venerdì 29 aprile 2016

Vinci una gift card Amazon leggendo "Girl Gang"!

Buonasera, amanti della lettura!
Oggi vi propongo un contest particolare indetto dalla casa editrice Unorosso. Infatti quest'ultima ha a cuore l'opinione dei suoi lettori e dà loro la possibilità di leggere Girl Gang, di Ashley Little, e di vincere una gift card Amazon.
Girl Gang è un romanzo sull'adolescenza che viene strappata via dalla violenza, per essere affidata poi al bisogno di sopravvivere; perché, come dice una vecchia canzone, i fiori più belli sono quelli che nascono dal cemento, per strada. Sono loro, le Black Roses, unite per essere più forti e per dare un nuovo volto ad una Vancouver grigia e dal volto poco conosciuto.
Che cosa aspettate? Leggete di seguito tutte le informazioni e tuffatevi nella storia delle nostre gangster!

Di cosa parla Girl Gang?


Girl Gang è la storia drammatica di una banda di donne-adolescenti, ambientata nella città di Vancouver: le Black Roses, alias "il peggior incubo della città". Mac, la leader auto-nominata e mente del gruppo; Mercy, la principessa punjabi con una speciale abilità per il furto; Kayos, ragazza madre, fuggiasca dalla scuola e dalla famiglia con una figlia avuta all'età di soli tredici anni; Sly Girl, scappata dalla riserva First Nation in cerca di una vita migliore, finendo invece per trovare solo depravazione e dipendenza; Z, sedici anni, maestra di graffiti e murales, anticonformista. Persone emarginate e frutto di una società canadese degradata, le cinque ragazze si gettano nel mondo ad occhi bendati: terrorizzano Vancouver con freddezza e furiosa velocità, facendo terra bruciata attorno a loro per cercare il modo di cancellare il loro passato doloroso. Con il nome di Black Roses, rubano bancomat, cucinano metanfetamina e crack, e si battono selvaggiamente contro chiunque osi far loro del male. Decise e senza nulla da perdere, combattono contro l'oscurità, la solitudine e la violenza che le circonda. Narrato in prosa diretta, innovativo, vivace e senza pause, Girl Gang è un pugno di carta e parole in pieno volto, è un ritratto
urlante dipinto con la vernice spray, che rappresenta la cultura delle bande urbane, è un racconto di ragazze perdute che lottano per il potere, per avere voce, per trovare speranza.


Come posso partecipare al contest?

La casa editrice Unorosso, marchio editoriale che pubblica in Italia autori stranieri del calibro di James Lee Burke e Jason Starr, ha indetto un nuovo Contest che dà libero sfogo alla creatività, alla fantasia e allo spirito critico dei lettori: “Le Black Roses non muoiono mai”.
Ispirato alla storia della gang tutta al femminile di Vancouver, protagonista di “Girl Gang” di Ashley Little, il contest chiede a tutti i lettori di questo romanzo di dire la propria sul libro e sulle sue indimenticabili protagoniste.
Per partecipare al contest occorre semplicemente leggere “Girl Gang”, scattare una foto del libro e corredarla di un commento che esprima il vostro punto di vista sulla lettura.
La foto e il commento dovranno poi essere inviati all’indirizzo mail: info@unorosso.it o postati su Facebook e Twitter con gli hashtag: #blackroses e #girlgang.

Il vincitore sarà premiato con una gift card Amazon. Il concorso andrà avanti tutta l’estate e rimarrà aperto fino al 1 settembre 2016. Per saperne di più, basta visitare il sito della casa editrice: www.unorosso.it

martedì 26 aprile 2016

Recensione: L'emozione in ogni passo di Fioly Bocca

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione de L'emozione in ogni passo, di Fioly Bocca. L'autrice non è nuova qui sul blog, anzi, perché ho già letto e recensito Ovunque tu sarai. Quest'ultimo è anche finito per essere tra i Quattordici libri che ho amato, che ho abbracciato dell'anno appena concluso.
Fioly Bocca, ancora un volta e in maniera diversa, mi sorprende e si fa amare.


Titolo: L'emozione in ogni passo
Autore: Fioly Bocca
Editore: Giunti Editore

Trama:
Un desiderio, una speranza, un dolore da lasciare andare: come tutti quelli che decidono di intraprendere il Cammino di Santiago, anche Alma ha una ragione profonda che la induce a chiudere per qualche settimana la sua libreria nel cuore di Bologna e a partire in un'alba diafana di giugno. Sta cercando di dimenticare Bruno, ma in realtà sono proprio i suoi appunti su un foglio spiegazzato a guidarla passo passo lungo il Cammino. E un quadernetto azzurro a cui affida tutti i suoi pensieri: chissà se su quel masso si è seduto anche lui, chissà se ha alzato lo sguardo su quello stesso cielo. Frida invece è una psichiatra che dopo un fatto terribile non è più in grado di occuparsi degli altri. Per questo ha lasciato il suo lavoro, e l'unica cosa che le importa adesso è cercare le persone che hanno conosciuto Manuel, suo marito. Alma e Frida si incontrano al termine di una lunga giornata di marcia a Puente de la Reina. Sono due donne totalmente diverse, ma in comune hanno un conto aperto con la vita. E insieme scopriranno che la condivisione della fatica e del dolore è spesso il preludio di un miracolo: perché il Cammino scandisce il proprio tempo e influenza il destino di chi lo compie in modi che nessuno può prevedere...


Recensione:

A un certo punto, le cose sull'orlo di un amore precipitano. Appena superata la frontiera dell'incertezza rispetto al sentire dell'altro, si liberano dalla patina di finta immobilità e prendono la rincorsa.

Ogni viaggio comporta degli addii. Devo dire addio ad Alma e a Frida, vorrei abbracciarle in silenzio, un abbraccio dolce, non di quelli che stritolano. Vorrei che quell'abbraccio fosse indimenticabile, nella sua dolcezza.

Alma ebbe vergogna di guardarlo negli occhi quando disse: - Ho paura che ti amo -. E dentro quella frase sgrammaticata traspariva l'impeto e l'urgenza di dire. Lui rispose, con la voce di uno che ha riso e poi pianto: - Io non ho paura, perché ormai lo so, che ti amo. La paura l'ho lasciata indietro, tanto non serve tenersela addosso, ti pesa e nient'altro. -

Alma - come dice il nome - è un'anima sopita, sognatrice, taciturna, con il corpo che si muove per dire le cose. Realizzato il sogno di una vita, quello di aprire una libreria con il nome Alicante, va in vacanza con l'amica nel Monferrato.
Le cose che ci sconvolgono la vita sono quelle che spesso non ci aspetteremmo mai, per Alma quella cosa si chiama Bruno. Uomo che sembra sposare il suo silenzio, le cui spalle e occhi in sella al cavallo dicono più di quel che si vuole sapere. Alma perde il sonno, fa di tutto per stare accanto a lui, e poi sul suo letto con lui di fianco a lei, inizia a pensare ad un futuro che porta il numero Due. Forse Alma è troppo accecata dall'illusione, o dalla vita da vivere - non è forse la stessa cosa? -, ma abbandona il suo silenzio per provare a formare un coro di due voci. Prima degli addii ci sono tanti arrivederci, e il primo di loro avviene quando entrambi devono tornare alla loro realtà, fuori da quel letto, e provare a vivere una relazione separata da qualche chilometro e un telefono. Parole mai dette, altre che scappano, respiri profondi che le trattengono. Si avvicina, forse, l'addio tra i due.

Si sentivano tutti i giorni, attraverso il filo che non c'è più, e la donna si domandava chissà dove vanno i silenzi, adesso, dove si perdono prima di trovare la strada. Chissà i sussurri degli amanti, se si impigliano in qualche luogo imprecisato dello spazio, tra la bocca che dice e l'orecchio che ascolta. E i baci, come deve essere pieno il cielo, di baci scappati al telefono.

Poi ci sono anche gli addii che mai vorremmo dire, ma che il destino ci costringe a fare, incurante del dolore che questa parola provoca. Frida lo vive senza dimenarsi, quel dolore, dopo che suo marito Manuel non torna più a casa. Morto da eroe per il suo mestiere di medico senza frontiere, lascia Frida in balia ad una disperazione muta che non le dà pace. Perché l'ha lasciata sola? Perché non gli ha mai chiesto di lasciare tutto per vivere la loro vita su di un punto fermo? Perché?
Certe domande rimangono senza risposta, perché non c'è nessuno ad ascoltarle e a rispondere, e l'unica cosa che una personalità coraggiosa può fare, perché Frida vuole vivere ancora, è trovare quelle risposte in se stessi. Raccogliere lettere da terra, punteggiatura dal cielo, mettere insieme una risposta mediante la ricerca di tutto, di se stessi e degli altri che amiamo.

