lunedì 30 maggio 2016

Recensione: La metà del cuore di Viola Shipman

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione su La metà del cuore, un romanzo molto scorrevole tutto al femminile. Voi lo sapete, vero, quanto io adori le storie dove le donne regnano? Come La casa sul fiume o Miss Jerusalem. Ecco, questa è una di queste!


Titolo: La metà del cuore
Autore: Viola Shipman
Editore: Giunti Editore

Trama:
È passato molto tempo dall’ultima volta che Arden e la figlia Lauren hanno fatto visita a non­na Lolly, nel suo incantevole chalet su un laghetto del Michigan circondato da betulle dorate. Così, quando Lolly manda loro un biglietto dalla grafia stentata con la preghiera di raggiungerla, si mettono subito in viaggio. Le buste contengono anche due ciondoli d’argento, che come sempre racchiudono un messaggio importante. Regalarsi ciondoli nelle occasioni speciali è infatti una vecchia tradizione di famiglia. Per questo nonna, mamma e nipote indossano un bracciale da cui non si separano mai e che tintinna a ogni soffio di vento: una mongolfiera nel segno dell’avventura, una libellula portafortuna, un cappellaio matto perché nella vita serve sempre un pizzico di follia. Ma che cosa vuole dire loro nonna Lolly con così tanta urgenza? Quando Arden e Lauren arrivano nella casa sul lago, si rendono subito conto che qualcosa non va. Ci sono segreti racchiusi nei ciondoli che la nonna non ha mai voluto rivelare, ma che possono cambiare la vita di Arden e soprattutto della giovane Lauren, quella che ha sofferto di più in seguito all’abbandono del padre. È arrivato il momento per tre generazioni di donne di ripercorrere il filo rosso del loro passato e affrontare insieme le ombre, le emozioni e i sogni che rendono unica ogni esistenza.


Recensione:
Succede che ogni tanto nella vita ci si guardi allo specchio e si noti quella ruga invisibile ai lati della bocca, quella che indica la nostra infelicità. Arden, senza guardarsi allo specchio, ma osservando la sua quotidianità, si rende conto che in fondo quella ruga non è poi così tanto invisibile. Ha studiato e lottato per diventare giornalista, lavora per la rivista di gossip Paparazzi, ma non scrive. Vorrebbe poterlo fare e vedere un suo articolo firmato invece che rimanere dietro alle quinte, ma invece guarda lo schermo del computer e invidia la vita altrui. Vorrebbe scrivere anche il suo romanzo e realizzare il suo sogno, eppure niente la spinge più a farlo: senza motivazione e demoralizzata, proietta i suoi obiettivi e la sua serenità perduta nella figlia Lauren.
Ma la mela non cade mai troppo lontano dall'albero, perché anche Lauren non può essere più infelice. Studentessa di economia ma con il cuore che batte per l'arte e la pittura, ha deciso di sua spontanea volontà di esserlo per non dare ulteriore pensieri alla madre che, dopo il divorzio, non è più stata la stessa.

Questo ciondolo
è per rammentarti
che a ogni passo del cammino
ti ho amata più di quanto tu possa immaginare.
Così, ogni volta che
una delle mie scatoline aprirai,
che tutto ebbe inizio con noi due
ricorderai.

Una vita molto ordinaria la loro, finché un giorno non ricevono due ciondoli ciascuna dalla madre e nonna Lolly. Dopo anni senza vederla, quei ciondoli non celano soltanto un messaggio alle destinatarie ma anche una fiacca richiesta d'aiuto. Così, le nostre donne partono per il Michigan e la loro vecchia casa sul lago per scoprire di più. Li aspettano, però, tante gioie e tante lacrime. Una diagnosi che non lascia scampo e che minaccia la memoria, fa sì che Lolly decida finalmente di condividere la sua vita e i suoi ricordi con la figlia e la nipote. Il braccialetto che porta alla mano, che tintinna ad ogni soffio di vento, sembra racchiudere segreti e storie che non sono mai stati dette ad alta voce. Ogni ciondolo, avuto per ogni compleanno di Lolly, racconta uno scorcio di vita che ha cambiato la nostra stravagante protagonista.

Mentre Arden la ripuliva con la lingua, osservò il risveglio di Lost Land. Il lago era calmo, e la luce del primo mattino tingeva la superficie di azzurro brillante e verde bottiglia. Alcuni cigni galleggiavano sull'acqua curvando il collo, e i passeri planavano in formazioni strabilianti.

Un ciondolo a forma di mongolfiera, per una vita avventurosa senza obbligarsi a fare quello che non si ama.
Il ciondolo a forma di macchina da cucire, per una vita in famiglia, lo stesso ciondolo che ha dato vita a questa generazione di donne che ha visto la morte e la nascita.
Il ciondolo a forma di aquilone, per una vita divertente, per schizzarsi di acqua e ridere con gli occhi chiusi.
Il ciondolo a forma di tessera del puzzle, per una vita ricca di amici, per fare spazio all'affetto e farsi amare.
E quello a forma di cuore spezzato: per una vita sempre insieme.

- Questi ciondoli simboleggiano ogni istante della mia vita... e anche della vostra. Senza, nessuna di noi sarebbe qui oggi. Raccontano dove siamo state, dove siamo arrivate e dove speriamo di andare. Sono tuttora convinta che la mia esistenza sia come la libellula che ti ho regalato da bambina: nonostante le tristezze, è stata piena di fortuna. -

La metà del cuore, di Viola Shipman, è un libro scorrevole che coinvolge il lettore in questa altalena del tempo, tra il passato e il presente, e vede le protagoniste soggette ad una metamorfosi che le vede diventare donne più consapevoli di loro stesse e mirate ad un futuro che comincia da un presente più sereno, dalle scelte dell'oggi che si rimandano sempre ad un domani forse a causa della paura del cambiamento.
Un romanzo tutto al femminile che, pur nella sua leggerezza, fa riflettere su molti temi ma soprattutto sul reagire quando si vedono quelle rughe dell'infelicità ai lati della bocca, prima che scavino ancora più in profondità.

La straordinaria bellezza della vita e della famiglia, pensò sorridendo, se solo ci concediamo il tempo di vederla e apprezzarla.

venerdì 27 maggio 2016

Recensione: L'amore rende... rosa di Roxann Hill

Buongiorno, amanti della lettura.
Ma è vero che l'amore rende tutto rosa? Secondo Roxann Hill, ne L'amore rende... rosa, sì!
I libro sarà disponibile dal 31 maggio su Amazon sia in formato digitale che in formato cartaceo. Nel frattempo, se vi serve una spintarella per pigiare sul mouse e acquistarlo, vi lascio la mia opinione.


Titolo: L'amore rende... rosa
Autore: Roxann Hill
Editore: Amazon Crossing

Trama:
Michelle ha tutto quello che si può desiderare: un fisico da urlo, un ottimo lavoro, abiti griffati e un sacco di soldi. Ha anche un compagno: Valentin von Gertenbach, l’uomo dei sogni, très distingué. Tutto sarebbe perfetto se non ci fosse un piccolo intoppo: l’uomo dei sogni è sposato.
Quando, poco prima di Natale, Valentin le dà buca lasciandola sola sulle Alpi francesi, Michelle decide di tornare a Berlino e di lottare con le unghie e con i denti per riaverlo. In viaggio incontra l’attraente (ma privo di mezzi) David, con la figlia Emma.
Inizia così un movimentato viaggio attraverso la Francia fino alla Germania, durante il quale Michelle incomincia a chiedersi sempre più spesso cosa conti realmente nella vita e se è vero che l’amore rende tutto più rosa.


Recensione:
I soldi, si sa, non fanno la felicità. Anche se, diciamocelo, se ci sono è meglio. Lo sa bene Michelle che indossa abiti firmati e gira con una macchina di lusso e, sì, frequenta un uomo ricco ma sposato. Valentin è un po' la fantasia proibita di ogni donna: un uomo carismatico, dalla figura snella, sexy con lo smoking scuro, i capelli tirati indietro. Un uomo deciso, che sa cosa vuole e se la prende a tutti i costi. Poi se è ricco, ancora meglio. Michelle, come tutte le amanti, si illude che prima o poi Valentin lasci la moglie per stare con lei e smetterla con le loro uscite e vacanze clandestine.

