sabato 24 dicembre 2016

Siate soddisfatti, in ogni caso, e buone feste!

Buon pomeriggio, amanti della lettura!
Dopo quasi due settimane torno a scrivere qui sul blog, mentre sono stata sempre attiva su Facebook e Instagram. E proprio attraverso il primo ho annunciato la mia disperazione da universitaria alle prese con gli esami, nonché il mio dispiacere sul fatto che sarei stata meno attiva del solito. Ebbene, per ora mi prendo dei giorni di meritato relax facendo passeggiate in ogni dove sfidando il gelo che tanto soffro, passo moltissimo tempo insieme alla mia famiglia e mi godo delle belle e lente letture serali. Sono giorni belli, questi, che mi trovano felice e sempre sorridente. Complice anche il clima natalizio che adoro, approfitto di questi ultimi giorni dell'anno.

Ma so benissimo di non essere l'unica a godermi questi bei momenti, ed è proprio per questo che oggi leggete queste parole: per augurarvi tanti gioia, per farvi gli auguri di buon Natale, per dirvi di essere sempre soddisfatti, in ogni caso, quando farete il bilancio di fine anno. E' stato un anno meraviglioso, che sia stato buio oppure pieno di luce, siamo tutti cresciuti e abbiamo ancora una volta imparato molte lezioni dalla vita. Non abbiate fretta di compensare il perduto subito con i buoni propositi per il prossimo anno, lo sappiamo tutti che nessuno di noi li rispetterà o cercherà di raggiungerli. Se li scriverete su un pezzo di foglio, quello verrà perso, se li terrete a mente, questa li sostituirà con i pensieri e i propositi quotidiani.

Possiamo, però, cercare di essere sereni, passare più tempo con le persone che amiamo, fare ciò che ci rende felici, goderci appieno queste feste. Auguri, amanti della lettura, e a rileggerci a gennaio con il bilancio mensile di dicembre, la classifica dei libri più belli del 2016 e quella invece dei libri più deludenti. E poi, neanche a dirlo, una marea di recensioni!

Un abbraccio fortissimo,
Siham

martedì 13 dicembre 2016

Recensione: Felici i felici di Yasmina Reza

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi propongo la mia opinione su un breve romanzo, Felici i felici, in cui regna il fatalismo e la desolazione umana, in cui i rapporti umani vengono demoliti assieme alle loro ambizioni e alla tanto desiderata felicità.


Titolo: Felici i felici
Autore: Yasmina Reza
Editore: Adelphi
Prezzo: €18.00
Data di uscita: 16 ottobre 2013

Trama:
«Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell’amore. Felici i felici»: questa «beatitudine» di Borges, da cui Yasmina Reza ha tratto il titolo del suo romanzo, ci dà subito una chiave per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Se infatti uno dei personaggi, una donna, afferma: «Le coppie mi disgustano, mi disgusta la loro ipocrisia, la loro presunzione, la loro vieta connivenza», un altro dichiara al suo analista: «Quando sono a casa ho sempre paura che arrivi qualcuno e veda quanto sono solo». Perché la felicità – nell’amore o nell’assenza di amore, all’interno di una coppia o fuori di ogni legame – è un’attitudine: e si direbbe che, di tutti coloro che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte brucianti, a volte crudelmente comiche, quasi nessuno la possieda. I ventuno monologhi che qui si susseguono, in un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, formano un ordito i cui fili (tenui o pesanti come catene) collegano tra loro molteplici destini, tutti segnati dall’impervia difficoltà dell’incontro con l’altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, in dialoghi che schioccano come frustate, e dove sempre lampeggia il genio della donna di teatro, in un avvicendarsi di scene nel corso delle quali, infrangendo la superficie smaltata delle buone maniere, esplode la violenza, e in una costante oscillazione fra il registro drammatico e quello grottesco, Yasmina Reza conduce la "ronde" dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti traditi, amanti insoddisfatte e fedifraghi cinici, giovani fuori di testa e vecchi abitati dalla morte – senza mai allontanarsi dalla ferrea lucidità e dal realismo intransigente di chi cerca di dire la nudità di ciò che è.


Recensione:
Perfino la vita, a lungo andare, è un valore insulso. Perfino la vita, non crede?
Attirata dal titolo enigmatico e da un'autrice a me sconosciuta, mi sono avvicinata a Felici i felici con un leggero timore ma anche attratta dal fascino del primo racconto: un matrimonio che ormai ha toccato il fondo, dei dispetti insensati che la coppia si fa in pubblico, come dei bambini, non più attenti alle apparenze o ai giudizi dell'estraneo che in fila alla cassa del supermercato li osserva e sorride di quella coppia ormai spezzata. Un sorriso che dura poco, anche quello del lettore che ben presto si rende conto di star guardando la bassezza di un rapporto e la tristezza prende posto nel cuore, pronta a nutrirsi di altrettante storie simili.