Amare è una cosa solida, è un corpo che ti dorme accanto nel letto, un posto a tavola dirimpetto. Ha la consistenza di una moka per due messa sul fuoco al mattino e di due tazze di caffè che nel lavandino tintinnano quando le sciacqui.

Alma prende il suo zaino e la guida che Bruno le ha dato e compie il primo passo per il Cammino di Santiago, per trovare lui in quei luoghi che gli sono appartenuti, a differenza di lei che invece non è mai stata sua. Frida, anche lei con uno zaino pesante, fa lo stesso passo per cercare il marito e la pace in un futuro che non porterà più il nome di Due.
Alma e Frida, donne le cui storie sono su su poli opposti, una che si lascia ad un amore mai sbocciato, l'altra ad un amore mai finito ma interrotto. Entrambe con la voglia di vivere, di alzare le braccia al cielo, arrivare a destinazione cambiati e uguali nel loro sentirsi diversi. Due destini che inciampano l'uno nell'altro, non si chiedono scusa, si alzano a vicenda tendendosi le mani, si sorridono, si abbracciano con quegli zaini pesanti.

E' pronta. Ogni viaggio insegna una maniera di andare e ancora non sa quanto questo percorso la porterà lontana. Ancora non ha imparato che la distanza non è quella dei chilometri messi sotto le scarpe, ma quella da percorrere per avvicinarsi a sé.

Ancora una volta Fioly Bocca mi emoziona e mi sorprende con un libro e una storia che mai mi sarei aspettata E lei lo fa a modo suo, con una infinita delicatezza nel raccontare; come una mamma che legge la fiaba ai figli prima di andare a dormire.
L'emozione in ogni passo mi è piaciuto molto nella sua tenerezza e grazie alle due protagoniste che rappresentano ogni donna, ogni lettrice, ogni essere umano fragile ma assetato di vita.

A chi gli chiede il perché di quell'andare solitario, risponde che non è stata una sua decisione: è la notte che lo ha scelto per tenerle compagnia. E' la notte, aggiunge, conosce molte più verità del giorno, dove la luce può confondere sulla consistenza delle cose importanti.

Nel primo libro, Ovunque tu sarai, Fioly Bocca mi ha fatta sorridere perché spiegava il significato di ogni nome, perché giocava con il futuro e gli diceva "se il Futuro mi chiamasse...". In questo ultimo libro, invece, l'autrice presenta a fine capitolo una frase tratta dai libri di grandi scrittori e la argomenta, la cuce addosso alla sua storia e al lettore. Fioly Bocca, ancora una volta, si conferma ai miei occhi come un'autrice di grandissimo talento.

- Chi ti ha mandato per farmi felice? - domandò Alma, con un'increspatura nella voce.
- Chi lo sa, ma per come mi manca il respiro adesso, mi sa che sono venuto di corsa. -

Ogni viaggio comporta degli addii, dicevo all'inizio. Appena girata l'ultima pagina Alma e Frida mi mancavano già, come mancano quelle persone che conosciamo in così poco tempo e perdiamo con la stessa velocità.

Se un osservatore esterno potesse veder dall'alto i percorsi delle persone che si cercano (a volte senza saperlo), resterebbe stupito dal numero di volte in cui le loro strade si sfiorano, si incrociano senza notarlo, si perdono per un battito d'ali. Qualcuno lo chiama Caso, qualcun altro Disegno.

lunedì 25 aprile 2016

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti della lettura.
Manca poco e diremo arrivederci anche a questo mese. Scivola via velocemente perché tutti i bei mesi scappano via, perché la felicità è fulminea ed effimera, seppur raggiungibile.
Ne voglio di più; voglio ancora e di più di questa felicità che mi mancava così tanto. Sarò ingorda? Non vorrei che la felicità e la sua forza mi succhiassero via, come l'onda fa con la costa nella poesia di Emily Dickinson di oggi.
Buona settimana e buona vita, amanti della lettura!


Era così - piccola - la barca...

Era così - piccola - la barca
che vacillava giù nella baia.
Era così - cortese - il mare
che l'invitava ad uscire!

Era così - ingorda - l'onda
che la succhiò dalla costa.
Non l'avrebbero mai immaginato, le vele maestose,
che la mia piccola imbarcazione s'era persa!

domenica 24 aprile 2016

Un salto in libreria #23


Buongiorno, amanti della lettura!
Mi aspettano due settimane molte intense e spero che il blog non ne risenta, come la lettura del resto. La nota positiva è che ci aspettano un sacco di bellissime uscite, alcune delle quali non voglio assolutamente perdermi.
La Garzanti continua a deliziarci con i suoi gialli e thriller con Sarai per sempre mia amica.
Dall'amicizia all'amore materno, perché La metà del cuore promette una lettura armati di fazzolettini.
Bramo e desidero immensamente Il tuo castello tra le nuvole, che ho adocchiato tempo fa e che so essere perfetto per questo periodo della mia vita.
Nella mia vita privata, appunto, non c'è spazio per l'amore ma si sa che L'amore è una cosa meravigliosa, soprattutto quello tormentato che resiste alla guerra.
Si cerca di resistere anche alle guerre privi di carro armati, quelle le cui vittime sono le culture e coloro che non si sentono appartenere a nessuna in particolare. Appartenersi, per Fazi Editore, descrive la mia guerra quotidiana e sono curiosissima di leggerlo.
Sempre per la Fazi esce Il segreto di Lady Audley, che sembra colmo di emozione.
E, infine, esce la biografia di Frida Kahlo per Neri Pozza. Amo l'arte di Kahlo e trovo affascinante e piena di ispirazione la sua vita.
Una settimana ricchissima, un portafoglio sempre più povero, quindi!


Titolo: Sarai per sempre mia amica
Autore: M. O. Walsh
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €16,90
Uscita: 28 aprile 2016

Sta calando la sera sul marciapiede di una tranquilla via di Baton Rouge, ma nemmeno la brezza notturna riesce a smorzare il caldo torrido dell'estate in Louisiana. Lindy Simpson pedala sulla sua bicicletta. Ha quindici anni e, come ogni giorno, sta tornando a casa dopo gli allenamenti. Improvvisamente una figura nascosta nell'ombra la aggredisce. Lindy cade tra le aiuole e perde i sensi. Al risveglio la sua vita non è più la stessa. La piccola comunità del quartiere è sconvolta. Tra le ordinate villette a schiera e i recinti imbiancati serpeggia l'inquietudine. Quattro sono i sospettati del crimine. Uno di questi è un ragazzino, da sempre amico di Lindy, da sempre innamorato di lei. E quando Lindy vive quell'incubo sente di doverla proteggere, di dover cercare chi è stato a farle del male... perché c'è una cosa che solo lui sa.


Titolo: La metà del cuore
Autore: Viola Shipman
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €16.00
Uscita: 27 aprile 2016

È passato molto tempo dall'ultima volta che Arden e la figlia Lauren hanno fatto visita a nonna Lolly, nel suo incantevole chalet su un laghetto del Michigan circondato da betulle dorate. Così, quando Lolly manda loro un biglietto dalla grafia stentata con la preghiera di raggiungerla, si mettono subito in viaggio. Le buste contengono anche due ciondoli d'argento, che come sempre racchiudono un messaggio importante. Quella di regalarsi ciondoli nelle occasioni speciali è infatti una vecchia tradizione di famiglia. Per questo tutte e tre indossano un bracciale da cui non si separano mai e che tintinna a ogni soffio di vento: una mongolfiera nel segno dell'avventura, una libellula portafortuna, un cappellaio matto perché nella vita serve sempre un pizzico di follia. Ma che cosa vuole dire loro nonna Lolly con così tanta urgenza? Quando Arden e Lauren arrivano nella casa sul lago, si rendono subito conto che qualcosa non va. Ci sono segreti racchiusi nei ciondoli che la nonna non ha mai voluto rivelare, ma che possono cambiare la vita di Arden e soprattutto della giovane Lauren, quella che ha sofferto di più in seguito all'abbandono del padre. È arrivato il momento per tre generazioni di donne di ripercorrere il filo rosso del loro passato e affrontare insieme le ombre, le emozioni e i sogni che rendono unica ogni esistenza.