- Come si fa a decidere qual è la cosa giusta? -
- Si deve seguire il cuore. Con la testa non si arriva da nessuna parte. Mi creda. -

A proposito di vacanze, e a proposito di lasciare la moglie, proprio mentre Michelle è in un hotel di lusso tra le Alpi francesi Valentin la chiama per dirle che non la raggiungerà, perché deve stare vicino alla moglie che, a quanto pare, tiene in grembo una cosina, o forse due.
Michelle va su tutte le furie e no, non ci sta proprio, è decisa a tornare subito a Berlino per riprendersi il suo uomo e vivere per sempre felici e contenti nel loro grande e ricco castello. Il viaggio di ritorno, però, non sarà liscio come l'olio: la borsa di Michelle con documenti, denaro, e biglietto d'aereo, è stata scambiata con quella di un'altra donna. Come farà Michelle a tornare a riprendersi Valentin?

Un enorme groppo mi strinse la gola. La vista mi si appannò. Tornai a sedere, mi nascosi il volto tra le mani e sentii le lacrime scorrermi sulle guance.

Come ogni fiaba che si rispetti, anche quelle moderne, quando c'è un castello c'è anche un principe azzurro sopra un cavallo bianco. Fa lo stesso se quel cavallo bianco ha l'aria di una Citroen del '73 rosa che sembra sul punto di esalare l'ultimo respiro! David alla guida e la piccola figlia Emma sui sedili posteriori diventano i nuovi compagni di viaggio di Michelle. Ognuno con una storia da raccontare o da tacere, ognuno con una personalità completamente differente da quella dell'altro, tanti chilometri da percorrere in mezzo alla neve e tra agli imprevisti e, non ci facciamo mancare nulla, anche un amico a quattro zampe che cerca affetto.
Michelle dovrà rimparare e guardarsi con occhi diversi e, soprattutto, a lasciare da parte quella superficialità che la rende una persona snob e approfittatrice, dovrà smetterla di distinguere e scegliere le persone della sua vita in base al peso del portafoglio o al numero di carte di credito che queste hanno. David le piace, e anche molto, ma riuscirà Michelle ad ignorare il divario sociale-economico che li divide? Riuscirà a voler bene e a curare il prossimo come fa con la piccola Emma?

Le nostre vite divergevano troppo profondamente. Io volevo raggiungere una meta, volevo essere qualcuno. David, invece (e qui a malincuore non potei fare a meno di sospirare), non era interessato a niente del genere. Era soddisfatto della sua esistenza mediocre.

Quello di Michelle è un viaggio che dura circa duecento pagine, una storia frizzantina che fa sorridere. L'amore rende... rosa è una storia leggerissima, perfetta per quando si è in spiaggia e, in alternativa, nel proprio chalet in montagna. Una storia scacciapensieri, dunque, per staccare e per lasciarsi andare alla spensieratezza.

Il sole era nascosto da un nuvolone e su di noi calò una sorta di ombra pesante. Quando la nuvola si spostò e i raggi di luce ripresero a illuminarci, anche la carrozzeria della nostra Citroen iniziò a brillare.

mercoledì 25 maggio 2016

Recensione: Il tuo castello tra le nuvole di Barbara Sophia Tammes

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi propongo la mia recensione di questo libriccino delizioso e bellissimo come tutte le cose semplici. Barbara Sopgia Tammes ci insegna come essere felici e sereni, nella nostra mente e dentro di noi, ingannando la prima. Ma come si fa?, direte voi. Leggere per credere!


Titolo: Il tuo castello tra le nuvole
Autore: Barbara Sophia Tammes
Editore: Sonzogno

Trama:
Non vedi l'ora di rilassarti? Di prenderti un po' tempo da dedicare soltanto a te, senza divieti, obblighi o restrizioni? Ecco un libro che insegna a usare il potente mezzo dell'immaginazione per scoprire i propri desideri, uscire dalla routine di tutti i giorni e costruire nuove possibilità. Un approccio originale al benessere e al pensiero positivo in cui anche le illustrazioni, come parte essenziale del metodo, ti aiuteranno a stimolare la fantasia spingendoti a immaginare la tua mente come un castello da arredare, per migliorarti la vita. Focalizzandoti sui tuoi desideri, invece che sulle tue paure, accrescerai le possibilità di far virare la realtà nella direzione giusta e di andare incontro al cambiamento e al successo. Non ti resta che iniziare. Entra nel tuo Castello, rendilo accogliente e grazioso, arredalo seguendo i consigli di Barbara. Percorri ciascuna delle 25 stanze descritte e disegnate per te: alla fine di ogni tappa, anche grazie alle domande che l'autrice ti porgerà tenendoti per mano e guidandoti come una vera amica, ti conoscerai più in profondità. Diventerai così consapevole dei tuoi veri desideri, e riuscirai a esprimerli a parole, a sperimentarli come immagini, a percepirli come profumi, a provarli come emozioni: sarai perfino in grado di trasformare la realtà. Puoi chiamarla profezia che avvera i desideri. Oppure, il tuo castello tra le nuvole, quello spazio interiore e unico dal quale si può riemergere rinnovati, tanto da renderlo il posto migliore in cui vivere.


Recensione:
Avete presente tutte quelle volte in cui siamo turbati e ci troviamo davanti qualcuno che ci consiglia di non pensarci, di non essere triste ma fingere di essere felice per esserlo davvero? Quanto fastidio, per non parlare di quanto ci pentiamo di esserci aperti con la persona sbagliata.
E se ora vi dicessi che in fondo quel povero cristiano non aveva tutti i torti? Togliamoci dalla testa l'idea del "facile a dirsi, difficile a farsi" per la durata di questa recensione, e armiamoci della cara e vecchia arte dell'inganno.
Perché è questo che Barbara Sophia Tammes ci insegna ne Il tuo castello tra le nuvole, e mettiamo pure che sia difficile anche da capire perché proprio non concepiamo l'idea di ingannare la mente. Ecco, la Tammes ha pensato a tutto e ha fatto quello che facciamo tutti noi con i bambini per insegnare loro qualcosa di nuovo o apparentemente difficile: ha disegnato.

Finché i tuoi pensieri resteranno vincolati da regole, divieti e restrizioni, non sarai mai in grado di modellare la realtà. Ma se riuscirai a esprimere a parole i tuoi veri desideri, a sperimentarli come immagini, a percepirli come profumi e a provarli come emozioni, allora sarai in grado di cambiare paradigmi e di creare una nuova realtà.

Tanti disegni adorabili, quindi, per spiegarci come si frega la mente e le nostre solide convinzioni che ci portano a delle cattive abitudini e ci rendono persone infelici. Il messaggio dell'autrice è il seguente: non c'è bisogno che tu sia felice, perché se tu raggiri la tua mente, lo sarai.
Ecco lo schema di un'anima e di un ego: puoi usarlo per capire
che effetto ha su di te il fatto allontanarti da te stessa. Per
imparare qualcosa su di te, puoi osservare ciò che è
importante per te dall'interno, oppure studiare le tue ossessioni
dall'esterno.
Ed è così che ci accompagna tenendoci per la mano, sin dalle prime pagine, e ci dice di immaginare la nostra mente come un grande castello con tante stanze. Lasciamo da parte anatomia e scienza e torniamo ad essere bambini che immaginano cose bellissime e astratte. L'immaginazione è, infatti, la chiave per fabbricarci il nostro castello tra le nuvole, e per farlo ci occorre del sano relax. Sì, ora chiedi troppo, direte voi; torno a casa dopo otto ore in ufficio, devo preparami da mangiare, fare la lavatrice e in più mia madre viene a trovarmi e a raccontarmi di qualche vecchia compagna di università che ha messo su famiglia. Come faccio a essere rilassata? Cara, rispondo io, ricordi l'inganno di cui parlavo prima? Inganna il tuo corpo e immaginalo rilassato per essere rilassata. Provato e testato sulla sottoscritta, posso assicurare sull'efficienza della teoria della Tammes. Quindi assumiamo un respiro calmo, sciogliamo le spalle e creiamo un distacco emotivo. Bene, ora siamo pronte per entrare nel nostro castello.

Potrebbe esserti utile visualizzare quei pensieri come se fossero uccelli - uccelli cinguettanti. E proprio come uccelli, si avvicinano e volano via. Il segreto è non cercare di afferrarli, ma lasciare che si allontanino.