Trovo abbastanza ignobile questo modo silenzioso che hanno gli uomini di restituirti al corso del tempo. Come se bisognasse ricordarci, a ogni buon conto. che l'esistenza è discontinua.

Quella di Yasmina Reza è un breve romanzo corale in cui ventuno racconti si intrecciano, si incontrano, si scontrano e si sovrappongono, destinati a formare un mosaico multicolore in cui, però, le tracce della frammentazione non sono invisibili. Ventuno persone legate tra di loro con il sangue, il matrimonio, l'amicizia, l'amore: l'essenziale della vita, si direbbe. Ventuno personaggi con altrettante storie da raccontare dal loro punto di vista, ventuno vite sotto il bisturi a forma di penna di Yasmina Reza, ventuno vite analizzate con spietata oggettività.
I mariti e le moglie che si fingono anticonvenzionali prendendosi gioco di coloro che ancora fanno i piccioncini, ignorando il malessere che si cela dietro ciascun individuo. Le tentazioni di ognuno di loro, quelle di avere gli amanti senza sconvolgere però la vita di nessuno; gli egoismi che colmano i silenzi notturni, le famiglie infelici che sembrano invece felici.

Il cielo è sopra la testa di tutti. Gli uomini attraversano tutti la stessa nebbia. Gli interni ci rimandano a noi stessi. La luce dei luoghi chiusi mi aggredisce nell'intimo. Colpisce gli oggetti e mi colpisce l'anima. Certe luci sopprimono in me ogni senso di futuro.

Felici i felici è un breve romanzo in cui i personaggi sono così antipatici, privi di virtù e morale, desolanti e disgustosi, bugiardi e traditori. E Yasmina Reza non risparmia nulla a loro, ma nemmeno a noi lettori che infondo sappiamo che l'essere umano è così. L'autrice, con una scrittura cruda e asciutta, senza compassione o senza addolcire l'amaro, ci racconta della desolazione umana, di quanto sia infinita la solitudine umana, di quanto di incommensurabile la disperazione per cui talvolta non riusciamo o non abbiamo il coraggio di abbandonare tutti quei rapporti nevrotici che tirano fuori il peggio di noi. Ventuno storie raccontate tramite frammenti di vita quotidiana in cui l'ambizione comune sembra essere la tanto desiderata felicità, che altro non è che il frutto di un talento, quello di essere felici, e non una condizione umana.
Felici i felici di Yasmira Reza è un libro in cui regna il fatalismo, crudele, pieno di cinismo; da leggere tutto d'un fiato perché tutto, seppur spiacevole o sconfortante, fa parte della vita nella sua interezza.
Nella morte siamo tutti soli.

giovedì 8 dicembre 2016

Recensione: Melody di Sharon M. Draper

Buongiorno, amanti della lettura!
Oggi vi parlo in modo sconnesso come tutte le volte in cui un libro mi ruba il cuore, di Melody. Un libro profondo, dalla scrittura diretta e disarmante, capace di far riflettere ed emozionare come poche storie. Melody è consigliato per tutti: per i più piccoli per educarli alla disabilità, per i grandi per spazzare via l'ignoranza, per tutti noi che spesso diamo per scontate e sottovalutiamo tutte le cose che abbiamo.


Titolo: Melody
Autore: Sharon M. Draper
Editore: Feltrinelli
Prezzo: €13.00
Data di uscita: 28 gennaio 2016

Trama:
Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità "registrazione". E non c'è il tasto "Cancella". È l'alunna più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Quasi tutti - compresi i suoi insegnanti e i medici - ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento, e fino a oggi le sue giornate a scuola sono state scandite da noiosissime ripetizioni dell'alfabeto. Cose da prima elementare. Se solo lei potesse parlare, se solo potesse dire che cosa pensa e che cosa sa... Ma non può. Perché Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Melody sente scoppiare la propria voce dentro la sua testa: questo bisogno di comunicare la farà impazzire, ne è certa. Finché un giorno non scopre qualcosa che le permetterà di esprimersi. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. Però non tutti intorno a lei sono pronti per quello che dirà. Età di lettura: da 12 anni.


Recensione:
Ci sono libri che sanno scavare dentro di te a tal punto da riportare a galla ricordi finiti nel dimenticatoio. Come Melody che da quel luogo della mente mi ha ricordato di quando avevo circa tredici anni, in quel parco giochi pieno di colori e di bambini sorridenti, io me ne uscii con una frase che subito dopo averla pronunciata sembrava aver rotto l'aria. Al ricordo di quella sensazione e di quelle parole, vorrei che si aprisse una voragine sotto i miei piedi e che mi inghiottisse. Melody è stato questo e tanto altro per me.

