Riepilogo mensile di dicembre

Buongiorno, amanti della lettura!
Dicembre ha chiuso le porte a questo meraviglioso anno appena passato. Con le sue lucine, l'odore di biscotti appena sfornati, una leggera allegria nell'aria, le note delle canzoncine natalizie più celebri che ci accompagnano nelle nostre giornate. Dicembre è stato un mese davvero faticoso per via delle numerose cose da fare e gli imprevisti di salute di chi amo, e anche per via degli esami che mi hanno portata a studiare moltissimo. Dicembre termina così, come ogni anno, ma diversamente dal precedente, mi vede più fiera e orgogliosa di me stessa. Anche un po' felice, sì.
Per quanto riguarda le letture di dicembre, invece, sono state brevi e portatrici di certezze. Ma il migliore rimane Il caffé delle donne.


Il caffè delle donne è un libro rivelazione per me: l'ho amato dalle prime pagine, attratta dalla giovane autrice e dalla bellissima aspettativa di ritrovare un po' di me nella storia e nella narrazione. Un libro meraviglioso che ho divorato, con il cuore che batteva a mille e la nostalgia a sfogliare le pagine.


Cuore di cane è un classico a cui mi sono approcciata l'anno scorso, ma evidentemente non era il momento giusto, L'ho ripreso in mao in un periodo frenetico dove volevo avere una certezza, e i classici per me lo sono. Un racconto geniale che tutti dovremmo leggere se abbiamo già letto George Orwell.


Macbeth è una delle opere teatrali di Shakespeare che ancora non avevo letto e, approfittando della mia continua ricerca di certezze, ho deciso di leggerlo e, inutile dirlo, mi è piaciuta.


Mi chiamo Lucy Barton, invece, è un libro che molti aspettavano e che io ho snobbato fino alla fine di dicembre. Non posso dire di aver fatto male, perché alla fine la storia di questo amore materno l'ho letta e l'ho anche amata. Meglio tardi che mai, no?


Tasmania Blues è una di quelle trame che dicono poco o nulla del libro e l'unica cosa da fare è decidere: buttarsi nel buio o risparmiarsi questo atto di coraggio? Io mi sono buttata, perché amo le storie misteriose e le trame che si nascondono promettendoti emozioni forti, ma ancora non ho deciso se il salto nel buio sia andato a buon fine oppure no.


Volevo essere una gatta morta è la prima opera di Chiara Moscardelli che, come sapete, adoro ed è il rimedio al mio malumore, nonché l'unica autrice che riesce a farmi ridere di gusto. Tuttavia, però, quasi quasi avrei preferito non leggere il suo primo libro. Noioso e capace di irritare, ma poi io non capito: ho letto l'autobiografia della Moscardelli?
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Di alcuni di questi libri presto arriveranno le recensioni e non vedo l'ora di parlarvene. Ma che mi dite delle vostre di letture?

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