Le stanze che lo compongono sono numerose e possono essere arredate secondo la propria personalità e il proprio gusto.
C'è il Salone nel quale esibiamo i nostri trofei, che sono rappresentati dalle emozioni e dale caratteristiche che ci dominano maggiormente, come la decisione. La glorificazione, dice l'autrice, aumenta le proprie sicurezze.
C'è la cucina e il suo forno speciale, dove noi smistiamo i commenti che riceviamo quotidianamente, le battute ambigue e scegliamo di tenere solo le notizie che ci danno energia, mentre quelle che invece attaccano il nostro benessere le lasciamo incenerire nel forno.
C'è poi anche la Sala della lacrime, in cui sono esposte delle boccette di vetro con su scritto il dolore che è contenuto e che possiamo riprendere ogni volta  per estraniare i nostri sentimenti. E non importa se non siamo capaci di piangere o è troppo doloroso, perché ci sono quattro professioniste che ci aiuteranno in entrambi i casi.
C'è anche la Spa mentale, molto più benefica della più famosa di Torino, in cui purifichiamo la mente dai pensieri che ci turbano e ne levighiamo le irregolarità.
C'è poi anche la Suite della vergogna, quella che nella mia mente si è presa più di metà castello,  che nasce dalla tensione tra il vero sé e il sé ideale, che nasce dalla vergogna di quando realizziamo di non essere all'altezza delle nostre aspettative. Urge, quindi, dividere le due stanze.
Queste e tantissime altre stanze, come La corte interna, L'atelier, Il tuo giardinio segreto e La suite reale della malvagità, ci vengono presentate e descritte lungo una terapia di quasi duecento pagine.

Il desiderio è la nemesi della paura: supera la paura nutrendo il desiderio; lascia che il desiderio di fare qualcosa cresca fino a diventare più grande della paura che ti impedisce di agire.

Non ce la farai.
Ma è quello che voglio.
Il bellissimo libriccino di Barbara Sophia Tammes è un tesoro da custodire e rileggere in qualsiasi momento in cui sentiamo di perdere il controllo della nostra mente e del nostro corpo. Sembra assurdo, lo so, ma l'autrice ci insegna che molto spesso è il corpo che comanda la mente e non il contrario: con una scrittura scorrevolissima, così fresca, corredata da dei disegnini che nonostante la semplicità dicono quanto le parole dell'autrice.
Il tuo castello tra le nuvole, come mi aspettavo, regala delle piacevoli ore di lettura in cui ci si sente tornare addirittura bambini, dove si sente quel pizzico di curiosità e voglia di sorpresa ad ogni pagina in procinto di essere voltata. In un certo senso, si torna bambini per riprendersi la propria vita di adulti.
Quindi lasciatevi andare all'immaginazione, costruite il vostro castello sulle nuvole pagina dopo pagina, e arredate la vostra mente per vivere in un modo migliore.

E' tutto intorno a te, è tutto dentro di te. E' te.

lunedì 23 maggio 2016

Recensione: Il cattivo ragazzo che voglio di Giulia Besa

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione, aihmé non positiva, de Il cattivo ragazzo che voglio della giovanissima Giulia Besa. Lo young adult purtroppo si è rivelato essere un po' irritante a causa dei personaggi, e poco apprezzabile per lo stacco finale sia dal punto di vista della scrittura che, non so come sia possibile, del genere.
Il cattivo ragazzo che voglio sarà in tutte le librerie dal 25 maggio, nel frattempo vi dico perché non mi è piaciuto.


Titolo: Il cattivo ragazzo che voglio
Autore: Giulia Besa
Editore: Giunti Editore

Trama:
Chiara, ultimo anno di liceo a Roma, è la classica brava ragazza. La sua migliore amica lotta da anni per trascinarla in discoteca e farla divertire, ma invano. Il fidanzamento con Tommaso, un ragazzo più grande di lei, si è chiuso nel peggiore dei modi: al momento in cui si sono trovati insieme e nella giusta circostanza, Chiara non è riuscita a fare l'amore perché le è mancata la sicurezza. E lui, dopo averla invitata al Circo Massimo in una bella serata di vento, la molla, umiliandola davanti agli amici. Pochi giorni dopo Chiara conosce Cesare e non può non notarlo: alto, fisico atletico e muscoloso, capelli neri che lambiscono il viso dalla carnagione chiara; e gli occhi, due opali nere, al fondo delle quali si nasconde sempre un velo di malinconia. Ma Cesare è pericoloso quanto fascinoso: schivo, volubile, ha tatuato sul petto un intrico di rovi, simbolo evidente della sua chiusura agli affetti. Chiara è attratta, ma cerca in tutti i modi di starne alla larga. Anche Cesare, che nasconde ferite antiche e profonde, vorrebbe stare lontano da Chiara, ma l'attrazione reciproca è forte. Comincia così un'intensa e combattuta storia d'amore, sullo sfondo di una bellissima Roma, affascinante quanto i giovani protagonisti.


Recensione:
Nei momenti di più totale spensieratezza mi capita di perdermi nei ricordi felici del passato, quelli in cui sono più che mai vivi i cliché dell'adolescenza e della neonata gioventù. Ripenso a quegli anni che mi hanno segnata di più e, automaticamente, ai miei diciassette e diciotto anni; quando la gioia aveva la forma di una giornata soleggiata in ogni stagione, quando l'amore ha bussato alla mia porta trovandomi impreparata e inesperta. Diciamo che è comune che gli anni che un po' tutti ricorderemo come gli anni più puri della nostra gioventù, sono questi, i diciassette e i diciotto.

Non comprendo davvero cosa sia il vero amore, e per questo non riesco a donarmi a qualcuno anima e corpo.

Anche Chiara ha diciotto anni, anche lei vive il primo amore con tanta emozione, paura e mani inesperte. Tommaso, sebbene le piaccia, però, le trasmette un'insicurezza che non sembra essere normale in un sano legame. Con le sue maniere sbrigative, le sue manie di protagonismo, il suo comportarsi da bambino viziato, Chiara inizia a dubitare della relazione che ha con lui. Dubbi che vengono spazzati via in quella serata gelida, quando era decisa a lasciarsi andare pur di non perderlo, quando per una volta il tempismo è dalla sua parte.
Chiara, però, nonostante tutto è una ragazza decisa che, una volta presa la sua decisione, non si volta indietro, non torna mai sui suoi passi. Ed è così che, anche se fa male, guarda oltre all'esperienza con Tommaso concentrandosi sulla sua amica e quasi sorella Alessandra. Sembra infatti che anche il paradiso amoroso di questa stia subendo un terremoto per colpa di Daniele che sembra non portare rispetto per lei come donna e come fidanzata.

Cesare, ma lui mi considera solo come un possibile trofeo. Il problema non è se lui è quello giusto per me, ma se io sono adatta a un tipo come lui.

Daniele è amico di Cesare, il tenebroso e lo Scamarcio che ha tanto fatto sognare la mia generazione con Tre metri sopra il cielo, il tipico e apparentemente cattivo ragazzo il cui sguardo incendia l'anima e non solo. Chiara si prende una cotta per lui e si sente improvvisamente legata a lui, come se i due si potessero capire, come se i loro passati avessero viaggiato parallelamente su due binari diversi. La nostra protagonista, però, sa anche di essere solo una potenziale nuova preda o trofeo per Cesare. Eppure c'è qualcosa che li avvicina sempre di più, nonostante le loro resistenze. Ed è così che il diavolo e l'acqua santa si incontrano: il cattivo ragazzo e la prima della classe.

- Fai sempre così con le ragazze? - chiedo, e la voce esce in un sussurro. - Le tratti sempre come damigelle in pericolo? -
- Tu sei diversa dalle altre. - Il suo tono è serio ma tranquillo. Naturale, come mi sembra naturale e spontaneo il suo abbraccio. E io, immersa nel suo calore, con la schiena contro il suo petto, sento di aver trovato il mio posto nell'universo.

Il cattivo ragazzo che voglio è il tipico young adult che potrebbe far appassionare le ragazzine e distrarre quelle un po' più grandicelle. Per quanto mi riguarda sono a priori esclusa dalla prima categoria, e assolutamente mi sento di non far parte nemmeno della seconda. Il libro della giovanissima Giulia Besa è stato una lettura difficile da portare avanti, un po' per noia e un po' per l'irritazione nei confronti dei personaggi che non ho apprezzato. Questo perché li ho trovati definiti nel loro passato, ma poco nella loro personalità. Ma non è la stessa cosa?, direte voi. Per me no, per me Chiara e Cesare, come Alessandra ed altri, sono personaggi immaturi e ancora acerbi, e non si tratta di una questione di età.

