Recensione: Felici i felici di Yasmina Reza

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su un breve romanzo, Felici i felici, in cui regna il fatalismo e la desolazione umana, in cui i rapporti umani vengono demoliti assieme alle loro ambizioni e alla tanto desiderata felicità.


Titolo: Felici i felici
Autore: Yasmina Reza
Editore: Adelphi
Prezzo: €18.00
Data di uscita: 16 ottobre 2013

Trama:
«Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell’amore. Felici i felici»: questa «beatitudine» di Borges, da cui Yasmina Reza ha tratto il titolo del suo romanzo, ci dà subito una chiave per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Se infatti uno dei personaggi, una donna, afferma: «Le coppie mi disgustano, mi disgusta la loro ipocrisia, la loro presunzione, la loro vieta connivenza», un altro dichiara al suo analista: «Quando sono a casa ho sempre paura che arrivi qualcuno e veda quanto sono solo». Perché la felicità – nell’amore o nell’assenza di amore, all’interno di una coppia o fuori di ogni legame – è un’attitudine: e si direbbe che, di tutti coloro che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte brucianti, a volte crudelmente comiche, quasi nessuno la possieda. I ventuno monologhi che qui si susseguono, in un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, formano un ordito i cui fili (tenui o pesanti come catene) collegano tra loro molteplici destini, tutti segnati dall’impervia difficoltà dell’incontro con l’altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, in dialoghi che schioccano come frustate, e dove sempre lampeggia il genio della donna di teatro, in un avvicendarsi di scene nel corso delle quali, infrangendo la superficie smaltata delle buone maniere, esplode la violenza, e in una costante oscillazione fra il registro drammatico e quello grottesco, Yasmina Reza conduce la "ronde" dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti traditi, amanti insoddisfatte e fedifraghi cinici, giovani fuori di testa e vecchi abitati dalla morte – senza mai allontanarsi dalla ferrea lucidità e dal realismo intransigente di chi cerca di dire la nudità di ciò che è.


Recensione:
Perfino la vita, a lungo andare, è un valore insulso. Perfino la vita, non crede?
Attirata dal titolo enigmatico e da un'autrice a me sconosciuta, mi sono avvicinata a Felici i felici con un leggero timore ma anche attratta dal fascino del primo racconto: un matrimonio che ormai ha toccato il fondo, dei dispetti insensati che la coppia si fa in pubblico, come dei bambini, non più attenti alle apparenze o ai giudizi dell'estraneo che in fila alla cassa del supermercato li osserva e sorride di quella coppia ormai spezzata. Un sorriso che dura poco, anche quello del lettore che ben presto si rende conto di star guardando la bassezza di un rapporto e la tristezza prende posto nel cuore, pronta a nutrirsi di altrettante storie simili.

Trovo abbastanza ignobile questo modo silenzioso che hanno gli uomini di restituirti al corso del tempo. Come se bisognasse ricordarci, a ogni buon conto. che l'esistenza è discontinua.

Quella di Yasmina Reza è un breve romanzo corale in cui ventuno racconti si intrecciano, si incontrano, si scontrano e si sovrappongono, destinati a formare un mosaico multicolore in cui, però, le tracce della frammentazione non sono invisibili. Ventuno persone legate tra di loro con il sangue, il matrimonio, l'amicizia, l'amore: l'essenziale della vita, si direbbe. Ventuno personaggi con altrettante storie da raccontare dal loro punto di vista, ventuno vite sotto il bisturi a forma di penna di Yasmina Reza, ventuno vite analizzate con spietata oggettività.
I mariti e le moglie che si fingono anticonvenzionali prendendosi gioco di coloro che ancora fanno i piccioncini, ignorando il malessere che si cela dietro ciascun individuo. Le tentazioni di ognuno di loro, quelle di avere gli amanti senza sconvolgere però la vita di nessuno; gli egoismi che colmano i silenzi notturni, le famiglie infelici che sembrano invece felici.

Il cielo è sopra la testa di tutti. Gli uomini attraversano tutti la stessa nebbia. Gli interni ci rimandano a noi stessi. La luce dei luoghi chiusi mi aggredisce nell'intimo. Colpisce gli oggetti e mi colpisce l'anima. Certe luci sopprimono in me ogni senso di futuro.

Felici i felici è un breve romanzo in cui i personaggi sono così antipatici, privi di virtù e morale, desolanti e disgustosi, bugiardi e traditori. E Yasmina Reza non risparmia nulla a loro, ma nemmeno a noi lettori che infondo sappiamo che l'essere umano è così. L'autrice, con una scrittura cruda e asciutta, senza compassione o senza addolcire l'amaro, ci racconta della desolazione umana, di quanto sia infinita la solitudine umana, di quanto di incommensurabile la disperazione per cui talvolta non riusciamo o non abbiamo il coraggio di abbandonare tutti quei rapporti nevrotici che tirano fuori il peggio di noi. Ventuno storie raccontate tramite frammenti di vita quotidiana in cui l'ambizione comune sembra essere la tanto desiderata felicità, che altro non è che il frutto di un talento, quello di essere felici, e non una condizione umana.
Felici i felici di Yasmira Reza è un libro in cui regna il fatalismo, crudele, pieno di cinismo; da leggere tutto d'un fiato perché tutto, seppur spiacevole o sconfortante, fa parte della vita nella sua interezza.
Nella morte siamo tutti soli.

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