Soffro di tetraplegia spastica, detta anche paralisi cerebrale, una condizione che limita l'uso del corpo ma non della mente.

Melody mi ha fatta sentire impotente di fronte alle parole da lei pensate ma non pronunciate e mi ha fatta pensare a noi, noi che abbiamo questa straordinaria capacità di cui ci dimentichiamo, a tal punto che spesso usiamo per ferire chi amiamo; mentre Melody e tutti i bambini come lei, vorrebbero solo esprimere in lettere il loro amore a chi amore dà loro. Melody è una bambina così intelligente da lasciare sorpresi, da commuovere. E di commozione, mentre leggevo, ce n'è stata parecchia: di fronte a una disabilità pervasiva e ingiusta come quella di Melody, come sono ingiuste tutte le disabilità che esistono, il cuore si gonfia di tristezza. Perché Melody rappresenta tutti quei bambini noi definiamo speciali e, sebbene io odi questo termine perché non è altro che un modo meno palese di dire diverso, è anche un termine che si abbina perfettamente a loro e a Melody: una intelligenza acuta, una testardaggine e una determinazione che noi che abbiamo quattro arti funzionanti perfettamente usiamo poco per fare della nostra vita la vita che vogliamo davvero. E poi ci sono anche gli eroi senza mantello, quelli che lottano per la sopravvivenza dei propri figli, contro i pregiudizi delle persone, la compassione dai tratti dettati dall'ignoranza di altre persone, dalle infrastrutture non adatte alle carrozzine, dagli insegnanti incompetenti, gli scarsi progetti scolastici e coinvolgere questi bambini bellissimi e la retrogada idea che la disabilità è equivalente alla stupidità, secondo la quale equivale, per i più pragmatici, ad uno spreco di risorse.

Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi. Dentro di me le parole si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse.

Melody è un libricino che vale per tutta la vita, per tutti: profondo nelle sue poche pagine, si incolla nella mente. Mi sono commossa a leggere di Melody, di quei genitori così coraggiosi, della vicina di casa che ha sempre creduto nella bambina; mi sono commossa a leggere di altri bambini stupendi, di tutti quegli insegnanti che hanno deciso di curare questi bambini e ne hanno fatto uno scopo nella vita. Melody mi ha anche mostrato l'ignoranza delle persone, la cattiveria di alcuni bambini che, per carità, sono pur sempre dei piccoli ingenui ma che in qualche modo hanno assorbito i pregiudizi di chi li ha educati o, semplicemente, di questa società tumorale in cui il diverso è anormale e l'anormale è da evitare.
Melody, poi, mi ha riportato alla mente tutte quelle volte in cui mi trovo a lamentarmi delle piccole e insignificanti cose della vita quotidiana, che in quel momento sembrano meritare tutta l'attenzione del mondo, ma che con il senno di poi mi fanno solo sprofondare in una vergogna personale che è quasi peggio di quella pubblica perché impregnata dalla consapevolezza. Melody, infine, mi ha insegnato che anche lei, malgrado la sua disabilità, è riuscita a mettere quest'ultima in secondo piano quando una situazione peggiore si è abbattuta sulla sua famiglia. Ecco cosa mi ha insegnato quella testarda e fantastica bambina.

Quando dormo, sogno. E nei sogni posso fare ogni cosa. Quando si mettono insieme le squadre per i giochi in cortile, vengo scelta per prima. E corro come un razzo!

Sharon M. Draper in qualche modo con il suo romanzo parla anche in prima persona, come madre di una bambina disabile, e lo ha scritto in maniera così semplice che, le parole sono importanti, scivolano via lasciando qualcosa di più profondo e radicato nell'anima del lettore. Capace di far riflettere, ridere, piangere, arrabbiare, emozionare, Melody è un libro perfetto che reputo essenziale nella letteratura per ragazzi, e non solo, perfetto per tutti coloro che danno per scontato tutto.

Io me ne sto lì, immobile. Il mondo intorno a me, che stamattina presto sembrava di cristallo, si è trasformato in un vetro rotto.

martedì 6 dicembre 2016

5 libri + 1 che non riesco a recensire


Buongiorno, amanti della lettura!
Tutti noi, prima o poi, ci siamo trovati nella situazione in cui non siamo riusciti a parlare o scrivere di un libro in particolare; vuoi perché lo abbiamo amato troppo, vuoi perché ci è indifferente, vuoi perché, davvero, non sappiamo come farlo e le parole ci muoiono in bocca. Che abbiamo un blog, che invece durante una cena non riusciamo a dire a quell'amico lettore perché (non) dovrebbe leggere quel libro specifico, tutti ci siamo trovati in questa situazione. Oggi vi parlo di quelle letture che, personalmente, mi hanno messa più in difficoltà.