- In questo momento sono molto fragile - continuo, ricolta più a me che a lei. - E anche se lo vorrei tantissimo, non posso vincere le sue paure al posto suo. Non posso tornare con lui. -

Quel che però è curioso, a questo riguardo, sono le ultime venti pagine del romanzo, dove si fa un salto temporale di tre mesi e ci si ritrova a leggere di personaggi che sembrano essere invece maturati con una velocità a dir poco inverosimile, come se avessero acquisito quella mentalità e personalità tipica non di ragazzi di diciotto anni. Con questa crescita alla Jack e il fagiolo magico, sembra adirittura di leggere la penna di un'altra autrice, un altro genere: un new adult.
Uno stacco, questo, che non ho per niente apprezzato, anche se ammetto che il modo di scrivere di Giulia Besa nell'ultima parte è molto più accattivante e coinvolgente. Non sarà mica che la nostra autrice abbia sbagliato genere, e che sia più brava a raccontarci storie new adult invece che young adult?

I nostri visi sono vicini e ci fissiamo negli occhi. Non so se riuscirò a estirpare i rovi che imprigionano la sua anima, né se riuscirò a lenire le sue ferite. Sicuramente mi pungerò bel tentativo. Ma so che voglio lui, e non mi interessa nient'altro.

domenica 22 maggio 2016

Un salto in libreria #27


Buonasera, amanti della lettura.
Il cielo è ancora azzurro, pronto per cambiarsi d'abito e indossare il buio in questa fresca serata primaverile. Però ho così tanta voglia di fare il nostro salto in libreria domenicale!
Questa settimana si torna adolescenti con Chiara e Cesare de Il cattivo ragazzo che voglio, che ho letto e che non mi è proprio piaciuto, e vi dico perché nella recensione che arriva questa settimana.
Si fa anche un salto nel passato e nel gelo, con La ragazza delle fragole, che sembra essere una storia perfetta per me: un po' di passione, arte, clandestinità e sì, anche fragole.
Figlie sagge, di Angela Carter, solletica la curiosità degli amanti del genere, della famiglie numerose su carta e dello charme femminile.
Un libro che invece sembra essere tutto al maschile è Fragili verità, in cui abbiamo un commissario che vaga per la bella Genova in cerca di risposte riguardo ad una scomparsa.
Scomparse ma anche delitti, con questo tempo che si fa sempre più estivo e la voglia di mare che ci viene, senza però che ci scappi il morto, come ne Mare nero di Gabriella Genesi.


Titolo: Il cattivo ragazzo che voglio
Autore: Giulia Besa
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €12.00
Uscita: 25 maggio 2016

Chiara, ultimo anno di liceo a Roma, è la classica brava ragazza. La sua migliore amica lotta da anni per trascinarla in discoteca e farla divertire, ma invano.
La storia con Tommaso, un ragazzo più grande di lei, si è chiusa nel peggiore dei modi: al momento in cui si sono trovati insieme e nella giusta circostanza, Chiara non è riuscita a fare l'amore perché le è mancata la sicurezza. E lui, dopo averla invitata al Circo Massimo in una bella serata di vento, la molla, umiliandola davanti agli amici. Pochi giorni dopo Chiara conosce Cesare: alto, fisico atletico e muscoloso, capelli neri che lambiscono il viso dalla carnagione chiara; e gli occhi, due opali nere, sul fondo delle quali si nasconde sempre un velo di malinconia. Ma Cesare è pericoloso quanto fascinoso: schivo, volubile, ha tatuato sul petto un intrico di rovi, simbolo evidente della sua chiusura agli affetti. Chiara è attratta, ma cerca in tutti i modi di starne alla larga. Anche Cesare, che nasconde ferite antiche e profonde, vorrebbe stare lontano da lei, ma l'attrazione reciproca è forte. Comincia così un'in- tensa e combattuta storia d'amore, sullo sfondo di una bellissima Roma, affascinante quanto i giovani protagonisti.


Titolo: La ragazza delle fragole
Autore: Lisa Stromme
Editore: Giunti Editore
Prezzo: €14.00
Uscita: 25 maggio 2016

Norvegia, 1893. Nel pittoresco villaggio di Åsgårdstrand, che si affaccia sui fiordi del Mare del Nord, a qualche chilometro da Oslo, molti artisti trascorrono le vacanze estive. A pochi passi dal mare c’è anche la piccola casa di Edvard Munch, il pittore “malato” che la comunità locale guarda con grande sospetto. Nonostante il divieto di rivolgergli la parola e di contemplare le sue tele, la piccola Johanne non resiste, e ogni volta che viene mandata a raccogliere le fragole da vendere ai turisti, si intrattiene con il giovane artista. È proprio la pittura e il mondo dell’arte ad affascinarla e Munch sembra l’unico ad averlo intuito e a incoraggiarla in quella direzione. L’estate di libertà di Johanne finisce però quando sua madre la manda a servizio da una delle famiglie più in vista del luogo, per tenere compagnia a Tullik, una ragazza di qualche anno più grande di lei. Ed è così che Johanne sarà testimone di un evento sconcertante: tra Tullik e Munch scoppia una passione febbrile e pericolosa. Un sentimento tanto impetuoso quanto osteggiato che sconvolgerà la vita delle due ragazze fino a mettere in pericolo le stesse opere di Munch.
Liberamente ispirato a un episodio poco noto della vita dell’artista, "La ragazza delle fragole" è un romanzo appassionante, suggestivo e pieno di romanticismo nella sua forma più coinvolgente e travagliata.


Titolo: Figlie sagge
Autore: Angela Carter
Editore: Fazi Editore
Prezzo: €18.00
Uscita: 26 maggio 2016

È il 23 aprile – data di nascita di Shakespeare – e le gemelle Dora e Nora, attrici e ballerine di seconda categoria, si apprestano a festeggiare i loro settantacinque anni. Suonano alla porta: su un cartoncino bianco arriva l’invito alla festa del padre, il celebre attore Melchior Hazard, che nello stesso giorno di anni ne compie cento, e che di riconoscerle non ne ha mai voluto sapere. C’è da decidere cosa indossare!
Così si apre Figlie sagge, la storia di due donne libere ed eternamente giovani che, nate nel lato sbagliato della città, quello più misero, sono sempre state attratte dal bagliore del mondo dello spettacolo. Dall’infanzia anticonvenzionale, alla strampalata carriera, fino ai vibranti settant’anni, la vita delle due gemelle è un susseguirsi di episodi grotteschi: fra identità scambiate, fidanzati presi in prestito, spettacoli improvvisati e feste che culminano in incendi, quello di Dora e Nora è un mondo dove le regole non sono ammesse e la spregiudicatezza regna sovrana. Un mondo popolato di personaggi improbabili, con l’ingombrante presenza di una bizzarra famiglia allargata: una compagine di teatranti dalle alterne fortune, in cui le coppie di gemelli si moltiplicano in maniera inestricabile e spesso incestuosa. Un romanzo dalle mille sfaccettature: un libro intriso di grande letteratura, di amore per l’arte e di un senso dell’umorismo pungente, un’ardita provocazione contro il tabù sessuale e la distinzione fra legittimo e illegittimo, ma soprattutto un inno alla spensieratezza, al piacere, alla gioia di vivere.


Titolo: Fragili verità
Autore: Bruno Morchio
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €16.90
Uscita: 26 maggio 2016

È l'estate del 2015, la più torrida degli ultimi centocinquant'anni. Il sole e l'aria refrigerata dei condizionatori invadono le stanze affrescate della bella villa di Albaro, il più elegante quartiere di Genova. Ogni particolare in questa casa esprime una vita fatta di ricchezza, appagamento, serenità. Tutto tranne gli occhi dei due genitori che, disperati e smarriti, fissano Bacci Pagano.
Il loro figlio Giovanni, sedici anni, è scomparso ormai da giorni. Un ragazzo difficile, Giovanni, cresciuto nelle favelas di Santiago di Cali, una delle città più povere e violente della Colombia. Il suo è un passato fatto di degrado, droga, criminalità: un terribile modo di essere bambini che, attraverso l'adozione, i genitori hanno cercato di cancellare. Senza riuscirci. Ora Giovanni sembra vittima di un destino che torna a riaffiorare brutalmente e ne condiziona le scelte, imprigionandolo. A Bacci Pagano tocca un compito fin troppo semplice, ritrovare il ragazzo: il lavoro ideale per rimettersi in pista dopo la pericolosa indagine sul passato dell'amico Cesare Almansi, che gli è quasi costata la vita. E il compito è presto portato a termine. Ma quando l'incolumità di Giovanni sembra messa a repentaglio da un pericoloso traffico internazionale di droga, forse legato alla causa delle FARC, le Forze armate rivoluzionarie colombiane, Bacci sente crescere dentro di sé un senso di responsabilità nei confronti del ragazzo. L'investigatore si ritrova combattuto tra il lontano e romantico ricordo di un padre guerrigliero, che lo rimanda ai miti della sua giovinezza, e il dubbio che qualcuno approfitti cinicamente di un giovane inesperto, trincerandosi dietro l'impunibilità di un minorenne.
Fragili verità è il nuovo romanzo di Bruno Morchio con protagonista Bacci Pagano. L'investigatore che ha conquistato i lettori italiani è tornato sulle strade di Genova: cinico e pungente, ma anche capace di accogliere la disperata richiesta di due genitori che vogliono solo una seconda occasione con il figlio.