Titolo: Il tuo castello tra le nuvole
Autore: Barbara Sophia Tammes
Editore: Sonzogno
Prezzo: €16.50
Uscita: 28 aprile 2016

Non vedi l’ora di rilassarti? Di prenderti un po’ tempo da dedicare soltanto a te, senza divieti, obblighi o restrizioni? Ecco un libro che insegna a usare il potente mezzo dell’immaginazione per scoprire i propri desideri, uscire dalla routine di tutti i giorni e costruire nuove possibilità. Un approccio originale al benessere e al pensiero positivo in cui anche le illustrazioni, come parte essenziale del metodo, ti aiuteranno a stimolare la fantasia spingendoti a immaginare la tua mente come un castello da arredare, per migliorarti la vita. Focalizzandoti sui tuoi desideri, invece che sulle tue paure, accrescerai le possibilità di far virare la realtà nella direzione giusta e di andare incontro al cambiamento e al successo. Non ti resta che iniziare. Entra nel tuo Castello, rendilo accogliente e grazioso, arredalo seguendo i consigli di Barbara. Percorri ciascuna delle 25 stanze descritte e disegnate per te: alla fine di ogni tappa, anche grazie alle domande che l’autrice ti porgerà tenendoti per mano e guidandoti come una vera amica, ti conoscerai più in profondità. Diventerai così consapevole dei tuoi veri desideri, e riuscirai a esprimerli a parole, a sperimentarli come immagini, a percepirli come profumi, a provarli come emozioni: sarai perfino in grado di trasformare la realtà. Puoi chiamarla profezia che avvera i desideri. Oppure, il tuo Castello tra le Nuvole, quello spazio interiore e unico dal quale si può riemergere rinnovati, tanto da renderlo il posto migliore in cui vivere.


Titolo: L'amore è una cosa meravigliosa
Autore: Suyin Han
Editore: Sonzogno
Prezzo: €18.00
Uscita: 28 aprile 2016

Il romanzo si svolge a Hong Kong alla fine degli anni Quaranta e racconta la storia d'amore tra una donna cinese, di buona famiglia, che ha studiato medicina nelle scuole inglesi, e un giornalista britannico residente in Asia, sposato con figli. È una relazione molto travagliata, circondata com'è dall'ostilità e dai pregiudizi della famiglia di lei e della società circostante. Sullo sfondo si agitano le passioni politiche del dopoguerra, l'epopea della guerra civile e la vittoriosa Lunga Marcia dei comunisti di Mao Zedong.


Titolo: Appartenersi
Autore: Karim Miské
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €15.00
Uscita: 28 aprile 2016

Appartenersi narra una storia universale e, oggi più che mai, necessaria. È il grido liberatorio dell’autore, Karim Miské: nato da padre mauritano, diplomatico e musulmano, e da madre francese, assistente sociale, professoressa, atea e femminista, per tutti è sempre stato «quel tipo bizzarro, con la faccia da arabo e i modi da bianco». Rimbalzato senza tregua da un’identità all’altra, sin da bambino cerca una categoria alla quale appartenere, finendo per non accettarne nessuna. Il suo specchio gli rimanderà sempre l’immagine di un bastardo, un emarginato, un intruso. Perduto tra mondi diversi – arabo, bianco, cristiano, ateo, musulmano, nero, comunista – e tra svariati paesi – la Francia, la Mauritania e anche l’Albania di Enver Hoxha –, Miské è «il granello di sabbia nell’ingranaggio dell’identità», perennemente in lotta con il riflesso più difficile da evitare, lo sguardo degli altri. E se all’inizio c’era la vergogna, ora c’è la rabbia, ma anche la solitudine. E l’eterna domanda: chi sono io? In cerca di risposte, l’autore racconta di un percorso atipico, di una ferita ancora viva, di toccanti ricordi d’infanzia e di come, col tempo, è riuscito a costruirsi una nave che lo aiuta ad attraversare la vita: la letteratura, unico antidoto e unico punto fermo in questa interessante riflessione sul tema dell’identità che è insieme saggio, memori, testimonianza, ma soprattutto un’attualissima radiografia della complessità del mondo.


Titolo: Il segreto di Lady Audley
Autore: Mary Elisabeth Braddon
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €19.00
Uscita: 28 aprile 2016

Capolavoro di Mary Elizabeth Braddon, Il segreto di Lady Audley uscì a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico che la consacrò come nuova stella del sensation novel e rivale di Wilkie Collins. Al talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende dei suoi scritti.
Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, un’istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia di primo letto poco più che adolescente. Un giorno Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, porta con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza – o almeno così sembra –, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentato omicidio nei suoi confronti, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria che non concede tregua alla tensione narrativa.


Titolo: Frida. Una biografia di Frida Kahlo
Autore: Hayden Herrera
Editore: Neri Pozza Editore
Prezzo: €18.00
Uscita: 28 aprile 2016

Alla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby’s per oltre un milione e mezzo di dollari. A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano «la grande Frida» o «la regina di New York». Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile.
Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall’altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo. La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l’amante) o Pablo Picasso (che un giorno, al cospetto del marito, disse: «né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo»).
La biografia di Hayden Herrera – la massima esperta vivente di Frida – non è soltanto un’indagine poetica su una delle più grandi pittrici del Novecento. È soprattutto un libro di passione politica, d’amore, di sofferta ricerca artistica. Quella stessa sofferenza che porterà Frida a dipingere ossessivamente autoritratti spietati e nature morte sensuali, quasi volesse, mettendole sulla tela, strapparsi di dosso le proprie cicatrici e vivere finalmente una vita libera dal passato e felice.

venerdì 22 aprile 2016

Recensione: Fiori fantasma di Ronald Fraser

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione de Fiori fantasma, che mi è piaciuto tantissimo e che consiglio come lettura breve, ma intensa.


Titolo: Fiori fantasma
Autore: Ronald Fraser
Editore: Edizioni Atlantide


Trama:
Judy, giovane botanica dei Kew Gardens nell’Inghilterra degli anni Venti, insofferente delle regole della società maschile in cui vive e di un fidanzamento che le sta troppo stretto, inizia a scoprire nelle piante e nei fiori dei Giardini presso cui lavora una vita e una dimensione misteriosa e quasi inattingibile che la affascinano e coinvolgono ogni giorno di più. Fiori e piante infatti non solo iniziano a sembrarle dotati di propri desideri e volontà, ma pian piano la conducono in una dimensione spirituale ed erotica separata dalla realtà, dove la ragazza sperimenta abissi mistici, abbandoni sensuali e un nuovo e potente senso di sé. In particolare è un’Orchidea a divenire il suo appassionato amante, nonostante il fratello e il fidanzato cerchino in tutti i modi di strapparla a quel mondo languido e sovrannaturale nel quale ormai trascorre, come in trance, la maggior parte del proprio tempo. Per la prima volta pubblicato in Italia, Fiori fantasma, capolavoro mistico-erotico di uno dei più originali e misconosciuti autori inglesi del primo Novecento, è il racconto unico e straordinario di un risveglio spirituale e sensuale, la vertiginosa immersione in una dimensione invisibile, eppure così vicina, dove l’individualità svanisce nel desiderio dell’annullamento di sé oltre il corpo e il tempo.


Recensione:
Judy, giovane e bella donna, si sente come intrappolata nella società degli anni Venti inglesi. Si sente fuori dal mondo, come se non gli appartenesse, come se l'avesse ripudiata ma anche come se, nonostante ciò, non l'avesse del tutto liberata.
In una società patriarcale dove l'importanza maschile è decisamente sentita, Judy è sofferente, inquieta e si sente incompresa. Prima di tutto dal fratello Hubert, un uomo carismatico ed estremamente razionale che sembra voler tenere le redini e il controllo di tutto ciò che lo circonda. Ha a cuore la sorella, certamente, ma dall'altra parte vorrebbe trasmetterle quel suo modo di guardare il mondo in forma in forma quadrata: angoli retti, spigoli definiti.

Per un momento, sull'orlo di un sogno, aveva saputo che l'amore penetra nel corpo come una dolce follia e cambia il mondo.

Dall'altra parte c'è l'opposto di Hubert, Roland, il fidanzato di Judy, la quale ha deciso di sposarlo così su due piedi spinta forse dalla sua irruente impulsività o in cerca di un modo per spiegare le sue ali. Nonostante Judy e Hubert pensino dello spasimante che sia un uomo debole, privo di forza di volontà. mediocre e incapace di far perdere la testa a Judy.

Non è bene sperare e struggersi per amore, perché nell'istante stesso dell'incontro dovrà avvenire anche la separazione. Tu e l'altro sarete uniti per nulla più di un granello in volo, ed entrambi tornerete in breve nell'Infinito, nel Supremo.

