Living Ramadan: tra fede e tradizione

Quando chiedi ad un bambino quand'è il Ramadan , egli ti risponde dicendoti: “quando la mamma sta in cucina e inizia a sfornare i dolci e l’aria si fa più elettrica ed intensa.” 
Quando feci a mio cuginetto più piccolo questa domanda mi porse in mano Shebbakia, ancora caldo e colante di miele. 
Il bello di ritornare bambini è riscoprire il sentimento di questo mese sacro ai musulmani dopo l'attesa palpabile nell'aria durante tutto l'anno; la gente si fa frettolosa, più bella, più appassionata. Le donne dominano le scene con prelibatezze. 
Da qui, in Italia, ho sempre visto l’arrivo di questo mese sacro quasi come si attende il Natale per i Cristiani, con la sensazione che tutto brillasse di luce nuova e differente. Quando sono in Marocco, il mio paese cambia completamente volto, si anima e si agghinda di festa.
I giorni del digiuno diventano un rito comune a tutti, in cui non si può bere e mangiare, astenendosi da ogni piacere carnale, sino al crepuscolo, quando il sole tramonta e la prima stella della sera appare alta e gloriosa in cielo.  E’ difficile, certo, ma è il mese in cui il musulmano mette in atto la sua fede temprando e mettendo alla prova la propria spiritualità. 


Ricordo la prima volta che provai il digiuno, mi sono sentita stanchissima e mancava solo qualche ora prima della sua rottura. La nonna mi fece sedere a sé e iniziò a raccontarmi di quando lo fece lei la prima volta. A sentire la sua storia, mi sentii orgogliosa di aver superato l’esame. Tradizione vuole che la rottura del digiuno avvenga con un dattero e latte, così come fece il profeta Muhammad.
Quella volta lo presi quasi come fosse il sacro Graal. Credo di essere rimasta travolta dalla sua dolcezza. 
E lì compresi il valore del digiuno per l’uomo: un momento considerato di purificazione, di una ricerca interiore di se stessi e di ritrovo di equilibrio e serenità nel fortificare il proprio spirito, tra digiuno e letture del Corano mentre i demoni tentatori vengono scacciati dal mondo degli uomini.
In Marocco, come in ogni paese arabo, lo si sente di più e lo si condivide di più, l’aria di festa ti entra sottopelle come i brividi e lo si avverte con i profumi di cibi e spezie nell’aria. L’avvicinarsi della sera che il mondo si fa più vivo. 
L’Iftar, il momento più atteso della giornata, è conosciuto come il grande banchetto nel quale ogni famiglia mette in mostra le migliori leccornie, tra cui “Harira”, zuppa di pomodoro e ceci, la “shebbakia”, dolce di miele acqua di rose e sesamo, “basbousa”, dolce fatto di semola di cous cous etc. La tavola diventa l’opera d’arte delle mamme e delle donne di famiglia, una meraviglia per occhi, naso e bocca. 
E’ il momento di condivisone della giornata e delle fatiche affrontate.


La notte più significativa di questo mese è quella del 26/27, in cui vi è Laylat Al Qadr, ovvero la notte del destino, dove si dice che le porte del Paradiso vengono aperte. In tale notte in Marocco le bambine che digiunano per la prima volta vengono vestite con abiti tradizionali principeschi proprio per celebrare la loro entrata nel mondo dei grandi. 
In breve, per me il periodo di Ramadan, è l'opportunità di accrescere il proprio spirito e fortificare la fede in Allah, affrontando il digiuno e le consecutive varie difficoltà che ci vengono messe davanti con serenità facendo uno sforzo per migliorare sempre e comunque e allo stesso tempo quella di accrescere il legame con la famiglia e imparare a ritrovare la pace dei piccoli attimi. 
Con questo, auguro Ramadan Mubarak a tutti! 


Wafaa El Antari

Commenti

  1. Davvero interessante questo post, soprattutto per conoscere un po' meglio le culture che ci sono più lontane e che, spesso, vengono viste in malo modo!

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  2. Questa sera preparo a mio marito la parmigiana di melanzane (piatto italiano che lui adora) e festeggiamo il primo pasto insime di questo anno (il poveretto lavora fino a tardi e ha dovuto mangiare da solo al lavoro nei primi giorni di questo mese). Ti auguro un bellissimo mese di Ramadan, in pace e vicino a Dio e agli uomini e donne di cuore.

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