Titolo: Mare nero
Autore: Gabriella Genesi
Editore: Sonzogno
Prezzo: €14.00
Uscita: 26 maggio 2016

In una giornata di metà settembre, nei pressi di Bari, il mare restituisce i corpi di due giovani, da poco fidanzati. Insieme ad altri amici, approfittando del clima invitante, erano usciti per una gita in barca e per delle immersioni subacquee nei pressi di un relitto, ma l’allegra escursione si è trasformata in tragedia. Sembra il tipico incidente, dovuto all’imprudenza o alla fatalità. Eppure qualche indizio non quadra e, quando arrivano i risultati dell’autopsia, tutto un altro scenario prende forma. Qualcuno ha voluto uccidere. Ma perché? Toccherà al commissario Lolita Lobosco, animata, come sempre, da un’inesausta passione per la giustizia (oltre che per la buona cucina e i tacchi a spillo), indagare su questo caso. La ricerca della verità si rivelerà particolarmente difficile, tanto più che le acque dell’Adriatico nascondono misteri che in troppi hanno interesse a non far venire a galla. E, come se non bastasse, perfino il questore, attento a non pestare i piedi ai potenti di turno, metterà i bastoni tra le ruote. Ma la bella Lolita, grazie all’aiuto dei suoi fidi collaboratori Esposito e Forte, del sorprendente medico legale Franco Introna e, perché no, di un imprevisto nuovo amore, riuscirà a mettere insieme i pezzi di un inquietante rompicapo. Senza esitare a tuffarsi, letteralmente, nelle gelide profondità del suo mare.

giovedì 19 maggio 2016

Recensione: Prometto di sposarti ogni giorno di Pedro Chagas Freitas

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione di Prometto di sposarti ogni giorno, del mio (ex) amato Pedro. Dopo aver amato, sottolineato, abbracciato, riletto, Prometto di sbagliare; ero felicissima di rincontrare l'autore in questo nuovo non-romanzo. Purtroppo, però, la scintilla del mio amore per lui è scemata e quasi sparita. La sua ultima fatica, e che fatica, mi ha proprio delusa e di lui avrò solo un dolce ricordo.


Titolo: Prometto di sposarti ogni giorno
Autore: Pedro Chagas Freitas
Editore: Garzanti Libri

Trama:
Il treno sfreccia silenzioso in una mattinata grigia. Pedro sta guardando le nuvole che lentamente si aprono, quando all'improvviso un raggio di sole entra dal finestrino e illumina la ragazza seduta di fronte a lui. Barbara ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro. I due si innamorano a prima vista. E decidono che ogni giorno insieme deve essere come la prima volta. Sono separati da centinaia di chilometri e centinaia di difficoltà, ma non rinunciano. Per questo faranno in modo di incontrarsi sempre in un luogo diverso. Per riscoprire tutte le volte la meraviglia e dimenticare la distanza. Per toccare insieme la sabbia rovente di una spiaggia affollata e l'erba fresca bagnata di rugiada di una collina in primavera. Per stupirsi di fronte alla gioia della normalità nel primo caffè del mattino, dell'ennesimo bacio reclamato da una briciola di biscotto. Finché un giorno prendono una decisione. Quella di scegliersi ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. Come un lunghissimo sorriso che si rinnova a ogni risveglio. Perché l'amore è fatto di attese e di lunghi abbracci, di scherzi e lacrime, di fragilità e protezione. E il più bello dei viaggi, e la destinazione è la vita.


Recensione:
Aah, l'amore! Quando sboccia tutto è bello, tutto è rose e fiori, il mondo sembra essere un posto migliore e tutto pare ruotare attorno alla nostra felicità. Vediamo le coppiette tenersi per mano e ci sentiamo in empatia con loro, quasi sentiamo il calore dei palmi. Vediamo certi baci rubati che fra un po' ci commuoviamo, e iniziamo a girarci un film mentale dove tutto è bello, tutto è tipo "Mulino bianco". Tutto ricorda noi, anche un marciapiede, le nuvole assumono la forma del nostra stato d'animo e sembra sempre primavera, anche se è novembre.

Può essere incomprensibile e forse lo è, ma la vita vale molto per la qualità delle separazioni che ci offre, per la profondità delle nostalgie, ad esempio. Chi non ha mai pianto come un pazzo non ha mai amato un pazzo.

Quando l'amore sboccia succede questo e tanto altro, ci si dimentica dei dolori o della quotidianità che può avvicinarsi minacciosamente più o meno velocemente. Ecco, ma noi non siamo completamente illusi, no. Sappiamo che se è amore vero resiste anche ad una vita ordinaria e al dentifricio sul lavandino. Solo che questo lo pensiamo quando ancora tutto è rosa e i fiori sbocciano d'autunno.

Lo spessore di un'unione è la difficoltà, il peso dell'impossibilità che entra lentamente nel giorno, non siamo mai felici,
ed è solo così che può esistere la felicità.

La verità è che noi donne vogliamo qualcuno che ci prometta amore ogni giorno, che il giorno più importante della nostra vita - quello del matrimonio - sia tutti i giorni, che ci sposi tutti i giorni, che sia un anno pieno di fioriture e che l'unico colore esistente sia il rosa. Riusciremmo a perdonargli anche il dentifricio, quasi. E Barbara, la donna che abbiamo tanto invidiato in Prometto di sbagliare, si fa invidiare un po' meno ne Prometto di sposarti ogni giorno. E' difficile ammetterlo, giuro, ma anche Pedro si fa catturare dall'ordinarietà. Sono uscita dalla fase iniziale dell'innamoramento, e meglio così dato che Pedro è impegnato e mai avrebbe lasciato Barbara per me.

Lui si distese e pensò a tutto ciò che quel letto avrebbe potuto essere. Si vede dentro l'abbraccio di lei. Pensò: vorrei che tutta la verità fosse il di dentro di un abbraccio. Si avvoltolò nelle lenzuola bagnate e vide nelle lacrime il sudore, nel dolore il piacere, nella nella nostalgia la sopravvivenza. Pensò: vorrei che tutto il mio corpo fosse fatto di sospiri. E sospirò.

Barbarita, nel secondo non-romanzo di Pedro Chagas Freitas, vive l'amore quando ha la sveglia alle sette del mattino e i panni da lavare. Pedro le dedica ancora queste non-poesie parlando dell'amore che li ha uniti, di come lo hanno vinto, del loro matrimonio perenne. Ancora una volta una storia senza capo né coda, dove si legge una specie di collage di pensieri d'amore assemblati come se fosse un libro di citazioni da regalare a San Valentino.
Anche Prometto di sbagliare era così, eppure l'ho amato. Anche Prometto di sbagliare non aveva né capo né coda, ma un filo logico sì: parlava dell'amore in tutte le sue sfumature, in dei semplici brani che sembravano dichiarazioni d'amore. Non erano pensieri separati da una tilde, non erano così ripetitivi, così noiosi.

Lo so ogni volta che per qualche istante mi sembra di perderti, in una di quelle litigare che a volte facciamo. Litigare è aprire la valvola dell'amore, farlo respirare, sanguinare perché poi possa rimettersi in cammino. Nessun amore resiste senza sanguinare.