Judy vuole questo: perdere la testa per quel sentimento che chiamano amore, perdere la ragione, i sensi, il controllo, perdersi nei meandri delle sensazioni, sentirsi in estasi. Tutto questo lo trova nel suo rifugio, nei Giardini in cui lavora. Il contatto con le piante e i fiori fanno sì che lei perda la cognizione del tempo e del luogo, ed è come se entrasse in trance, una specie di overdose di sensazioni a cui scampa ogni volta, richiamata dalla realtà spoglia di bellezza. La stessa che invece sente toccando i suoi fiori, accarezzandoli, sentirsi solleticare dalle piante. Il profumo inebriante che si fa strada dalle narici e si diffonde nella testa, facendo dissolvere la ragione; e nel petto, facendo battere il cuore come un tamburo.

Poteva vedere le cime dei grandi alberi nei Giardini che si confondevano in lontananza in una venatura rosa robbia e azzurro mare. Immaginò i prati scuri e i rododendri che salutavano il sole, e il suo cuore sussultò colmo di ardente nostalgia.

I fiori, le piante, i Giardini, per Judy vivono di vita propria. Le loro personalità si formano giorno per giorno sottraendola alla realtà, soggiogandola e stregandola. E c'è l'amore, quello che fa perdere ogni inibizione e ogni controllo su se stessi, quello che veniva considerato peccato e per questo un tabù. L'amore corporale, la sensualità velata, l'orchidea. Judy si innamora dell'orchidea e in lei vede l'anima di un amante appassionato che scalda la pelle e promette piacere.

Il fiore che aveva nominato era l'oggetto dei suoi pensieri più intimi. Misteriosamente la bellezza e la forza di quell'orchidea erano più efficaci sui suoi sensi di quanto non lo fossero la bellezza e la forza i Roland.

Si crea il delirio nella testa di Judy, si crea il delirio con il fratello e il fidanzato che non sanno come appagare i bisogni di lei per riportarla alla realtà, per paura che il suo atteggiamento la porti alla follia e possa essere considerato non convenzionale dalla loro società.

Qui e là spuntavano germogli dal fango calloso, piccole lance che le trafiggevano il cuore e risvegliavano un insostenibile desiderio della primavera e del tempo dei fiori.

Fiori fantasma è un libro di una bellezza che, appunto, assomiglia a quella della botanica. Quando noi guardiamo un fiore, ad esempio, e ne rimaniamo incantati tanto da non avere parole per descriverlo e ci esce il solito e banale aggettivo "bello".
Un libro dalla prosa incantevole e graziosa, da una sensualità coperta da un velo di pudore, ricco di soavi sensazioni che regalano un piacere casto, con una poesia che deborda dalle parole tanto da sembrare sussurrate dolcemente alle orecchie.

Il momento più prezioso dell'esistenza è il momento in cui percepiamo la tristezza dell'essere stati. Solo l'eternità è gentile, perché è dimenticanza, e in essa tutti i fiori e tutta l'esistenza scompaiono.

giovedì 21 aprile 2016

Recensione: Quelle belle ragazze di Karin Slaughter

Buongiorno, amanti della lettura.
Dopo avervi parlato de Capelli biondi, occhi azzurri, novella prequel di Quelle belle ragazze, oggi vi propongo la mia recensione di quest'ultimo. Un romanzo crudo, diretto, con l'ansia che sembra sulle montagne russe: consigliato per coinvolgersi in un'indagine alla Criminal Minds.


Titolo: Quelle belle ragazze
Autore: Karin Slaughter
Editore: HarperCollins Italia

Trama:
Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent'anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un'altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l'orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c'è tra la scomparsa di un'adolescente e l'omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l'aspettano.


Recensione:
Ci sono quelle cose che possono segnare profondamente le persone. Sia fuori dai romanzi, che nei romanzi. Del resto questi prendono spunto un po' dalla vita reale, e non c'è cosa più reale della violenza.
La violenza cambia la vita di ognuno di noi, che sia diretta o indiretta, esplicita o implicita, che sembri una carezza o una tortura. La violenza assume tantissime sfumature, tutte complementari tra loro, da formare un unico e grande dolore.

Tu forse mi risponderesti, come ha fatto tua madre, che posso recuperare questa mancanza con le tue sorelle, ma in fondo è nella natura umana desiderare ciò che non possiamo avere.

Le sorelle Claire e Lydia, assieme alla famiglia, hanno vissuto questo grande dolore che li ha tutti straziati. Dopo vent'anni dalla scomparsa della sorella Julia vivono ancora tormentati perché, sebbene si dicano che non c'è più speranza, quella speranza c'è ancora. E' che all'essere umano serve una risposta definitiva, detta ad alta voce per renderla vera. E' che il corpo di Julia non è mai stato trovato, lo sceriffo Braccobaldo ha continuato a dire che Julia è scappata via di casa come molte altre ragazze della sua età, è che in fondo il padre Sam e la madre Helen non si fanno devastare dal dolore.
Sam non ha mai smesso di fare ricerche per trovare la verità, si sveglia la notte madido di sudore e urla con tutto la forza che ha in corpo. Helen su quel letto invece passa le giornate a piangere e a chiedersi il perché. Un matrimonio che sembrava non aver mai avuto scosse e che improvvisamente viene demolito, perché talvolta non è vero quello che dicono: il dolore non si regge in due, quando il proprio ci sfonda già schiena.

Si addentrò nel salotto. La luce era accecante e lei chiuse gli occhi per un attimo, lasciandosi scaldare il viso dal tepore del sole mattutino. Poi però si voltò, perché le sembrava sbagliato godere di qualcosa di tanto semplice proprio dopo aver scoperto tanto dolore.

Senza scricchiolii, senza crepe, la famiglia Scott viene giù come un castello di sabbia mentre Claire impara a farsi invisibile, a passare inosservata dopo che per molto tempo è stata con la famiglia alla mercé dell'opinione pubblica. Si fa anche elegante, bellissima, disinibita e incapace di far mettere radici al cuore; un eterno toccata e fuga, il suo.
Lydia invece trova conforto nelle sostanze stupefacenti, nell'alcool, tra le braccia degli uomini che non sanno amare l'anima ma solo il corpo. Lydia entra ed esce da quel tunnel, con gli occhi che vengono accecati dalla luce e altre che non li sfiorano nemmeno tanto persi nell'oscurità.

Tutto ciò che faceva o diceva era una gioia per me: adoravo i libri che leggeva, il suo modo di pensare, il modo in cui mi guardava e riusciva a scorgere qualcosa di cui io ero solo in parte consapevole.

Ognuno di loro deve badare a se stesso, cercare la propria salvezza oppure trovarla in qualcun'altro. Claire la trova nel marito Paul, uomo ricco che sembra nutrire per lei tantissime attenzioni da scatenare l'invidia dei conoscenti. E' tutto così perfetto tanto che, spesso mentre è persa nei suoi pensieri, Claire si chiede se è giusto che adesso lei abbia tutto ciò. Tutto così perfetto, da sembrare surreale, da sembrare un sogno. Chi è davvero Paul? Si chiede poi Claire, dopo che il marito muore. Il maritino devoto, oppure un sadico violento? Perché davvero, è tutto così surreale, e pare che l'unica perfezione sia nella doppia vita del marito: senza errori, sbavature, confini poco delimitati.

Quella parole restarono sospese tra loro come palloncini attaccati a un peso. Davvero Lydia voleva starle accanto, oppure con quel viaggio assurdo voleva solo dimostrare di aver avuto ragione su Paul fin dall'inizio?

Lydia, dopo anni che ha rotto il legame con Claire e dopo l'accusa che le è stata fatta, inciampa nella sua vita e, insieme, decidono di andare a fondo per scoprire la verità. O meglio, le verità. E' possibile che Paul fosse coinvolto in qualcosa di illegale? I file sul suo computer non mentono: un sacco di ragazze sono state strappate via dalle loro famiglie per il piacere dell'uomo mascherato e di chissà quanti altri.
Claire dovrà decidere spesso se scegliere il filo rosso o il filo blu, come davanti a una bomba, per scoprire la verità o tornare alla sua vita agiata, talmente agiata che sembra averle annullato la personalità.
Quella che invece ha rafforzato la personalità è Lydia, dopo aver tagliato i ponti con la famiglia e essersene costruita una con fatica, dovrà decidere se stare accanto alla sorella e incamminarsi con lei sulla via del perdono.