Quella vita che ci manca di Valentina D'Urbano e non solo:  non c'è niente da fare, io non riesco a recensire i libri di Valentina D'Urbano. In genere mi trovo molto in difficoltà con tutti i libri che mi lasciano il segno, ma con lei continuo a sentire una turbine di emozioni e di parole che non vogliono placarsi per permettermi di ordinare le idee e buttare giù due righe. Non c'è niente da fare, sì.


Il grande futuro è un romanzo che ho aspettato così tanto e che alla fine ho divorato di due notti. L'ho amato dalla prima all'ultima pagina ma non riesco a recensirlo o a parlarne in maniera adatta, se esiste una maniera adatta, perché il libro tocca corde molto intime e vicine a me. L'islam, la religione, il mondo arabo, sono anche il mio mondo, così pieno di contraddizioni come tutte le religioni, tanto da coinvolgermi troppo e sarebbe tutto un nero contro bianco, un sì contro un no.


Amo Giulia Carcasi, ma con Tutto torna mi ha messa sotto dura prova perché ho avuto difficoltà a capirlo e per giorni ho girato per casa pensandoci. Alla fine penso di averlo capito, ma non so come parlarne senza esitazione o tanti punti di sospensione. Sembra che parli dell'uomo, Tutto torna, dell'uomo mondo.


Voglio vivere una volta sola, un libricino che mi ha spezzato il cuore per l'infinita tristezza che lo caratterizza. Fondamentalmente è questo il motivo per cui non riesco a recensirlo: è troppo triste e nessuna parola del mio vocabolario riuscirebbe a descriverlo senza soffermarsi a riprendere fiato.


Io prima di te è un Quasi amici letterario a sessi opposti, per questo l'ho un po' snobbato sin dall'inizio. Ma alla fine ho ceduto e l'ho letto, sarà che mi piace andare controcorrente o che ho un problema con i libri acclamati dalla maggioranza dei lettori, ma io l'ho trovato abbastanza mediocre. Così, non so come recensirlo senza dire solo "è mediocre e mi aspettavo di più". Tutto qui.


Amo i classici, non ce n'è uno che non mi sia piaciuto anche se ancora devo depennare qualche titolo dalla lista di quelli da leggere prima di morire. Tuttavia io non riesco e mi rifiuto di recensirli. Perché? Perché non mi sento all'altezza.
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E voi, amanti della lettura? C'è qualche libro che vi mette in difficoltà, ancora oggi, nonostante il tempo passato, e di cui non riuscite ancora a parlarne? Se sì, quale?

venerdì 2 dicembre 2016

Riepilogo mensile di novembre

Novembre è terminato con il suo clima bizzarro, perché obiettivamente fa caldo per essere quasi dicembre e qualcosa mi dice che quest'anno la neve la vedrò solo nei film natalizi di Italia 1. Ma nonostante le temperature non fossero così basse, sono riuscita ad ammalarmi e novembre, purtroppo, mi ha vista con poca buona salute. Novembre è stato anche il mese delle novità: tutte in una volta, tutte proposte che mi dicono che devo smetterla di svalutarmi perché, dài, sono in gamba. Forse. Novembre finisce quindi, e mi vede china sui manuali dell'università e con l'ansia a mille. Per fortuna solo leggendo mi sento meglio.


Finché notte non sia più è un romanzo che mi sembrava in linea con i miei gusti e, di conseguenza, avevo altissime aspettative. Purtroppo, però, qualcosa che ma mancava mi ha deluso. Vi dico cosa nella recensione.


Il segreto di Riverview College è uno di quei libri che ti fanno sentire dentro la storia con tutti i sensi. Poi, la Londra del 1900 è bellissima! Ve ne parlo meglio nella recensione.


L'anno dei fiori di papavero è l'ultimo romanzo di Corina Bomann, autrice perfetta per staccare dalla routine quotidiana e per avere qualche ora di piacevole relax. Vi dico di più nella recensione.


Felici i felici è un breve romanzo-vita: ventuno storie tutte collegate tra di loro dai legami di sangue e non, tutte storie che raccontano delle ambizioni e solitudini umane in maniera cruda e crudele.


Tutti che aspettano Eccomi, tutti che si fiondano in libreria per Eccomi, tutti che amano Eccomi. Tutti tranne pochi, tra cui la sottoscritta: l'ultimo attesissimo romanzo di Foer è stato per me una lettura lentissima e faticosissima. Avrei tantissime altre critiche da fargli, e ve ne parlerò presto.


Il sistema di Gordon mi ha un po' tolto le parole di bocca, nel senso che ancora non so cosa pensarne e mi richiederà ancora qualche giorno di riflessione. A presto con la recensione.
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E voi, amanti della lettura? Com'è andato il vostro novembre? Letture belle o brutte? Come sempre sono curiosissima di sapere la vostra opinione :)
Un abbraccio!
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