Prometto di sposarti ogni giorno ha proprio spento l'amore platonico che provavo per Pedro, mi ha annoiata, mi ha fatta alzare gli occhi al cielo. Un po' mi sa, da sfiduciata nell'amore, come succede una volta che superiamo la fase iniziale dell'innamoramento anche nella vita reale.
Insomma, con il suo secondo non-romanzo sull'onda del successo del primo, Pedro Chagas Freitas mi delude e sembra ormai aver esaurito tutto quello che aveva da dire. Di lui mi rimarrà il dolce ricordo di Prometto di sbagliare, come in tutte le storie amorose, ma lasciatemelo dire: Barbara, tieniti Pedro, è tutto tuo.

Essere innamorati relativamente è essere relativamente morti. 

martedì 17 maggio 2016

Recensione: Splendi più che puoi di Sara Rattaro

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione sull'ultimo romanzo di Sara Rattaro che, come ben sapete, è forse la mia autrice preferita in assoluto.
Questa recensione, come tutte quelle che vengono scritte direttamente dal cuore, è un insieme di pensieri convulsi, di adorazione per questa storia meravigliosa, per la prosa bellissima, per la luce che ogni donna deve sprigionare splendendo: una storia che parla di rinascita.


Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Editore: Garzanti Libri

Trama:
L'amore non chiede il permesso. Arriva all'improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfette. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d'umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all'inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l'altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l'uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.


Recensione:
Ci sono libri che ci entrano dentro senza chiedere permesso, senza badare alle regola della buona educazione e lo fanno con classe, con grazia, tanto da lasciarci incantati durante l'attraversamento, un dolore innocuo, sentendo solo una dolce e piacevole sensazione nel dopo.
Splendi più che puoi, di Sara Rattaro, è questo genere di libro.

I ricordi, soprattutto quelli dolorosi, non ci dicono chi siamo diventati ma da dove siamo partiti.

Libro? Lo chiamerò così anche se si tratta di Vita. L'autrice, infatti, ancora una volta si ispira ad una storia realmente accaduta e la porta in tipografia a farla stampare. Solo che questa volta è diverso, perché la realtà la tocchiamo più che mai con le mani. E' così vicina e vera, così reale e drammaticamente reale. Sarà colpa di tutti quei TG e del femminicidio di cui sentiamo parlare tutti i giorni, come la crisi economica, come il programma dei politici. Tanto che ormai quei servizi e quei talk show non producono quasi più nessun effetto su di noi a causa del tartassamento mediatico.

Perché spiegazioni e motivo non esistono. Mai. Ma il percorso per accettarlo è lungo e difficile e si chiama volersi bene.

Ma leggere, pare paradossale, ci fa raggiungere e anche in modo amplificato da quell'effetto. Emma, la protagonista del libro, è tutte le donne del mondo: una sola donna, tutte le donne. Emma è una giovane donna testarda nei suoi vent'anni, in corsa verso l'amore che tutte noi sogniamo a quell'età. E' meno testarda ma più determinata e tenace nei suoi trent'anni, in cerca della maternità mentre invece scivola via dall'idea dell'amore, che si allontana sempre più. Ed è qui che si crea un crepa dentro di lei, una specie di fragilità che tutte noi abbiamo vissuto prima o poi. Una rottura che ci rende più inconsapevoli di quello che vogliamo e più confuse accusando la paura che abbiamo del futuro, il ricordo dolce che abbiamo del passato, l'intontimento dell'improvvisa solitudine.

Fu lì la prima volta. Quella di cui ogni donna potrebbe parlare in eterno perché, anche se il livido passa, la ferita è destinata a rimanere.
Lo fece con il bastone dell'ombrellone da spiaggia che avevo scelto proprio io. Sulle gambe e sulla testa. Senza spiegazione e senza motivo.

Ed è qui che Marco, uomo colto e pieno di attenzioni nei suoi confronti, che le accarezza la sua crepa, la nasconde con pudore in modo tale che possa vederla solo lui e in pochi mesi finiscono con un anello al dito e in un albergo per passare la luna di miele. Come la notizia inaspettata che li coglie impreparati quel giorno, anche Emma si trova ad affrontare una piega del tutto estranea al suo mondo. La crepa rimane sconosciuta agli altri, tranne a Marco che la allarga pian pianino. Emma si spezza con agonia, si fa annullare dall'uomo che avrebbe dovuto amarla e solo amarla. Tutto comincia così, ce lo insegna Emma. Tutto ha inizio quando la nostra personalità viene annullata da chi pensiamo di amare, quando crediamo alle sue parole, quando crediamo davvero di non valere niente, quando iniziamo a pensare che quello schiaffo, quel pugno, quell'occhio nero ce lo siamo meritate e che per evitarli dovremmo fare le brave. Tutto comincia quando la donna in generale perde la sua indipendenza in tutti i sensi: quella economica, quella emotiva, quella dove siamo le uniche ad avere il controllo di noi stesse.

L'espressione "amore mio" è un ossimoro. Il sentimento più libero e l'aggettivo più possessivo.

Il primo sbaglio, ci insegna Emma, è pensare di essere sbagliate. L'unica cosa sbagliata è credere in un amore malato, di guarirlo, di cambiarlo, di farcela da sole. Emma, la nostra donna forte nonostante tutto, lo capisce e anche prima che le cose potessero peggiorare. Capisce che la luce che prima irradiava, e che avrebbe voluto trasmettere alla sua bambina Martina, è stata soffocata da Marco. Non esiste più neanche una sola particella luminosa. anche flebile; il buio sta per inghiottirla e con lei sua figlia. Emma capisce che deve riprendersi la sua luce, anzi, deve splendere. Splendere più che può.

Quell'impossibile sensazione di dover accettare che il tuo corpo e il tuo cervello, pur essendo tuoi, non ti appartengono più.

Le cose non possono che complicarsi e farsi più difficili, perché non si capisce che valore abbia la nostra libertà fino a quando non ci viene tolta, anche quella più semplice. La burocrazia e le attese della legge certamente non aiutano, e leggerle fa indignare e ci si chiede se davvero siamo così indietro. Emma e la sua bambina devono riprendere a vivere e cercare di farlo in modo quasi normale. Anche se, siamo sinceri, come si fa?

Era bella, forse molto bella. Poteva avere la mia età. Quella della vita senza le botte, intendo, quella naturale. Non questa. Non quella ricurva e rotta.

L'ultimo libro di Sara Rattaro, che ho così tanto atteso, è di una bellezza unica tanto da splendere in mezzo a tutti gli altri della sua bibliografia. Un romanzo forte per il tema che tratta, e ancora di più se mentre si girano le pagine si pensa che quella storia è vera e chissà quante altre donne vivono lo stesso calvario ogni giorno. Splendi più che puoi, con la solita bellissima prosa di Sara Rattaro, può sembrare un libro incentrato sulla violenza e sui lividi, ma non è così: la storia e la sua narrazione è totalmente incentrata sulla rinascita di Emma. La violenza, ad un certo punto, passa in secondo piano anche se sentiamo sempre la sua presenza, perché assistiamo al suo ritorno pieno di luce. Questo penso sia il punto di forza del romanzo.
Con Splendi più che puoi, Sara Rattaro si è fatta amare ancora una volta perché, diciamocelo, ormai è una garanzia. Ma del resto, che cosa possiamo dire di uno scrittore che mette su carta dei personaggi come Emma che non ci lasceranno mai più, a cui non riusciamo a smettere di pensare, che ci insegnano ad amarci come donne e come persone, che ci insegnano o ci ricordano come splendere.

Tutti abbiamo diritto a una seconda occasione. Chi sbaglia, chi si pente, chi si arrende. Sì, tutti abbiamo diritto di rimediare ai nostri errori, di ricominciare da capo o rifarci una vita. Basta trovare il coraggio di chiederlo.

Splendere, splendere sempre. Splendere più che puoi.

Ma non importa, perché l'unica cosa davvero importante è ricordarsi di splendere. Anche se il mondo, a volte, te lo impedisce, tu splendi. Splendi più che puoi.

domenica 15 maggio 2016

Un salto in libreria #26


Buongiorno, amanti della lettura!
Con l'ombrello in mano anche questa settimana facciamo il nostro salto in libreria.
La Garzanti ci sta viziando molto in questo periodo: Ogni cosa è per te è una storia intrigante, Un libro ti salverà attira ogni lettore compulsivo anche se un po' siamo diffidenti, vero?
E poi una storia che sembra pronta a farci sorridere, Una serata con Marilyn Monroe.
E, infine, una storia d'amore che ci farà commuovere: L'ultima estate a Chelsea Beach.