Lui soppesò l'attrezzo nelle mani. Guardò l'estremità a martello, l'enorme artiglio dall'altra parte. - Quest'oggetto mi può tornare molto utile, non trovi? -
Figlio di puttana, gli rispose, ma solo nella sua mente.
- Sta' a vedere. - Sollevò la sbarra su una spalla, come una mazza, e fece il gesto di colpirle la testa.

Un romanzo che tiene attaccati alle pagine, che fa correre il criceto nella nostra testolina perché le uniche volte in cui ho interrotto volontariamente la lettura è stato per raccogliere gli indizi e cercare di mettere insieme i tasselli e trovare la verità con le nostre donne, totalmente diverse tra di loro e accomunate non solo il legame di sangue, ma da un mistero e una menzogna che brucia da una vita.
Karin Slaughter è capace di mettere sul fuoco l'ansia e poi addolcire e aumentare la fiamma: ci sono state le volte in cui la vicenda è stata lenta, per suo volere, e pian pianino si faceva sempre più avvincente, più cattiva e per niente dolce o delicata nei dettagli che ci racconta.
Quelle belle ragazze, di Karin Slaughter, è infatti un romanzo spesso crudo e crudele, con uno stile diretto che non usa mezzi termini, a cui non sono riuscita a trovare neanche un difetto. Una lettura perfetta per estraniarsi e sentirsi completamente coinvolti in un'indagine alla Criminal minds.

Fu un suono penetrante, e fu come se qualcuno avesse squarciato il cuore di Claire con una scheggia di vetro. Si prese il viso tra le mani. Il suo corpo non riusciva a smettere di tremare. Il cuore le fremette nel petto. Lydia cominciò a gemere.

lunedì 18 aprile 2016

Recensione: Quando eravamo femmine di Costanza Miriano

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi salta il nostro appuntamento poetico e vi propongo la mia opinione su un libro che su Instagram, sul mio profilo e quello della casa editrice Sonzogno, ha fatto molto discutere se non indignare. Sarò curiosa io, ma quando le reazione sono queste cerco sempre di studiare il fenomeno e trovargli un causa.
Il libro lo consiglio - adesso saprete perché -, e vi dico anche il motivo, secondo me, per cui c'è stata quella reazione da parte di molte lettrici.


Titolo: Quando eravamo femmine
Autore: Costanza Miriano
Editore: Sonzogno Editore


Trama:
"Noi donne ci siamo, per così dire, emancipate, abbiamo conquistato la libertà di scegliere, nel lavoro, nell'amore, nella vita. Ma a che prezzo? Siamo davvero più felici? E soprattutto, rendiamo più felici le persone che ci sono affidate? Non è che per caso femminismo, rivoluzione sessuale e battaglie per la parità hanno finito per lasciarci più sole e tristi? Per rispondere a queste domande, dobbiamo liberarci dagli schemi della rivendicazione e capire quale grande privilegio sia l'essere femmine, destinate dalla natura ad accogliere la vita, chinandoci su di lei, in qualsiasi forma si presenti alla nostra porta. E quale grande avventura possa essere per noi diventare spose e madri, accanto all'uomo con cui possiamo arrivare a diventare una carne sola. Non sto mica parlando della casalinga anni Cinquanta: le tante donne che ho avuto la fortuna di incontrare - donne realizzate spesso anche nel lavoro hanno percorso strade difficili, perfino drammatiche, eppure ne sono emerse straordinariamente capaci di vita, capaci di speranza contro ogni ragione. Mi hanno insegnato che essere felici è possibile, ma richiede un lavoro; che si può pure andare dove ci porta il cuore, ma poi bisogna chiamare il cervello perché ci venga a riprendere, e ci porti in un luogo segreto, dove si mette in moto una vita più feconda e piena." (Costanza Miriano)


Recensione:
Io sono una che non si fa mai ingannare dalla copertina, sebbene io possa apprezzarla o meno. Ma quello che mi attrae di un libro, solitamente, è prima di tutto il titolo e subito dopo la trama. Spesso però anche questi possono trarre in inganno, come in questo caso. Leggendo la sinossi e facendo una rapida ricerca sull'autrice dallo smartphone, si finisce per spalancare gli occhi e chiedersi: "ma è fuori?".
Costanza Miriano non è "fuori", la trama è ingannevole, il titolo attrae: perché non dire donne invece di femmine?

Perché questa è la caratteristica di noi donne: la capacità di fare comunque, in qualche modo, spazio a un altro, ascoltare, accogliere, ricevere, anche quando sembra di non avere più spazio interiore.

Quello che sembra un inno al maschilismo, alla sottomissione alla figura dell'uomo oltre a quella di Dio, è invece una preghiera alla donne di essere sia femmine che donne.
Costanza Miriano scrive una serie di lettere indirizzate alle figlie Livia e Lavinia con lo scopo di istruirle alla felicità, accompagnarle nella loro crescita, permettere loro di essere se stesse in una società e in un Io che annulla la propria identità.
L'autrice infatti ci parla delle donne che si adattano e che adattano i loro desideri a quelli degli altri, che perdono la loro personalità perché forse nella vita e nel passato sono mancate certe cose nel momento giusto e, quando non si sa chi si è, ci si lascia definire dagli altri; ci si ritrova in una relazione che non è davvero una relazione perché affinché ci sia questa bisogna sapersi reggere da soli, per avere una relazione con qualcun'altro bisogna essere qualcuno.
Il primo passo comune a molte donne per essere qualcuno è accettare la solitudine assumendosi le proprie responsabilità e la piena gestione della propria vita, abbandonare il pensiero e il desiderio di avere quella cosa mancata nel passato perché non la si avrà mai più, come non si avrà un risarcimento dalla vita.
L'autrice, però, ci fa capire anche che non ci sono solo idee agli estremi, ma anche mezze misure. Prende ad esempio la sua amica Giorgia che con la solitudine ha preso proprio confidenza, tanto da spingersi a fare tutto da sola, dal lavoro ai figli. Una donna forte, ci dice, come noi immaginiamo la forza nelle donne, ma che alla fine allontana ogni uomo perché sembra avere al collo un cartello con su scritto: ho un sacco di problemi ma me li risolvo da sola.

Insomma, il dibattito su chi, tra maschi e femmine, dovrebbe fare delle cose è noioso e molto condizionato da tanti fattori: il punto è accogliere o meno l'idea di dipendere da qualcuno nel senso di essere complementari, sì, ma anche bisognosi e monchi, se non sposi (i consacrati sono sposi anche loro).

Costanza Miriano ci parla del nostro bisogno e della nostra ossessione ad essere perfette, ipocritiche e severe con noi stessi, perfezioniste, ma insicure. Le soluzioni per la scrittrice sono due: la psicoanalisi o la contemplazione. Per l'autrice la seconda opzione è quella giusta: Dio salva e guarisce e fa nuove tutte le cose, ci fa scoprire non di essere perfette, ma imperfette e amabilissime insieme.
Secondo Costanza Miriano il motivo della nostra infelicità è la libertà, o la libertà che pensiamo di avere. Noi donne, dice, siamo schiave delle immagini e delle aspettative che da sole ci fabbrichiamo e ci imponiamo. Siamo, in poche parole, le nemiche di noi stesse. Noi siamo schiave delle emozioni.
E il passaggio dalla solitudine all'amore maturo, perché una donna che scopre la sua bellezza e la usa per fiorire tutto ciò che la circonda non ascolta le sue emozioni, non rimpiange quello che le manca, costruisce un rapporto paritario. Sono donne che vanno dove le porta il cuore, ma poi chiamano il cervello e si fanno venire a prendere.

Se a smettere è la donna, di amare, è la fine per la coppia.

Ci sono però anche le donne che non conoscono la bellezza, che sono donne bambine. Queste ultime sono quelle che non stimano i propri uomini e ridicolizzano gli attribui maschili, perché si sa che va di moda ormai fare ciò e considerare tutto quello che è virile automaticamente anche violento.
Costanza Miriano ci parla del potere che abbiamo sull'uomo, quello di essere la sua casa, accoglierlo, dargli dei figli ma dargli anche una vita permettendogli di guardare se stesso, capire chi è e chi può diventare.
Ci parla anche di come la società abbia robotizzato la figura femminile, che dice che la donna può conciliare lavoro e famiglia, che possiamo noi decidere quando e se diventare madri, che sappiamo organizzare e gestire tutto. Tutto perché il nostro sistema economico è fondato sull'industria dei bisogni, sul consumo, e per mantenere questa economia servono donne che lavorino fuori di casa, se stanno a casa, non si realizzano, che è meglio dipendere da un capoufficio che dal marito.

