo Rick; lui pensa solo alle sue piante, e a Marilyn, che ha incontrato sul treno per Berlino e con cui ora si bacia sotto i tigli. Che sarà mai fornire qualche informazione sulle abitudini del servizio di vigilanza, sui turni delle maestre d'asilo. È un piccolo prezzo da pagare, per fare una vita così bella. E se il prezzo dovesse alzarsi, se gli dovessero chiedere qualcosa di peggio... lui non farà mai nulla di male, lui chiederà aiuto a Cherryman.


Recensione:
Rick è un ragazzo ordinario come tanti: diciotto anni, neodiplomato, vive con la zia Bambusch e accudisce il suo giardino sperando poi un giorno di poterlo fare come mestiere. Un ragazzo buono, Rick, che guarda il mondo con sensibilità ma anche con distacco, che la sera si lascia andare all'ispirazione e cede alla matita disegnando fumetti. Ha inventato un nuovo supereroe, Cherryman, un uomo che quando è in pericolo si trasforma in ciliegio e usa i suoi rami, i suoi frutti velenosi
Però quando quei teppisti di Mario, Vladimir, Heiko e Robert gli chiedono quale sia il suo eroe preferito, lui risponde Iceman. Questo prima che loro minaccino di menarlo e maltrattare la zia per riscuotere la "quota associativa". Quei ragazzi reclutati dal Movimento per la difesa della patria sono pericolosi, ancora di più quando offrono a Rick la possibilità di un apprendistato a Berlino. Rick accecato da questa nuova opportunità è al settimo cielo, anche quando gli spiegano cosa vuole il Movimento in cambio.

Lei ha sicuramente ragione, dottor Layton, ma non è sempre così, che quando ci piace qualcuno vediamo più affinità di quante ce ne siano veramente?

Rick, forse ingenuamente, spera di non fare nessun tipo di male ,a nonostante questo ci va coi piedi di piombo. Nel frattempo si lega a Ninu, un bambino dell'asilo che deve sorvegliare, e inizia una bellissima relazione con la dolce Marilyn. Le cose però, ad un certo punto, iniziano a precipitare: Rick viene costretto a fare qualcosa che vale molto di più del prezzo del praticantato offritegli, più cerca di tirarsi indietro, più rimane impigliato nell'ideologia del movimento neonazista. Rick dovrà fare una scelta e agire, anche se quella scelta per gli altri non è quella giusta. Ma del resto, il giusto e lo sbagliato, non sono concetti soggettivi? Certo è che il confino è labile.

Se alla fine si dovesse concludere che quel è successo è successo solo perché io sono nato nel momento sbagliato e nel contesto sbagliato - quindi solo per sfiga - allora che cosa dovrei pensare io di me stesso? E cosa dovrebbero pensare gli altri di me? Sarei uno zombie.

Cherryman dà la caccia a mister White di Jakob Arjouni è una storia originale e disarmante per tutti quei messaggi celati che sconvolgono, sebbene la scrittura semplice e ipnotica dell'autore siano un balsamo per il lettore. L'ultima storia uscita dalla penna dello scrittore è capace di accompagnare il lettore nella sua trama coinvolgente, lenta, e piena di un suspence dal finale prevedibile ma lo stesso rovinoso.
Tuttavia Cherryman dà la caccia a mister White rimane una storia che può attraversare anni di storia, passata e presente, rimanendo assolutamente attualissima. La storia così fiabesca ma reale di Jakob Arjouni mostra e denuncia quello che è l'estremismo delle idee e del male che questo fa annidare nel cuore umano, anche del più buono e ingenuo, distruggendo società civili e la purità dell'umanità stessa.

Con il senno di poi, penso che quello sia stato il momento in cui ho commesso l'errore fatale.

Commenti

  1. Credo che non solo in Italia ce ne sarebbe bisogno, ma in tutti i Paesi. Purtroppo spesso non si parla di queste tematiche con i ragazzi, se lo si fa lo si affronta in maniera superficiale e indiretta, troppo spesso discorsi condizionati dalle proprie idee cosa che non è giusta poichè i ragazzi dovrebbero essere lasciati liberi di pensare con la propria testa, informandoli e discutendo con loro in maniera imparziale. Molto spesso ne i ragazzi ne gli adulti si rendono conto di ció che dicono o pensano possa essere offensivo e "sbagliato", e non mi riferisco al razzismo o l'anti-religione, ma in generale a qualsiasi tipo di pregiudizio di cui oggi siamo pieni e stupidamente ripetiamo e pensiamo senza riflettere su come davvero stiano le cose.

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    1. In Germania lo consigliano già come testo scolastico e non sarebbe male se lo facessero anche da noi, oppure in Francia: il paese con un altissimo livello di antisemitismo.
      Purtroppo, hai ragione su quello che dice degli adulti che informano i ragazzi secondo le loro idee: nella scuola di mia sorella mi trattengo sempre per non andare a fare scenate, e se da una parte va bene dall'altra sbaglio anche io perché lascio che l'ignoranza prenda piede. Ma mi chiedo come cresceranno i nostri fratelli e figli, allora. Forse bisogna prima consigliarlo agli adulti.

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  2. Hai ragione, anche se il punto secondo me non è tanto che non se ne parli, ma che purtroppo - e parlo come figlia di un'insegnante di italiano! - se ne parla continuando ad utilizzare gli stessi "strumenti", nonostante i ragazzi del 2016 siano diversi da quelli, per esempio, che eravamo noi ragazzi degli anni'90.
    La letteratura offre centinaia di bellissimi spunti, perciò con tutto il rispetto per Se Questo E' un Uomo (che io lessi a suo tempo al liceo, e che per carità è un pugno allo stomaco, ti apre gli occhi), forse dovremmo attingere altrove, cercare storie che parlino ai ragazzini di oggi.
    Ecco, questo testo sembra un'ottimo spunto. Brava, Siham, per averlo proposto!!!

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    1. Letizia, mi parli di un concetto che ancora non avevo considerato ma che mi ha aperto un mondo, grazie.
      Hai assolutamente ragione: gli stessi strumenti mentre il mondo si evolve. Un esempio può essere anche che nelle scuole si continui a parlare ancora e solo di Olocausto con spettacoli teatrali quando si potrebbe parlare di tantissimi altri genocidi o temi che viviamo attualmente, ora, e che sono più vicini ai nostri ragazzi.

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