Titolo: Ogni cosa è per te
Autore: Ronald H. Balson
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €17.60
Uscita: 19 maggio 2016

Sophie è figlia di un amore impossibile. Di un amore che prova a unire due religioni diverse, due mondi in guerra. Perché suo padre è ebreo e sua madre palestinese. Entrambi hanno lottato contro tutto e tutti per restare insieme. Sono dovuti scappare negli Stati Uniti per diventare una famiglia. Ma proprio quando credevano di essere al sicuro, tutto cambia: la madre di Sophie muore all'improvviso e suo nonno, che non ha mai accettato il matrimonio da cui è nata, la rapisce per portarla in Palestina. Suo padre è pronto a tutto pur di poterla riabbracciare. Anche a mettere a rischio la propria vita. Inaspettatamente un aiuto gli arriva da Catherine, avvocato, e da Liam, investigatore privato. Solo loro credono in lui. Solo loro credono che l'amore sia più forte dell'odio. Perché il destino sembra scritto, ma a volte ci vuole solo coraggio per cambiarlo.


Titolo: Un libro ti salverà
Autore: Erika Swyler
Editore: Garzanti Libri
Prezzo: €16.90
Uscita: 19 maggio 2016

Simon Watson, bibliotecario in un paesino di Long Island, un giorno trova sulla sua porta uno strano pacco. Dentro c'è un libro molto vecchio, con le pagine rovinate dall'acqua. Glielo manda un genealogista sconosciuto, convinto che il testo nasconda delle verità sulla famiglia di Simon. Leggendolo, il bibliotecario si trova immerso nella storia di Adam ed Evangeline, due ragazzi che si sono amati di un amore impossibile due secoli prima. Evangeline, che aveva una straordinaria capacità di stare sott'acqua... proprio come la defunta madre di Simon. Che che nel libro scopre una verità terribile: il 24 luglio è un giorno maledetto per tutte le donne della sua famiglia. E il prezzo da pagare è la vita. Sua sorella Enola sta per tornare a casa proprio mentre il fatidico giorno si avvicina. Solo tra quelle antiche pagine Simon potrà trovare, forse, il modo per salvarla.


Titolo: Una serata con Marilyn Monroe
Autore: Lucy Holliday
Editore: HarperCollins Italia
Prezzo: €14.90
Uscita: 19 maggio 2016

Gli ultimi mesi sono stati a dir poco travolgenti per Libby Lomax. Non solo, infatti, ha iniziato a uscire con l'uomo più sexy della terra, ma ora sembra pure che sia riuscita a trovare la propria strada, professionalmente parlando, e si sia liberata dell'ossessione materna di fare di lei un'attrice (fallita) che ruota intorno alla sorella tutta curve, che da sempre è stata l'unica a essere interessata al mondo dello spettacolo. Questo giro di vite alla sua esistenza ha quasi dell'incredibile! 
Questa euforia, però, non è destinata a durare a lungo. Infatti, presto Libby si rende conto che Dillon O’Hara è ciò che di più lontano si possa immaginare da un fidanzato fisso. E ora che la magia dell'amore sembra svanire, sul suo vecchio divano si materializza - magicamente? -  un'ospite non invitata  - di nuovo - nelle sembianze di Marilyn Monroe, pronta a darle consigli sulla vita e sull’amore. Libby sarebbe disposta a qualsiasi cosa pur di tornare alla normalità. Per fortuna può sempre contare sul suo migliore amico Ollie! E anche se dubita che Marilyn sia la persona più adatta da cui accettare consigli sulla propria vita sentimentale, tanto vale ascoltarla, visto che è lì. 


Titolo: L'ultima estate a Chelsea Beach
Autore: Pam Jenoff
Editore: HarperCollins Italia
Prezzo: €14.90
Uscita: 19 maggio 2016

Nell'estate del 1941 Adelia Monforte, giovane ebrea, raggiunge l'America da Trieste per garantirsi quella sicurezza che l'Europa non può più darle. Accolta dagli zii, trascorre un'indimenticabile estate sulle coste del New Jersey insieme ai vicini di casa, la famiglia irlandese dei Connally. I quattro ragazzi Connally e la loro madre riescono a trasmetterle un calore e un affetto che Addie non pensava che avrebbe più provato. E se Liam, Jack e il piccolo Robbie diventano per lei amici fraterni, per Charlie, il maggiore, avverte fin da subito un sentimento più profondo. Quando è con lui i colori sono più vividi, il sole più caldo, il profumo dell'oceano più intenso e Addie vorrebbe che l'estate non finisse mai. Ma i venti di guerra soffiano impetuosi anche attraverso l'Atlantico e la spensierata adolescenza termina bruscamente in un giorno d'autunno quando un'insensata tragedia porta via il piccolo Robbie e tutti i sogni di Charlie e Addie. Per sfuggire all'infelicità a alla solitudine lei parte prima per Washington e poi per una Londra ferita dai bombardamenti e qui, come collaboratrice del Washington Post, comincia a trovare la sua strada. Il passato però non l'abbandona mai, è qualcosa con cui deve fare i conti, e forse la risposta ultima si trova su una spiaggia battuta dalle onde, nell'unico luogo che l'ha vista davvero felice.

venerdì 13 maggio 2016

Recensione: Girl Gang di Ashley Little

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia recensione de Girl Gang, di Asley Little. Un libro forte, crudo, che toglie il velo ad una città piena di desolazione. Però la storia rimane impressa per la sua vicenda, e purtroppo poco per le emozioni e non coinvolgono.
Ne approfitto anche per segnalarvi il contest indetto dalla casa editrice, che premierà un suo lettore con una gift card Amazon.


Titolo: Girl Gang
Autore: Ashley Little
Editore: Unorosso

Trama:
Girl Gang è la storia drammatica di una banda di donne-adolescenti, ambientata nella città di Vancouver: le Black Roses, alias "il peggior incubo della città". Mac, la leader auto-nominata e mente del gruppo; Mercy, la principessa punjabi con una speciale abilità per il furto; Kayos, ragazza madre, fuggiasca dalla scuola e dalla famiglia con una figlia avuta all'età di soli tredici anni; Sly Girl, scappata dalla riserva First Nation in cerca di una vita migliore, finendo invece per trovare solo depravazione e dipendenza; Z, sedici anni, maestra di graffiti e murales, anticonformista. Persone emarginate e frutto di una società canadese degradata, le cinque ragazze si gettano nel mondo ad occhi bendati: terrorizzano Vancouver con freddezza e furiosa velocità, facendo terra bruciata attorno a loro per cercare il modo di cancellare il loro passato doloroso. Con il nome di Black Roses, rubano bancomat, cucinano metanfetamina e crack, e si battono selvaggiamente contro chiunque osi far loro del male. Decise e senza nulla da perdere, combattono contro l'oscurità, la solitudine e la violenza che le circonda. Narrato in prosa diretta, innovativo, vivace e senza pause, Girl Gang è un pugno di carta e parole in pieno volto, è un ritratto urlante dipinto con la vernice spray, che rappresenta la cultura delle bande urbane, è un racconto di ragazze perdute che lottano per il potere, per avere voce, per trovare speranza.


Recensione:
C'era quella vecchia canzone, rap penso, che diceva che un fiore può nascere anche per strada.
Girl Gang non parla di fiori qualsiasi, Girl Gang parla di rose, rose nere. Le Black Roses nascono sul marciapiede di Vancover, una dopo l'altra.

E così, in una piovosa giornata d'ottobre, le Black Roses erano sbocciate.

Tutto comincia da Mac che, stanca di essere schiavizzata dalla gang di cui fa parte, approfitta della goccia che fa traboccare il vaso, ovvero la sua migliore amica Mercy che viene picchiata dopo essersi prostituita, e insieme decidono di creare una gang tutta loro. La prima gang di donne che sfida tutte le altre e pretende uno spazio tutto loro per la strada. Mac e Mercy prendono molto seriamente la cosa del formare la gang, tanto da iniziare a pensare che una banda di gangster non può essere temuta se composta solo da due elementi.

Nel Medioevo, si diceva che chi trova una rosa nera nella foresta troverà una strada nella vita, la strada di un guerriero che combatte per la libertà.