Questa è, mi sembra, la partenza di tutte le guarigioni dei matrimoni, dire sì alla persona che si ha vicina. Dire sì senza pretese, né attese. Probabilmente è impossibile mantenere quel sì finché si pensa che si potrebbe avere altro, finché non ci si scopre piccoli e bisognosi come bambini, bisognosi dell'altro, con tutti i suoi difetti.

Insomma, Costanza Miriano in poco più di centosessanta pagine riesce a toccare tantissimi argomenti, anche quelli più spigolosi come la contraccezione e l'aborto, riesce a parlare di Dio senza rendere la sua "presenza" troppo invasiva, che si sia credenti o meno. In maniera allegra, ironica, autoironica e sagace, Costanza scrive queste lettere alle figlie e in un certo senso si racconta al lettore con aneddoti di vita quotidiana, senza smalto o il dietro le quinte, perché la vita è e solamente il dietro le quinte. La vita è vera, la vita è verità.

Noi donne siamo complesse e ricche dentro. Abbiamo questo bisogno di amare ed essere amate. Abbiamo una parte animale molto forte che a volte ci domina completamente perché aborriamo le regole: siamo alleate della vita, noi siamo vicine alla carne, e la carne è fatta di eccezioni e particolari casi unici.

Quel che però mi preme sottolineare è la polemica, più o meno leggera, che si è creata tra le tante lettrici donne una volta che sono state al corrente della pubblicazione di questo libro (sul canale Instagram). Quel che mi preoccupa è la reticenza delle persone a non voler scoprire il libro e quindi cercare un confronto. Le lettrici si sono dette inorridite che una donna potesse dire certe cose delle donne, si è parlato di "schifo". Allora io mi chiedo, a cosa serve la letteratura? Al confronto, giustamente direste voi. Ma solo al confronto con gli altri? Perché pare che non si voglia ricercare il confronto con se stessi, che si voglia rimanere nella propria confort zone idea.
Il punto è che al mondo ci sono così tante idee, tute diverse tra di loro, che si possono condividere o meno, ma non mi sembra un motivo giustificabile per definire un libro, e di conseguenza un'idea, "schifo".
Quando eravamo femmine è un libro ricco di spunti di riflessione che mette in discussione le proprie opinioni, che apre le mente e permette di osservare certi temi da più prospettive. Ve lo dico io, che l'ho letto quattro volte per poterne scrivere.

Una donna che chiede gli stessi diritti degli uomini manca di ambizione e di fantasia. Lo dico sempre. Voi dovrete chiedere diritti diversi da quelli degli uomini, perché siete diverse, e potete dare un contributo diverso e imprescindibile alla società, anche fuori dalla famiglia, ma dovrete pretendere di farlo coi vostri modi e i vostri tempi.

domenica 17 aprile 2016

Un salto in libreria #22


Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi fa proprio freddino e la pigrizia si è impossessata del mio corpo, ma un salto in libreria non me lo toglie nessuno!
Soprattutto queste due settimane che la Garzanti si è data al giallo con Il grande evento e La casa tra i salici.
Per non parlare delle storie di vita reali con Da Firenze alla strage di Treuenbrietzen, e di una storia tutta al femminile che parla di tradizioni, Maria di Isili.


Titolo: Il grande evento
Autore: Peter Handke
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €20.00
Uscita: 14 aprile 2016

È una mattina d'estate e un temporale improvviso e violento irrompe nel silenzio della camera da letto in cui dorme il famoso attore. La donna che era con lui se ne è andata, lasciandolo solo tra le lenzuola bianche e il ticchettio insistente della pioggia contro il vetro. L'uomo apre di scatto gli occhi e per la prima volta nella sua vita percepisce il peso della solitudine. Da anni non si misura più con il palcoscenico, non sa più raccontare una storia, non riesce più a farsi folgorare da un'emozione. Ma mentre si alza e pigramente inizia ad aggirarsi per l'appartamento della sua amante, capisce che l'unica cosa di cui gli importi è finalmente ritrovare l'emozione di sentirsi vivo. Così esce di casa e inizia a camminare, senza una meta o una destinazione. Attraversa parchi, quartieri multietnici, sottopassi autostradali, vie fatte solo di freddi palazzi di vetro e specchi e scorci invece antichi, popolati da volti segnati dalla storia e dalla vita di una città in perenne trasformazione. E mentre il paesaggio intorno a lui si trasforma, anche l'uomo inizia a sentire la sua anima cambiare. Fino a ritrovare, arrivato in centro, gli occhi della donna che l'ha lasciato la mattina. E scoprire forse, nello specchio delle sue iridi, il riflesso della sua esistenza.


Titolo: La casa tra i salici
Autore: Katharina Hagena
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €17.60
Uscita: 14 aprile 2016

La città è avvolta nel silenzio della notte. Ma Ellen non riesce a prendere sonno. Si domanda se quegli occhi che ha incrociato di sfuggita siano proprio di Andreas, il suo amico d'infanzia che non vede da anni. Tutto è partito da quell'attimo. Da allora è stato impossibile frenare il flusso dei ricordi che l'hanno riportata dove non avrebbe mai voluto: a Grund. Alla casa tra i salici sulla riva del fiume; al gracchiare lontano delle rane; al riflesso dorato dei campi di girasole. Lì dove Ellen è cresciuta ed è stata felice, si è innamorata, ma ha anche sofferto. Per sua madre che, ogni giorno più distante da lei, non poteva più rallegrarla con la magia dei suoi dolci; per la fine della sua amicizia con Andreas che all'improvviso, senza spiegazione, ha deciso di non parlare più con nessuno. Per l'abbandono di Lutz, il padre di sua figlia, che un giorno è andato via senza fare ritorno. Per Marthe che non è mai riuscita a esprimersi veramente, lasciando che fossero le pagine del suo diario a parlare per lei. Ma ora che le lancette corrono trascinate dall'insonnia, Ellen deve fare i conti con il suo passato. Deve cercare delle risposte ai troppi misteri che affollano la sua mente. Deve scoprire se era davvero Andreas l'uomo che ha incontrato. Se lui, che l'ha visto per l'ultima volta, sa cosa è successo a Lutz. Perché a volte ciò che chiamiamo vita in realtà è un sogno, e ciò che chiamiamo sogno è vita.


Titolo: In silenzio. Da Firenze alla strage di Treuenbrietzen
Autore: Mario Cristiani
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €14.50
Uscita: 20 aprile 2016

La vita di Antonio Ceseri ha una svolta il 23 aprile 1945 quando sopravvive alla fucilazione da parte dei nazisti sotto i corpi dei suoi compagni di prigionia. Non solo di quel giorno, però, è fatta la sua storia. Prima c'era un ragazzo di diciannove anni, spedito al fronte per ripicca e finito a fare la fame per venti mesi in un campo di lavoro in Germania con altri 130 soldati italiani. Dopo, al ritorno in patria, la beffa che gli impose lo Stato italiano: terminare la leva su un dragamine. Su quella nave in mezzo al Tirreno - costretto a immergersi nel buio, lui, sopravvissuto per ore in una cava, senza respiro sotto il peso dei cadaveri dei compagni - Antonio prende la decisione di sigillare nel silenzio i ricordi insostenibili della prigionia e di quel massacro a Treuenbrietzen. Un proposito mantenuto per oltre cinquant'anni. Ma un uomo è anche la propria memoria, e viene il giorno in cui condividerla diventa necessario e urgente.


Titolo: Maria di Isili
Autore: Cristian Mannu
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €14.00
Uscita: 20 aprile 2016

"Maria di Ísili" si colloca con timbro originale nel solco della sempre viva e fruttuosa tradizione sarda: testo denso e compiuto, dal sorprendente respiro metrico, fatto di una polifonia di voci, tra le quali si staglia quella della protagonista, una donna che, nel tragico inanellarsi degli avvenimenti, noncurante degli interdetti sociali, segue la legge del desiderio." Con questa motivazione la giuria ha decretato la vittoria di Cristian Mannu alla ventottesima edizione del Premio Calvino, il riconoscimento più prestigioso per scrittori esordienti. "Maria di Ísili" è un esordio maturo che ci racconta di una donna che sceglie, pagandone il prezzo, di sfidare le convenzioni per conquistare la propria autonomia, mentre sullo sfondo si profila una Sardegna arcaica popolata da vagabondi, levatrici-accabadore, donne coraggiose, figli burdi, fatti di sangue, pensieri neri e indicibili segreti.

mercoledì 13 aprile 2016

Letture in viaggio: Ricordi, la Fallaci, e nuovi modi di leggere.

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi torna l'apprezzatissima rubrica Letture in viaggio.

La vita da pendolare mi dà la possibilità di viaggiare continuamente e di leggere. Non sono l'unica, però, e sul treno o in stazione incontro sempre qualcuno che legge e la cosa mi rende felice. Mi rende felice l'idea che siamo tutti compagni viaggio, che ci siano tante letture in viaggio. Letture in viaggio, si chiama così questa rubrica a cadenza casuale.
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Odio quando ci si dà un appuntamento e lui non arriva. Almeno avvisami, no? E invece no, e allora io mi arrabbio, comincia male la giornata, e giuro che appena lo vedo gli tengo il broncio o gliene dico quattro. Poi lui arriva, vede che ho il broncio e cerca di farmi ridere, io giro la testa dall'altra parte perché so che non devo cedere e che questa volta me la paga, ma lui mi fa ridere davvero. E poi mi mette una mano attorno al collo, mi fa girare e ridiamo. Sei cattivo, gli dico. Ma lui sorride e finisce lì. E mi piace.
Lo so già come finisce, ecco, ma ora mentre aspetto il treno mi arrabbio e spero che mi passi presto perché potrei conoscere una nuova lettura e una nuova persona da inserire ne Letture in viaggio. Dopo, infatti, le incontro entrambe.
Lei si siede vicino a me, con i suoi capelli lunghi e neri, la sua altezza media, vestita tutta di nero. Si toglie la giacca, apre la borsa e tira fuori il Kindle.
Sono alla sua destra e la vedo poco bene, ma vedo le sue labbra delineate da una matita rosa. Mi ricorda mia zia, anche lei se la metteva sempre. Erano gli anni novanta e penso andasse di moda, ma ogni volta che vedo una matita per labbra o qualcuno che la indossa penso alla mia zia. "Habibti", amore in arabo, la chiamavo così. E le zie paterne mi prendevano in giro, gelose del mio attaccamento a lei. I bambini vanno dove sentono affetto, dove si sentono amati, e io ho sempre preferito la famiglia di mia mamma e lei, habibti. E' sempre stata una zia amorevole, che sin da piccola voleva che studiassi per diventare qualcuno nella vita, che ha spostato i suoi sogni e i le sue ambizioni su di me, per vederli un giorno realizzarsi. Mi fa male sapere che un giorno li vedrà ma da lontano, perché abitare in un altro paese significa anche questo. Significa che i legami si raffreddano e ci si aggrappa ai ricordi, alle matite per le labbra, tutto per non dimenticare.
- Scusi? Le posso fare qualche domanda sulla sua lettura? -
Lei gira la testa e mi annuisce. - Certo. - Le guardo bene il viso per la prima volta. Una donna vicina ai quarant'anni mi guarda con quegli occhi scuri e profondi. Mi sorride e ricambio prendendo il telefono per prendere appunti.
- Cosa legge? - le chiedo sorridendole ancora. L'ho già fatto una volta, ma la paura rimane sempre e comunque, quella di essere invadente, di disturbare. Mettiamo caso che ci sia io al suo posto, lo so benissimo che mi darebbe fastidio essere disturbata mentre leggo; cosa ne so che anche lei è un'asociale-topina da biblioteca come me?
- Delle interviste a dei politici degli anni settanta - la descrizione mi è familiare, e sono sicura stia parlando di Oriana Fallaci.
- Chi è l'autore? - le chiedo.
- Oriana Fallaci - Già, anche la letteratura torna di moda, e non vuol dire che si tratti necessariamente di classici. I classi sono immortali, eterni, nel messaggio che vogliono lanciare alla società di qualunque tempo. I libri che vengono riscoperti, e gli autori che iniziano ad andare di moda, sono conformi a una determinata piega che ha preso la società di quel tempo ben specifico. Oriana Fallaci ora va di moda per le sue profezie, e anche il più ignorante la cita con una delle sue dichiarazioni estremiste, ovviamente estrapolate dal loro contesto originale. Sorge spontanea, dunque, la domanda:
- Perché lo legge? -
- Per interesse e cultura personale. Mi piace, e lo trovo interessante. - Magari lo facessero anche gli altri, leggere prima di criticare o usare aforismi a caso.
- Legge spesso questo genere? - le chiedo curiosa.
- Leggo saggi giornalistici, ma anche romanzi. - E mentre me lo dice la guardo e la immagino davanti ad un computer, in un ufficio, la vedo che se la prende con la stampante che si inceppa e che dice alle colleghe che è ora di pranzo. La vedo con i suoi vestiti scuri tornare a casa con il treno delle sei, che pensa al lavoro che non è riuscita a terminare: il lavoro in ufficio non finisce mai. E' questa l'impressione che mi fa questa donna, a cui do anche il nome di Simona. Perché così, perché l'apparenza ti fa decidere anche il nome delle persone, e secondo me c'è un motivo psicologico per cui lo facciamo.
- Vedo che legge in e-book. Come si trova? - la domanda che volevo farle sin da subito.
- Sì, il Kindle è stato un regalo. Pensavo di non passare mai al digitale perché il cartaceo è tutt'altra storia, ma essendo pendolare mi fa più comodo. Comodo perché posso avere in borsa un libro di cinquecento pagine, perché posso scegliere un libro in qualsiasi momento senza dover prima finire uno ed andare ad acquistarne un altro. Si tratta di comodità, tutto qui, come tutte le tecnologie di oggi. -
La tecnologia è inarrestabile, senza freni, con l'acceleratore premuto. Spesso mi sento come fuori da questo mondo, oppure nata nell'epoca sbagliata. Eppure mi trovo d'accordo con lei, su tutto quanto. Anche io come lei ripudiavo l'idea del digitale, poi c'è stato quel lungo viaggio all'estero e ho ricevuto il Kindle come regalo. La mia vita da lettrice è cambiata, come il mio modo di leggere perché si è intensificato, amplificato, e da semplice piacere è diventato un bisogno spesso fisico. La lettura e la letteratura, almeno loro, lasciamole fuori dalle discriminazioni e dai diti puntati. Lasciamo questo tipo di guerre lontane dalla parole e dalle pagine che racchiudono le emozioni, in qualsiasi forma esse siano. Che siano sullo schermo, o una pagina stampata, l'amore è amore, l'amicizia è amicizia: la lettura è viva.
- Ma mi piace comunque il cartaceo - continua lei. - Lo leggo e lo compro, soprattutto dei libri che mi piacciono molto. Anche se... -
Eccola qui, la storia del profumo della carta e dello sfogliare le pagine. Classica, prevedibile. Ma mi sbaglio.
- Anche se mi fa tristezza l'idea che le nuove generazioni non potranno avere magari le librerie in casa. -
Chi ci fa più caso alle librerie, cara signora, chi si sofferma più a guardarle. La tecnologia è inarrestabile, come la mentalità delle persone. Anche se spesso mi chiedo se non lo sia nel senso inverso, se non si sta tornando indietro, invece che andare avanti.
Mi parla delle librerie mentre si mette il suo cappotto e si prepara per scendere alla fermata, dopo avermi parlato dei nuovi modi di leggere, dopo avermi parlato della Fallaci, dopo aver portato a galla ricordi i cui contorni sono sfumati.
La mia lettura in viaggio arriva alla sua fermata, scende, e mi lascia ripensare al broncio che devo sfoggiare tra non molto.

lunedì 11 aprile 2016

Rubrica: Un buongiorno di poesia con Emily Dickinson

Buongiorno, amanti della lettura.
Iniziamo questa settimana con la prima poesia della Dickinson della raccolta Silenzi, il mio primo amore.
Una settimana che sarà piena di emozioni, e mi tremano le gambe perché sono in atto alcuni cambiamenti positivi nella mia vita, cambiamenti che non subisco più, ma che nascono da me e che vivo spontaneamente.
Sono felice, amanti della lettura, e vi auguro tanta serenità!


Per oggi è tutto quello che ho da portare...