Ed è qui che entra in scena Kayos, mamma single che sembra dolce e pacata ma che nasconde dentro di sé una belva pronta a scagliarsi contro tutto ciò che fa soffrire lei o le persone che ama.
C'è anche Sly Girl con il suo occhio tremante e quasi disgustoso, che si trova dentro fino al collo nella sua dipendenza da sostanze stupefacenti. Ma non sei un tossicomane se non lo nascondi o non lo neghi. Sly Girl, che sperava in una vita diversa e con un po' meno di violenza o ingiustizia, finisce invece in un mondo dove le due regnano sovrane e complici.
C'è poi anche Z, con gli occhi ingenui e una tale tenerezza nei suoi modi di fare che ci si chiede che diavolo faccia in questo mondo che è l'opposto del suo essere. Z con le bombolette imbratta Vancouver con lo stemma delle Black Roses, e porta un po' di colore anche nell'appartamento di questo, se non anche un po' di speranza e amore per una di loro.

Era incredibile il modo in cui la prosaica vita quotidiana si divorava il sentimento, il trasporto erotico, insomma tutta quella pallozza bollente tra lo stomaco e il cuore che metteva voglia di stringere, baciare, toccare, ascoltare una notte intera la voce amata.

Le Black Roses, che sole sono vulnerabili, insieme terrorizzano alcune delle bande più importanti di Vancouver. Mac, Mercey, Kayos, Sly Girl e Z, insieme fanno tutto ciò che è in loro potere per uscire da quel mondo privo di via d'uscita, come l'Inferno. Insieme, le ragazze adolescenti, cresciute prima del tempo perché questo le ha costrette a farlo, si vedono comportarsi da donne adulte e forti, che pur di sopravvivere sono pronte ad uccidere, che pur di sognare e di sperare in una vita migliore, sono pronte a perdere se stesse e a violare il loro patto di sangue.

E' un po' strano, sai? Essere bloccate in questa strana dimensione, tra l'essere bambina e essere un'adulta, e non capisci proprio quale delle due rappresentare.

Vancouver, come non l'ho mai incontrata nella letteratura, una città silenziosa che sembra starsene sulle sue come se volesse risolvere da sola le sue grane, ci viene descritta nel romanzo di Ashley Little come una società che non sente, non vede e non parla.
Però c'è chi come le Black Roses, non si nasconde in questo mutismo, in questa cecità, pare debba pagare un caro prezzo. Anche se le ragazze, ormai divorate dalle fiamme del loro inferno, si promettono di non morire mai: Le Black Roses non muoiono mai.

Va tutto bene, Merce. Starai bene. Come fai a saperlo? Perché le cattive ragazze non muoiono mai.

Un libro che non permette al lettore di prendere fiato, che lo trascina volente o nolente nella sua violenza, nella vita di questa ragazze, bambine quasi, per cui si prova compassione ma mai empatia purtroppo. Quel genere di emozione che esiste, ma non ti coinvolge. Questa è l'unica nota che stona in questo libro peculiare e dalle tematiche forti.

Rimasi sveglia per diverso tempo, a pensare, ascoltando i suoni che venivano da fuori, bottiglie e vetri rotti, tintinnii e rumori metallici, drogati che urlavano, scoppiettii dai tubi di scappamento delle automobili, cani che ululavano, pioggia che cadeva, altri vetri rotti, e la città che si autodistruggeva.

mercoledì 11 maggio 2016

Recensione: Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut

Buongiorno, amanti della lettura.
Oggi vi propongo la mia opinione su un libro davvero particolare, fuori dagli schemi, da comprendere e leggere a "dritto e a rovescio" per poterlo comprendere e, quindi, amare.


Titolo: Aspettando Bojangles
Autore: Olivier Bourdeaut
Editore: Neri Pozza

Trama:
Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou… 
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre. 
Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. 
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo. Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento. 
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene». 
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo. 
Romanzo-rivelazione della recente stagione letteraria francese, accolto da uno strepitoso successo di pubblico e di critica in Francia, Aspettando Bojangles ha segnato il sontuoso esordio di Olivier Bourdeaut, uno scrittore «dalla disperata levità di un Fitzgerald» (Les Inrockuptibles). 


Recensione:
Ci sono quelle volte in cui recensire un libro diventa difficile. Come in questo caso. Da dove iniziare?, mi chiedo.
Potremmo iniziare parlando di una casa molto grande, arredata in modo molto particolare, con un tavolo da pranzo abbastanza largo e lungo per fare spazio a tutti quegli ospiti che vengono almeno tre volte a settimana. O alla cameretta di questo bambino che in camera sua ha tre letti di varia grandezza, come se non volesse mai staccarsi dal suo passato e dall'idea che si cresce.
Possiamo parlare di questa famiglia molto particolare che sembra vivere alla giornata, così come viene, dove il marito non lavora per non lasciare sola la moglie. Un amore, il loro, nato tra qualche bugia bianca e qualche scherzo e che non sembra essere mai tramontato. Un amore che sembra immune al tempo, che sembra amplificarsi, tra le tante risate che gonfiano i polmoni e un bambino che viene amato incondizionatamente da questi genitori bislacchi. Una casa e una famiglia che sprigiona e diffonde gioia di vivere, una gioia e un vivere che oltrepassano i confini della convenzionalità, della "normalità" per come la conosciamo noi.

Non mi trattava né da adulto né da bambino, ma piuttosto come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei amava molto e teneramente, nel quale s'immergeva in ogni istante. Non voleva sentir parlare né di grattacapi né di tristezza.

Una madre che ama l'ironia, che fa poco la madre, che cambia nome ogni giorno. Così fragile dentro di sé, così traballante tra due dimensioni: una che la società accetta e l'altra che è rilegata ed esclusa.
La donna si ubriaca con le note di Nina Simone di Mr. Bojangles, con il marito ballano sulle stesse abbracciati e sicuri di un futuro che non viene programmato ma le cui basi vengono gettate giorno dopo giorno, ignorando l'esistenza di una fine e del suo quando sconosciuto.
Poi c'è il marito, il padre, che da quando conosce la moglie ne accetta quella dolce follia che la caratterizza, quel suo mondo di rendere felice e giocoso ogni giorno, si adatta a lei e al suo modo di vivere, fino a quando qualcosa si spezza e il confine tra realtà e follia diventa sempre più sottile, sempre più vicino.

Sì, volavano, uno intorno all'altra, volavano i piedi sul terreno e la testa nell'aria, volavano davvero, con passione reale, come turbini smaniosi, in una folle ridondanza di movimenti incandescenti. Non li avevo mai visti ballare così, poteva sembrare la prima danza di due nature affini colte in stato di grazia, oppure l'ultima.

In maniera imprevedibile quest'uomo che ama alla follia la sua famiglia e la vita che hanno costruito si vede pesare sulle spalle una realtà che nemmeno con fatica avrebbe immaginato, nasconde le sue lacrime dietro a delle soffici bugie forse anche per crederci lui per primo, per salvare un po' di quel passato e di quella vita che mai più avranno a causa del crollo psichico della moglie tanto amata.
Per salvarla anche agli occhi del loro bambino che è spettatore e narratore della nuova situazione famigliare, occhi che, come tutti quelli dei bambini, racchiudono una tenera confusione, un'intelligenza vispa, una sofferenza che non è palpabile. Così, con la tipica rassegnazione o accettazione infantile, il piccolo si prende cura del loro pennuto esotico Damigella Superflua e perdona alla sua famiglia certe scelte che la realtà, che purtroppo esiste, ha portato a prendere loro.

Il problema era che il nuovo stato di mamma non aveva regola, non aveva regola, non aveva orari precisi, non ti dava appuntamento, si presentava così, come un villano che ti piomba in casa all'improvviso.

Aspettando Bojanglese è una storia che non si può raccontare, che non può piacere se non si abbandona un po' di quella razionalità che abbiamo, se non ci facciamo avvolgere da quella struggente follia che ci viene descritta. Un libro da leggere con la mente aperta e libera da pregiudizi per farsi raggiungere da quella tristezza che in fondo c'è e che ha un gusto di lacrime salate, che ha un suono così pieno di malinconia e ce sembra dire "addio", esattamente quello che ci trasmette Mister Bojangles di Nina Simone.
Aspettando Bojanglese tocca veramente l'anima, per pochi lettori che sanno andare al di là delle parole, straziante nel suo essere leggera, dove l'amore, in tutta la sua eternità, lascia un senso di smarrimento.

"Lo so che che mi amate, ma cosa ne farò di questo folle amore? Cosa ne farò di questo amore folle?"
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