Per oggi è tutto quello che ho da portare -
Questo, e insieme il mio cuore -
Questo e il mio cuore e i campi -
e i prati - tutto intorno -
Contali uno per uno - dovessi dimenticarmene io
qualcuno dovrà ricordarne la somma -
Questo, il mio cuore e le api, una per una,
che abitano il trifoglio.

domenica 10 aprile 2016

Un salto in libreria #21


Buongiorno, amanti della lettura!
Il sole accarezza le foglie neonate, i pensieri si fanno sempre più leggeri e una settimana ricca di uscite ci aspetta.
Prendete penna e taccuino perché continua la storia delle nostre arzille vecchiettine di Villa del Lieto Tramonto, che questa volta si danno alla fuga.
Molto tempo fa, poi, Caterina ne La vita a rovescio prende consapevolezza di se stessa, del suo essere donna, e del suo amore per le donne, un amore represso ma pronto a liberarsi.
Torna anche il secondo libro della saga dei Cazalet, Il tempo dell'attesa, amata da moltissimi italiani e addirittura consigliata dal professor Dorfles durante un episodio de Per un pugno di libri.
Questa settimana si spegne anche una candelina per il bicentenario dalla nascita di Charlotte Bronte, e la Fazi Editore festeggia con Il professore e Charlotte Bronte, una vita straordinaria, biografia di Lyndall Gordon.
La Harper Collins, per la gioia dei suoi lettori, continua la serie di Firebird con La difesa, ed è pronta a far battere i loro cuoricini con Ovunque con te.


Titolo: Fuga della Villa del Lieto Tramonto
Autore: Minna Lindfren
Editore: Sonzogno
Prezzo: €17,50
Uscita: 14 aprile 2016

Pareti abbattute, tubature divelte e trapani che spaccano i timpani. Villa del Lieto Tramonto, la tranquilla residenza per anziani nella periferia di Helsinki, è sottosopra per massicci lavori di ristrutturazione, e alle inseparabili Siiri e Irma non resta che cercare un modo per fuggire. E alla svelta: loschi individui – sono davvero muratori? – si aggirano nell’edificio, e il portagioie della loro compagna Anna-Liisa è scomparso. Tutto sotto gli occhi della direzione della struttura. 
Perché allora non affittare un appartamento in centro, lontano da disagi, furti e calcinacci? Meglio però allargare l’invito agli amici della canasta: la puntigliosa, cara Anna-Liisa e l’ambasciatore, il suo distinto consorte, oltre all’infelice Margit alle prese con la grave malattia del marito. La convivenza nello stravagante alloggio – raso rosso alle pareti, un letto rotondo e un improbabile palo da lap-dance in soggiorno – in uno dei palazzi più antichi della capitale finlandese, è per il gruppo di anziani un avventuroso nuovo inizio: la spesa al pittoresco mercato coperto, il bucato, i pasti da cucinare, amicizie inaspettate e giri in tram tra vecchi ricordi e scoperte entusiasmanti. Eppure, qualcosa non quadra. Per il fiuto investigativo di Siiri e Irma, la ristrutturazione nasconde ben altre, criminose attività, e quando il mistero comincerà a dipanarsi tra comici passi falsi, inattesi colpi di scena e irriverenti quanto umane opinioni sulla morte, le ostinate vecchiette toccheranno con mano quanto sia facile lasciarsi ingannare dalle apparenze. Anche alla loro non più tenera età. Il nuovo episodio della Trilogia di Helsinki, irresistibile commedia gialla che mescola sapientemente suspense, umorismo e acute riflessioni su temi sociali di rilevante attualità.


Titolo: La vita a rovescio
Autore: Simona Baldelli
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €16,00
Uscita: 13 aprile 2016

Roma, anno 1735. Né ricca, né bella, il volto sfigurato dal vaiolo, Caterina Vizzani ha quattordici anni e pensa di essere nata a rovescio: lei ama le donne. Il primo, grandissimo amore, è Margherita, figlia di un avvocato molto vicino al Papa. Un giorno la madre della ragazza le trova a letto assieme e Caterina è costretta a rifugiarsi a Viterbo, con una denuncia per sodomia e stregoneria che pende sulla sua testa. Come può sopravvivere una ragazza sola, senza denaro, poco più che analfabeta? "Ah, pensa Caterina, se solo fossi un uomo". Perché se fosse maschio sarebbe libera, svincolata dalle assurde leggi che limitano le azioni di una donna, e potrebbe amare le femmine alla luce del sole. Se fosse un uomo, potrebbe finalmente aggiustare la propria vita a rovescio... È così che Caterina Vizzani si trasforma in Giovanni Bordoni. Vestendo panni maschili, trattando con nobili e prelati, ricoprendo ruoli di prestigio, Giovanni scopre un mondo a misura d'uomo e, forse, un nuovo modo di vivere l'amore. Ispirato ad una storia vera, tra ricostruzione storica e romanzo d'avventura, Simona Baldelli racconta l'incredibile storia di Caterina Vizzani e, toccando i temi sempre attuali dell'emancipazione femminile e della ricerca della felicità personale, dà vita a un mondo picaresco e pervaso da un sottile erotismo.


Titolo: Il tempo dell'attesa
Autore: Elisabeth Jane Howard
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €18,50
Uscita: 14 aprile 2016

È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l'ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non è mai vuoto, nemmeno quando c'è il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio è difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure. A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all'arrivo di una telefonata che la lascerà sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell'inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l'intera famiglia vive in un clima sospeso mentre attende che la vita torni a essere quella di prima.


Titolo: Il professore
Autore: Charlotte Bronte
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €18,00
Uscita: 14 aprile 2016

Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.
Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.


Titolo: Charlotte Bronte. Una vita appassionata
Autore: Lyndall Gordon
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €18,00
Uscita: 14 aprile 2016

In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, immediato successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l’anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell’«ombra», ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”. Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon. Ancora oggi Charlotte parla a chi cerca di «elevarsi» superando gli ostacoli sul proprio cammino, a chi desidera un amore che vada oltre le convenzioni, come fu il suo per l’insegnante belga che l’aiutò a scoprire la propria vocazione di scrittrice e per l’editore londinese che rivelò il suo talento al mondo. Chi prende parola dall’ombra, ci insegna la vita di Charlotte, non parla tanto per sé, ma assume una voce universale, che guarda a un tempo a venire.


Titolo: Firebird. La difesa
Autore: Claudia Gray
Editore: Harper Collins Italia
Prezzo: €16,00
Uscita: 14 aprile 2016

Marguerite Caine ha fatto l'impossibile, viaggiando in diverse dimensioni con il Firebird, l'invenzione straordinaria che i suoi genitori hanno realizzato con l'aiuto di Paul - che è ora il suo ragazzo - e Theo, un altro brillante studente di fisica. Ma in questo modo è diventata il bersaglio di gente senza scrupoli, che pur di avere libero accesso al Firebird è disposta a rapire, ricattare e persino uccidere. 
Quando la coscienza di Paul viene frantumata in quattro pezzi e dispersa in diverse dimensioni, Marguerite è disposta a tutto per salvarlo, ma il prezzo per riuscirci rischia di essere troppo alto. Se infatti non saboterà i propri genitori nelle diverse dimensioni, Paul sarà perso per sempre. 
Ma ci deve pur essere una via d'uscita! Così Marguerite chiede l'aiuto di Theo. Studiano un piano, ma non sarà facile. Le loro vite, come le vite dei loro alter ego temporali, sono in costante pericolo. 
Dovranno affrontare una San Francisco dilaniata dalla guerra, il sottosuolo criminale di New York e una Parigi tutta lustrini, in cui un'altra versione di Marguerite nasconde un segreto sconvolgente. 
Ogni mondo la porta un passo più vicino a salvare Paul, ma lei inizia a farsi domande sul loro destino: davvero è scritto che saranno sempre insieme?


Titolo: Ovunque con te
Autore: Katie McGarry
Editore: Harper Collins Italia
Prezzo: €16,00
Uscita: 14 aprile 2016

Nessuno vuole che stiano insieme, ma a volte la persona giusta è quella che meno ti aspetti e la strada che più temi è spesso quella che ti porterà a casa. 
Emily ha diciassette anni ed è felice della propria vita così com'è: genitori amorevoli, buoni amici e un'ottima scuola, in un quartiere tranquillo. Certo, non può negare di essere curiosa riguardo al suo padre biologico, quello che ha preferito unirsi a un club di motociclisti - il Regno del Terrore - piuttosto che essere genitore; questo non significa, però, che lei vorrebbe far parte di quel mondo. Quando però una timida visita si trasforma in una lunga vacanza estiva tra parenti che non sapeva di avere, una cosa le è chiara: niente è come sembra. Il club, suo padre, e nemmeno Oz, un ragazzo che ti ipnotizza con i suoi occhi blu e che può aiutarla a capire quella vita.
Oz desidera una cosa sola: unirsi al Regno del Terrore. Loro sono quelli buoni. Proteggono la gente. Loro sono... una famiglia. Mentre Emily è in città, Oz glielo dimostrerà. Così, quando il padre di lei gli chiede di tenerla al sicuro da una banda rivale con un conto da regolare, per Oz è un sogno che diventa realtà. quello che non sa è che Emily potrebbe infrangerlo, quel sogno.
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